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Fotogiornalismo


L’intuito e la sensibilità di un fotogiornalista possono regalare immagini come questa, dove l’emozione è realmente tangibile. Osservando fotografie simili non siamo più spettatori passivi ma veniamo spinti a domandarci cosa stia succedendo e che sensazioni stiano provando le persone ritratte.
Questo è fotogiornalismo!


E’ un momento delicato dove per un fotografo l’imprevisto è dietro l’angolo: gli ospiti attendono l’uscita degli sposini dalla chiesa per sommergerli di auguri e spesso l’inquadratura scelta può essere compromessa dai movimenti delle persone. Un fotogiornalista deve essere capace di trovare la posizione giusta e catturare il momento in maniera impeccabile, senza interferire nella scena.


Improvvisamente gli amici decidono di prendere lo sposo e di lanciarlo in aria proprio sul sagrato della chiesa! E’ un momento incredibile, divertente e festaiolo, e noi siamo stati bravissimi a intuire ciò che stava per accadere. Abbiamo scelto l’inquadratura e abbiamo regolato l’esposizione, tutto in pochi secondi, ottenendo questa splendida immagine. La presenza della sposa che partecipa allo scherzo vale letteralmente oro e testimonia la nostra maestria nel comporre la ripresa.


Non li tiene più nessuno! Gli amici onorano gli sposi e il loro matrimonio con una festa degna di questo nome. E’ musica, ballo, vino, canti e urla di felicità. E’ il desiderio di ogni coppia e noi di Ray Clever abbiamo fatto in modo che tutto ciò restasse per sempre a loro come un tesoro che abbiamo contribuito a rendere eterno grazie alle nostre fotografie.


E’ una foto che come uomo, più che come fotografo, avrò per sempre nel cuore. Giorgia balla con suo padre e non le è più possibile contenere la commozione. Piange. Alza gli occhi e istintivamente si asciuga le lacrime. Non vi nego che anche in me la commozione era forte e ho intuito che non mi sarebbe bastato immortalare il momento: ho deciso di alzare l’orizzonte della ripresa che avevo pensato inizialmente e di usare le linee verticali del soffitto come linee direzionali che hanno dato una dinamicità particolare a questa foto rendendola unica anche dal punto di vista compositivo. Che dire di questa foto? Credo che racchiuda tutta una vita di amore reciproco tra un padre e sua figlia. Amo ripetere che non importa il contesto e non conta l’allestimento floreale. Ciò che dà valore è il sentimento vissuto in quel preciso istante, e questa foto lo dimostra.


Expo 2015 - Prima conferenza stampa ufficiale di presentazione.
Erano presenti il commissario unico Expo Giuseppe Sala, il ministro Martina, il presidente della regione Lombardia Maroni, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia e Sergio Silvotti, presidente della fondazione Triulza. Naturalmente la presenza di tutte queste personalità di spicco ha richiamato decine di giornalisti, di fotografi e di inviati e in questi casi il fotografo che opera con tecnica fotogiornalistica è l’ideale. Sa come muoversi e rapportarsi con i colleghi, non crea problemi a chi partecipa alla conferenza e lavora realizzando immagini mai fini a se stesse ma sempre ricche grazie a inquadrature precise e alla scelta della giusta espressione del volto dei soggetti.


La Millemiglia. Dove c’è azione c’è un fotogiornalista. Abbiamo documentato la Millemiglia in più occasioni e abbiamo scelto di proporvi questa immagine sportiva realizzata con una tecnica utile a conferire ancora più dinamismo, grinta e poesia a una scena già di per se interessante che ha come protagonista una vettura dal colore vivace e contrastante con lo sfondo.


Una parata per le vie centrali di Gerusalemme. L’intenzione era quella di accostare più elementi per contestualizzare l’immagine e darle un sapore più reale e quindi vivo: la Stella di David in primo piano con la banda, le majorettes con i loro allegri palloncini colorati sullo sfondo, il pubblico sulla sinistra a completare il tutto. La diagonale da sinistra a destra e la verticale formata dal semaforo a sinistra danno l’idea esatta di come un bravo fotogiornalista deve essere capace di comporre l’inquadratura in un batter di ciglia mentre l’evento è in corso e muta in continuazione.


Gerusalemme. Se negli eventi di tipo istituzionale deve essere più che discreto nel comportamento e nell’abbigliamento, in luoghi come il Kotel (detto anche volgarmente ‘Muro del Pianto’) il fotogiornalista deve essere una sorta di creatura invisibile ma allo stesso tempo cordiale e pronta a rapportarsi con chi vi si reca per pregare. La foto che vi proponiamo è molto interessante come composizione oltre a rendere perfettamente l’atmosfera del momento, dove ebrei di ogni provenienza sono raccolti in preghiera. Una simmetria quasi perfetta dove i libri sacri fanno da base in primo piano mentre le sagome nere sfocate si stagliano contro le pietre chiare millenarie del Kotel.



Questa foto dimostra come più di 15 anni fa si rivelò azzeccata la nostra personale intuizione di abbinare la tecnica fotogiornalistica alla fotografia di matrimonio. Simchat Torah è una festa più intensa e certamente più partecipata di quella che può essere la festa per un matrimonio, ma è altrettanto vero che ogni evento è particolare, significativo e ha sempre una sua complessità in quanto vissuto da persone, ognuna con la propria storia e i propri sogni. Spetta all’uomo fotografo interpretare e rendere al meglio la scena alla quale viene chiamato a lavorare come professionista.