Efficienza e Funzionalità del Sistema Anticaduta: Percorsi di Accesso e Transito in Copertura
Il presente articolo vuole essere un’ analisi basata (ovviamente anche sulla nostra esperienza) su cosa è esattamente un PERCORSO e le modalità di TRANSITO di un operatore su una copertura in base alla definizione data dal DPR 18 dic 2013 aggiornato dalla Delibera n 606 del 30-95-2022
La definizione di PERCORSO è quella riportata al CAPO 1, Art.3, comma e), così recita:
“Per percorso di accesso alla copertura, il tragitto che un operatore deve compiere internamente o esternamente al fabbricato per raggiungere il punto di accesso alla copertura”
La definizione di TRANSITO è quella riportata al CAPO 1, Art.3, comma g), così recita:
“Per transito ed esecuzione di lavori sulla copertura, la possibilità di spostamento e di lavoro in sicurezza sulla porzione di copertura oggetto dell’ intervento, atta a garantire la ragggiungibilità di tutte le componenti ai fini manutentivi”
Qualche considerazione in base a situazioni veramente trovate “sul campo” e a nostro vedere di dubbia funzionalità:
Per PERCORSO si intende normalmente quello che dal livello suolo permette di arrivare al piano copertura, questo può essere interno, esterno, misto…. e deve svolgere una precisa funzione, ossia portare l’ operatore alla quota prefissata in SICUREZZA.
Le attrezzature più comuni utilizzate (scelta effettuata dopo attenta valutazione da parte di un tecnico progettista) sono le scale a tipologia metallica (normate dalla UNI EN 131), le scale “gabbia” normate dalle EN 353-1/EN 353-2, e ISO 14122-4 e parando di soluzioni provvisorie o semi provvisorie, trabattelli o ponteggi.
La normativa impone al progettista di effettuare una serie di valutazioni che lo porta in base al tipo di intervento ed alla gerarchia dettata dalla normativa a progettare un percorso dotato di certe caratteristiche piuttosto che un altro.
Ma ai più attenti magari sarà venuto un altro dubbio: un edificio che ha un livello sopraelevato (la classica “piccionaia” in una casa colonica) senza possibilità di accederci INTERNAMENTE…come deve essere gestito dal punto di vista dell’ anticaduta ?
La risposta è semplice, ma tutt’altro che scontata….e che incontra spesso pareri poco favorevoli da parte dei committenti, architetti molto attenti all’ estetica dei prospetti, oppure quando si va ad intervenire su edifici interessati dei vincoli a tipologia paesaggistici / storici estremamente restrittivi.
Esistono deroghe al riguardo (da valutare ovviamente caso per caso), ma normalmente per superare un dislivello che sia oltre i 30-40 cm..la normativa parla chiaro… devono essere predisposti specifici (ed ulteriori accessi verticali fissi o permanenti in certi casi) che permettano al’ operatore (con DPI indossati) di arrivare in presenza del dislivello e superarlo SENZA DIFFICOLTA...vedasi il secondo punto analizzato "IL TRANSITO"
Ci è capitato di vedere sul campo cose a nostro parere abbastanza discutibili dal punto di vista funzionale/ operativo, tipo l’ applicazione del concetto che l’ operatore “X” si porti da terra (mentre sale sulla scala del percorso principale) una ulteriore scala che gli servirà poi per salire sui livelli più alti della copertura
Tale concetto dettato dalla “pratica dell’ arrangiamento” potrebbe essere a nostro vedere messo in pratica dal proprietario (privato) della copertura (si sa…giusto o sbagliato che sia…qua si esula dal rispetto delle norme di sicurezza mentre si lavora sul PROPRIO edificio), ma NON prevedere una condizione di percorso e di transito dedicata alla imprese che salgono in copertura per effettuare dei lavori commissionati dai rispettivi proprietari !
Altre cose viste….(più nei lavori di vecchia data, questo va detto)….percorsi verticali realizzati con scale “fatiscenti” oppure previsione di utilizzo di scale portatili “appoggiate” al muro senza nessun tipo di ancoraggio di sicurezza……il discorso sarebbe lungo ma ci fermiamo qua per semplicità espositiva.
Il nostro studio effettua consulenze per nuove installazioni ed effettua revisioni su sistemi anticaduta già esistenti: provvede inoltre a progettare la soluzione più idonea per la Vostra copertura e grazie alla STRETTA collaborazione con ditte istallatrici altamente professionali riusciamo a gestire tutta la pratica, INSTALLARE IL SISTEMA PIU’ IDONEO PER LA VOSTRA SITUAZIONE e consegnare un prodotto finito assolutamente a norma che di fatto Vi tutela in occasione di futuri lavori da effettuare in copertura.
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