Analisi di un Caso Reale: Criticità del Sistema Anticaduta, Errore del Progettista? (Ott.2026)

Nel settore della sicurezza in quota e dei lavori di manutenzione in copertura, l'insorgere di una criticità o di un infortunio solleva immediatamente un interrogativo decisivo: di chi è la responsabilità legale e operativa?


Lo spunto per scrivere questo articolo è venuto fuori da un caso reale, vediamolo insieme: FIRENZE, centro storico, edifici in linea, coperture affiancate….


Su una copertura (A), ristrutturata di recente, quindi diciamo verificabile (a livello di carichi di esercizio) come calpestabile ai sensi delle NTC 2018 e smi, è installato un sistema anticaduta (dotato del suo bel fascicolo ETC) che permette di raggiungere ed operare su tutto lo sviluppo della copertura.


Sulla copertura (B) di fianco (fra le due ovviamente NON ci sono delimitazioni a tipologia fisica), diciamo a 50 cm dal confine , è presente un grosso lucernario complanare al tetto (o quasi) realizzato negli anni ’50 che non garantisce assolutamente la calpestabilità in sicurezza di questo punto.


La committenza deve far effettuare dopo degli anni dei lavori in copertura e chiama una ditta......


Ipotizziamo per una serie di fattori sfavorevoli che l’ operatore “X” mentre sta camminando sulla copertura A, ancorato con i necessari DPI idonei, perda l’ equilibrio , “invada” la copertura (B) e precipiti per 2-3 metri (essendo bene o male ancorato) all’ interno dell’ edificio (B) procurandosi gravi ferite per contatto con parti taglienti (vetro) e con elementi strutturali della copertura (conseguenza…..inabilità permanente… caso di infortunio importante, intervento delle forze dell’ ordine, Usl e/o Ispettorato lavoro) .


Nello specifico caso….a chi può essere ricondotta la colpa ? Esiste un unico colpevole ? E ‘ possibile che tutte le parti interessate (committenza, progettista, ditta installatrice del sistema) possano essere “invitati” a comparire davanti ad un giudice ?


Senza volersi sostituire ad avvocati, accusa e giudici (ci mancherebbe altro), proviamo ad effettuare giusto una semplice analisi per provare a verificare chi potrebbe essere più o meno colpevole dell’ accaduto:


Il progettista ?


Se il progettista ha progettato un sistema anticaduta a norma in relazione alla copertura per il quale ha avuto l’ incarico, indicando esattamente i confini della copertura su cui operare ….diremmo di no.


La ditta installatrice ?


Se ha eseguito in toto il montaggio del sistema anticaduta rispettando fedelmente le geometrie e distanza operative prescritte dal progetto, diremo di no…… Se non l’ avesse rispettate, altro discorso…..molto diverso !


La Committenza ?


Sulla responsabilità della Committenza, avremmo qualche dubbio in più, in quanto andrebbe capito come si sono svolti effettivamente i fatti:


1)SE la committenza ha fatto eseguire le previste manutenzioni sul sistema, ha scelto una ditta “valida” verificando tutta la documentazione di sicurezza, corsi di formazione, richiedendo il POS (concettualmente dedicato, non un “copia incolla”) ed ha mostrato in modo dettagliato alla ditta l’ ETC (ipotizzando che questo sia realizzato in modo ineccepibile !) richiedendo magari pure una dichiarazione di “corretta comprensione del documento”….diremo che in questo caso l’ infortunio verrebbe con ogni probabilità classificato come evento accidentale senza conseguenza per nessuno, a parte (purtroppo) il povero lavoratore che ha avuto la sfortuna di incappare in una situazione non prevedibile.


2)SE invece la Committenza avesse scelto (come accade spesso) una ditta tecnicamente non ben “preparata”, omettendo di richiedere i documenti e omettendo pure di mostrare l’ ETC …..(a cosa serve se poi lo si tiene in un cassetto?) ……..nello specifico caso secondo noi…una bella parte di colpa verrebbe ravvisata per omissione di questi “apparenti” semplici gesti e probabilmente il committente verrebbe condannato.


Sarebbe stato possibile ragionare diversamente in fase progettuale progettando un sistema che impedisse di fatto il raggiungimento di tale area potenzialmente pericolosa ? E quindi ridurre ai minimi termini un fattore di rischio ben evidente anche se NON presente sull’ area di intervento ?


Probabilmente SI…...