Per "consulenza" si intendono tutte le attività svolte al di fuori del contesto sanitario di diagnosi e cura. Non è presente una patologia da guarire , ma un problema esterno alla persona da risolvere . Colgo l'occasione per ricordare qui che la principale differenza tra un laureato in psicologia e un laureato in medicina è lo studio approfonditissimo, da parte dello Psicologo, dei processi di sviluppo, crescita, cambiamento e decisione in adulti sani normali , totalmente al di fuori della patologia, mentre il Medico (e successivamente lo Psichiatra) vengono formati quasi unicamente a riconoscere e trattare ciò che è ritenuto patologico, cioè diverso dalla normalità, e pertanto risulta più difficile intervenire sulla normalità per migliorare i processi decisionali , eliminare o ridurre stereotipi e pregiudizi , valutare correttamente le proprie possibilità , i punti di forza e quelli di debolezza , pianificare un cambiamento (di carriera, di lavoro, di vita, di ambiente, di stile comunicativo, di abitudini ecc.
Queste sono appunto le aree in cui si parla di "consulenza" psicologica.
Tipico è il caso dei genitori che chiedono come comportarsi di fronte agli imponenti cambiamenti emotivi e comportamentali del figlio o della figlia adolescente. Vogliono sapere come gestire l'aggressività o l'impulsività che prima non erano presenti, ma non chiedono che il figlio venga "curato" da ciò che è assolutamente normale e che anche loro stessi si ricordano di avere vissuto (faccio qui riferimento a situazioni appunto NON patologiche); essi chiedono che vengano loro fornite delle COMPETENZE educative che si accorgono improvvisamente di non possedere.
Richieste simili possono venire dagli insegnanti di una scuola superiore o di un centro giovani. In questi casi si parla di Empowerment , cioè di miglioramento delle potenzialità e delle capacità, oltre che dell'aumento di possibili opzioni disponibili, perché " quando l'unico strumento che si possiede è un martello, ogni cosa sembra un chiodo ", e invece lo Psicologo fornisce nuovi strumenti interpretativi e di intervento che servono a migliorare le prestazioni dei singoli individui che agiscono all'interno di un dato sistema.
Un altro esempio importantissimo è la possibilità di ottenere informazioni e strumenti adeguati per i familiari di chi soffre di un dicturbo psicologico o comportamentale. In particolare nei casi di alcolismo, tossicodipendenza, gioco d'azzardo e altri comportamenti di addiction è vitale fornire ai familiari o alle persone significative che ruotano intorno al dipendente informazioni corrette circa il problema e soprattutto riguardo alle possibili soluzioni di tale problema. Spesso, se i familiari o chi sta accanto ad una persona che soffre di dipendenze patologiche ricevono il giusto aiuto sotto forma di consulenza, anche se il soggetto in questione non è in trattamento, i familiari riescono ad aiutarlo meglio e a motivarlo a cercare aiuto anziche mantenerlo inconsapevolmente in un circuito di dipendenza.
La consulenza è un rapporto meno formale della psicoterapia, comporta spesso l'assegnazione di letture adeguate al contesto, è di solito breve (4 - 5 incontri) e non implica la necessità di un percorso diagnostico su chi richiede la consulenza, pertanto si concentra immediatamente sull'analisi del problema e delle possibili soluzioni.