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Alessandro benetton: i giovani sono il futuro, mi ispiro ai miei figli

Nel libro “Mai fermi”, Alessandro Benetton parla delle persone che hanno segnato il suo percorso. Tra queste ci sono anche i figli Tobias, Agnese e Luce, che considera una fonte quotidiana di ispirazione e un punto di riferimento per comprendere le nuove generazioni.


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Alessandro Benetton: i miei figli sono una grande fonte di ispirazione


Nel suo ultimo libro “Mai fermi”, Alessandro Benetton racconta di alcune persone incontrate durante il cammino che, in un modo o nell’altro, hanno avuto un impatto decisivo sul suo percorso umano e professionale. Tra questi “maestri”, accanto ai nomi di figure come Michael Schumacher e Andy Wharol, ci sono anche i suoi tre figli Tobias, Agnese e Luce Benetton . L’imprenditore parla del rapporto con loro come una fonte continua di ispirazione. “ La paternità mi ha arricchito. Ogni giorno imparo qualcosa di nuovo da loro ”, sottolinea in un’intervista rilasciata a “Gente”. “ Il loro modo di guardare il mondo, di farsi domande, di cercare senso e futuro per tutti i ragazzi della loro generazione mi spinge a non smettere mai di evolvere ”. Grazie a questa relazione, basata su dialogo e reciprocità, Alessandro Benetton afferma di riuscire a comprendere meglio le trasformazioni della società e di avvicinarsi di più ai giovani. “ In loro vedo la forza della discontinuità, quella capacità di rimettere in discussione ciò che diamo per acquisito e di aprire strade nuove. Mi interessa dialogare con loro, capire come ragionano, quali intuizioni hanno prima degli altri. E, allo stesso tempo, desidero condividere quello che ho imparato ”.


Alessandro Benetton: le nuove generazioni hanno bisogno di esempi, vicinanza e opportunità


Per Alessandro Benetton , la fiducia nelle nuove generazioni non è soltanto un principio teorico ma una filosofia che guida le sue iniziative imprenditoriali. Ne è un esempio l’Innovation Hub di Fiumicino. Inaugurato tre anni fa, è uno spazio dedicato allo sviluppo di soluzioni innovative per il settore aeroportuale dove giovani startupper italiani e stranieri collaborano sul campo per testare nuovi servizi e tecnologie, insieme a tecnici e passeggeri. Un anno fa Alessandro Benetton ha inoltre rilanciato la “Unhate Foundation”, onlus che punta a contrastare la cultura dell’odio andando ad agire sulle sue cause più profonde attraverso iniziative educative e culturali indirizzate ai giovani. Allo scopo di amplificare i propri messaggi, la realtà si rivolge loro anche attraverso la lingua che conoscono meglio: quella del digitale. Basta guardare ai componenti del comitato scientifico di Unhate – podcaster, content creator, imprenditori, studenti, divulgatori, sportivi e musicisti under 30 – per vedere riflessa la convinzione di cui l’imprenditore si fa portavoce: i giovani non hanno bisogno di critiche, ma di esempi, vicinanza e opportunità.