Tutto sulla “Nuova” Norma Armonizzata UNI EN 17235:2024 (Linee Vita)
COSA PREVEDE LA UNI EN 17235:2024 in sostanza ?
Fino ad adesso i dispositivi destinati all’ installazione in copertura (o comunque ove ci sia stato il rischio di caduta verso il basso) erano qualificati diciamo su base volontaria (vedasi rif. alle norme UNI EN) e si basava su norme tecniche, procedure interne e prove di laboratorio non sempre standardizzate e non sempre verificate da organismi competenti.
La UNI EN 17235 introduce invece un sistema europeo armonizzato , con criteri uniformi e verifiche effettuate a carico di enti indipendenti e accreditati, consentendo di dichiarare e confrontare (almeno in teoria) le prestazioni di ogni singolo prodotto in modo trasparente e riconosciuto, come esito finale a superamento dellke specifiche prove, OGNI prodotto avrà impresso la dicitura CE
Come facile intuire di “nuovo” in realtà non c’è nulla, se non che AD ORA la nuova classificazione è in un periodo transitorio e dovrà essere reperita completamente entro (e non oltre) il 9 AGOSTO 2027.
A partire da questa data, i progettisti dovranno richiedere unicamente prodotti classificati secondo tale nuova norma e gli installatori dovranno montare esclusivamente questi nuovi ancoraggi producendo una serie di documenti a corredo diversa da quella attuale,.
IN COSA SI DIFFERENZIA LA UNI EN 17235:2024 E COSA DOVRANNO FARE I PRODUTTORI, PROIGETTISTI ED INSTALLATORI PER ADEGUARSI IN TEMPO UTILE ?
Iniziamo con il dire che NON tutti i dispositivi verranno interessati da questa norma : ad ora (eventuali aggiornamenti saranno predisposti in futuro) sappiamo che gli ancoraggi di Tipo B e Tipo E normati dalla EN 795 continueranno a essere disciplinati dalla EN 795 e non rientreranno nella marcatura CE prevista dalla EN 17235.
1)EFFETTUAZIONE delle prove in condizioni reali e non simulate in laboratorio
Uno degli aspetti più innovativi introdotti dalla norma è l'obbligo di eseguire prove specifiche ai fini di ottenere una rappresentazione statica, visiva e realistica di un progetto e/o di un prodotto in via di sviluppo, quindi il prodotto dovrà essere testato su:
- materiale reale (calcestruzzo, acciaio, legno, lamiere di copertura)
- utilizzando i fissaggi effettivamente previsti dal produttore
- con configurazioni che riproducono fedelmente le condizioni di realizzazione in cantiere
- valutando nell’ insieme il comportamento dell'intero sistema installato in copertura
Il comportamento reale di un dispositivo diventerà quello di riferimento , a differenza di quello valutato fino ad adesso che era quello ideale di laboratorio
2)Rappresentazione di tipo “DEDICATO” per sistemi non standard:
SE un sistema di copertura non rientra tra i modelli standard previsti dalla norma, il produttore può utilizzare una rappresentazione dedicata, progettato per riprodurre fedelmente la configurazione reale di installazione. La norma NON limita di per sé le soluzioni innovative, ma di fatto le integra in un sistema di valutazione rigoroso e strutturato.
3)Le Classi di resistenza alla corrosione
Fino ad ora , la valutazione si basava su test effettuati in condizione di nebbia salina che non fornivano di fatto un'indicazione chiara sull'idoneità del dispositivo nei diversi ambienti reali (inquinati, salmastro, etc)
La EN 17235 introduce invece un sistema basato su classi di resistenza alla corrosione normate , che identificano in modo preciso l'ambiente di utilizzo previsto:
- Ambienti interni
- Ambienti esterni standard
- Ambienti industriali
- Ambienti marini e/o comunque ad alta aggressività
Ogni classe corrisponde a requisiti specifici di resistenza
Per i progettisti, questo rappresenterà uno strumento concreto per scegliere in modo consapevole e appropriato la tipologia del prodotto più idoneo ad un determinato ambiente di fatto “superando” il semplice concetto di prodotto realizzato in acciaio inox o acciaio zincato.
4) Marcatura CE e sistema AVCP 1
Con la UNI EN 17235 , gli ancoraggi a tipologia permanente permanenti rientrano nel sistema AVCP 1 che di fatto prevede:
- Prove iniziali di tipo con il coinvolgimento di un organismo notificato
- Valutazione sistematica sul controllo di produzione in fabbrica
- Sorveglianza continua del processo
- Verifica effettuata da organismi indipendenti dal produttore sulle prestazioni effettivamente dichiarate
Nota: per AVCP 1 si intende il sistema di valutazione più rigoroso previsto dal Regolamento Prodotti da Costruzione (UE) n. 305/2011 (CPR). Viene applicato a prodotti da costruzione ad alto rischio o critici per la sicurezza
Di fatto questa procedura congiunta introdurrà un livello di uniformità e tracciabilità che prima non esisteva a livello europeo per questi prodotti.
5)Fine delle norme nazionali: UNI 11578 ?
La EN 17235:2024 comporterà quindi il ritiro delle norme nazionali contrastanti: la UNI 11578:2015 di fatto è stata ritirata dal catalogo UNI il 30 giugno 2026.
Come ovvia conseguenza anche le norme come la UNI 11578:2015 cesseranno di essere il riferimento normativo nazionale per la qualificazione dei dispositivi di ancoraggio permanenti.
5)E per gli installatori cosa cambia ?
A partire dal 9 agosto 2027 (AD ORA…) gli installatori potranno acquistare e installare ESCLUSIVAMENTE dispositivi di ancoraggio permanenti marcati CE secondo la EN 17235:2024.
Ogni prodotto sarà accompagnato da una DICHIARAZIONE DI PRESTAZIONE (DOP) , che ne definirà lo specifico campo di applicazione.
L'installatore insieme al progettista assumerà un ruolo centrale nella scelta del dispositivo, verificandone la coerenza con:
- Tipologia della copertura
- Materiale di supporto disponibile
- Sistema di fissaggio “prefissato”
- Condizioni ambientali di utilizzo
L'installatore DOVRA’ essere in grado di dimostrare quale prodotto ha installato, con quale lotto di produzione e su quale cantiere (tracciamento digitale del prodotto).
6)E la documentazione da fornire per immetterla nell’ ETC, cambia ?
Tutta la documentazione tecnica relativa al prodotto, inclusa la DoP ( DICHIARAZIONE DI PRESTAZIONE) dovrà essere consegnata al committente o al proprietario dell'immobile per essere immessa nell’ ETC realizzato dal progettista del sistema anticaduta (incaricato dalla committenza) o dal CSE.
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