Linee Vita e Sicurezza in Copertura per Amm. di Condominio, Cosa Deve Fare per Essere in Regola?

Gestire un condominio con un impianto anticaduta non certificato o privo di collaudi espone l'amministratore a pesanti responsabilità civili e penali.



Cosa rischia l'amministratore con una linea vita non certificata o dubbia sul tetto?


In qualità di custode delle parti comuni (art. 2051 c.c.) e committente per interventi di manutenzione (D.Lgs. 81/2008), l'amministratore risponde direttamente della sicurezza di chi accede alla copertura. Se la linea vita non è certificata, priva di fascicolo tecnico o non collaudata, in caso di caduta o infortunio l'amministratore rischia:

  • Responsabilità penale per lesioni personali colpose o omicidio colposo;
  • Responsabilità civile in solido con il condominio per il risarcimento dei danni;
  • Rivalsa assicurativa , poiché la polizza globale fabbricati potrebbe non coprire i sinistri dovuti a negligenza o impianti fuori norma.

Quali documenti devono essere presenti per considerare conforme una linea vita?


Per considerarsi a norma, ogni impianto anticaduta deve possedere l' Elaborato Tecnico della Copertura (ETC) o il fascicolo dell'opera completo di:

  • Progetto del sistema anticaduta sottoscritto da tecnico abilitato che ne attesti la conformità alle norme vigenti (variano da regione a regione)
  • Progetto firmato da tecnico abilitato che certifichi il calcolo strutturale dei fissaggi;
  • Dichiarazione di corretta posa dell'installatore specializzato;
  • Certificati di conformità dei componenti (norma UNI EN 795, UNI 11578);
  • Manuale d'uso e registro delle ispezioni e manutenzioni periodiche aggiornato (Normalmente l' intervento è da programmare ogni anno)
  • Per ultimo (ma qua non è possibile dare indicazioni specifiche visto che le cose cambiano da comune a comune).... presentazione di specifica pratica edilizia (spesso una CILA) che "inglobi" la realizzazione del sistema anticaduta, altrimenti può essere considerata un 'opera realizzata in difformità alla normativa urbanistica.

Se manca anche solo uno di questi elementi, l'impianto è considerato formalmente non agibile.



Posso autorizzare l'accesso in quota ad antennisti, spazzacamini o manutentori?


Assolutamente no. L'amministratore non deve permettere a nessun operatore o impresa di agganciarsi a un dispositivo anticaduta privo di certificazione o di revisione periodica in corso di validità. Autorizzare l'accesso sapendo che la linea vita è dubbia equivale a violare l'obbligo di vigilanza e prevenzione, esponendosi al reato di colpa specifica.



Cosa deve fare subito l'amministratore per mettersi al riparo da responsabilità?


I passaggi corretti da compiere immediatamente sono tre:

  1. Inibire temporaneamente l'accesso alla copertura con apposito cartello di divieto posizionato sul punto di accesso (es. botola o scala esterna);
  2. Incaricare un tecnico abilitato esperto in sicurezza per un sopralluogo peritale, la verifica dello stato dei supporti e la ricerca di documentazione pregressa;
  3. Sottoporre la questione all'assemblea condominiale per deliberare le prove di trazione per il collaudo o il rifacimento a norma dell'impianto anticaduta.


Come può aiutarvi lo Studio di Architettura Arch. Fagioli Giampaolo?


Dal 2009 siamo specializzati in igiene e sicurezza nei cantieri (D.Lgs. 81/2008) e prevenzione delle cadute dall'alto. Eseguiamo perizie su coperture condominiali, verifichiamo la validità dei documenti esistenti, coordiniamo le prove di collaudo e progettiamo nuovi sistemi anticaduta su misura, sollevando l'amministratore da qualsiasi incertezza gestionale e legale.