Fat Burner...un Ipotesi Naturale.
Citrus Aurantium
Il Citrus Aurantium (arancio amaro, conosciuto nella medicina cinese con vari nomi: chenpi, zhishi …) contiene, ad un certo stadio di maturità, alcune amine biogene : octopamina , ordenina, tiratina, N-metiltiramina e sinefrina .
Per la presenza di queste amine, in particolare la sinefrina, l’arancio amaro è proposto per favorire il dimagrimento corporeo poiché sarebbe in grado di stimolare la termogenesi e la lipolisi, agendo su particolari recettori presenti nel tessuto adiposo, chiamati recettori ß 3 . Si tratta di prodotti noti con i termini inglesi metabolic enhance o fat reducer , dove il Citrus Aurantium è spesso in associazione con altri estratti di piante come la Camelia thea (estratto di thè verde) o la Paullinia Sorbilis (guaranà), che contengono caffeina, o con altre sostanze come l’aminoacido taurina (integratori alimentari cosiddetti “ephedra-free”). Gli integratori alimentari utilizzati per perdere peso contengono mediamente 100-200 mg di estratto di arancia amara ( Citrus aurantium ), che forniscono 10-40 mg di sinefrina per dose. Un estratto puro può contenere sino al 95% di sinefrina. Gli estratti utilizzati nella maggior parte degli integratori alimentari oggi utilizzati per perdere peso contengono una quantità di sinefrina maggiore rispetto a quella degli estratti del frutto secco o della buccia. I prodotti dimagranti a base di Citrus aurantium o di sinefrina possono provocare effetti avversi cardiovascolari gravi che si manifestano con tachicardia, arresto cardiaco, fibrillazione e collasso .
La Sinefrina è una sostanza nota in farmacologia, da tempo, commercializztata in Europa con il nome di oxedrina (Sympatol, oxedrina tartrato, sinefrina tartrato, 10 g ; 1 g di soluzione orale contiene: oxedrina tartrato 100 mg), per la sua capacità di stimolare il sistema nervoso simpatico e in particolare l’apparato cardiovascolare (la sinefrina è un simpaticomimetico, agonista dei recettori α-1 adrenergici. È in grado di stimolare il sistema nervoso simpatico dando luogo alla caratteristica risposta del “combatti o fuggi”, fight or flight).
A livello periferico, la sinefrina, attraverso la stimolazione dei recettori α-1 adrenergici, produce vasocostrizione e incremento della pressione ematica (1) . Negli Stati Uniti il composto viene utilizzato come decongestionante nasale e come vasocostrittore, mentre in Europa si usa per il trattamento dell’asma e dell’ipotensione.
L’octopamina è il secondo componente più importante del Citrus aurantium . È considerata, tra gli analoghi delle catecolamine, la sostanza con maggiore affinità per i recettori β-3 adrenergici. L’octopamina in vitro stimola la lipolisi ed il consumo di ossigeno negli adipociti di ratto e di cane mentre è molto meno attiva sulle cellule umane.
La formula chimica della sinefrina è molto simile a quella dell’efredina: strutturalmente, la sinefrina è strettamente correlata ai neurotrasmettitori endogeni (adrenalina) e all’efedrina, l’alcaloide principale di Ephedra sinica (Ma-huang) (2,3). Dal punto di vista chimico, ci sono due differenze tra la sinefrina e l’efedrina: nella prima, infatti, uno degli atomi di carbonio che compongono l’anello benzenico (quello a forma esagonale) è idrossilato (contiene il gruppo OH), mentre un gruppo metilico (gruppo CH 3 ) della catena laterale è sostituito con un idrogeno.
Bibliografia
(1) PENZAK SR, JANN MW, COLD JA, HON YY, DESAI HD, GURLEY BJ. Seville (sour) orange juice: synephrine content and cardiovascular effects in
normotensive adults. J Clin Pharmacol. 2001; 41: 1059 –1063.
(2) FOUGH-BERMAN A, MYERS A. Citrus aurantium , an ingredient of dietary supplements marketed for weight loss: current status of clinical and basic
research. Exp Biol Med. 2004; 229: 698-704.
(3) ALLISON DB, CUTTER G, POEHLMAN ET, MOORE DR , BARNES S. Exactly which synephrine alkaloids does Citrus aurantium (bitter orange) contain? Int J Obes. 2005; 29: 443-446.
Tribulus Terrestris
E’ una pianta di cui si usano i frutti; quest’ultimi contengono alcaloidi (termine generico indicante particolari sostanze di origine vegetale, che contengono nella loro molecola almeno un atomo di azoto; sono caratterizzati dalla presenza si un anello eterociclico a 5 o 6 termini da soli oppure condensati con altri aneli da 5 o 6 termini; esempi sono la nicot-ina, la coca-ina, infatti i nomi degli alcaloidi terminano con la desinenza –ina, come si addice ai composti organici contenenti la funzione amminica), resine, oli, steroli e saponine steroidali (glucosidi vegetali, capaci di produrre schiume in seguito ad agitazione delle loro soluzioni acquose; le saponine presentano una porzione idrofila – il residuo del carboidrato – e una porzione idrofoba – quella non glucidica, chiamata aglicone; nel caso in cui l’aglicone sia di natura steroidea, le saponine sono dette steroidiche e l’aglicone è chiamato sapogenina).
Nella medicina ayurvedica (etimologicamente “scienza della vita”, praticata in India negli ultimi 5.000 anni, è un sistema diagnostico-terapeutico comprensivo di medicine che combinano le terapie naturali, con un approccio altamente personalizzato per il trattamento delle varie patologie, fondamentale per affrontare il terzo millennio. Questo tipo di medicina pone
identica enfasi sul corpo, la mente e lo spirito, condizione indispensabile per la salute globale) il Tribulus terrestris è utilizzato come tonico geriatrico e per il trattamento della debolezza generalizzata. Preparazioni a base di estratto di Tribulus terrestris , sono in vendita negli Stati Uniti come integratori alimentari che vantano un’azione stimolante generale dell’attività motoria e del tono muscolare. Infatti, le preparazioni a base di Tribulus terrestris sono utilizzate per migliorare le prestazioni sportive e per il trattamento dell’impotenza. Il Tribulus terrestris viene pubblicizzato in rete come “un potente afrodisiaco in grado di influire favorevolmente sulla sfera sessuale, come una pianta dalle proprietà tonico-energizzanti, anabolizzanti, stimolanti dell’attività sessuale e spermatogeniche”. Viene altresì utilizzato da alcuni atleti in quanto si ritiene essere in grado di aumentare lo stimolo della produzione di steroidi androgeni da parte delle gonadi secondo un meccanismo ancora poco chiaro.
Le sue proprietà sembrano essere attribuibili alla protodioscina , saponina steroidea.
La sostanza è in grado di incrementare la produzione endogena di testosterone, diidrotestosterone, ormone luteinizzante (LH), deidroepiandrosterone (DHEA) e deidroepiandrosterone solfato (DHEA-S). Questi effetti determinano nell’animale da esperimento un aumento della spermatogenesi e della frequenza di accoppiamenti. Nel coniglio in particolare è stato dimostrato che il composto stimola il rilascio di monossido d’azoto (NO) da parte dell’endotelio vasale dei corpi cavernosi esercitando così un effetto pro-erettile. Il meccanismo alla base di questo effetto sembra coinvolgere anche il pathway degli ormoni steroidei. Nell’uomo, la protodioscina viene utilizzata per il trattamento delle disfunzioni erettili, nonostante la sua efficacia non sia stata ancora dimostrata.
In uno studio condotto contro placebo su un gruppo di giovani volontari, sono stati rilevati i livelli serici di testosterone, androstenedione ed ormone luteinizzante dopo somministrazione di Tribulus terrestris alle dosi di 10 e 20 mg/kg. Dopo quattro settimane di trattamento, tali valori sono risultati simili a quelli dei non trattati (1).
Un ulteriore studio condotto contro placebo su 15 atleti, ha mostrato che l’assunzione per otto settimane di prodotti a base di tribulus (3,21 mg/kg) non determinava delle differenze significative tra gli assuntori ed i controlli sia della massa muscolare,che della resistenza alla fatica indotta dall’esercizio fisico (2).
Bibliografia
1. NEYCHEV VK, MITEV VI. The aphrodisiac herb Tribulus terrestris does not influence the androgen production in young men. J Ethnopharmacol.
2005; 101: 319-323.
2. . ANTONIO J, UELMEN J, RODRIGUEZ R, EARNEST C. The effects of Tribulus terrestris on body comopsition and exercise performance in resistance-trained males. Int. J Sport Nutr Exerc Metab. 2000; 10: 208-215
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