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<title>Catalogo prodotti Caradonna & Iellamo Avvocati Associati</title>
<description>Caradonna & Iellamo Avvocati Associati
Via dei Lanzi 33 - 57125 Livorno - Livorno
Telefono: 0586898189 | Fax: 0586891457
Partita IVA: 01450400492</description>
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<pubDate>Sun, 19 Jul 2026 13:31:43 +0200</pubDate>
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		<pubDate>Sun, 19 Jul 2026 13:31:43 +0200</pubDate>
		<title>SERVIT&amp;Ugrave; DI PASSAGGIO: QUANDO LA SOSTA TEMPORANEA NON &amp;Egrave; UN ABUSO ? - </title>
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La Cassazione chiarisce: ogni caso, va valutato nella sua specificit&agrave;.  E la sosta breve, se funzionale al diritto di passaggio, pu&ograve; essere legittima.  Il diritto di servit&ugrave; di passaggio &egrave; uno dei temi pi&ugrave; delicati nei rapporti di vicinato: chi pu&ograve; passare, come, e soprattutto,  fino a che punto pu&ograve; &amp;ldquo;fermare&amp;rdquo; il proprio veicolo su un&amp;rsquo;area non di sua propriet&agrave; ?  Con la sentenza n. 997 del 2025, la Corte di Cassazione &egrave; tornata sull&amp;rsquo;argomento, tracciando una linea guida chiara ma non rigida:  non ogni sosta rappresenta un abuso del diritto di servit&ugrave; , ma &egrave; necessario valutare  caso per caso .  Il caso concreto  Un condominio aveva portato in tribunale una societ&agrave; che utilizzava il cortile condominiale per far sostare i propri furgoni, sostenendo che ci&ograve; andasse ben oltre il diritto di passaggio e arrecasse disturbo ai condomini.  Il Tribunale aveva rigettato la domanda, ma la Corte d&amp;rsquo;Appello aveva poi dato ragione al condominio, escludendo il diritto alla sosta e condannando la societ&agrave; al risarcimento.  La Cassazione, per&ograve;, ha ribaltato il verdetto.  Dall&amp;rsquo;istruttoria risultava, infatti, che i furgoni si fermavano nel cortile solo per pochi minuti, tre volte a settimana, per operazioni di carico e scarico necessarie allo svolgimento di un&amp;rsquo;attivit&agrave; alberghiera.  Nessun parcheggio stabile, quindi, ma una sosta  funzionale e temporanea .  La sosta pu&ograve; rientrare nella servit&ugrave;  La Suprema Corte ha spiegato che, in presenza di servit&ugrave; di passaggio,  la possibilit&agrave; di fermarsi brevemente per necessit&agrave; operative &egrave; una modalit&agrave; legittima di esercizio del diritto .  Vietare qualsiasi tipo di sosta, anche quella necessaria per scaricare merci o attrezzature, equivarrebbe a svuotare la servit&ugrave; del suo contenuto pratico.  La regola generale ?  Non &egrave; l&amp;rsquo;esistenza di una servit&ugrave; a escludere ogni altra attivit&agrave; nell&amp;rsquo;area , ma l&amp;rsquo;uso deve essere proporzionato, necessario e non invasivo.  In altre parole,  una breve sosta pu&ograve; essere legittima se non trasforma l&amp;rsquo;area in un parcheggio permanente .  Un principio importante: valutazione caso per caso  La Cassazione ha affermato un principio che vale per molte questioni in tema di servit&ugrave;:  non si pu&ograve; parlare automaticamente di aggravamento solo perch&eacute; cambiano le modalit&agrave; d&amp;rsquo;uso.  Serve invece una  valutazione concreta, basata sulle circostanze specifiche : numero e durata delle soste, tipo di veicolo, frequenza, utilit&agrave; concreta.  Spetter&agrave; al giudice accertare se ci sia stato un effettivo aumento dell&amp;rsquo;onere per il fondo servente o se l&amp;rsquo;uso rientri tra le normali modalit&agrave; di godimento del diritto.  Cosa significa per i proprietari?  Questa sentenza pu&ograve; rassicurare molti titolari di attivit&agrave; o residenti che, pur non essendo proprietari dell&amp;rsquo;area, devono  usufruire del passaggio anche per attivit&agrave; pratiche , come il carico o scarico.  Allo stesso tempo, invita i proprietari dei fondi serventi a  non considerare ogni fermata un&amp;rsquo;invasione dei propri diritti , ma a valutare la situazione con equilibrio.  In caso di dubbi o tensioni, meglio rivolgersi a un legale prima di agire, e valutare attentamente se l&amp;rsquo;uso sia davvero abusivo o solo parte di un legittimo esercizio del diritto.
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			<category>ARTICOLI </category>
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		<pubDate>Sun, 19 Jul 2026 13:31:43 +0200</pubDate>
		<title>ASSENTE ALLA VISITA FISCALE ? - </title>
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Ecco cosa rischi davvero se sei in malattia  Hai mai pensato a cosa succede se non sei a casa durante una visita fiscale? Ecco cosa devi sapere se sei in malattia.  Non &egrave; affatto vero che se il medico non ti trova a casa vieni licenziato automaticamente, ma non &egrave; nemmeno una questione da prendere alla leggera. Quando sei a casa malato, circondato da termometri, fazzoletti e Netflix, c&amp;rsquo;&egrave; un aspetto che molti tendono a ignorare o sottovalutare: le  fasce di reperibilit&agrave; per la visita fiscale.  Le fasce orarie della &amp;ldquo;sorveglianza&amp;rdquo;  Le fasce orarie della &amp;ldquo;sorveglianza&amp;rdquo; sono molto chiare.  Se sei un dipendente pubblico o privato in malattia,  devi rimanere reperibile a casa in due fasce orarie specifiche: dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00.  Durante questi orari, l&amp;rsquo;INPS o il tuo datore di lavoro possono inviare un medico per verificare la tua malattia.  Se non ti trovano, possono sorgere dei problemi.  Eccezioni ?  Certo!  Chi ha un&amp;rsquo;invalidit&agrave; civile superiore al 67% o malattie gravi con terapie salvavita pu&ograve; essere esonerato dalla visita.  E se proprio devo uscire?  E se hai bisogno di uscire?  Un&amp;rsquo;urgenza, una visita medica, una terapia&amp;hellip; succede.  Ma la regola &egrave; avvisare in anticipo il tuo datore di lavoro e l&amp;rsquo;INPS.  Se non riesci a farlo prima (ad esempio, se finisci in pronto soccorso), dovrai fornire  prove documentali valide del perch&eacute; non eri a casa: scontrini, certificati, referti, e cos&igrave; via.  Le sanzioni se non ti fai trovare  E quali sono le conseguenze se non ti fai trovare?  Se il medico dell&amp;rsquo;INPS bussa e tu non ci sei, senza un motivo valido, ecco cosa rischi: alla  prima assenza , perdi fino a 10 giorni di indennit&agrave; di malattia; alla  seconda , ti tagliano il 50% dell&amp;rsquo;indennit&agrave;; alla  terza , te la tolgono completamente; in alcuni casi,  pu&ograve; scattare anche il licenziamento per giusta causa .  E  non basta che dopo il medico confermi che eri davvero malato: se non hai rispettato le regole, sei comunque fuori strada.  La Cassazione &egrave; chiara  La Cassazione &egrave; molto chiara.  Secondo la Suprema Corte, restare a casa durante le fasce orarie di controllo non &egrave; solo una cortesia, ma un vero e proprio dovere.  Se non sei presente, ostacoli il controllo e violi gli obblighi nei confronti dell&amp;rsquo;INPS e del tuo datore di lavoro (Cass. 64/2017).  Anche un&amp;rsquo;assenza &amp;ldquo;giustificata&amp;rdquo; deve essere comunicata in tempo, se possibile. Altrimenti, il rischio di sanzioni &egrave; piuttosto alto  Morale della favola?  Qual &egrave; la morale della storia ?  Se sei in malattia, hai la possibilit&agrave; di fare la spesa, lavorare (entro certi limiti) o portare a spasso il cane&amp;hellip; ma sempre al di  fuori delle fasce di reperibilit&agrave; .  E se proprio devi uscire, ricorda di  avvisare e documentare tutto.  &amp;Egrave; sempre meglio inviare un&amp;rsquo;e-mail in pi&ugrave; piuttosto che rischiare un&amp;rsquo;indennit&agrave; in meno o, peggio ancora, un licenziamento.  Hai dubbi su un&amp;rsquo;assenza durante la malattia ?  Ogni situazione &egrave; diversa, e a volte basta una piccola disattenzione per finire in guai grossi.  Contattaci per una consulenza personalizzata sul tuo caso: meglio chiarirsi subito che trovarsi a discutere davanti al giudice (o peggio&amp;hellip; all&amp;rsquo;INPS).
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