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<title>Catalogo prodotti Compagnia Stabile di Milano</title>
<description>Compagnia Stabile di Milano
Via Bruno Cesana 6 - 20132 Milano - Milano
Telefono: 3921427924 | Fax: 
Partita IVA: 97427730151</description>
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<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 04:24:25 +0200</pubDate>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 04:24:25 +0200</pubDate>
		<title>L&amp;#039;UOMO DAL FIORE IN BOCCA - </title>
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atto unico di Luigi Pirandello Regia di Federico Grassi
			<span class="price">EUR 2000.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-01T04:24:25+02:00">September 1, 2026</abbr>
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			<category>Spettacoli  </category>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 04:24:25 +0200</pubDate>
		<title>AMLETO NEI CASTELLI - </title>
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Genesi del progetto  Come spesso accade, i progetti nascono da motivazioni semplici: avevo un gran desiderio di fare Amleto, un&amp;rsquo;opera definitiva, assoluta, di disarmante attualit&amp;agrave;. Fin da subito ho sentito l&amp;rsquo;esigenza di realizzare questo progetto al di fuori dell&amp;rsquo;edificio teatrale, di farlo in un castello, dove la scena della tragedia peraltro si svolge. Fin da subito ho pensato ad una grande produzione, forse come reazione a decenni di allestimenti di Amleto in chiave &amp;ldquo;moderna&amp;rdquo; con magari sei personaggi in scena vestiti in abiti borghesi. Volevo fare un&amp;rsquo;edizione di Amleto pressoch&amp;egrave; integrale, con tutti i personaggi in scena; un&amp;rsquo;edizione quindi di recupero dell&amp;rsquo;afflato shackespeariano anche se ovviamente attualizzata sia in alcune parti del testo sia nella cifra stilistica. Avevo una gran desiderio di riportare in scena la grande prosa, di offrire al pubblico uno spettacolo indimenticabile, dalle forte emozioni e in un&#039;ambientazione unica. Per far s&amp;igrave; che ci&amp;ograve; si realizzasse era necessaria una grande produzione, un progetto serio, articolato e di lungo periodo.  Non ho avuto fretta quindi, e ho iniziato il lavoro partendo dall&amp;rsquo;organizzazione di un  laboratorio di lettura interpretativa i cui partecipanti, volutamente, non erano attori ma persone comuni, pubblico. Lo studio &amp;egrave; poi proseguito con l&amp;rsquo;organizzazione di un altro  laboratorio , questa volta  di ricerca teatrale , che mi interessava per mettere alla prova alcune scene chiave, per trovare (o confermare) il taglio stilistico che avevo in mente. I partecipanti di questo laboratorio erano gli attori e le attrici di Sdea, una compagnia teatrale amatoriale molto attiva e molto seria. Poi sulla mia strada ho incontrato le imprenditrici di Trans Edit Group, Laura Gori e Delia Nardulli, che mi hanno visto a teatro e che hanno creduto subito nel progetto &amp;ldquo;Amleto nei castelli&amp;rdquo;, cui hanno aderito entusiasticamente e fattivamente, visto che Trans Edit Group rappresenta il primo Business Partner del progetto. Da allora il progetto ha fatto un salto di qualit&amp;agrave; e si avvia verso la produzione esecutiva. Ed eccoci qui, alla soglia di mesi fondamentali per la concretizzazione di questo grande sogno che, ne sono sicuro, far&amp;agrave; parlare di s&amp;egrave;.  Marco Alberghini    Il Progetto  Amleto nei castelli &amp;egrave; un  PROGETTO TEATRALE CHE SI INSERISCE IN UN AMBITO CULTURALE, SOCIALE E DI MARKETING TERRITORIALE .  Il progetto ruota attorno alla  rappresentazione di  AMLETO , da realizzare a partire dal giugno 2011,  presso i castelli italiani.  Amleto nei castelli &amp;egrave; un progetto  pluriennale e continuativo che potr&amp;agrave; assumere anche una prospettiva internazionale  In armonia con la linea strategica e i principi ispirativi della Compagnia Stabile di Milano &amp;reg; , il progetto mira ad operare mediante un lavoro congiunto ed integrato con i Business Partner privati e con gli Stakeholders locali.      Motivazioni che hanno portato alla definizione del progetto     Ragioni artistiche alla base del progetto   Amleto &amp;egrave; un&#039;opera assoluta, l&#039;architrave di tutto il teatro moderno e contemporaneo.  Sar&amp;agrave; un grande e spettacolare evento in una cornice suggestiva ed originale.  Gli splendidi castelli italiani rappresentano una scenografia naturale perfetta sia per la realizzazione di un evento teatrale sia per la messa in scena di Amleto in particolare.  Ambientando l&amp;rsquo;opera in un castello si pu&amp;ograve; ottenere un tipo di originale spettacolarit&amp;agrave; che non &amp;egrave; possibile riprodurre in teatro.  La  spettacolarit&amp;agrave; &amp;egrave; una delle parole chiave del progetto: siamo interessati ad offrire agli spettatori un evento altamente spettacolare ed emozionale che possa essere ricordato e che possa agire come &amp;ldquo;seme&amp;rdquo; per un nuovo e rinnovato impegno culturale e sociale.  Un evento che possa facilitare la germinazione di nuove idee.    Ragioni culturali e sociali   Con il progetto si offre un&amp;rsquo;importante occasione culturale in aree prevalentemente suburbane, dove spesso vi &amp;egrave; una carenza di offerta in tal senso. Si pensi per esempio ai ragazzi che, in gran parte, non hanno mai messo piede in un teatro n&amp;eacute; hanno mai assistito ad uno spettacolo teatrale.  Un&amp;rsquo;occasione quindi di riflessione &amp;ldquo;alta&amp;rdquo; e di emancipazione, che possa offrire un contributo per &amp;ldquo;scuotere gli animi e le coscienze&amp;rdquo;.  Lo spettacolo proposto rappresenter&amp;agrave;, per le aree interessate, un vero e proprio evento attorno al quale potranno prendere corpo attivit&amp;agrave; contigue  pre e post ; attivit&amp;agrave; che mobiliteranno e coinvolgeranno molti attori locali (Comune/i, associazioni sociali e culturali residenti, cittadini) per offrire alle comunit&amp;agrave; un&amp;rsquo;occasione di crescita e di impegno.  Amleto nei castelli  contribuir&amp;agrave; a riavvicinare le persone al teatro  Amleto nei castelli contribuir&amp;agrave; alla creazione di un nuovo pubblico per il teatro    Ragioni di Marketing  Territoriale e Culturale   Il progetto potr&amp;agrave; rappresentare un&amp;rsquo;importante occasione di visibilit&amp;agrave; e di apertura di nuovi possibili canali, funzionali alla rivitalizzazione del contesto locale.  Le aree suburbane, spesso, non sono raggiunte da iniziative teatrali di qualit&amp;agrave;; capita infatti che quel poco che viene offerto sia di basso valore artistico, fatto che non aiuta di certo gli amministratori locali e le persone residenti impegnate in ambito sociale e culturale, ad offrire significative possibilit&amp;agrave; di crescita del loro territorio e della loro comunit&amp;agrave; dal punto di vista culturale.  Il progetto potrebbe inoltre facilitare i Comuni nel dedicarsi in modo pi&amp;ugrave; definito e strutturato alla valorizzazione della loro risorsa (il castello), identificandolo come &amp;ldquo;leva&amp;rdquo; per un potenziamento (o per la creazione) di un indotto, anche di natura commerciale.  Entrambe queste dimensioni rientrano pienamente nei dettami del cosiddetto  marketing territoriale  (che si pu&amp;ograve; definire come  quell&amp;rsquo;insieme di attivit&amp;agrave; capace di influenzare le dinamiche di riorganizzazione delle opportunit&amp;agrave; di creazione di ricchezza ) e risultano in armonia con i principi ispiratori della Regione Lombardia in materia:  &amp;ldquo;promuovere la cultura come fattore di sviluppo economico, oltre che di investimento per la valorizzazione degli istituti culturali pubblici e privati, per la salvaguardia del patrimonio culturale e per la crescita della persona&amp;rdquo;.    A tale proposito, e per meglio definire i criteri ispiratori del progetto, ci piace qui ricordare che sono state pubblicate numerose ricerche riguardo alla situazione del teatro in Italia e ai bisogni del mercato e del pubblico. Quella pi&amp;ugrave; aggiornata e completa che fa da riferimento in materia &amp;egrave;, secondo noi, la ricerca condotta dall&amp;rsquo;IRER (Istituto Regionale di Ricerca della Lombardia) nel 2007 e intitolata  &amp;ldquo;PER UN RILANCIO DELLO SPETTACOLO IN LOMBARDIA&amp;rdquo; , a cura di Elvina Degiarde. La ricerca, molto particolareggiata ed esaustiva, contiene sia aspetti quantitativi sia aspetti qualitativi che tratteggiano lo status quo dello spettacolo dal vivo in Lombardia e che indica le direzioni di intervento necessarie al territorio e al settore. Particolarmente interessanti ci sembrano le righe conclusive di tale ricerca, che qui di seguito riportiamo: &amp;ldquo;Nonostante la Lombardia, complessivamente, sia una delle Regioni che in Italia disponga del maggior numero di strutture per lo spettacolo e registri il maggior numero di rappresentazioni nel panorama nazionale (&amp;hellip;) i frequentatori abituali dei luoghi deputati alle attivit&amp;agrave; artistiche e culturali rappresentano in Lombardia una minoranza della popolazione (&amp;hellip;) .  La scarsa consuetudine alle varie forme di spettacolo dal vivo non pu&amp;ograve; essere esclusivamente ricondotta alla carenza di offerta culturale, vista la numerosit&amp;agrave; e la diversificazione delle strutture per lo spettacolo. Sia nelle aree decentrate sia in quelle pi&amp;ugrave; servite, la scarsa affluenza del pubblico sembra semmai dovuta alla  mancanza di una vera e propria programmazione territoriale dell&amp;rsquo;offerta culturale e all&amp;rsquo;insufficienza di iniziative artistiche e culturali mirate, che rappresentino delle vere e proprie occasioni di avvicinamento allo spettacolo dal vivo.  Come confermano anche numerose ricerche di settore,  risulta necessario un disegno complessivo di ridefinizione e di rilancio del ruolo delle istituzioni musicali e teatrali,  alla luce di un fertile mercato potenziale e di una forte domanda inespressa.  Diventa poi decisivo contestualizzare maggiormente l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; di spettacolo dal vivo all&amp;rsquo;interno del territorio in cui essa si realizza per rendere pi&amp;ugrave; efficace l&amp;rsquo;utilizzo delle risorse disponibili, sia attraverso la creazione di network con gli altri enti, sia lavorando alla creazione di partnership realmente consolidate che consentano un maggiore livello di decentramento delle attivit&amp;agrave; e permettano di realizzare maggiori economie di scala.  Da ultimo non va dimenticata l&amp;rsquo;esigenza di programmazioni artistiche capaci di valorizzare le risorse culturali presenti sul territorio stesso e in grado di generare importanti ricadute economiche&amp;rdquo;.   Registriamo con piacere che anche la letteratura e le ricerche condotte confermano i disegni strategici ed ispiratori del progetto e del nostro modo di intendere il teatro;  convincimenti derivanti dall&amp;rsquo;esperienza maturata sul campo mediante un rapporto continuo con il mondo teatrale e, soprattutto, con il pubblico.  Risulta quindi  fondamentale agire ed operare in un&amp;rsquo;ottica imprenditoriale e di sistema.  Le iniziative proposte non devono essere produzioni &amp;ldquo;spot&amp;rdquo;, &amp;ldquo;una tantum&amp;rdquo;, ma devono essere progetti integrati capaci di inserirsi in un disegno strategico di ampio respiro e di lungo termine che coinvolga una molteplicit&amp;agrave; di attori (artisti, partner finanziatori, Enti locali, Associazione sociali e culturali locali) che lavorino congiuntamente in un&amp;rsquo;ottica di &amp;ldquo; impresa rete &amp;rdquo;che possa generare vantaggi per tutti.
			<span class="price">EUR 9000.00</span>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 04:24:25 +0200</pubDate>
		<title>NEBBIA - atto unico - </title>
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ED INTERPRETI  la mosca CINZIA BREGONZI  Premio Hystrio alla vocazione 2002   uomo  MARCO ALBERGHINI   regia di  GAIA CATULLO e MARCO ALBERGHINI   scenografia e costumi  Elena Vanin   commento musicale tratto da  &amp;ldquo;Passion&amp;rdquo; di Peter Gabriel    L&amp;rsquo;Atto unico, scritto nel 1995 dal poeta e drammaturgo Renzo Ricchi, prevede due soli personaggi in scena: un uomo e una donna (la &amp;ldquo;Mosca&amp;rdquo;), tra i quali si genera una particolarissima interazione soltanto in parte cercata e cosciente. Il primo interlocutore &amp;egrave; per entrambi se stesso: ognuno dei due personaggi dichiara il proprio male di vivere, il disagio nei confronti del tentativo di comunicare con il mondo, l&amp;rsquo;incapacit&amp;agrave; di trovare una direzione ed un senso. Per entrambi la propria sofferenza mette ai margini quella altrui e diviene unica protagonista della scena; per l&amp;rsquo;uomo &amp;egrave; la condizione umana a non avere un centro, invidiando la consolante semplicit&amp;agrave; della vita di una mosca, per la mosca &amp;egrave; il genere umano ad essere il privilegiato detentore di una rassicurante e protetta esistenza. Eppure, in questa polifonia di voci contrastanti che parlano del medesimo dolore riuscendo solo a tratti, faticosamente, ad entrare in relazione tra di loro, ci sono tracce evidenti di ironia, di gioco, di ricerca di una leggerezza che conduce ad istanti di gustosa comicit&amp;agrave;, che si incarna in particolar modo nei guitti mimici ed espressivi della mosca e nella continua contraddizione intellettuale dell&amp;rsquo;uomo. Tutto ci&amp;ograve; prende vita all&amp;rsquo;interno della casa dell&amp;rsquo;uomo dove la mosca si &amp;egrave; rifugiata per sfuggire alla rigidit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;inverno e all&amp;rsquo;impenetrabilit&amp;agrave; della nebbia; ma lo stesso spazio pu&amp;ograve; e deve essere inteso anche come uno &amp;ldquo;spazio della mente&amp;rdquo; entro cui si animano i pensieri e le emozioni dei due personaggi, che cercano riparo dalla &amp;ldquo;nebbia&amp;rdquo; (che pervade il mondo e gli uomini), che sta fuori dalla finestra ma che inevitabilmente contamina le anime ed impedisce loro di &amp;ldquo;vedere&amp;rdquo; la vita serenamente.    GENESI DEL PROGETTO Qualche tempo fa stavo cercando un atto unico perch&amp;eacute; mi interessava sperimentare l&amp;rsquo;allestimento di uno spettacolo teatrale da proporre prevalentemente in spazi alternativi al teatro tradizionale, per cercare un rapporto pi&amp;ugrave; intimo con il pubblico in ambienti ed atmosfere particolari. Ho letto molti testi, anche di autori noti, finch&amp;eacute; un giorno mi &amp;egrave; capitato per le mani il copione di &amp;ldquo;Nebbia&amp;rdquo;. L&amp;rsquo;ho letto in un fiato senza soffermarmi troppo sulle parole e sui significati ma assecondando l&amp;rsquo;onda dell&amp;rsquo;emozione che il testo mi procurava. L&amp;rsquo;ho poi fatto leggere alla mia amica Gaia Catullo (regista e attrice anch&amp;rsquo;essa) la quale a sua volta l&amp;rsquo;ha trovato bellissimo. Ci siamo quindi buttati con entusiasmo in questo progetto cercando innanzitutto l&amp;rsquo;attrice che potesse interpretare la Mosca e l&amp;rsquo;abbiamo trovata in Cinzia Bregonzi, una giovane attrice di grande talento e vitalit&amp;agrave;. Fin dai primi giorni di prove questo lavoro ha evocato un&amp;rsquo;atmosfera particolare che &amp;egrave; stata confermata ed esaltata anche dall&amp;rsquo;incontro con l&amp;rsquo;autore che ha assistito al debutto (avvenuto in un piccolo teatro di Prato) e che ci ha dato grandi dimostrazioni di apprezzamento del nostro lavoro unendosi a noi in questa &amp;ldquo;sfera di sospensione&amp;rdquo; . Ora la nostra volont&amp;agrave; &amp;egrave; di replicare quanto pi&amp;ugrave; possibile &amp;ldquo;Nebbia&amp;rdquo; perch&amp;eacute; ogni volta ci trasmette una sensazione di benessere e potenza che ci sembra di riscontrare anche nel pubblico, assieme e &amp;ldquo;dentro&amp;rdquo; al quale lo spettacolo si svolge.  Marco Alberghini    PRESENTAZIONE DELLO SPETTACOLO A CURA DELL&amp;rsquo;AUTORE  &amp;ldquo;In un&amp;rsquo;epoca in cui i testi vengono a volte interpretati in maniera difforme dalle intenzioni dell&amp;rsquo;autore, mi fa piacere riconoscere che la lettura del mio testo fatta dalla Compagnia Stabile di Milano &amp;egrave; non solo fedele ai contenuti e ai significati che esso voleva avere ma che, in pi&amp;ugrave;, &amp;egrave; andata in profondit&amp;agrave; ponendo in risalto gli aspetti esistenziali e filosofici pi&amp;ugrave; intimi, pi&amp;ugrave; profondi dell&amp;rsquo;atto unico. Una lettura dunque intelligente e colta. Sul palcoscenico ci&amp;ograve; si concretizza in una regia capace di sottili allusioni e sottolineature, che guida il lavoro tenendolo sul filo della massima seriet&amp;agrave; pur riuscendo a muoverlo, cio&amp;egrave; a renderlo vivace ed efficace emotivamente, e un&amp;rsquo;interpretazione, quella degli attori, di notevolissimo livello professionale e di forte partecipazione intellettuale e creativa al testo. Penso che di pi&amp;ugrave; un autore non possa chiedere. Quindi Marco, Gaia e Cinzia vi ringrazio dell&amp;rsquo;impegno che avete posto in questa realizzazione e vi faccio tanti auguri per il futuro&amp;rdquo;.   Renzo Ricchi    NOTE SULL&amp;rsquo;AUTORE  Renzo Ricchi, poeta e drammaturgo, vive e lavora a Firenze. Autore appartato, non si &amp;egrave; mai identificato con poetiche e correnti letterarie. Autore poco rappresentato &amp;egrave; per&amp;ograve; noto agli studiosi di teatro (quattro tesi di laurea riguardano l&amp;rsquo;analisi critica dei suoi testi teatrali) e, stranamente, tradotto all&amp;rsquo;estero (le sue opere teatrali e letterarie sono state tradotte in dieci Paesi). Il suo &amp;egrave; un teatro attento alle domande, alle paure e alle speranze pi&amp;ugrave; intime dell&amp;rsquo;uomo, con un forte afflato religioso e metafisico: &amp;ldquo;nel riflettere sul mistero del mondo e sul trascendente, il poeta del nostro secolo identifica Dio con la creazione dell&amp;rsquo;universo e, pi&amp;ugrave; che nei secoli passati, avverte la condizione di &amp;lsquo;esilio&amp;rsquo; dell&amp;rsquo;uomo&amp;rdquo;. I suoi lavori sono stati rappresentati in molti importanti teatri toscani e nazionali e all&amp;rsquo;estero. Alcuni suoi drammi si stanno attualmente traducendo in francese.
			<span class="price">EUR 1500.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-01T04:24:25+02:00">September 1, 2026</abbr>
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