<?xml version="1.0" encoding="UTF8" ?>
<rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom">
<channel>
<atom:link href="//www.reteimprese.it/xml_55987" rel="self" type="application/rss+xml" />
<title>Catalogo prodotti Dott.ssa Nicoletta Gussoni</title>
<description>Dott.ssa Nicoletta Gussoni
Via Treviso 10 - 21057 Olgiate Olona - Varese
Telefono: 3404171279 | Fax: 
Partita IVA: 02778750121</description>
<link>http://www.reteimprese.it/55987</link>
<language>it-IT</language>
<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
<lastBuildDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</lastBuildDate>
<docs>http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss</docs>
<generator>Reteimprese publishing script</generator>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B272948</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>Separazione, come vivere la fine di un rapporto - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B272948</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/ad7/785515.jpeg" />
Lui o Lei, prepara la valigia e chiude la porta dietro di s&amp;eacute; buttandosi alle spalle ci&amp;ograve; che c&#039;&amp;egrave; stato fra di noi fino a pochi momenti prima.  A tutti probabilmente &amp;egrave; capitato: il momento in cui il nostro partner decide di lasciarci &amp;egrave; un vero e proprio shock emotivo.   Che sia un fulmine a ciel sereno o abbia avuto una lunga preparazione non cambia poi molto: &amp;egrave; un fatto che ci &quot;spezza dentro&quot; e ci fa mancare il terreno sotto i piedi. Le tipiche frasi di circostanza - &amp;laquo;Sento il bisogno di riflettere, non so pi&amp;ugrave; cosa voglio, &amp;egrave; meglio che ci separiamo per un po&#039;...&amp;raquo; - hanno il potere di innescare un&#039;enorme sofferenza.  Ci sentiamo invasi da un vortice di sentimenti: tristezza, rabbia, gelosia che creano un filtro che travolge tutto ci&amp;ograve; che ci circonda. Fiumi di pensieri cominciano ad assillarci e rendono il tutto ancora pi&amp;ugrave; insopportabile: &amp;laquo;Avr&amp;agrave; un altro&amp;raquo;; &amp;laquo;C&#039;&amp;egrave; qualcosa che non va in me&amp;raquo;; &amp;laquo;Cosa ho sbagliato?&amp;raquo;... Quando una relazione finisce, infatti, cerchiamo a tutti i costi di trovare una spiegazione razionale a ci&amp;ograve; che &amp;egrave; accaduto andando ad indagare i perch&amp;eacute;, le cause di una scelta che ci fa stare cos&amp;igrave; male.  Come vivere l&#039;abbandono  L&#039;atteggiamento pi&amp;ugrave; comune, ma il meno adatto per affrontare la situazione &amp;eacute; logorarci per mesi andando a rovistare nel passato, invece dovremmo provare a pensare che gli eventi della vita, soprattutto quelli dolorosi, arrivano per farci cambiare rotta. C&#039;&amp;egrave; dolore, certo, ma pu&amp;ograve; essere visto come una condanna senza appello, oppure come uno strumento che ci aiuta a far nascere qualcosa di nuovo. Il dolore, cio&amp;egrave;, &amp;egrave; un processo naturale, funzionale. Nulla in natura accade per caso. Se vi prestiamo attenzione, attraverso il dolore ci stacchiamo dal passato e iniziamo a forgiare un nuovo &quot;me stesso&quot;, con altri interessi, altre passioni, disponibile a nuovi incontri.  Del resto quasi sempre una storia finisce perch&amp;eacute; ci eravamo &quot;seduti&quot;, trasformandola in una quotidianit&amp;agrave; monotona, un&#039;abitudine poco spontanea. Il nostro amor proprio non lo ammette e ci fa soffrire, ma molto spesso stavamo tenendo in vita qualcosa che non lo meritava davvero.  La &quot;bomba&quot; che esplode a ciel sereno ha la funzione di scuoterci da una vita artificiale e anonima.  Cosa fare allora? La parola d&#039;ordine &amp;egrave; stare nel presente e vedere che cosa accade. Se infatti guardiamo bene le nostre emozioni, ci accorgeremo che, per esempio, quel corso di ballo seguito con il partner e del quale non abbiamo perso nemmeno una lezione non ci appassiona pi&amp;ugrave;, o forse non ci ha mai veramente appassionato. Lo facevamo per compiacere lui.  O magari ci rendiamo conto che la furibonda gelosia che sentiamo adesso sta accendendo un eros che in realt&amp;agrave;, durante la relazione, era totalmente spento. O che avevamo messo in ombra i nostri passatempi preferiti che ora finalmente possiamo riscoprire...  L&#039;abbandono: cosa non fare  - Ricercare le cause dell&#039;abbandono cronicizza la sofferenza. Mai chiedersi: &amp;laquo;Perch&amp;eacute; mi ha lasciato?&amp;raquo;.  - No ai sensi di colpa. Non domandarti: &amp;laquo;Dove ho sbagliato?&amp;raquo;. Quando si &amp;egrave; in coppia e la relazione finisce non &amp;egrave; mai responsabilit&amp;agrave; esclusiva di uno dei due partner. Inconsapevolmente vogliono entrambi che il rapporto s&#039;interrompa.  - Cercare di rimediare al passato: non &amp;egrave; risolutivo e non permette di attivare nuove risorse.  L&#039;abbandono: fai cos&amp;igrave;  - Percepisci la rabbia, la tristezza o la gelosia quando arrivano, senza sforzarti di mandarle vie: solo cos&amp;igrave; verranno messe in campo nuove energie per trovare le soluzioni giuste per te.  - Rimani nel presente e osserva che cosa accade, dentro di te e nell&#039;ambiente circostante. In questo modo scoprirai che, mentre si chiude una porta, si aprono nuove possibilit&amp;agrave;, per esempio si fa avanti un incarico lavorativo che aspettavi da tempo o arriva una telefonata inaspettata che ti apre nuovi orizzonti, interessi o modi di essere.
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA PER AFFRONTARE L #039;ABBANDONO </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B272942</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>L&amp;#039;ABBANDONO COME AFFRONTARLO - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B272942</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/cd1/785496.jpeg" />
Come vivere l&#039;abbandono  L&#039;atteggiamento pi&amp;ugrave; comune, ma il meno adatto per affrontare la situazione &amp;eacute; logorarci per mesi andando a rovistare nel passato, invece dovremmo provare a pensare che gli eventi della vita, soprattutto quelli dolorosi, arrivano per farci cambiare rotta. C&#039;&amp;egrave; dolore, certo, ma pu&amp;ograve; essere visto come una condanna senza appello, oppure come uno strumento che ci aiuta a far nascere qualcosa di nuovo. Il dolore, cio&amp;egrave;, &amp;egrave; un processo naturale, funzionale. Nulla in natura accade per caso. Se vi prestiamo attenzione, attraverso il dolore ci stacchiamo dal passato e iniziamo a forgiare un nuovo &quot;me stesso&quot;, con altri interessi, altre passioni, disponibile a nuovi incontri.  Del resto quasi sempre una storia finisce perch&amp;eacute; ci eravamo &quot;seduti&quot;, trasformandola in una quotidianit&amp;agrave; monotona, un&#039;abitudine poco spontanea. Il nostro amor proprio non lo ammette e ci fa soffrire, ma molto spesso stavamo tenendo in vita qualcosa che non lo meritava davvero.  La &quot;bomba&quot; che esplode a ciel sereno ha la funzione di scuoterci da una vita artificiale e anonima.  Cosa fare allora? La parola d&#039;ordine &amp;egrave; stare nel presente e vedere che cosa accade. Se infatti guardiamo bene le nostre emozioni, ci accorgeremo che, per esempio, quel corso di ballo seguito con il partner e del quale non abbiamo perso nemmeno una lezione non ci appassiona pi&amp;ugrave;, o forse non ci ha mai veramente appassionato. Lo facevamo per compiacere lui.  O magari ci rendiamo conto che la furibonda gelosia che sentiamo adesso sta accendendo un eros che in realt&amp;agrave;, durante la relazione, era totalmente spento. O che avevamo messo in ombra i nostri passatempi preferiti che ora finalmente possiamo riscoprire...  L&#039;abbandono: cosa non fare  - Ricercare le cause dell&#039;abbandono cronicizza la sofferenza. Mai chiedersi: &amp;laquo;Perch&amp;eacute; mi ha lasciato?&amp;raquo;.  - No ai sensi di colpa. Non domandarti: &amp;laquo;Dove ho sbagliato?&amp;raquo;. Quando si &amp;egrave; in coppia e la relazione finisce non &amp;egrave; mai responsabilit&amp;agrave; esclusiva di uno dei due partner. Inconsapevolmente vogliono entrambi che il rapporto s&#039;interrompa.  - Cercare di rimediare al passato: non &amp;egrave; risolutivo e non permette di attivare nuove risorse.  L&#039;abbandono: fai cos&amp;igrave;  - Percepisci la rabbia, la tristezza o la gelosia quando arrivano, senza sforzarti di mandarle vie: solo cos&amp;igrave; verranno messe in campo nuove energie per trovare le soluzioni giuste per te.  - Rimani nel presente e osserva che cosa accade, dentro di te e nell&#039;ambiente circostante. In questo modo scoprirai che, mentre si chiude una porta, si aprono nuove possibilit&amp;agrave;, per esempio si fa avanti un incarico lavorativo che aspettavi da tempo o arriva una telefonata inaspettata che ti apre nuovi orizzonti, interessi o modi di essere.
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA DI COPPIA  </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B270642</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>COSA FARE QUANDO IL PANICO CI CATTURA - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B270642</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/ec1/777020.jpeg" />
Il Segnale di un&#039;identit&amp;agrave; &quot;scaduta&quot;  Nei racconti di chi ne soffre, gli  attacchi di panico e il loro corredo di sintomi, ovvero capogiri, difficolt&amp;agrave; respiratorie, sudorazioni, formicolii agli arti, sono percepiti come segnali di morte imminente.  Questo perch&amp;eacute; sembra che la nostra stessa identit&amp;agrave; stia naufragando.  Per questo gli  attacchi di panico dovrebbero essere pi&amp;ugrave; correttamente letti come il tentativo che l&#039;inconscio mette in campo per liberarsi proprio di questa identit&amp;agrave;, per partorirne una nuova, pi&amp;ugrave; autentica e armonica con la propria natura.  Per comprendere meglio questo punto, abbiamo preparato un&#039;esercizio utile a chi soffre di  attacchi di panico.   Cosa fare quando il panico &amp;egrave; sulla nostra strada  Quando senti arrivare i primi sintomi degli  attacchi di panico , immagina di doverti preparare a far venire alla luce una nuova parte di te, come se l&amp;rsquo;attacco di panico fosse una sorta di &amp;ldquo;parto&amp;rdquo;.  In primo luogo cerca una posizione comoda: se ti senti costretto, liberati della cintura o allenta un bottone della camicia. Concentra poi la tua attenzione sul respiro e cerca di fare respiri corti, superficiali e regolari e &amp;ldquo;appoggiati&amp;rdquo; sul bacino, proprio come se dovessi raccogliere le forze in vista dell&amp;rsquo;evento.   Probabilmente i sintomi tipici delgli  attacchi di panico interferiranno che con questa operazione di &amp;ldquo;accomodamento&amp;rdquo; : un senso di oppressione al petto, il formicolio agli arti, capogiri o sudorazione fredda&amp;hellip; Intervieni su di essi, massaggiando dolcemente ma anche con vigore la parte in cui si condensa il malessere. Per esempio, se avverti l&amp;rsquo;oppressione al petto, massaggia il torace; se invece senti un formicolio alle braccia o alle gambe, massaggia gli arti; se ti senti il viso imperlato di sudore o avvampare, con tutte e due le mani massaggia il viso, come se dovessi, attraverso il massaggio, liberarti della tensione che percepisci, facendola fuoriuscire verso il basso. Il movimento deve essere deciso, come se stessi &amp;ldquo;spingendo&amp;rdquo; fuori da te, esattamente come nel parto, la forza che in te sta cercando una via d&amp;rsquo;uscita.   A questo punto ti accorgerai che il malessere, arrivato all&amp;rsquo;acme, comincia a diradare. L&amp;rsquo;intensit&amp;agrave; che caratterizza gli  attacchi di panico andr&amp;agrave; via via scemando, mentre tu avvertirai una sensazione di svuotamento, di grande stanchezza mista a sollievo. Proprio come accade dopo aver partorito. Rimettiti nella tua postura abituale, ricomponiti e lascia simbolicamente che il &amp;ldquo;piccolo&amp;rdquo; appena nato, faccia sentire la sua presenza, impegnandoti a non censurare azioni e reazioni spontanee. Per esempio: ti scappano parole grosse? Forse &amp;egrave; il momento di liberarsi da un eccesso di auto-controllo o di conformismo. Fai gesti eclatanti? Probabile che sia ora di uscire da dietro le quinte. Scalci o tiri un pugno? Ti sta segnalando che non sei tutto &amp;ldquo;di testa&amp;rdquo; ma hai da esprimere delle istanze aggressive. Sorridi o ti commuovi? Forse &amp;egrave; ora che tu ti arrenda alle emozioni....
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA PER AFFRONTARE ANSIA E ATTACCHI DI PANICO </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B262933</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>POTENZIARE IL NOSTRO CERVELLO - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B262933</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/dc3/751693.jpeg" />
Ma quali sono le attivit&amp;agrave; pi&amp;ugrave; utili per il cervello?    (&amp;hellip;) Per stimolare il cervello (&amp;hellip;) serve qualcosa che lo attivi davvero: le parole crociate, ad esempio, sono un esercizio passivo in cui andiamo semplicemente a recuperare nozioni gi&amp;agrave; presenti nella memoria. Pure la lettura pu&amp;ograve; essere passiva (&amp;hellip;): chi ama leggere dovrebbe fermarsi dopo aver letto alcune pagine e ripensare agli avvenimenti e ai personaggi, rievocando le emozioni provate. In questo modo la lettura diventa strumento per allenare la memoria e l&amp;rsquo;attenzione&amp;raquo;.    Un altro esercizio molto semplice (&amp;hellip;) &amp;egrave; la ripetizione a tre persone diverse di una notizia appresa durante la giornata: la prima volta il racconto sar&amp;agrave; poco efficace, la seconda sar&amp;agrave; pi&amp;ugrave; chiaro e fluente, alla terza ripetizione ci accorgeremo di saper riferire la storia in maniera lineare e con ricchezza di particolari. Un metodo facile, che aiuta a migliorare concentrazione, capacit&amp;agrave; linguistiche, costruzione del pensiero e memoria.    Un po&amp;rsquo; pi&amp;ugrave; di impegno nel lungo termine occorre per attivit&amp;agrave; che secondo numerosi studi scientifici sono un toccasana per il cervello:  imparare a suonare uno strumento,  ad esempio, sembra addirittura in grado di aumentare il quoziente intellettivo se si comincia da piccoli. I meccanismi non sono chiari, probabilmente hanno un ruolo le risorse motorie, sensoriali ed emotive coinvolte (&amp;hellip;)    C&amp;rsquo;&amp;egrave; invece certezza sull&amp;rsquo;efficacia dell &amp;rsquo;apprendimento di una seconda lingua : da tempo si sa che i bilingui hanno un vantaggio cognitivo (ad esempio migliori capacit&amp;agrave; esecutive, cio&amp;egrave; migliore capacit&amp;agrave; di concentrarsi su ci&amp;ograve; che serve o di passare da un compito all&amp;rsquo;altro senza confondersi), ora molte evidenze sottolineano che pure studiare le lingue da adulti migliora le performance cerebrali.    &amp;laquo;Anche imparare a  usare uno strumento tecnologico nuovo,  come un tablet o uno smartphone, &amp;egrave; utile &amp;ndash; aggiunge Iannoccari &amp;ndash; Per riuscirci dobbiamo ristrutturare gli schemi cognitivi e imparare a pensare in modo diverso, allenando perci&amp;ograve; la mente a essere flessibile (&amp;hellip;)&amp;raquo;.    Chi preferisce attivit&amp;agrave; contemplative pu&amp;ograve; affidarsi alla  meditazione . &amp;Egrave; dimostrato che ritagliarsi ogni giorno qualche minuto per meditare allena attenzione e concentrazione, aiutando il cervello a ottimizzare le sue prestazioni.    Chi al contrario &amp;egrave; un iperattivo per natura pu&amp;ograve;  sfruttare i vantaggi dell&amp;rsquo;esercizio fisico : &amp;laquo;(&amp;hellip;) essere in forma crea le condizioni ideali perch&amp;eacute; il cervello possa dare il meglio: l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; fisica mantiene sano il sistema cardiovascolare ossigenando e irrorando il sistema nervoso, inoltre produce endorfine che tengono alto il tono dell&amp;rsquo;umore e aumenta la sintesi di proteine preziose per proteggere i neuroni&amp;raquo;
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA  COGNITIVA </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B244427</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>CONSIGLI PRATICI - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B244427</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/42b/680265.jpeg" />
Consigli pratici per la gestione di un bambino ADHD   Dare consegne chiare e brevi in modo che possa portare a termine velocemente un&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; e possa ricevere un bel rinforzo, in questo modo accrescer&amp;agrave; la sua motivazione intrinseca e il proprio senso di autoefficacia. In generale, ogni bambino &amp;egrave;, infatti, stimolato da attivit&amp;agrave; che gli procurano gratificazione immediata.  Suddividere un compito lungo in pi&amp;ugrave; parti da consegnare separatamente , quindi fornire piccoli suggerimenti intermedi per facilitare il mantenimento dell&amp;rsquo;attenzione.  Stabilire attivit&amp;agrave; programmate e routinarie affinch&amp;eacute; impari a prevedere quali comportamenti deve produrre in determinati momenti della giornata.  Permettere al bambino di muoversi dandogli un&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; da compiere (ad es. a scuola gli si pu&amp;ograve; chiedere di andare a prendere dei gessi nuovi); il movimento lo aiuta a prolungare i tempi di attenzione e a incanalare la propria energia in attivit&amp;agrave; accettabili.  Fornire poche regole ma chiare .  Far fare frequenti pause durante un compito , meglio ancora se durante le pause gli si permette di fare del movimento fisico.  Gratificare il bambino al fine di rinforzare azioni desiderabili .  Ignorare i suoi comportamenti negativi , ma aiutarlo a capire quali comportamenti &amp;ldquo;sostitutivi&amp;rdquo; sono giusti e rinforzarlo nel momento in cui li mette in atto.  A scuola tenere il suo banco il pi&amp;ugrave; possibile lontano da fonti di distrazione esterne come finestre, porte, etc.   Se sospettate che vostro figlio possa avere l&amp;rsquo;ADHD,  affidatevi a professionisti qualificati (psicologo dell&amp;rsquo;et&amp;agrave; evolutiva o neuropsichiatra infantile):  una diagnosi precoce riduce significativamente il rischio dell&amp;rsquo;emergere di altre psicopatologie (disturbi d&amp;rsquo; ANSIA , disturbi depressivi, disturbi del comportamento, etc.); inoltre  favorisce un miglior rapporto tra voi e il vostro bambino , che cos&amp;igrave; si sentir&amp;agrave; capito e aiutato e imparer&amp;agrave; quanto prima a gestire e convivere con il proprio disturbo sfruttando al meglio le proprie risorse.
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA PER DISTURBO IPERATTIVITA #039;  </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B244426</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>IN COSA CONSISTE LA TERAPIA DELL&amp;#039;ADHD? - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B244426</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/976/680264.jpeg" />
A chi mi devo rivolgere se sospetto che mio figlio soffra di ADHD?  Nel caso in cui sospettiate che vostro figlio possa avere un Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattivit&amp;agrave; e vogliate avere una diagnosi certa, &amp;egrave; necessario portare il bambino in osservazione da un&amp;rsquo;equipe formata da  psicologo esperto dell&amp;rsquo;et&amp;agrave; evolutiva e  neuropsichiatria infantile .  I professionisti somministreranno una serie di questionari e test al bambino, ai genitori e agli insegnanti, successivamente eseguiranno delle osservazioni nei diversi ambienti di vita del bambino per accertarsi che certi comportamenti non si verifichino solo in determinate circostanze.  In cosa consiste il trattamento dell&amp;rsquo;ADHD?  Una volta fatta diagnosi di ADHD, il  trattamento &amp;egrave; essenzialmente di tipo  psicoterapeutico (la psicoterapia cognitivo-comportamentale &amp;egrave; quella di elezione) per il bambino, e di tipo psico-educativo per i genitori e gli insegnanti.  Ma vediamo nel dettaglio chi viene coinvolto nel trattamento.   Genitori   Vengono sottoposti a un  Parent Training ovvero un &amp;ldquo;corso&amp;rdquo; mirato alla formazione di competenze educative appropriate e al miglioramento della gestione del loro rapporto col proprio figlio.  Ai genitori viene insegnato a individuare anche le caratteristiche positive del bambino (&amp;egrave; sensibile, svelto, curioso, creativo, etc.) e ad apprezzarle, viene insegnato loro a stabilire poche regole ma chiare e comprensibili, a gratificare il bambino nel modo giusto e nelle circostanze corrette affinch&amp;eacute; i genitori possano costituire per lui dei &amp;ldquo;binari&amp;rdquo; entro cui potersi muovere liberamente.   Bambino    Con lui viene intrapresa una  psicoterapia cognitivo-comportamentale supportata da esercizi cognitivi e meta-cognitivi finalizzati, da una parte, a favorire i processi di pianificazione e soluzione dei problemi, dall&amp;rsquo;altra, a incrementare l&#039;autostima promuovendo nel bambino l&amp;rsquo;autovalutazione e l&amp;rsquo;autorinforzo rendendolo pi&amp;ugrave; consapevole di s&amp;eacute; (consiglio a tal proposito di consultare il libro &amp;rdquo;Impulsivit&amp;agrave; e autocontrollo&amp;rdquo; di C.Cornoldi, 1997).   Insegnanti    Vengono sottoposti a una  psicoeducazione finalizzata a trasferire loro le abilit&amp;agrave; educative pi&amp;ugrave; funzionali e le modalit&amp;agrave; migliori per gestire un bambino ADHD in classe permettendogli cos&amp;igrave; di apprendere serenamente e vivere la scuola con gioia.  Agli insegnanti vengono trasferite le corrette informazioni circa l&amp;rsquo;organizzazione della classe, come impostare lavori lunghi e noiosi affinch&amp;eacute; i bambini con questo disturbo riescano a portarli a termine senza problemi, come rendere pi&amp;ugrave; interessanti le lezioni, come e quando gratificarli e come valorizzare le loro caratteristiche positive al fine di influenzare positivamente la loro autostima e autoefficacia.
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA PER DISTURBO IPERATTIVITA #039;  </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B244425</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>COSA OCCORRE OSSERVARE? - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B244425</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/fd8/680263.jpeg" />
Cosa devo osservare?&amp;rdquo;   Disattenzione : &amp;egrave; la difficolt&amp;agrave; ad autocontrollare la propria attenzione in compiti lunghi e noiosi (questo perch&amp;eacute; &amp;egrave; stimolato da attivit&amp;agrave; che gli procurano gratificazione immediata)   Osservate vostro figlio mentre svolge i compiti a casa: per quanto tempo riesce a mantenere l&amp;rsquo;attenzione senza distrarsi? Se non arriva a 10 minuti, pu&amp;ograve; essere un campanello d&amp;rsquo;allarme.   Impulsivit&amp;agrave; : il bambino &amp;egrave; insofferente nell&amp;rsquo;attesa, fa difficolt&amp;agrave; a inibire comportamenti inopportuni, si intromette nei giochi e nelle conversazioni degli altri   Osservate vostro figlio durante una festa di compleanno o invitate qualche amico a casa per giocare insieme: riesce ad aspettare il proprio turno in un gioco? Si intromette in maniera inopportuna durante un gioco o una conversazione per dire la sua?   Iperattivit&amp;agrave;: il bambino &amp;egrave; incapace di controllare i propri comportamenti, pi&amp;ugrave; fa fatica a mantenere l&amp;rsquo;attenzione e pi&amp;ugrave; aumenta il livello di attivit&amp;agrave; motoria (questo perch&amp;eacute; il movimento lo aiuta a prolungare i tempi di attenzione e a sopportare meglio lo sforzo cognitivo)   Osservate vostro figlio mentre studia la lezione, ascolta una spiegazione (di un argomento scolastico, delle regole di un gioco, etc.) o guarda un film alla TV: si muove in continuazione? Sembra non riuscire a star fermo? Anche questo pu&amp;ograve; costituire un buon campanello di allarme.
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA PER DISTURBO IPERATTIVITA #039;  </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B244424</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>COME RICONOSCERE IL DISTURBO DI IPERATTIVITA&amp;#039; - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B244424</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/080/680262.jpeg" />
Il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattivit&amp;agrave; o ADHD(dall&amp;rsquo;inglese  Attention Deficit Hyperactivity Disorder ), &amp;egrave; un disturbo evolutivo dell&amp;rsquo;autocontrollo che include difficolt&amp;agrave; di attenzione e concentrazione, di controllo degli impulsi e del livello di attivit&amp;agrave; generale. Tutto questo ostacola l&amp;rsquo;apprendimento e le relazioni con coetanei e familiari creando non pochi disagi sia al bambino che a chi gli sta intorno.  Come faccio a sapere se mio figlio soffre di ADHD?  Per prima cosa occorre  osservare il bambino  nei diversi ambiti della sua vita (a scuola, a casa, mentre fa i compiti, mentre gioca, mentre guarda la TV, etc.).  I sintomi dell&amp;rsquo;ADHD (gi&amp;agrave; esposti nel precedente articolo) sono  aggravati da situazioni o compiti :   che richiedono un impegno prolungato;  che non sono supervisionati;  in cui il bambino da solo deve organizzare e pianificare l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave;;  in cui il bambino deve inibire risposte impulsive dettategli da stimoli esterni.
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA PER DISTURBO IPERATTIVITA #039;  </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B244346</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>RITORNARE A VIVERE - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B244346</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/323/679902.jpeg" />
QUANDO VIENI ABBANDONATO E&#039; UNA BENEDIZIONE  TI LASCIANO PERCHE&#039; VUOL DIRE CHE TU NON POTEVI  FUNZIONARE IN QUEL RAPPORTO, CHE NEL TEMPO  SAREBBE DIVENTATO UNA PRIGIONE!!!!     NON SERVE PENSARE AGLI ERRORI PASSATI ; l&#039;idea che gli sbagli commessi in una relazione fallita possono scongiurare il rischio di nuovi fallimenti amorosi, non sempre corrisponde a verit&amp;agrave;. Diventa pericolosa per la felicit&amp;agrave; futura, se poi ci impone strategie e tattiche costruite a tavolino, che priveranno di spontaneit&amp;agrave; le nuove storie.  VOLER RIMANERE AMICI , nasconde il pi&amp;ugrave; delle volte il desiderio di controllare le mosse dell&#039;altro e la volont&amp;agrave; di restareaggrappati ad abitudini comuni. Almeno all&#039;inizio, meglio concedersi un periodo di distacco, solo cos&amp;igrave; si ritrova la forza di ricominciare da s&amp;eacute;, senza false stampelle d&#039;appoggio.
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA PER AFFRONTARE L #039;ABBANDONO </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B244345</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>VIVERE NEL PRESENTE - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B244345</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/313/679892.jpeg" />
VIVERE IL PRESENTE QUESTO E&#039; IL SEGRETO PER CHI ABBANDONA E PER CHI E&#039; ABBANDONATO. NEL QUI E ORA POSSIAMO CAPIRE CIO&#039; CHE E&#039; GIUSTO PER NOI E LASCIAR ANDARE IL PASSATO  PER L&#039;ABBANDONATO   RESTITUIRE I REGALI &amp;egrave; un atto simbolico che aiuta a ritrovare la propria autonomia. Conservarli &amp;egrave; un modo di allungare la frustrazione per il fallimento del rapporto  ELIMINA LETTERE SMS ed email , le parole hanno potere evocativo pericoloso, anche a distanza di tempo. Liberarsi di esse, preserva dal rischio di far affiorare ricordi dolorosi che portano a rimuginazioni senza fine  DIFFIDARE DEI RITORNI DI FIAMMA Non &amp;egrave; infrequente che soprattutto se reagiamo &quot;bene&quot; all&#039;abbandono, ritrovando presto un nuovo equilibrio, l&#039;ex ritorni sui suoi passi, riproponendo di riavviare la relazione.
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA PER AFFRONTARE L #039;ABBANDONO </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B244344</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>L&amp;#039;abbandono come occasione di felicit&amp;agrave; - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B244344</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/9b9/679886.jpeg" />
L&#039;abbandono ci obbliga a riportare l&#039;attenzione su noi stessi e a ricercare nella profondit&amp;agrave; che ci abita l&#039;interezza che credavamo di realizzare solo nella relazione di coppia.   Se si accoglie il vuoto che un abbandono porta, gli addii diventano una fonte di progresso, di nuove opportunit&amp;agrave; di vita  Proprio quando ci sentiamo disorientati e smarriti, qualcosa in noi si muove e ci conduce alla risalita.  Si vive una vera e propria rinascita . Si abbandona una immagine di s&amp;eacute; inquinata dall&#039;eccessiva dipendenza dal patner  L&#039;importante &amp;egrave; non caricare la fine di una storia con le proprie aspirazioni deluse e non idealizzare l&#039;expartner, come fosse la sorgente di tutta la felicit&amp;agrave; possibile
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA PER AFFRONTARE L #039;ABBANDONO </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B240805</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>COME LASCIARSI BENE - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B240805</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/6c9/785518.jpeg" />
Trascinare rapporti logori, che hanno esurito la loro funsione, &amp;egrave; una premessa sicura all&#039;infelicit&amp;agrave;. Ma anche quando le ragioni del fallimento sono evidenti, resta da superare il distacco, con il dolore che comporta, cos&amp;igrave; da ripristinare l&#039;equilibrio perduto e restituirsi la possibilit&amp;agrave; di essere felici di nuovo   La mossa determinante &amp;egrave; fare piazza pulita del passato, anche dai progetti andati delusi, al dispendio di energie investite che oggi si rivela inutile.  Far piazza pulita di tutti quei pensieri dolorosi che minano la sicurezza di poter incontrare un patener con cui vivere una storia altrettanto appagante  Uno sguardo lucido su noi stessi ci obbliga a osservare che soffriamo non tanto per la perdita, ma per il rammarico di aver sprecato tempo prezioso  Una sofferenza che appoggia su una premessa erronea che la durata sia il traguardo principale cui tendere in amore  L&#039;amore &amp;egrave; da viversi nel presente, siamo costantemente creati, quindi qualsiasi pianificazione non &amp;egrave; sincronica all&#039;ininterrotta autotrasformazione che si opera nel nostro essere
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA PER AFFRONTARE L #039;ABBANDONO </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B240804</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>Il DOLORE DELL&amp;#039;ABBANDONO - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B240804</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/978/666614.jpeg" />
Quando non si riesce ad accettare di essere stati abbandonati, si possono generare comportamenti che sfiorano la patologia.   Il dolore se non elaborato si trasforma infatti in negazione dell&#039;evento abbandonico e in rabbia verso chi l&#039;ha attuato  L&#039;abbandonato non amette a se stesso la possibilit&amp;agrave; che la storia sia davvero finita, non arrendendosi neppure di fronte all&#039;evidenza pi&amp;ugrave; nitida.  La sequenza &amp;egrave; stereotipata, in prima istanza si banalizza non dando importanza alla scelta del patner, poi si passa alla rabbia, alternata a falsi momenti di recupero. In casi estremi si arriva alla persecuzione  Le ragioni di tali condotte sembra risiedere nell&#039;ecccessivo investimento che molti individui fanno sul partener  Abituarsi a vivere attraverso il patner e a far conto sul suo appoggio, diventa di conseguenza una premessa sicura di infelicit&amp;agrave;, perch&amp;egrave; non porta a non guardarsi in profondit&amp;agrave;
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA PER AFFRONTARE L #039;ABBANDONO </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B240803</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>Sindrome da abbandono - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B240803</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/e98/666612.jpeg" />
Si intende l&#039;insicurezza affetiva di fondo legata a esperienze precoci di deprivazione vissute nei primi anni di vita e caratteizzate dalla mancanza della presenza rassicurante dei genitori o da un loro atteggiamento anaffettivo. Questo svantaggio iniziale pu&amp;ograve; compromettere la vita di relazione successiva, creando in chi ne soffre un&#039;irrequietezza e una sfiducia di base, spesso responsabile del fallimento dei rapporti di coppia.   Essere lasciati o lasciare &amp;egrave; un &#039;esperienza che tutti abbiamo vissuto e che incide sulla nostra psiche spesso in modo indelebile.  Perdere l&#039;oggetto d&#039;amore, infatti procura una sofferenza che se non adeguatamente elaborata, origina un senso di autodistruzione o di annullamento psichico e fisico  Anche abbandonare pu&amp;ograve; caricare di sensi di colpa e responsabilit&amp;agrave; nei confronti della persona lesa, che impediscono di legittimare a se stessi il diritto di essere felici  Sindrome da &quot;astinenza d&#039;amore&quot; sintomi che si possono equiparare a quelli osservati nei tossico-dipendenti: ansiet&amp;agrave;, aggressivit&amp;agrave;, prostrazione e disinteresse per tutto e per tutti
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA PER AFFRONTARE L #039;ABBANDONO </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B240776</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>VIVERE NEL PRESENTE - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B240776</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/4ab/666484.jpeg" />
I nostri pensieri sono quasi sempre vincolati al passato o proiettati nel futuro, invece che collocati nel presente. Con il rischio di non vivere mai e predisponendoci all&#039;infelicit&amp;agrave; sicura  siamoprigionieri del nostro io e dei modelli che la relt&amp;agrave; ci sommistra e cos&amp;igrave; facendo passiamo gran parte del nostro tempo a sognare di diventare ci&amp;ograve; che non siamo a fare nostri modi d&#039;essere che riteniamo vincenti e che non ci appartengono. da qui originano senso do inadeguatezza, paura del fallimento, delusione, insicurezza   l&#039;accettazione di s&amp;egrave; cos&amp;igrave; come siamo, per operare in ciascuno la riconciliazionecon le proprie zone &quot;a rischio &quot; che non trovano consenso n&amp;egrave; negli altri n&amp;egrave; in s&amp;egrave; stessi  l&#039;autostimanon &amp;egrave; uno sforso della mente, non &amp;egrave; la testa che deve decidere se siamo Ok. dobbiamo affidarci al SE&#039; , il centro dela nostra vita creativa
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA PER ACCRESCERE L #039;AUTOSTIMA  </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B240770</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>L&amp;#039;ANSIA VA ACCOLTA - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B240770</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/89e/666468.jpeg" />
CERCARE DI SFUGGIRLA E&#039; QUINDI LA STRATEGIA PIU&#039; SBAGLIATA:BISOGNA USCIRE DALLA PSICOLOGIA DELL&#039;EVITAMENTO, PER NON RISCHIARE DI STARE MALE UN MOMENTO FINIAMO PER SOFFRIRE UNA VITA INTERA   L&#039;ansia &amp;egrave; la voce pi&amp;ugrave; sincera della nostra energia vitale, ci comunica che siamo fuori rotta  Ci testimonia che una parte nuova di noi sta cercando di venire alla luce  Aver paura dell&#039;ansia significa quindi temere noi stessi ed ostacolare la nascita di un modo d&#039; essere, che si appare insolito, ma che reclama di poter uscire
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA PER AFFRONTARE ANSIA E ATTACCHI DI PANICO </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B240765</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>ANSIA DERIVA DAL LATINO &quot;STRINGERE&quot; - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B240765</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/960/666461.jpeg" />
Niente ci &amp;egrave; pi&amp;ugrave; familiare dell&#039;ansia. Pu&amp;ograve; arrivare all&#039;improvviso o annunciarsi in sordina con i classici sintomi di irrequietezza, vertigini, insonnia, fino a una condizione di tensione psichica   DISTURBO DI ANSIA GENERALIZZATO, gli individui che ne soffrono appaiono tesi, timorosi, portati ad ingigantire anche le minime difficolt&amp;agrave;  AGAROFOBIA , timore di trovarsi in luoghi pubblici, affollati, aperti ecc  CLAUSTROFOBIA, timore di trovarsi in luoghi chiusi  FOBIA SOCIALE, una forma di timidezza patologica che rende difficile affrontare situazioni sociali  DISTURBI OSSESSIVI-COMPULSIVI, preoccupazioni eccessive , assillanti e spiacevoli che possono generare comportamenti rituali che il soggetto non riesce pi&amp;ugrave; a governare  FOBIE SPECIFICHE, l&#039;ansia si materializza alla presenza di situazioni, oggetti o animali di per s&amp;egrave; innocui  ANSIA POST TRAUMATICA, che insorge in soggetti che hanno assistito a un evento choc
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA PER AFFRONTARE ANSIA E ATTACCHI DI PANICO </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B239998</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>PUOI FIDARTI DI TE - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B239998</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/694/663699.jpeg" />
LA COSA FONDAMENTALE PER IL BENESSERE DELL&#039;UOMO E&#039; CHIARAMENTE CIO&#039; CHE RISIEDE IN LUI STESSO O DA LUI PROVIENE. MENTRE TUTTO IL RESTO CHE STA FUORI DI LUI HA UN INFLUENZA SOLO MEDIATA.  ARTHUR SCHOPENHAUER    Non fidandoci di noi stessi , abbiamo perso l&#039;abitudine di ascoltare i messaggi che ci vengono da dentro e prendiamo strade inadatte , che non ci appartengono, che ci fanno sentire insoddisfatti e vuoti.     Al nostro interno c&#039;&amp;egrave; un&#039;immagine capace di indicarci la via e quando serve di correggere la traiettoria, di rimetterci in rotta.  E&#039; simile a un&#039;amica che ci suggerisce le scelte giuste da fare  E&#039; un volto dai tratti misteriosi che rappresentano la nostra specificit&amp;agrave;, quelqualcosa che ci rende unici  Pensare che i propri disturbi vengono da un lato di noi stessi, che vuole proteggerci, salvarci, da uno stile di vita, da un atteggiamento mentale sbagliato. uno sconosciuto che si sta prendendo curara di noi
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA PER AFFRONTARE ANSIA E ATTACCHI DI PANICO </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B239997</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>CURARE CON LE IMMAGINI - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B239997</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/2c0/663692.jpeg" />
Insegno alle persone che vengono da me a trattare i loro disagi come cose preziose, cose rare.  Come custodire la propria ansia, di fidarsi di lei, di ascoltarla, di percepirla, quando arriva.  Le immagini interne sono le risorse terapeutiche dell&amp;rsquo;anima, cio&amp;egrave; de quella forza che ha portato ciascuno di noi dalla cellula fecondata che era all&amp;rsquo;essere adulto di adesso.   Immaginare un altro uomo o donna con un altro volto, che abita dentro di noi. Attivare dentro noi l&amp;rsquo;immagine di un altro volto, diverso dal nostro abituale, &amp;egrave; molto utile per far scendere in campo le forse risanatrici del nostro S&amp;eacute;.  Bisogna socchiudere gli occhi e &amp;ldquo;immaginare&amp;rdquo;. Pi&amp;ugrave; ci allontaniamo dalla &amp;ldquo;realt&amp;agrave;&amp;rdquo;, dalla persona- maschera che ci siamo messi in testa di essere, pi&amp;ugrave; siamo in grado di accogliere ci&amp;ograve; che ci capita, pi&amp;ugrave; le soluzioni vengono dall&amp;rsquo; anima e sono sempre e soltanto &amp;ldquo;pratiche&amp;rdquo;, cio&amp;egrave; fanno ci&amp;ograve; che va fatto per noi
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA PER AFFRONTARE ANSIA E ATTACCHI DI PANICO </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B239996</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>ANSIA COME SEGNALE D&amp;#039;ALLARME - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B239996</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/870/663691.jpeg" />
Ti ammali quando sei una sola cosa , quando &amp;ldquo;reciti&amp;rdquo; un solo personaggio, quando tutto &amp;egrave; sotto controllo, quando credi che la tua vita sia tutta negli obiettivi che ti sei messo in mente, quando credi fondamentale raggiungere uno scopo, quando la tua esistenza &amp;egrave; un concentrato di abitudini.  Ti ammali quando hai perso il tuo posto nel mondo&amp;hellip;.  Il nostro posto nel mondo dipende da un&amp;rsquo;essenza invisibile, qualcosa che ha la consistenza delle immagini.   La presenza dell&#039;ansia &amp;egrave; indispensabile per accorgerci che ci stiamo allontanando troppo dalla nostra natura. Un segnale di allarme che non va assolutamente trascurato, perch&amp;egrave; dietro l&#039;ansia sta nascosta la vita
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA PER AFFRONTARE ANSIA E ATTACCHI DI PANICO </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B239995</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>LE LEGGI DELL&amp;#039;ANIMA - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B239995</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/813/663690.jpeg" />
Pensiamo che , se stiamo male , significa che c&amp;rsquo;&amp;egrave; in noi qualcosa che non va, che siamo &amp;ldquo;sbagliati&amp;rdquo; e siamo disposti a tutto per risolvere il nostro senso di disagio, come l&#039;ansia l&#039;attacco di panico.   Quando gli psichiatri dicono ai loro pazienti che il loro disagio dipende solo dalla chimica alterata del cervello , inizia la prescrizione di farmaci spesso eccessiva.  Non occorre chiedersi mai qual &amp;egrave; la causa di un disagio. Per le leggi dell&amp;rsquo;anima, la nostra interiorit&amp;agrave; vive in un luogo dove non c&amp;rsquo;&amp;egrave; la legge di causa-effetto.   In un disturbo l&amp;rsquo;anima esprime un mondo intero.  Se vogliamo affrontare davvero i disagi che vengono a visitarci, dobbiamo sapere che stiamo entrando in contatto con un&#039;altra dimensione, un altro universo.  Le leggi del visibile, le leggi della scienza, le spiegazioni sono la cosa pi&amp;ugrave; lontana che esiste nel nostro S&amp;eacute;.
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA PER AFFRONTARE ANSIA E ATTACCHI DI PANICO </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B237748</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>SABOTARE LA NOSTRA AUTOSTIMA - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B237748</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/111/656093.jpeg" />
Spesso dietro ai mancati riconoscimenti c&#039; &amp;egrave; un atteggiamento sacrificale sbagliato che invita gli altri a non ringraziarci: come sbarazzarsene e riconquistare l&#039;autostima  Vite invisibili: potrebbe intitolarsi cos&amp;igrave; un libro che racconta le storie di chi si adopera e d&amp;agrave; tutto di s&amp;eacute;, ma non raccoglie mai il riconoscimento da parte di chi gli sta accanto. Pu&amp;ograve; accadere in tutti gli ambiti che contano (affettivo, professionale, sociale, amicale): spesso chi subisce questo atteggiamento si &amp;egrave; circondato - nel tempo e senza volerlo - di persone che letteralmente &quot;non vedono&quot; oppure dimenticano subito gli sforzi e i risultati che egli ha prodotto e di cui spesso beneficiano a piene mani.  I mancati riconoscimenti minano l&#039;  a utostima  Gli esempi sono infiniti: un partner che d&amp;agrave; peso solo a ci&amp;ograve; che l&#039;altro non fa, anche quando fa tantissimo; un superiore che d&amp;agrave; per scontata la grande qualit&amp;agrave; del lavoro che viene eseguito in condizioni organizzative pessime; un genitore che ritiene &quot;dovuto&quot; tutto quanto un figlio fa per lui, e cos&amp;igrave; via. Sono situazioni che, se protratte nel tempo, possono causare frustrazioni profonde e minare l&#039;  autostima .  Se infatti &amp;egrave; necessario uscire dal bisogno narcisistico dell&#039;applauso a tutti i costi, e se &amp;egrave; di certo importante sentire il valore delle proprie azioni senza ricorrere per forza alle conferme dall&#039;esterno, va per&amp;ograve; ricordato che nell&#039;essere riconosciuti c&#039;&amp;egrave; non solo una naturale piacevolezza,  ma anche la conferma di essere in una relazione vera: cosa che costituisce un bisogno fondamentale per ognuno di noi, anche oltre l&#039; autostima stessa.  Quando siamo noi a &quot;sabotare&quot; l&#039;autostima  Il fatto che l&#039;altro ci dica un semplice ma sentito &quot;grazie&quot;, o tenga presente i nostri sforzi non facendo richieste eccessive, o ci guardi con gratitudine e - perch&amp;eacute; no? - con ammirazione,  ci fa sentire agganciati alla vita e nutre non tanto il narcisismo, ma la voglia di fare, di esserci, di appassionarci, quindi, la nostra autostima.  Al contrario non essere &quot;visti&quot; toglie energia e motivazioni. Spesso per&amp;ograve; ci&amp;ograve; non dipende solo dall&#039;egoismo di chi c&#039;&amp;egrave; intorno, ma nasce da un modo di porsi che per primo &quot;svende&quot; se stesso a prezzi cos&amp;igrave; modici da non essere neanche considerato.   Perch&amp;eacute; accade  Il sacrificio mette gli altri in imbarazzo  - Se per primi non si d&amp;agrave; valore alle proprie azioni, l&#039;altro si abitua in fretta e tutto gli appare dovuto.  - Un atteggiamento di continuo sacrificio mette l&#039;altro in difficolt&amp;agrave;, facendolo sentire inadeguato o in debito, e inducendolo a ridimensionare quanto fatto per lui.  - Dare tutto senza chiedersi se l&#039;altro &amp;egrave; in grado di apprezzarlo e se c&#039;&amp;egrave; veramente bisogno di questa quantit&amp;agrave; di &quot;dono&quot;, espone a delusioni.  - Si sopporta troppo a lungo lo svilimento che l&#039;altro mette in atto.  Come uscirne   Via l&#039;umilt&amp;agrave;! Fai spazio alla tua vita e riconquisti l&#039;autostima  Pensa di pi&amp;ugrave; a te stesso
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA PER ACCRESCERE L #039;AUTOSTIMA  </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B237747</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>AUTOSTIMA PER DIFENDERSI DAI GIUDIZI - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B237747</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/641/656092.jpeg" />
Come riconquistare la propria autostima: la tecnica che rende immuni dalle critiche e aiuta ad acquisire maggiore consapevolezza  Autostima: ecco come sopravvivere agli ipercritici   &quot;Stai sbagliando tutto&quot;; &quot;Se fai cos&amp;igrave; non vali niente&quot;; &quot;Sei sempre il solito&quot;; &quot;Non hai ambizione&quot;, &quot;Mi hai deluso&quot;. Sono solo alcuni degli &quot;attestati di disistima&quot; con cui a volte le persone che ci circondano, siano essi famigliari amici o conoscenti, tentano di condizionare la nostra vita. Persone ipercritiche che hanno sempre da dire sul nostro modo di essere e agire e che, se glielo permettiamo, possono influenzare molto negativamente la nostra esistenza, compromettendo la nostra  autostima . Ecco perch&amp;eacute; se sentiamo di essere sotto pressione, dobbiamo impedire che ci&amp;ograve; accada. Questo &amp;egrave; possibile fin da subito, se consideriamo che questa situazione di giudizio continuo &amp;egrave; stata creata... anche da noi. Vediamo come.  Autostima: critiche s&amp;igrave;, ma... costruttive  Una critica ferisce solo chi lo permette, chi cio&amp;egrave; &amp;egrave; &quot;in guerra&quot; con parti del proprio carattere che preferisce nascondere a s&amp;eacute; e agli altri, giudicandole gravemente sbagliate. Di fronte alla critica, chi coltiva questa &quot;personalit&amp;agrave; negata&quot; si sente subito colpito in una &quot;zona sensibile&quot;, si mette sotto accusa e, in definitiva, &amp;egrave; tutto sommato d&#039;accordo con la critica che gli viene fatta, per cui finisce per esserne schiacciato. Non ha insomma valide difese da opporre. Spesso, inoltre, chi subisce distruttivamente le critiche &amp;egrave; una persona che, a sua volta, critica spesso e volentieri gli altri, senza per&amp;ograve; riuscire a esprimere verbalmente i propri giudizi e tenendosi tutto dentro.  La tecnica che vi proponiamo ha lo scopo di sviluppare la serena consapevolezza di s&amp;eacute; che &amp;egrave; la base dell&#039;  autostima . Questa vince l&#039;insicurezza e ci fa uscire dal circolo vizioso delle critiche e delle autoaccuse.  Autostima: la tecnica per riconquistare la consapevolezza di s&amp;eacute;  Prendi un notes e da oggi, per una settimana, trascrivi, quando ti &amp;egrave; possibile, tutti i giudizi e le critiche sugli altri e su te stesso che fai - anche solo mentalmente - durante la giornata. Scrivi e chiudi subito il notes senza rileggere. Al settimo giorno aprilo e osserva la tua &quot;produzione&quot;. Ti accorgerai di quanto il tuo pensiero sia inquinato da giudizi continui che t&#039;impediscono una visione diretta della realt&amp;agrave; e di quante critiche ti fai che coincidono con quelle che ricevi.  Nella settimana successiva raccogli e trascrivi, con lo stesso metodo, le critiche che ti vengono fatte da altri, in ogni ambito, e al settimo giorno rileggile e &quot;contemplale&quot;. Ti accorgerai che non sono di pi&amp;ugrave; di quelle che hai pensato tu stesso e che riguardano aspetti del tuo carattere e della tua vita che tu stesso senti problematici e irrisolti.  Ci&amp;ograve; non vuol dire che siano critiche giuste, ma ti segnalano anzi che ti colpiscono solo perch&amp;eacute; ti ci riconosci. Quando infatti riguardano ci&amp;ograve; su cui ti senti sicuro, non ci fai neanche caso.  Ora prendi sia i fogli con le tue critiche, sia quelli con le critiche degli altri e strappali diverse volte. Distendi i pezzi sul tavolo e mescolali con le mani in modo da costruire un unico gigantesco foglio-puzzle. L&amp;igrave; sono raccolti tutti i pensieri che impediscono a te e agli altri di entrare in relazione in senso vero, l&amp;igrave; c&#039;&amp;egrave; tutto il superfluo della mente che appesantisce le tue azioni e la tua  autostima.  Prendi tutti i pezzi di carta, fanne un&#039;unica palla e, in un luogo sicuro, bruciala. Osserva come ritorna a essere fumo ci&amp;ograve; che era gi&amp;agrave; fumo in partenza, nella mente nostra e altrui, ma a cui si dava invece un valore assoluto.  Quando la carta ha cessato di bruciare, mettiti comodo dove tu vuoi e lascia che i pensieri che ti si presentano spontaneamente possano fluire liberamente, qualsiasi essi siano, se ci sono. Potrebbe venirti voglia di riposare, o di guardare dalla finestra, o di piangere, di ridere, di chiamare amichevolmente uno dei tuoi &quot;critici&quot;o altro ancora. Non opporti a niente.
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA PER ACCRESCERE L #039;AUTOSTIMA  </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B237746</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>AUTOSTIMA E NOSTRI SOGNI - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B237746</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/211/656091.jpeg" />
Ognuno ha nel cassetto il sogno che vale l&#039;esistenza. Scoprirlo o riscoprirlo porta sicurezza, salute e autostima. Due esercizi ci aiutano  Hai un  sogno , il tuo  sogno , quello che d&amp;agrave; senso alla tua vita che senti con forza di voler realizzare? Se non ce l&#039;hai cercalo in fretta, perch&amp;eacute; la vita non attende: da qualche parte quel  sogno &amp;egrave; nascosto dentro di te e sta aspettando.   Non deve essere per forza un  sogno grandioso, eroico o univerale. Se desideri pi&amp;ugrave; di tutto coltivare piante di rose va benissimo. L&#039;importante &amp;egrave; che sia il tuo sogno, poich&amp;eacute; i sogni  veri non solo danno significato all&#039;esistenza, ma fanno star bene con se stessi, accrescono l&#039;  autostima , rafforzano le difese immunitarie. Mentre inseguiamo e realizziamo i nostri  sogni siamo autentici, ci prendiamo per quel che siamo senza autocritiche, lamenti, aspettative fuori luogo. L&#039;  autostima  nasce dalla capacit&amp;agrave; di essere se stessi, di dar spazio ai propri  sogni . Da dove cominciare? Per farlo vi proponiamo due esercizi.  Primo esercizio   Getta via le imitazioni: i sogni arriveranno da s&amp;eacute;, come l&#039;autostima  Al risveglio, nello stato mentale ancora rarefatto che dalla coscienza notturna va verso il giorno, cerca dentro di te qual &amp;egrave; il tuo  sogno nel cassetto. Se la risposta non arriva, al posto di lasciar perdere e continuare la vita di sempre, fermati e sappi che il tuo  sogno comunque c&#039;&amp;egrave;, ma &amp;egrave; talmente &quot;nascosto&quot; che non riesci pi&amp;ugrave; a vederlo. Quindi si tratta solo di trovarlo. Per farlo  impara a riconoscere i progetti sbagliati e scoprirai quello autentico.  - Non &amp;egrave; il  sogno impossibile  Dalla casetta ai Caraibi, al vagabondare senza meta per il mondo, al mollare tutto per ricominciare un&#039;altra vita: sono tutte immagini false, &quot;di fuga&quot;, che tolgono la forza di vivere la vita adesso. Pi&amp;ugrave; sei aggrappato a un  sogno impossibile, pi&amp;ugrave; rischierai di incontrare infelicit&amp;agrave;, frustrazione... e addio autostima!  - Non &amp;egrave; il  sogno degli altri  L&#039;amico che si &amp;egrave; licenziato per andare a coltivare la terra; la persona famosa che, sazia di mondanit&amp;agrave;, si &amp;egrave; trasferita in una missione in Africa; l&#039;idealista che crede in una vita comunitaria, dove tutto &amp;egrave; di tutti... Tanti sono i  sogni degli altri che possono affascinare al punto da far credere che siano anche i tuoi, ma attento: lo spirito di emulazione o l&#039;invidia per chi ha una fede totale spinge lontano da se stessi e quindi dall&#039;  autostima .  - Non &amp;egrave; il  sogno &quot;tutto materiale&quot;  Una bella macchina? Una villa con piscina? Una vincita al superenalotto?  Sogni tutti improntati sull&#039;&quot;avere di pi&amp;ugrave;&quot; sono limitanti; arredano la vita con accessori preziosi, ma non modificano lo sguardo sulle cose. Soprattutto non si realizzano davvero mai, perch&amp;eacute; &quot; manca sempre qualcosa &quot;.  - Non &amp;egrave; il  sogno &quot;vecchio&quot;  Da anni ti ripeti che il tuo  sogno  &amp;egrave; quello, ma non si realizza. Insisti, ti ostini, ma niente. Se accade cos&amp;igrave;, hai buoni motivi di dubitare che sia davvero il tuo  sogn o. La mente gioca brutti tiri, compreso quello di farci innamorare di un&#039;idea che in realt&amp;agrave; ci intriga solo in superficie.   Cosa ottieni: nuovo entusiasmo, rinnovata autostima   Sfrondato il campo dai &quot;finti  sogni &quot; o illusioni, rester&amp;agrave; uno spazio mentale vuoto dal quale, dopo poco tempo, emerger&amp;agrave; un&#039;immagine progettuale vera. Ci sono dei segnali inequivocabili che lo accompagneranno: ti sentirai pervadere da uno stato di eccitazione, da un entusiasmo che ti accende. Percepirai in te un&#039;urgenza che, al posto di metterti ansia, si tradurr&amp;agrave; pian piano nella fiduciosa attesa che ci&amp;ograve; che vedi si realizzi e non avrai dubbi n&amp;eacute; perplessit&amp;agrave; a riguardo.    Secondo esercizio   Metti il sogno al buio: fiorir&amp;agrave; come un seme  Il progetto che senti al centro della tua esistenza va custodito in segreto. Se hai individuato un progetto che senti davvero tuo, non comunicarlo a nessuno, almeno per un po&#039;.  - Acquista, scegliendola con cura, una carta bella e un po&#039; grezza, in modo da simulare un&#039;antica pergamena. Oppure arricchiscila tu disegnando ornamenti che la impreziosiscano.  - Ora, nel buio della sera, alla luce di una candela - se possibile - scrivi su quella carta il tuo progetto o sogno segreto, senza farti vedere da nessuno.  - Prendi - o eventualmente compra - una piccola scatoletta nella quale riporre, ripiegata, la carta col tuo segreto e nascondila in un luogo che solo tu conosci e che nessuno pu&amp;ograve; raggiungere.  - In futuro, nei momenti in cui ti sentirai fragile, potrai andare col pensiero al tuo progetto nascosto, sapendo che, al di l&amp;agrave; delle avversit&amp;agrave; quotidiane, c&#039;&amp;egrave; un elemento dinamico in te che nessuno pu&amp;ograve; toglierti, criticare, inquinare, e che, una volta &quot;seminato&quot; nel buio e nel silenzio, va avanti per la sua strada.   Questo esercizio si rif&amp;agrave; alle modalit&amp;agrave; con cui le antiche popolazioni, in ogni angolo della Terra, creavano inconsciamente i misteri sacri e i conseguenti rituali. La produzione di un elemento segreto e nascosto, che diventava tab&amp;ugrave; per chiunque non apparteneva al nucleo tribale, forniva al gruppo un senso di identit&amp;agrave; e una forza altrimenti non esprimibili. Lo stesso schema - come ha scoperto la Psicologia Analitica - ha valore per la psicologia del singolo individuo e lo aiuta a ritrovare l&#039;  autostima .
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA PER ACCRESCERE L #039;AUTOSTIMA  </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B237744</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>CHE COS&amp;#039;E&amp;#039; L&amp;#039;AUTOSTIMA - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B237744</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/413/656090.jpeg" />
Per  autostima comunemente s&amp;rsquo;intende la capacit&amp;agrave; di avere un buon rapporto con se stessi, inteso come base per un buon rapporto con gli altri e col mondo. Nell&amp;rsquo;accezione corrente, l&amp;rsquo;  autostima  si conquista auto-attribuendosi valori e qualit&amp;agrave; che connotano una personalit&amp;agrave; vincente, cio&amp;egrave; dicendosi di continuo: &amp;ldquo;sei forte, ce la puoi fare&amp;rdquo;. Secondo questo punto di vista, una buona percezione di s&amp;eacute; deriva dal convincersi di essere &amp;ldquo;bravi&amp;rdquo;. Questo consentirebbe di muoversi nel mondo con la sicurezza e la tranquillit&amp;agrave; necessarie per operare al massimo delle proprie risorse.  Tutto ci&amp;ograve; per&amp;ograve; implica uno &amp;ldquo;sforzo&amp;rdquo; costante che richiede l&amp;rsquo;adesione quotidiana a modelli esterni (pi&amp;ugrave; belli, pi&amp;ugrave; forti, pi&amp;ugrave; brillanti, pi&amp;ugrave; grintosi&amp;hellip;). In altri termini, consiste nell&amp;rsquo;indossare continuamente una maschera che nulla ha a che fare con la propria spontaneit&amp;agrave;. Ma che cos&amp;rsquo;&amp;egrave; allora la vera  autostima , quella che si raggiunge senza forzature, naturalmente?    Avere  autostima significa piacersi, andarsi bene cos&amp;igrave; come si &amp;egrave;, senza volersi migliorare, cambiare, correggere in alcun modo. &amp;Egrave; un modo di essere che si conquista stando nel presente e accogliendo tutti gli stati di cui l&amp;rsquo;interiorit&amp;agrave; si colora istante per istante. Il suo raggiungimento non &amp;egrave; rimandabile a quando avremo realizzato certi obiettivi che consideriamo necessari per acquisire una buona opinione di noi stessi. Anzi, questa via distrugge l&amp;rsquo;  autostima : gran parte di noi passa la vita a rimandare la felicit&amp;agrave; a quando avr&amp;agrave; avuto successo, incontrato l&amp;rsquo;uomo o la donna giusti, messo su famiglia, guadagnato pi&amp;ugrave; soldi, comprato l&amp;rsquo;auto, la casa o il vestito pi&amp;ugrave; bello. Oppure a quando avr&amp;agrave; risolto i suoi problemi pratici o esistenziali, a quando sar&amp;agrave; pi&amp;ugrave; sicura, a quando avr&amp;agrave; eliminato i suoi difetti di carattere. Sprechiamo a volte tutta un&amp;rsquo;esistenza in attesa che accadano delle cose che poi, anche quando si avverano, spesso ci lasciano pi&amp;ugrave; vuoti di prima.  Se i nostri pensieri sono quasi sempre vincolati al passato o proiettati nel futuro, invece che collocati nel presente, corriamo il rischio di non vivere mai pienamente e di essere quindi insoddisfatti della nostra esistenza. Di fatto, siamo prigionieri dei modelli che la realt&amp;agrave; ci impone e cos&amp;igrave; facendo passiamo gran parte del nostro tempo a sognare di diventare ci&amp;ograve; che non siamo, a fare nostri modi d&amp;rsquo;essere che riteniamo &amp;ldquo;vincenti&amp;rdquo;, &amp;ldquo;perfetti&amp;rdquo;, ma che non ci appartengono.  Da qui nascono senso di inadeguatezza, senso di colpa, paura del fallimento, delusione, insicurezza, fattori che ci predispongono alla disistima e all&amp;rsquo;infelicit&amp;agrave;.    L&amp;rsquo;autostima non &amp;egrave; uno sforzo della mente  Non &amp;egrave; usando la ragione o facendo dei bilanci che possiamo decidere se siamo o non siamo &amp;ldquo;ok&amp;rdquo;. Non esistono parametri assoluti per stabilire quanto valiamo. L&amp;rsquo;  autostima non corrisponde a uno sforzo della mente, ma ha a che vedere con un diverso atteggiamento mentale, che si basa sull&amp;rsquo;accettazione consapevole di ci&amp;ograve; che siamo adesso, in questo preciso istante. Stare quindi nel presente, senza rimpianti per gli sforzi che non abbiamo fatto in passato, senza frustrazione per ci&amp;ograve; che non abbiamo ancora realizzato  Autostima non vuol dire imporsi di migliorare ogni giorno, ma accettare quel che si &amp;egrave; una volta per tutte. Chi compie questo passo conosce stati di gioia inaspettati e spesso ottiene, anche se in modi inaspettati, tutto ci&amp;ograve; che nel profondo desidera davvero.
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA PER ACCRESCERE L #039;AUTOSTIMA  </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B237743</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>COME RITROVARE L&amp;#039;AUTOSTIMA - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B237743</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/04a/656089.jpeg" />
Chi manca di autostima si ammala di pi&amp;ugrave;  Autostima : secondo molte indagini tre italiani su quattro l&#039;hanno perduta e si sento noi sempre pi&amp;ugrave; sfiduciati. Ma quanto &amp;egrave; importante avere un buon rapporto con se stessi e quindi una buona autostima? Basti sapere questo: la medicina contemporanea ha ormai accertato che &quot;non piacersi&quot;, non avere  autostima &amp;egrave; all&#039;origine di molti malesseri e non solo di ordine esistenziale. La disistima infatti indebolisce il sistema immunitario e gioca quindi un ruolo-chiave anche nelle cosiddette malattie organiche. Per capirci meglio: l&#039;ipertensione, l&#039;infarto, il sovrappeso, la cefalea, la colite, la gastrite, l&#039;asma, le malattie allergiche possono dipendere anche dalla nostra incapacit&amp;agrave; di trovare un buon rapporto con noi stessi e quindi dalla bassa  autostima .  Agisci sul linguaggio e ritroverai l&#039;autostima perduta  Un famoso proverbio dice: &quot;noi siamo quello che mangiamo&quot;. Se questo &amp;egrave; vero, &amp;egrave; altrettanto certo che noi diventiamo quello che diciamo ogni giorno. Le nostre convinzioni - soprattutto quelle che riguardano noi stessi - quotidianamente ci &quot;creano&quot;. Quanto pi&amp;ugrave; useremo nei nostri confronti le parole sbagliate, tanto pi&amp;ugrave; crescer&amp;agrave; l&#039;insicurezza, la sfiducia, la disistima. Ecco perch&amp;egrave;, per ritrovare la strada della fiducia e dell&#039;  autostima , &amp;egrave; necessario partire dalle parole.  le frasi sbagliate: cos&amp;igrave; l&#039;autostima se ne va  - &amp;Egrave; tutta colpa mia, non riesco a farne una giusta!  - Mi chiedo sempre: sar&amp;ograve; una brava moglie? Sar&amp;ograve; una brava mamma?  - Non riesco mai a dire di no e tutti ne approfittano. Sono un debole  - Quando mio marito mi fa una critica mi crolla il mondo addosso!  - Mi tratta male e io sono sempre qui ad aspettarlo... Sono la solita cretina...  - Sono sei mesi che non riesco ad ottenere l&#039;aumento: sono un incapace  - Avrei voluto essere pi&amp;ugrave; controllato e invece mi sono messo a urlare. Se non perdo questo vizio non concluder&amp;ograve; nulla!  Perch&amp;egrave; queste frasi allontanano l&#039;autostima  - Giudichi tutto e tutti, in primis te stesso  - Dai eccessivo peso al passato e al futuro e ti perdi il presente  - Fai confronti continui e non ti vai mai bene, ma vorresti assomigliare a...  - Fai sempre bilanci (intevitabilmente insoddisfacenti)  - Vuoi avere il successo a tutti i costi: cos&amp;igrave; una piccola sconfitta ti fa sentire un fallito  Le frasi giuste: cos&amp;igrave; l&#039;autostima &quot;torna a casa&quot;  - &amp;Egrave; vero, &amp;egrave; un problema grave, ma non mi cambier&amp;agrave; certo la vita!  - Chi sono io? Dipende... Posso cambiare in un attimo  - Inutile piangerci sopra: mi hanno fregato. Si ricomincia...  - Mi impegno al massimo, poi sia quel che sia  - Anche se non faccio solo la mamma, i miei figli sanno che possono contare su di me  - All&#039;improvviso ho avuto una strana sensazione e ho cambiato il lavoro. &amp;Egrave; stata la mossa vincente.  - S&amp;igrave;, ho alzato la voce, ma che bello &amp;egrave; stato dirgli a muso duro quel che pensavo di lui!    Perch&amp;egrave; questo modo di parlare &amp;egrave; amico dell&#039;autostima    - Non pensi mai che una situazione sia definitiva e immodificabile  - La creativit&amp;agrave; ha spazio per esprimersi  - Non ti preoccupi del giudizio altrui  - Sai accogliere le novit&amp;agrave;  - Sai esprimere i tuoi veri sentimenti  Il giudizio, primo nemico dell&#039;autostima....  Lo abbiamo sperimentato tutti da bambini, (e non soltanto...), il potere paralizzante delle critiche. &quot;Potresti fare meglio...non va affatto bene...sei troppo riservato...sei troppo emotivo...sei troppo impulsivo...sei troppo timido...&quot;... In realt&amp;agrave; sono osservazioni che scivolano immediatamente dal piano dell&#039;esame oggettivo a quello del valore soggettivo. Dentro di noi queste osservazioni si trasformano in una voce che presto si attiva da sola. Giudizi severi e inappellabili: vali poco, sei un incapace, non hai talento, non ti impegni abbastanza... A questo punto per molti di noi la reazione istintiva &amp;egrave; la chiusura. Non basta tirarci indietro per&amp;ograve;, le critiche si sedimentano dentro di noi, diventando materia prima per la nostra  autostima svanire...   Evitiamo la vita pur di fuggirlo...  Pensare di essere degli incapaci ci condanna a una vita vissuta &quot;al minimo&quot;, fondata sul risparmio e sull&#039;evitamento di tutto ci&amp;ograve; che possa metterci in crisi o semplicemente alla prova. Pur di non sottoporci al fuoco di fila delle critiche svalutanti nostre e altrui, fuggiamo tutte le occasioni che ci consentirebbero di esplorare una realt&amp;agrave; nuova, mortificando le potenzialit&amp;agrave; che dentro di noi languono inespresse, cos&amp;igrave; come l&#039;  autostima . Restiamo sempre alla superficie delle cose, come un subacqueo con un galleggiante legato alla schiena: ogni volta che prova ad andare in profondit&amp;agrave;, quello lo tira a galla. Ma eliminare quel &quot;galleggiante&quot; si pu&amp;ograve;.  Togli il freno e impara a buttarti: l&#039;autostima arriver&amp;agrave; da s&amp;eacute;  L&#039;inventore della lampadina, Thomas Alva Edison, a chi gli ricordava malignamente che prima di arrivare alla sua scoperta aveva fatto pi&amp;ugrave; di seimila tentativi fallimentari, rispondeva che i suoi non erano fallimenti: aveva scoperto molti modi...per non fare una lampadina! Vuoi conquistare l&#039;  autostima ? &amp;Egrave; questo l&#039;atteggiamento giusto.   - Ogni volta che ti appresti a fare qualcosa, soprattutto se &amp;egrave; la prima volta, non concentrarti unicamente sul risultato che vuoi ottenere, ma su ci&amp;ograve; che fai, cercando di essere presente a ogni passaggio, come fosse l&#039;unico.  - Di fronte a un fallimento non trarre conclusioni sul tuo disvalore, piuttosto considera l&#039;errore come un esperimento in grado di darti informazioni su ci&amp;ograve; che non &amp;egrave; andato bene. Ed estrai dallo sbaglio commesso un piccolo insegnamento.  - Scopri il piacere di cimentarti in ci&amp;ograve; che non &amp;egrave; da te: non tirarti indietro, prova puntando unicamente al divertimento o al piacere di fare le cose, come fosse un gioco.   - Allenati a sperimentare il nuovo: una ricetta che non hai mai provato, un autore che non hai mai letto, una persona che non hai mai frequentato, un nuovo colore da indossare... E se il risultato dell&#039;esperimento non dovesse piacerti, poco male hai scoperto di te una cosa nuova.    Perch&amp;eacute; funziona: ti rinforzi e sperimenti, senza il timore di sbagliare  Sospendere le critiche su se stessi ci rende meno sensibili anche alle critiche che possono arrivare dagli altri. Eliminato questo potente freno inibitorio, avremo modo di sperimentarci sfatando pregiudizi su noi stessi, e intraprendendo strade alternative che ci portano a svolte e soluzioni inattese. Muoverci pi&amp;ugrave; liberamente moltiplica la possibilit&amp;agrave; di attivare &quot;circoli virtuosi&quot; che innescano cambiamenti anche radicali in modo assolutamente naturale.
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA PER ACCRESCERE L #039;AUTOSTIMA  </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B237380</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>INDICAZIONI UTILI - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B237380</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/b5c/654975.jpeg" />
A differenza di quanto comunemente si crede, le persone non hanno bisogno di dormire 8 ore per notte. Le ricerche sperimentali indicano che l&#039;essere umano necessita di 6 ore di sonno. La durata del sonno, infatti, pu&amp;oacute; variare da persona a persona, un po&#039; come l&#039;altezza. Ci sono persone che si sentono riposate dopo solo 4 ore di sonno e altre che hanno bisogno di almeno 10 ore. Il bisogno di sonno varia inoltre con l&#039;et&amp;aacute; tendendo a diminuire. Considerato che le preoccupazioni derivanti dalle credenze sulle conseguenze di una notte insonne possono peggiorare il disturbo, &amp;egrave; utile sapere che le ricerche finora condotte non hanno riscontrato evidenti cali prestazionali cognitivi (attenzione e memoria) in seguito anche a sole 3/4 ore di sonno. Basta vedere quanto dichiarato spesso da molti personaggi famosi, noti per la loro efficienza nonostante le poche ore dedicate al sonno. Molte persone che soffrono di insonnia ritengono che dovrebbero addormentarsi subito e non svegliarsi mai durante la notte e sono in ansia se questo non accade. In realt&amp;aacute;, chi dorme bene generalmente impiega circa mezzora per prendere sonno, svegliandosi pi&amp;uacute; volte durante la notte. Inoltre &amp;egrave; stato osservato in diverse ricerche che le persone insonni tendono a sottostimare il loro sonno e a sovrastimare il tempo di addormentamento e i risvegli notturni.  Da queste credenze errate spesso deriva una valutazione del proprio sonno pi&amp;uacute; grave di quella che &amp;egrave; in realt&amp;aacute;, facendo aumentare le preoccupazioni della persona insonne. In generale, ribadiamo, dormire di meno non &amp;egrave; problematico di per s&amp;eacute;, e non ci sono prove di conseguenze negative in seguito a un ridotto numero di ore di sonno.   Ma se si dorme per diverso tempo un numero di ore minore a quello di cui si sente la necessit&amp;aacute;, il debito di sonno aumenta e ci si sente stanchi, poco pronti a reagire e affaticati, pi&amp;uacute; irritabili, ansiosi, con difficolt&amp;aacute; di concentrazione e di memoria. Ne risentono cos&amp;iacute; il nostro umore, le nostre attivit&amp;aacute; quotidiane, le nostre relazioni e, in generale, il nostro benessere psico-fisico. Naturalmente, quindi, non bisogna generalizzare, a volte l&#039;insonnia o lo scarso bisogno di dormire, sono indice di patologie mediche o di patologie psichiatriche anche severe. Anche per questo &amp;egrave; sempre necessaria una consultazione diagnostica con un esperto del settore.   Di seguito sono riportate alcune regole fondamentali per una corretta igiene del sonno. Seguire tali regole pu&amp;oacute; aiutare le persone insonni a migliorare il proprio sonno:  Mettersi a letto soltanto se si ha veramente sonno. &amp;Eacute; utile ridurre il tempo trascorso a letto senza dormire.  Mantenere orari di addormentamento e risveglio piuttosto regolari, anche durante il week-end. Questa norma &amp;egrave; molto importante poich&amp;eacute; permette di mantenere un ritmo sonno-veglia regolare.  Non fare sonnellini diurni. Evitare sonnellini diurni, specialmente a partire dal tardo pomeriggio. Se proprio lo si sente necessario, &amp;egrave; concesso farne soltanto nel primissimo pomeriggio e di breve durata.  Non assumere alcolici, specialmente nelle 2-3 ore precedenti il sonno. Anche se per esperienza comune il consumo di alcool viene associato ad un aumento della sonnolenza, in realt&amp;aacute; &amp;egrave; stato osservato come l&#039;assunzione serale, anche di modeste quantit&amp;aacute;, disturba il sonno determinando risvegli notturni e agitazione.  Non assumere sostanze eccitanti nelle 6 ore prima di andare a dormire. Sostanze eccitanti contenenti caffeina (es. caff&amp;egrave;, coca cola, th&amp;egrave;, ecc.) non dovrebbero essere pi&amp;uacute; assunte a partire dal pomeriggio.  Evitare di fumare nell&#039;ultima mezzora prima di andare a dormire. La nicotina &amp;egrave; una sostanza stimolante, ed ha effetti simili a quelli della caffeina.  Evitare di mangiare cioccolata e zuccheri, e di bere grosse quantit&amp;aacute; di liquidi prima di andare a dormire. Anche la cioccolata e gli zuccheri sono sostanze eccitanti e bere molto la sera pu&amp;oacute; aumentare i risvegli durante la notte per lo stimolo ad urinare.  Praticare attivit&amp;aacute; fisica regolarmente, ma non prima di andare a dormire.  Praticare esercizio fisico la mattina o nel tardo pomeriggio sembra migliorare il sonno, ma attivit&amp;aacute; fisica medio-alta, praticata in prossimit&amp;aacute; dell&#039;orario di addormentamento pu&amp;oacute; avere effetti attivanti e ritardare l&#039;inizio del sonno.  Rendere pi&amp;uacute; confortevole possibile la camera da letto. La stanza in cui si dorme dovrebbe essere sufficientemente buia, silenziosa e di temperatura adeguata (evitare eccesso di caldo o di freddo).  Usare la camera da letto solo per dormire o per l&#039;attivit&amp;aacute; sessuale. La stanza in cui si dorme dovrebbe essere utilizzata unicamente per dormire, in quanto &amp;egrave; utile evitare attivit&amp;aacute; associate alla veglia, come leggere studiare guardare la tv ecc., che potrebbero condizionare negativamente il sonno. L&#039;attivit&amp;aacute; sessuale, invece, essendo associata al benessere e al rilassamento ha un effetto positivo sulla qualit&amp;aacute; del sonno.
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA PER  SUPERARE L #039;INSONNIA  </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B237378</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>PSICOTERAPIA COGNITIVA COSTRUTTIVISTA - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B237378</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/413/654974.jpeg" />
I trattamenti non-farmacologici sono la terapia di scelta per le insonnie croniche. Oggi, la terapia senza farmaci pi&amp;uacute; accreditata &amp;egrave; il Trattamento Cognitivo-Comportamentale dell&#039;insonnia (CBT - Cognitive-Behaviour Therapy).   La CBT &amp;egrave; un intervento psicologico, basato su tecniche di comprovata efficacia per la cura dell&#039;insonnia. L&#039;obiettivo della CBT &amp;egrave; quello di modificare tutti quei fattori che mantengono l&#039;insonnia, inclusi i fattori comportamentali (cattive abitudini di sonno, orari di sonno irregolari), i fattori psicologici (aspettative irrealistiche sul sonno, preoccupazioni, sentimenti di impotenza sul sonno) e i fattori fisiologici (tensioni mentali e somatiche, iper-attivazione).   La CBT &amp;egrave; maggiormente indicata per l&#039;insonnia cronica, primaria ed in co-presenza con altri disturbi. In particolar modo, la terapia cognitiva avr&amp;aacute; un ruolo rilevante in tutti quei casi in cui l&#039;insonnia &amp;egrave; associata ad altri disturbi come i disturbi d&#039;ansia e dell&#039;umore.  Studi di efficacia hanno mostrato come la CBT sia anche efficace nel trattamento dell&#039;insonnia associata a disturbi come il dolore cronico, la fibromialgia e il tumore. Ugualmente, il trattamento CBT si &amp;egrave; dimostrato molto utile nei casi di insonnia nelle persone affette da depressione maggiore, migliorando sensibilbente la percentuale di remissione sia della sintomatologia depressiva che dell&#039;insonnia.  Come interveniamo sull&#039;insonnia  La prima fase del nostro intervento prevede un&#039;accurata valutazione del tipo di insonnia al fine di stabilire la tipologia di trattamento migliore per il paziente. Verranno valutati i diversi aspetti alla base dell&#039;insonnia allo scopo di modificare tutti quei comportamenti che influenzano negativamente il sonno.  Ci&amp;oacute; verr&amp;aacute; effettuato sviluppando, di volta in volta con il paziente,  un protocollo d&#039;intervento che agisca sulla sintomatologia lamentata e sinergicamente su tutti gli aspetti fisiologici, cognitivi e comportamentali sottostanti al disturbo.   Dal momento che,  molto spesso, pensieri di tipo ansioso e le ruminazioni impediscono il rilassamento e contrastano l&#039;insorgenza del sonno ed il suo mantenimento, utilizzeremo tecniche cognitive e comportamentali di comprovata efficacia, come tecniche di rilassamento, controllo dello stimolo, restrizione del sonno e terapia cognitiva.   Questi interventi terapeutici possono essere utilizzati singolarmente, anche se un approccio combinato viene preferito in quanto l&#039;insonnia pu&amp;oacute; essere determinata da diversi fattori. L&#039;approccio pi&amp;uacute; comunemente utilizzato prevede una fase di intervento comportamentale (controllo delle stimolo, restrizione del sonno, tecniche di rilassamento) combinata con una fase di intervento cognitivo (terapia cognitiva) ed educazionale (igiene del sonno).
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA PER  SUPERARE L #039;INSONNIA  </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B237365</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>RILASSAMENTO E RIMEDI FITOTERAPICI - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B237365</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/555/654945.jpeg" />
I rimedi fitoterapici contro l&#039;  insonnia  Per ritrovare sonni tranquilli non bisogna zittire il disturbo (inducendo &quot;a forza&quot; il sonno) ma occorre imparare a colmare i disagi che ne sono alla base. La FITOTERAPIA ci aiuter&amp;agrave; a farlo davvero. &amp;Egrave; importante scegliere la soluzione in base alla somiglianza tra la pianta e il soggetto che l&#039;assumer&amp;agrave;, tenendo ben presenti i sintomi della patologia.  Sono tante le proposte  fitoterapiche  della buona notte. Ognuna con la sua particolare &quot;specializzazione&quot; perch&amp;eacute; sono numerosi e diversi i disturbi legati al sonno. C&#039;&amp;egrave; chi fatica ad addormentarsi e chi invece si sveglia al mattino con abbondante anticipo. Per non parlare degli incubi notturni o delle snervanti &quot;pause&quot; dovute ad insonnia centrale. In ogni caso la fitoterapia ha il rimedio giusto.  Escholtzia per i risvegli precoci  &amp;Egrave; il  rimedio fitoterapico perfetto per chi &amp;egrave; torturato da risvegli precoci. Inoltre &amp;egrave; la soluzione ideale per chi si alza dal letto pi&amp;ugrave; stanco di quando si &amp;egrave; coricato. Dona equilibrio e armonia al sonno, rigenerando le nostre notti con dolcezza: interviene su ansie e pensieri che solitamente si attivano appena ci destiamo.  Uso e dosi: assumere 20-30 gocce di tintura madre 3 volte al d&amp;igrave;, almeno 15-30 minuti prima dei pasti.  Tiglio per i risvegli notturni  Albero spontaneo dei boschi di collina, ricco di virt&amp;ugrave; tranquillanti, il tiglio allevia la tensione nervosa, e d&amp;agrave; sollievo all&#039;ansia. &amp;Egrave; molto indicato per chi si sveglia nel cuore della notte con spasmi e gonfiore allo stomaco e per la persona che non riesce a prendere sonno, riversando sullo stomaco angoscia e stress. La sua azione dolce e modulata lo rende ideale anche per i bambini eccitabili e iperattivi.  Uso e dosi. Consigliato l&#039;infuso, meglio se consumato dopo cena (un cucchiaio di fiori in una tazza d&#039;acqua per 3-5 minuti).  Passiflora  per chi rimugina troppo  &amp;Egrave; una delle piante pi&amp;ugrave; versatili per quanto riguarda i disturbi del sonno: essendo sedativa, ipnotica e antispasmodica, &amp;egrave; indicata in caso di difficolt&amp;agrave; di addormentamento, soprattutto in persone ipersensibili ai cambiamenti. Tra i tanti vantaggi offerti da questa pianta vi &amp;egrave; una certa versatilit&amp;agrave; (&amp;egrave; un calmante leggero i cui effetti si sentono anche durante il giorno) e la mancanza di un effetto di assuefazione. Ma non solo: &amp;egrave; molto adatta per tutti quelli che appena si mettono a letto cominciano a rimuginare sui fatti passati o sulla giornata che verr&amp;agrave;. Dona uno stato di benessere generale e una rilassatezza mentale che spegne ogni tentativo di iperattivit&amp;agrave; cerebrale.  Uso e dosi: 20 gocce di tintura madre 2 volte al giorno, una nel tardo pomeriggio e una poco prima di andare a letto.  Luppolo per l&#039;insonnia inaspettata  L&#039;insonnia si pu&amp;ograve; combattere a tavola    Ti proponiamo un menu completo (colazione, spuntino, pranzo, merenda, cena) che pu&amp;ograve; aiutarti a sconfiggerla. In linea generale, soprattutto per il pasto serale, occorre scegliere  legumi uova bollite,  carne di pollo o tacchino , pesce, semi oleosi, yougurt e formaggi freschi. Tutti questi alimenti sono utili per favorire la produzione di serotonina, l&#039;ormone che rilassa e aiuta il sonno. La serotonina aumenta anche con il consumo di pane, pasta e alimenti con zuccheri semplici, come la frutta dolce di stagione e il miele. Tra le verdure, al primo posto tra gli ortaggi utili contro l&#039;  insonnia troviamo la lattuga, seguita da radicchio rosso, cipolla e aglio, dalle spiccate propriet&amp;agrave; sedative, ma anche zucca rape e cavoli    Il menu contro l&#039;insonnia   Colazione : caff&amp;egrave; d&#039;orzo e latte, 5 frollini integrali e un frutto di stagione  Spuntino di met&amp;agrave; mattina : 1 frutto di stagione.  Pranzo : 2 uova sode in insalata e 1 porzione di fusilli integrali con verdure; 1 tisana di melissa (1 cucchiaino di erba in 1 tazza di acqua calda per 5 minuti).  Merenda : i pugnetto di semi di girasole.  Cena : I porzione di tacchino cotto in padella con olio e tocchetti d&#039;ananas, con 50 g di pane integrale e verdure cotte a piacere; i tisana di passiflora (1 cucchiaino di erba in 1 tazza di acqua calda per S minuti).
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA PER  SUPERARE L #039;INSONNIA  </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B237364</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>PROBLEMI PENSIERI E INSONNIA - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B237364</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/423/654944.jpeg" />
Se quando si va a letto vengono al pettine le paure e i problemi irrisolti non riusciamo a prendere sonno : &amp;egrave; l&#039;insonnia iniziale    Girarsi e rigirarsi per ore tra le lenzuola prima di prendere sonno... a essere intaccato non &amp;egrave; solo il numero di ore trascorse dormendo ma anche la qualit&amp;agrave; del riposo che risulta frammentato, discontinuo, incapace di assolvere alle sue funzioni. Ma da un punto di vista psicosomatico perch&amp;eacute; si ha difficolt&amp;agrave; ad addormentarsi? L  &#039;insonnia  iniziale segnala una problematicit&amp;agrave; particolare, che ha a che fare con l&#039;aspetto diurno del comportamento e della personalit&amp;agrave;.  Cosa significa l&#039;insonnia iniziale  La sera quando andiamo a letto, i nodi irrisolti della nostra esistenza vengono al pettine, le paure pi&amp;ugrave; profonde e i problemi irrisolti ci presentano il conto. Sospesa la via di fuga dell&#039;azione ci ritroviamo in balia di forze che non riusciamo a contrastare, a tu per tu con noi stessi e con tutto ci&amp;ograve; che ci fa stare male.: L  &#039;insonnia  porta un messaggio di natura simbolica: vuole &quot;aprirci gli occhi&quot; su tutto ci&amp;ograve; che nella nostra vita non &amp;egrave; funzionale al nostro benessere.  L&#039;incapacit&amp;agrave; di staccare la spina genera l&#039;insonnia  Per chi soffre di questa forma di  insonnia,   dormire diventa una performance ansiogena, un braccio di ferro contro qualcosa che gli impedisce di lasciarsi andare...Ed &amp;egrave; proprio questo il punto: il cervello rimane sveglio perch&amp;eacute; non riesce a staccarsi dai pensieri, dalle preoccupazioni, da ci&amp;ograve; che ci aspetta l&#039;indomani. Addormentarsi vuol dire mollare il controllo, dimenticare per qualche ora ci&amp;ograve; che ci assilla. Ecco perch&amp;eacute; risulta difficoltoso quando siamo sotto pressione, iperattivi, soprattutto mentalmente, incapaci di delegare o di staccare.  Nasconde la paura di non svegliarsi  L&#039;  insonnia  iniziale &amp;egrave; legata anche alla difficolt&amp;agrave; di scivolare verso l&#039;incoscienza, di perdere il contatto con la realt&amp;agrave; ma anche con se stessi, di non esistere pi&amp;ugrave;. Il sonno rappresenta una piccola morte a cui cedere per poi rinascere al mattino. Per questa ragione addormentarsi pu&amp;ograve; diventare difficoltoso o impossibile in tutte quelle situazioni in cui &amp;egrave; presente una forte angoscia, oppure nei momenti in cui si stanno vivendo cambiamenti profondi, anch&#039;essi &quot;piccole morti&quot;.  La fame di vita ci tiene svegli  Sono le due e... di sonno neppure l&#039;ombra, se non fosse che la veglia notturna inficia la lucidit&amp;agrave; diurna, non andremmo mai a letto. Succede quando nelle nostre giornate c&#039;&amp;egrave; spazio per tutto tranne che per noi stessi... le energie non spese a favore di ci&amp;ograve; che ci piace e che ci nutre reclamano di essere bruciate.  Il sonno non arriva perch&amp;eacute; non ci siamo scaricati, non ci siamo nutriti di piacere: la notte &amp;egrave; la terra franca dove, finalmente liberi, vorremmo riscuotere il nostro &quot;credito di vita&quot;.
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA PER  SUPERARE L #039;INSONNIA  </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B237363</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>COME SUPERARE L&amp;#039;INSONNIA - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B237363</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/5bc/654940.jpeg" />
Nell&#039;insonnia si esprimono energie interiori inutilizzate. Come superarla cambiando le nostre abitudini diurne   L&#039; INSONNIA pu&amp;ograve; essere paragonata a una spia sul cruscotto dell&#039;automobile: quando si accende ci sta avvisando che in noi ci sono molte potenzialit&amp;agrave; che aspettano solo di essere espresse, ma che qualcosa le sta bloccando. La nostra vita quotidiana &amp;egrave; evidentemente troppo povera di passioni e di interessi, cos&amp;igrave; l&#039;energia vitale rimane come in sospeso, in attesa: quella che non usiamo di giorno, si fa poi viva di notte sotto la forma dell&#039; insonnia . &amp;Egrave; come se il corpo ci dicesse: &amp;laquo;Non hai usato bene le energie che ti ho messo a disposizione, quindi perch&amp;eacute; mai dovresti riposare? Non ti lascio dormire finch&amp;eacute; non ti decidi a &quot;stancarti&quot; per davvero&amp;raquo;.   Il problema non &amp;egrave; quindi l&#039;  insonnia , siamo noi. L&#039;  insonnia &amp;egrave; solo un inizio di soluzione. Questo vuol dire che &quot;bombardarla&quot; di tranquillanti e pillole per farla sparire, non &amp;egrave; una strada giusta. Al contrario, rinnovare i nostri interessi, limitare le attivit&amp;agrave; routinarie e noiose, seguire di pi&amp;ugrave; i nostri veri desideri, al lavoro o con gli altri, &amp;egrave; un buon modo per ascoltare il messaggio dell&#039;i  nsonnia.    Chi &amp;egrave; pi&amp;ugrave; a rischio insonnia?  Quando parliamo di persone che soffrono di  insonnia , &amp;egrave; facile trovare caratteristiche tipiche e tracciare alcuni identikit.  Ecco i quattro pi&amp;ugrave; frequenti.    L&#039;iperattivo  Perennemente in movimento durante le ore diurne, il soggetto iperattivo ha la sensazione di &quot;buttare via&quot; il tempo se non lo riempie di impegni. Ma quando questi diventano troppi, cade in preda al panico. &amp;Egrave; una persona insoddisfatta di una vita che vorrebbe rivoluzionare, ma non sa come. Vive intere giornate nelle quali esprime poco o nulla della propria natura, in bal&amp;igrave;a di un&#039;iperattivit&amp;agrave; fisica e mentale. Teme la passivit&amp;agrave; e non ha un buon rapporto con la parte femminile della propria psiche.    Il dipendente  Non riesce a staccarsi dalle cose, dagli eventi e dalle persone, trascina i rapporti sentimentali e le amicizie anche quando sono inevitabilmente deteriorati. Inoltre, di solito mantiene legami quotidiani con la famiglia di origine, anche dopo aver realizzato la propria indipendenza. Tutto questo si traduce in una folla di pensieri inutili che ridondano nella mente, non permettendogli mai di &quot;staccare&quot; e favorendo l&#039;insorgere dell&#039;  insonnia.   Il razionale   Ha il terrore di cedere al nuovo e preferisce di gran lunga rimanere legato al passato. &amp;Egrave; spesso assorto e corrucciato anche quando si sta occupando di cose banali. La sua razionalit&amp;agrave; &amp;egrave; ossessiva, uno stato ansioso che a volte risulta ben mascherato. Teme pi&amp;ugrave; di tutto di perdere il controllo: aggressivit&amp;agrave; e passionalit&amp;agrave; sono tenute a freno rigidamente, ogni impulso &amp;egrave; da sottoporre al vaglio e alla censura della razionalit&amp;agrave;
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA PER  SUPERARE L #039;INSONNIA  </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B237361</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>TECNICHE PSICOSOMATICHE INSONNIA - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B237361</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/e3f/654937.jpeg" />
Fra le diverse forme di insonnia, una delle pi&amp;ugrave; fastidiose &amp;egrave; la difficolt&amp;agrave; ad addormentarsi. Se ne soffri gi&amp;agrave; sai cosa significa restare, per ore, con gli occhi aperti nel buio, rigirandosi nelle coperte e nei pensieri.  Ma forse non sai che ci sono tecniche specifiche che possono risolvere il tuo problema &amp;ldquo;by-passando&amp;rdquo; tutte le cause antiche e presenti, profonde o superficiali. S&amp;igrave;: tecniche che agiscono sul sintomo, proprio come uno psicofarmaco, ma con una grande differenza: la piacevolezza del gesto e l&amp;rsquo;assenza di qualsiasi effetto collaterale.  Le conseguenze dell&amp;rsquo;insonnia  Ecco tre dati recentissimi dell&amp;rsquo;Organizzazione Mondiale della Sanit&amp;agrave;: 40 volte l&amp;rsquo;aumento del rischio di depressione, 10 volte l&amp;rsquo;aumento dell&amp;rsquo;assenteismo sul lavoro, 20% in meno l&amp;rsquo;efficienza lavorativa dell&amp;rsquo;insonne cronico.  L&amp;rsquo;esercizio  - Utilizza una stanza senza mobili nel mezzo. Crea una luce soffusa e vaporizza nell&amp;rsquo;aria, con l&amp;rsquo;apposito diffusore, 5 gocce di olio essenziale di arancio o di lavanda.  - Prendi un rocchetto di filo di lana chiara e, partendo dal bordo pi&amp;ugrave; esterno della stanza, costruisci sul pavimento una spirale a cerchi concentrici (almeno 5) sviluppata in senso antiorario.  - Poi, dando la sinistra al centro della stanza, inizia a camminare lentamente seguendo il filo, con il corpo morbido e rilassato, la pancia molle, il capo appena reclinato sulla spalla sinistra.  - Gira cos&amp;igrave; lungo la spirale, senza farti domande, e immagina di percorrere le volute del guscio della chiocciola, dal punto pi&amp;ugrave; esterno fino al punto centrale.  - Giunto al centro inizia a ruotare stancamente su te stesso. Avvertirai stordimento, voglia di sbadigliare e, dopo un po&amp;rsquo;, di &amp;ldquo;accucciarti&amp;rdquo; l&amp;igrave; dove sei, nel punto pi&amp;ugrave; riparato della chiocciola.   - Quando la voglia di accucciarsi, di chiudere gli occhi e di &amp;ldquo;mollare tutto&amp;rdquo; si fa intensa e incontrollabile, raggiungi il letto e rintanati sotto le coperte.  Perch&amp;eacute; funziona  -  Distoglie il cervello dai consueti riferimenti  - Spazza via i pensieri e le rimuginazioni  - Allenta la tensione muscolare  - Crea la voglia di &amp;ldquo;lasciarsi andare&amp;rdquo;  - Ci riporta a contatto con il corpo  Attraverso questa &amp;ldquo;passeggiata&amp;rdquo; nella spirale, stacchiamo dai pensieri che ci tengono aggrappati al giorno e ci abbandoniamo alla notte.
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA PER  SUPERARE L #039;INSONNIA  </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B231722</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>DISAGIO SESSUALE E CRISI DI COPPIA - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B231722</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/23c/635851.jpeg" />
Una buona coppia non &amp;egrave; una coppia che non ha problemi ma &amp;egrave; una coppia che ha imparato ad affrontarli, che ha imparato a ritrovare la fiducia reciproca quando viene occasionalmente perduta e che perfeziona sempre meglio la capacit&amp;agrave; di comunicare i bisogni e i sentimenti.    Quali possono essere le cause dei disturbi sessuali nella coppia?  Nella stragrande maggioranza la difficolt&amp;agrave; ad avere rapporti sessuali soddisfacenti non nasce da una malattia, ma da una sofferenza che riguarda le emozioni vissute nel rapporto sessuale. Corpo e psiche continuamente interagiscono e s&amp;rsquo;influenzano mai in modo separato l&amp;rsquo;uno dall&amp;rsquo;altro. Per questo motivo un organo sessuale malato (per cause organiche accertate) certamente genera una sofferenza psicologica . La crisi nella coppia, quando si evidenza a livello sessuale, segnala un problema affettivo che non riesce a farsi spazio nella coscienza, che non &amp;egrave; preso in considerazione, che non ha, in poche parole altra strada per emergere se non quella fisica : ecco che l&amp;rsquo;orgasmo arriva troppo presto o non arriva mai, il desiderio non si fa sentire ecc. I sintomi delle difficolt&amp;agrave; sessuali ci danno una grande occasione per entrare nel mondo interiore di una persona o di una relazione e sono proprio una chiave d&amp;rsquo;accesso per poter iniziare a capire cose che fino a quel momento non avevano potuto essere dette, ma che ora chiedono veramente di essere prese in considerazione.  Spesso si possono avere sentimenti contrastanti : possiamo avere un sentimento che va nella direzione del desiderio e un altro che si oppone al desiderio. Pu&amp;ograve; succedere che qualcosa crei una situazione di rancore all&amp;rsquo;interno della coppia. Nessuno dei due ha il coraggio di parlarne con l&amp;rsquo;altro e non si riescono ad affrontare i problemi che hanno creato questo rancore, che si fa sentire negli organi che, da soli, esprimono il rifiuto dell&amp;rsquo;altro.  Gli organi non sanno mentire ed esprimono proprio la parte silente, quella che non vorrebbe essere detta , a che ha bisogno d&amp;rsquo;essere affrontata. I sentimenti di rancore, di sfiducia, di rabbia, di paura, di insicurezza, ecc&amp;hellip; spaventano perch&amp;eacute; sembrano inaffrontabili.  Quel che posso dire sulla base della mia esperienza professionale, &amp;egrave; che, in generale, i problemi risultano pi&amp;ugrave; affrontabili di quanto non si temesse prima di cominciare a capirli.  Si pu&amp;ograve; scoprire, ad esempio, che qualcosa si &amp;egrave; modificato nell&amp;rsquo;equilibrio di una coppia semplicemente perch&amp;eacute; le persone crescono e cambiano nel corso della vita , non se ne accorgono e quindi non riescono a ritrovare una sintonia. Questo non significa che la sintonia non possa pi&amp;ugrave; essere ritrovata, vuol dire soltanto che c&amp;rsquo;&amp;egrave; bisogno di capirsi meglio e pi&amp;ugrave; profondamente. Se si riesce a fare questo, l&amp;rsquo;equilibrio nuovo sar&amp;agrave; probabilmente pi&amp;ugrave; forte e pi&amp;ugrave; ricco di com&amp;rsquo; era prima. E&amp;rsquo; il caso, ad esempio dell&amp;rsquo;arrivo di un figlio, quando il marito pu&amp;ograve; sentirsi trascurato e pieno di rancore per la dolorosa sensazione di non essere pi&amp;ugrave; importante. Inconsciamente fa delle operazioni volte a nascondere queste emozioni anche a se stesso. Si rifugia nel lavoro, il conflitto si presenta sotto forma di impotenza quando la moglie tenta un avvicinamento.  Possiamo affermare che un pensiero pu&amp;ograve; essere nascosto alla coscienza, ma non al corpo. Gli organi non rispondono alla nostra volont&amp;agrave; cosciente ma ai nostri bisogni inconsci.    Come pu&amp;ograve; essere utile una psicoterapia?    Nella psicoterapia tutti questi vissuti riprendono il loro posto nella coscienza, sono accessibili ad un&amp;rsquo;elaborazione e ad un confronto con il partner, e possono essere superati rendendo la coppia pi&amp;ugrave; forte e pi&amp;ugrave; capace di affrontare insieme le successive difficolt&amp;agrave; che nella vita incontreranno.  Un&amp;rsquo;analisi pi&amp;ugrave; approfondita quando emergono problemi legati a conflitti profondi, a traumi infantili non elaborati e non risolti di uno dei due partner che riemergono sotto forma di problema sessuale.  Certo, qualche volta, si pu&amp;ograve; scoprire davvero che la distanza che si &amp;egrave; creata &amp;egrave; ormai incolmabile, ad esempio, quando il patto segreto che aveva legato una coppia al suo inizio era fondato sull&amp;rsquo;insicurezza e sull&amp;rsquo;immaturit&amp;agrave;. Col tempo pu&amp;ograve; succedere che uno dei due riesca a riavviare il suo processo di crescita e di maturazione, mentre l&amp;rsquo;altro ha troppa paura e si rifiuta di seguirlo. Ma anche in questo caso si pu&amp;ograve; scoprire che un aiuto &amp;egrave; ancora possibile: quello di potersi separare liberi da eccessivi rancori o da eccessive paure
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA DI COPPIA  </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B230336</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>PSICOLOGO DOMICILIARE - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B230336</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/6b8/629309.jpeg" />
CONSULENTE PSICOLOGO DOMICILIARE      LO STUDIO DI PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA      Offre il servizio di supporto psicologico a DOMICILIO a Varese e Provincia, Busto Arsizio Comuni della Valle Olona e limitrofi,     Finalizzato alla cura di psicopatologia come ansia , depressione, disturbi della condotta alimentare, dipendenze    Supporto psicologico ad Anziani, ammalati, disabili o temporaneamente inabili,     Supporto psicologico a pazienti Oncologici, pazienti affetti dal morbo di Alzheimer e Parkinson    Supporto ai famigliari per difficolt&amp;agrave; nella relazione con i figli
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA PER DISTURBO IPERATTIVITA #039;  </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B229443</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>CONVIVENZA E CRISI - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B229443</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/e85/625005.jpeg" />
SE LA CONVIVENZA MANDA IN CRISI LA COPPIA  Andare a vivere assieme pu&amp;ograve; rivelarsi bellissimo oppure insidioso per lui e lei, specie se &amp;egrave; la &amp;ldquo;prima volta&amp;rdquo; lontano dalla famiglia: cosa occorre sapere prima  Andare a convivere prima di sposarsi: lo fanno sempre pi&amp;ugrave; coppie, in particolare quelle che, fino a poco prima, hanno vissuto nella famiglia di origine (e che dunque sono alla prima esperienza di un &amp;ldquo;quotidiano condiviso&amp;rdquo;). Una tendenza che nasce dalla presa d&amp;rsquo;atto della sempre maggior fragilit&amp;agrave; delle relazioni di coppia. La convivenza viene in tal senso affrontata come una &amp;ldquo;prova&amp;rdquo; prematrimoniale: se il menage non funziona, sar&amp;agrave; possibile separarsi senza le complicanze e i costi di quando due persone sono sposate. Purtroppo i risultati di queste convivenze, intraprese con grande entusiasmo, spesso si rivelano deludenti, a volte addirittura entro due/tre mesi dal loro inizio. Perch&amp;eacute;?  Due cuori e una capanna troppo stretta  La coppia, dopo aver deciso quello che considera &amp;ldquo;il grande passo&amp;rdquo;, si ritrova nella nuova abitazione con grandi aspettative. Accade per&amp;ograve; che le cose non vadano come desiderato: inizia subito a palesarsi in entrambi uno strano mix fatto di stanchezza, di tensione emotiva e di disorientamento, che si attribuisce al cambiamento. In effetti &amp;egrave; cos&amp;igrave;, solo che non &amp;egrave; un fatto transitorio, come si spera, anzi le cose peggiorano: nervosismo, perdita di entusiasmo, discussioni frequenti, pianti o scatti di rabbia, caduta della sessualit&amp;agrave; e dell&amp;rsquo;eros. In breve tempo al posto del terreno per crescere assieme si crea un&amp;rsquo;atmosfera negativa in cui il feeling di coppia rischia seriamente di svanire.  Alla ricerca dell&amp;rsquo;idillio perduto  Non ci si spiega i motivi di tale crollo: &amp;ldquo;Ma come? Da fidanzati andava tutto benissimo&amp;hellip;Ora le cose dovrebbero andare ancora meglio, e invece &amp;egrave; il contrario!&amp;rdquo;. Il motivo &amp;egrave; presto detto, un deficit di maturit&amp;agrave;: a iniziare la convivenza, sono spesso due giovani adulti che, psicologicamente, sono ancora &amp;ldquo;figli&amp;rdquo;. Due persone che fino a poco prima vivevano protette, accudite e magari un po&amp;rsquo; viziate dalle famiglie, ben lontane dall&amp;rsquo;avere idea di tutto quello che c&amp;rsquo;&amp;egrave; da fare per mandare avanti la casa e la vita familiare, perch&amp;eacute; i genitori l&amp;rsquo;hanno sempre fatto per loro. Cucinare, pulire, lavare, stendere, stirare, far la spesa, pagare le bollette e via dicendo. In breve: occuparsi di tutto. Speravano nell&amp;rsquo;idillio idealizzato e si ritrovano invece nella vita vera.  Le diverse reazioni di lui e di lei  Di fronte a questa &amp;ldquo;inquietante&amp;rdquo; novit&amp;agrave;, i due reagiscono spesso in modo opposto. Lui si blocca, si spegne, si chiude in se stesso. &amp;Egrave; come se avesse subito un lutto e per certi versi un po&amp;rsquo; &amp;egrave; cos&amp;igrave;: sente di aver perso l&amp;rsquo;adolescenza, la spensieratezza, le comodit&amp;agrave; del nido. Parla meno, ha la testa via e fa pochissimo in casa e per la casa, comunque non ci&amp;ograve; che servirebbe. Si aggira stranito, fra il deluso e il depresso, ritraendosi persino dall&amp;rsquo;intimit&amp;agrave; di coppia.  Lei, al contrario si attiva al massimo: da un lato vuole dimostrare a se stessa di essere un&amp;rsquo;ottima donna di casa, come la mamma, ma non avendolo mai fatto sente l&amp;rsquo;impegno come titanico. Dall&amp;rsquo;altro &amp;egrave; costretta a fare le tante cose che il partner, psicologicamente accasciato, non fa. In poco tempo arriva a non farcela pi&amp;ugrave; e comincia a insistere sempre pi&amp;ugrave; perch&amp;eacute; anche lui &amp;ldquo;si dia una mossa&amp;rdquo;. Colpito sul vivo e ormai apertamente nostalgico della vita &amp;ldquo;di prima&amp;rdquo;, lui fa ancora meno e di mala voglia, in lei aumenta l&amp;rsquo;arrabbiatura e il nervosismo, quindi in lui il pessimismo e il fastidio e cos&amp;igrave; via in una spirale discendente che sembra non avere fine&amp;hellip;    Cosa fare prima che sia troppo tardi  Uscire dal circolo vizioso   Che cosa fare di fronte a tutto ci&amp;ograve;? In primo luogo evitare di trarre conclusioni definitive e anzi fermarsi a riflettere sul fatto che  questa crisi non ha nulla a che fare con l&amp;rsquo;amore, ma rivela un problema psicologico in entrambi i partner (ma pi&amp;ugrave; acuto in lui). Nonostante la sofferenza che procura, rappresenta l&amp;rsquo;occasione per diventare adulti . E una coppia che riesce a superare una difficolt&amp;agrave; come questa pu&amp;ograve; sicuramente considerarsi pronta per la vita. Quella che non riesce non avrebbe comunque retto di fronte alle tempeste della vita e ora - per fortuna - lo sa.  Meno sogni, pi&amp;ugrave; impegno  &amp;Egrave; necessario rinunciare all&amp;rsquo;idea che andare a convivere significhi stare di pi&amp;ugrave; insieme in un idillio senza fatica. Solo se si rinuncia a questa idealizzazione si pu&amp;ograve; affrontare bene la realt&amp;agrave; della convivenza, che richiede un atteggiamento adulto. Cos&amp;igrave; l&amp;rsquo;impegno non sar&amp;agrave; sentito come qualcosa che3 &amp;ldquo;toglie&amp;rdquo;, ma come indispensabile ad una nuova vita.  Suddividere i compiti  Sarebbe da fare prima di convivere, ma si pu&amp;ograve; cominciare anche a crisi iniziata. Ci si mette a tavolino e insieme si decide come spartirsi i tanti doveri domestici e burocratici sulla base, se possibile, delle inclinazioni di ognuno. &amp;Egrave; bene scrivere ci&amp;ograve; che si decide assieme per maggior chiarezza e evitare equivoci e discussioni.  Non &amp;ldquo;sedersi&amp;rdquo;  L&amp;rsquo;approdo alla convivenza non deve indurre a lasciarsi andare. L&amp;rsquo;uomo non deve pensare di essere ancora in casa con la mamma che lo accudisce. La donna non deve trascurare la propria immagine e la cura di s&amp;eacute;, n&amp;eacute; deve diventare una donna dedita esclusivamente ai bisogni della casa e degli eventuali figli.
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA DI COPPIA  </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B229442</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>TROVARE IL GIUSTO PATNER - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B229442</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/568/625004.jpeg" />
RINNOVATI E TROVERAI IL PATNER GIUSTO  In amore occorre stare alla larga dal personaggio che troppo spesso recitiamo e che inconsapevolmente tiene lontane le persone che fanno &amp;ldquo;davvero&amp;rdquo; per noi  &amp;Egrave; sempre difficile rendersi conto di quanti pregiudizi abbiamo su noi stessi. Uno degli ambiti in cui ci&amp;ograve; accade di pi&amp;ugrave; &amp;egrave; quello sentimentale. Tutti hanno delle convinzioni sul proprio modo di  amare e su quel che vogliono da una relazione; convinzioni che rispecchiano poco la realt&amp;agrave; profonda, e dipendono molto spesso da antiche ferite. Ognuna di queste convinzioni spinge nel tempo la persona in una sorta di destino preformato che, alla fine, si rivela sempre il solito, e sempre inappagante. Ma le cose devono sempre andare cos&amp;igrave;? Siamo noi veramente, in  amore , quel che crediamo di essere?  Basta col &amp;ldquo;solito schema&amp;rdquo;  Probabilmente no, potremmo essere diversi, anche di molto, se solo provassimo sperimentarci in altro modo, cio&amp;egrave; se valutassimo la possibilit&amp;agrave; di rinnovare il nostro modo di  amare , proprio come siamo capaci di rinnovare la professionalit&amp;agrave;, le amicizie, il guardaroba. Quando amiamo esprimiamo ci&amp;ograve; che siamo oggi, non ci&amp;ograve; che eravamo dieci, venti o trent&amp;rsquo;anni fa, e non ha senso utilizzare un modo ormai obsoleto di stare con il partner. Quel modo potrebbe essere servito, in passato, magari per proteggerci dai nostri limiti, dalle ferite e dalle paure, ma se oggi siamo sentimentalmente infelici e se le storie finiscono sempre &amp;ldquo;come al solito&amp;rdquo;, vuol dire che da tempo quel modello non ci rispecchia pi&amp;ugrave; e che &amp;egrave; giunto il momento di cambiare. Ci&amp;ograve; significa fare il possibile per portare nella relazione, da subito, ci&amp;ograve; che siamo oggi: le nostre vere esigenze, le fantasie, le speranze. E soprattutto la curiosit&amp;agrave;: la disponibilit&amp;agrave; a scoprirsi nuovi, diversi dal personaggio  amoroso che siamo soliti interpretare.  Le frasi da abolire  &amp;ldquo;So gi&amp;agrave; come dev&amp;rsquo;essere il mio partner&amp;rdquo;;  &amp;ldquo;Sono nato per essere single&amp;rdquo;;  &amp;ldquo;Sono un passionale/Sono un freddo&amp;rdquo;;  &amp;ldquo;  Amare per me vuol dire dedicarmi all&amp;rsquo;altro&amp;rdquo;;  &amp;ldquo;In  amore sono fatto cos&amp;igrave;: o tutto o niente&amp;rdquo;;   &amp;ldquo;Non mi  innamoro perch&amp;eacute; ho paura di soffrire&amp;rdquo;;   &amp;ldquo;Non voglio perdere i miei spazi&amp;rdquo;;  &amp;ldquo;Lo so gi&amp;agrave;, io dar&amp;ograve; tutto e poi sar&amp;ograve; mollato&amp;rdquo;.   La guida pratica: abbandona il tuo solito &amp;ldquo;personaggio amoroso&amp;rdquo;.  Individua &amp;ldquo;chi credi di essere&amp;rdquo;  Ognuno dentro di s&amp;eacute; ha un certo modo di concepirsi in  amore , riassumibile spesso in una frase che ripete a se stesso e agli altri. Individuala con chiarezza: sar&amp;agrave; importante evitare di mettere in atto questo schema, per permettere alla realt&amp;agrave; di sorprenderti e di rinnovarti. Non fare proclami e non creare aspettative. Agisci in silenzio.  Ignora la solita canzone
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA DI COPPIA  </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B229441</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>AFFIEVOLIRSI DELLA PASSIONE - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B229441</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/fd4/625003.jpeg" />
SE LA PASSIONE NON VA PIU A MILLE  Nessun amore &amp;egrave; sempre al top; per non rimanere imprigionati in una sofferenza inutile occorre liberarsi da questa illusione. Solo cos&amp;igrave; una relazione pu&amp;ograve; durare  Lo sappiamo tutti, ma fatichiamo ad accettarlo: nessuno ama sempre &amp;ldquo;alla follia&amp;rdquo;; che piaccia o meno i sentimenti di tutti sono discontinui. Pretendere continuit&amp;agrave; assoluta in  amore significa rifiutare il fatto che anche noi stessi amiamo di momento in momento, in modo diseguale. Purtroppo il mito illusorio dell&#039;  amore eterno, sempre uguale, sempre meraviglioso &amp;egrave; talmente presente nella cultura popolare da indurci spesso a forzare i sentimenti pur di ottenerlo: un atteggiamento molto rischioso, proprio per il benessere della coppia. Il pericolo maggiore &amp;egrave; proprio quello di non riuscire a reggere gli alti e bassi presenti in ogni relazione, vedere disaffezione dove magari c&amp;rsquo;&amp;egrave; solo un momento di stasi. Si pensa: &amp;ldquo; Se il nostro  amore non &amp;egrave; sempre al massimo &amp;egrave; meglio che finisca, prima o poi trover&amp;ograve; la persona giusta, quella che mi amer&amp;agrave; davvero&amp;rdquo;. Nell&amp;rsquo;attesa, ecco che l&amp;rsquo;autostima che proviamo non dipende pi&amp;ugrave; da noi: senza accorgercene abbiamo messo il nostro equilibrio nelle mani degli altri.   Ognuno ama a modo suo  Quando affermiamo: &quot;lui (o lei) non mi dice mai ti amo&quot;, spesso in realt&amp;agrave; intendiamo: &quot;Non mi ama come so fare io&quot;, come se l&amp;rsquo;idea che noi abbiamo in testa fosse l&amp;rsquo;unica vera. Ovvero &quot;Devi amarmi, ma come dico io&quot;, in modo costante, con le frasi giuste e i comportamenti che mi aspetto. Le persone che vivono l&amp;rsquo;  amore in questo modo inevitabilmente finiscono per rovinare le proprie relazioni e un poco alla volta si convincono che in realt&amp;agrave; sia impossibile trovare qualcuno capace di amare &amp;ldquo;come si deve&amp;rdquo;. Recitano cos&amp;igrave; la parte del sofferente dando la colpa alla cattiveria degli altri, ed &amp;egrave; proprio questa certezza a condurli dritti fra le braccia della sofferenza.  I danni dell&amp;rsquo;ideale  &quot;Il vero amore deve essere perfetto&quot;  La coppia deve essere viaggiare sempre al cento per cento&amp;rdquo;, altrimenti che amore &amp;egrave;? Questa convinzione &amp;egrave; il prodotto di una visione ideologica dei sentimenti: si &amp;egrave; certi che, per essere autentiche, le relazioni debbano produrre costantemente un livello &amp;ldquo;adeguato&amp;rdquo; di passione, attenzioni, messaggi d&amp;rsquo;affetto, sospiri e carezze...  &quot;La mia felicit&amp;agrave; dipende da lui (o dal lei)&quot;  L&amp;rsquo;attenzione &amp;egrave; tutta sbilanciata su ci&amp;ograve; che fa o dice l&amp;rsquo;altro, &amp;ldquo;noi&amp;rdquo; non ci siamo pi&amp;ugrave;. Come se la felicit&amp;agrave; debba venire solo da fuori. Cos&amp;igrave; ci si attacca morbosamente al partner, diventando dipendenti da persone che spesso ci fanno soffrire.   Tre consigli d&#039;oro  Elimina subito le frasi fatte  La frase &amp;ldquo;non mi dice mai ti amo&amp;rdquo; &amp;egrave; molto dannosa, ma non &amp;egrave; certo l&amp;rsquo;unica. Esistono altre frasi-tipo altrettanto dannose che testimoniano come il proprio benessere sia appeso al filo delle conferme che l&amp;rsquo;altro &amp;egrave; tenuto a dare: &quot;Non mi degna di uno sguardo&quot;; &quot;Per lui sono scontata&quot;; &quot;Non si accorge dei miei sentimenti&amp;raquo;; &quot;Non vede come soffro quando non &amp;egrave; affettuoso&quot;. Eliminale dal tuo vocabolario: sono solo luoghi comuni.  Evita di modellare il partner  Cosa ci spinge a volere a tutti costi che il partner sia diverso da come &amp;egrave;, se non le convinzioni errate che ci siamo fatti dell&amp;rsquo;  amore e sull&amp;rsquo;  amore ? Ripartendo da questa semplice constatazione dovremmo riuscire a vedere quanta energia sprechiamo ogni giorno tentando di modellare il partner sui nostri ideali amorosi. E quanta sofferenza, frustrazione e disistima produce in noi...  No agli schemi in amore  &quot;Lui non mi ama sempre allo stesso modo e con la stessa intensit&amp;agrave;? Bene, neanch&amp;rsquo;io&quot;. Ecco la frase da dirsi. Non solo: se abbandoniamo il modello di  amore che abbiamo in mente emergeranno spontaneamente aspetti di lui o di lei a cui non avevamo fatto caso, sfaccettature inaspettate che non scorgiamo perch&amp;eacute;, idealizzando il partner, perdiamo di vista le sue caratteristiche autentiche
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA DI COPPIA  </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B229439</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>PIACERE E BENESSERE - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B229439</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/dab/625001.jpeg" />
IN COPPIA LA GUIDA E&amp;rsquo; IL PIACERE  Il benessere di lui e lei non si basa sul capirsi, sul parlare o sul correggersi ma sugli stati di piacere in comune: diamo loro tutto lo spazio che meritano  &amp;ldquo;Non ci capiamo&amp;rdquo;; &amp;ldquo;Ci stiamo allontanando, dobbiamo parlare di pi&amp;ugrave;&amp;rdquo;: sono modi di esprimersi che tutti abbiamo sentito dire o che abbiamo usato in prima persona, durante una relazione di  coppia . Quasi tutti diamo per scontato che sia importante, per la salute di un  rapporto , cercare di capire e di spiegare i comportamenti dell&amp;rsquo;altro, a volte perch&amp;eacute; vorremmo correggerli (un intento deleterio per la  coppia ), pi&amp;ugrave; spesso semplicemente perch&amp;eacute; crediamo, attraverso le parole, di aumentare l&amp;rsquo;intimit&amp;agrave;, l&amp;rsquo;affiatamento, magari proprio quando il rapporto vive un momento di difficolt&amp;agrave; o di noia o perch&amp;eacute; si litiga di continuo.    Un luogo comune che nasconde insidie  Col termine &amp;ldquo;capirsi&amp;rdquo; noi intendiamo l&amp;rsquo;essere d&amp;rsquo;accordo su un intento comune o su determinate tematiche, o il ragionare sui comportamenti o aspetti dell&amp;rsquo;altro che non ci piacciono o su modi di vedere il mondo che non condividiamo. Tutte queste cose non toccano il nostro nucleo, l&amp;rsquo;essenza e quindi questo approccio del tutto razionale non porta a nulla. Ci fa diventare cervellotici e ci fa entrare in labirinti di pensieri senza uscita: se vogliamo davvero &amp;ldquo;comprendere&amp;rdquo; l&amp;rsquo;altro, &amp;egrave; diversa la strada che dobbiamo percorrere.    L&amp;rsquo;errore: con tutte quelle parole non si scende in profondit&amp;agrave;  L&amp;rsquo;idea sbagliata &amp;egrave; che per capire come andare d&amp;rsquo;accordo si debba parlare molto. Ma con le parole restiamo sulla superficie del rapporto, nel mondo dei pensieri e delle identificazioni (&amp;ldquo;Io sono questo, io penso quello&amp;rdquo;), un mondo costruito sulle nostre maschere, sulle nostre aspettative e proiezioni. Cos&amp;igrave; non facciamo che approfondire le differenze scavando un solco sempre pi&amp;ugrave; profondo tra noi e l&amp;rsquo;altro, fino a che quelle differenze prenderanno il sopravvento.    La soluzione: fai l&amp;rsquo;elenco dei vostri momenti di benessere  Se qualcosa tra voi sembra non girare per il verso giusto, non cercate subito di intervenire, di capire, di cambiare. Cominciate col lasciare le cose cos&amp;igrave; come sono. Poi, con calma, iniziate a pensare alle cose che vi piacciono del partner, chiedendovi proprio: cosa mi piace di lui? Soprattutto cosa mi piace fare con lui? Quando mi sento a mio agio? Cosa mi interessa di lui? Quali sono i momenti piacevoli che condividiamo? Possono essere certi argomenti di cui amate discorrere, o qualche momento di intimit&amp;agrave; particolare, o un certo modo di fare l&amp;rsquo;amore, oppure certi piccoli &amp;ldquo;rituali&amp;rdquo; quotidiani&amp;hellip; Percepite il benessere di quei momenti, elencateli dentro di voi, portate l&amp;igrave; tutta l&amp;rsquo;attenzione. E poi, giorno dopo giorno, cercate di dare sempre pi&amp;ugrave; spazio a questi aspetti, di viverli con consapevolezza. Sono il vero nutrimento del  rapporto . Senza cercare di &amp;ldquo;capire&amp;rdquo; perch&amp;eacute; funziona&amp;hellip;    - Imprigionarsi in se stessi. L&#039;assenza di curiosit&amp;agrave;, di disponibilit&amp;agrave; a sperimentarsi e a rimettersi in gioco, non consente un autentico scambio con l&#039;altro. Ci si innamora di ci&amp;ograve; che di se stessi si pu&amp;ograve; ritrovare nell&#039;altro o dell&#039;  innamoramento  stesso.
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA DI COPPIA  </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B229438</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>INNAMORARSI - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B229438</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/abe/625000.jpeg" />
COME INNAMORARSI BENE  L&#039;innamoramento &amp;egrave; un momento magico della nostra vita, ma esistono le regole per viverlo al meglio; la prima &amp;egrave; avere la mente aperta e libera da aspettative  Mini-guida all&#039;innamoramento felice  In  amore , regole non ce ne sono. Ma c&#039;&amp;egrave; un modo, o pi&amp;ugrave; d&#039;uno, di guardare alla relazione con la mente aperta, libera da aspettative dannose. L&#039;  innamoramento &quot;sano&quot; evolve in maniera naturale e spontanea. Rispettate i vostri ritmi, ascoltate il vostro desiderio e armonizzatelo con quello dell&#039;altro.  Le cose da fare in amore   - La cura di s&amp;eacute;. L&#039;  amore stimola a prendersi cura non solo del proprio aspetto fisico, ma ad ascoltarsi di pi&amp;ugrave;, ponendo pi&amp;ugrave; attenzione a quello che si fa per stare bene.  -  Amare il mistero. Il fascino dell&#039;altro risiede proprio nel suo essere diverso da noi, sconosciuto e quindi da esplorare.  - Un&#039;atmosfera magica. Un  innamoramento sano necessita ogni giorno di un&#039;atmosfera fatta di sensazioni, percezioni nuove e suggestive.  - Mettere il corpo al centro. Il nostro corpo diviene oggetto e soggetto di desiderio e di  amore , luogo di irradiazione di sensazioni ed emozioni intense.  - Sesso lento e al buio. L&#039;  amore fisico non deve essere consumato in fretta, come tappa prevedibile e obbligata, ma va coltivato con un crescendo di erotizzazioni prolungate, consentendoci di assaporare le sensazioni e le emozioni. Meglio ancora se al buio: riducendo gli stimoli visivi, l&#039;immaginario ritrova le sue radici, dove odori e contatto fisico occupano il primo posto.   Le cose da evitare in amore  La paura di perdere l&#039;altro, il bisogno di controllare movimenti e pensiero inducono un vero e proprio stato di stress fisico ed emotivo sottraendo energie preziose...all&#039;  amore stesso!  - Vivere nel passato. Il continuo confronto con le storie vissute, la difficolt&amp;agrave; a staccarsi da situazioni precedenti, impoverisce la nostra capacit&amp;agrave; di vivere nel presente ci&amp;ograve; che accade nell&#039;incontro con l&#039;altro. La magia dell&#039;  amore  inevitabilmente sfuma...  - Proiettarsi nel futuro. La tendenza a fissare e consolidare il legame nel timore di perderlo, possono indurre a proiettarci nel futuro con aspettative e desideri che non tengono conto della realt&amp;agrave; e del desiderio dell&#039;altro.  - Essere ripetitivi. La ripetitivit&amp;agrave; di schemi e modelli di comportamento vecchi, gi&amp;agrave; sperimentati, blocca ogni possibilit&amp;agrave; di incontrare parti di s&amp;eacute; e di fare esperienze realmente nuove che possono scaturire dall&#039;incontro con l&#039;altro.  - Imprigionarsi in se stessi. L&#039;assenza di curiosit&amp;agrave;, di disponibilit&amp;agrave; a sperimentarsi e a rimettersi in gioco, non consente un autentico scambio con l&#039;altro. Ci si innamora di ci&amp;ograve; che di se stessi si pu&amp;ograve; ritrovare nell&#039;altro o dell&#039;  innamoramento stesso.  - Reprimere le energie. Trattenute nel corpo e nella mente, ristagnano o si disperdono, generando malesseri ed insoddisfazioni. Quando l&#039;  innamoramento ci costringe a giocare un ruolo che non &amp;egrave; il nostro, corpo e mente ci mettono in guardia. Ansia, depressione, alcune forme di dermatite o affezioni che colpiscono i nostri organi sessuali ci inviano preziosi messaggi, comunicandoci che il contatto non &amp;egrave; quello giusto, salutare per noi.
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA DI COPPIA  </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B227911</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>SOSTEGNO ALLA GENITORIALITA&amp;#039; - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B227911</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/6b3/619341.jpeg" />
SOSTEGNO ALLA GENITORIALITA&#039;    La frattura del legame di coppia , in termini pi&amp;ugrave; o meno conflittuali, in una logica sistemica coinvolge le relazioni dell&amp;rsquo;intero nucleo famigliare. Non &amp;egrave; un evento che pu&amp;ograve; essere circoscritto ai due adulti coinvolti che arrivano, in modo pi&amp;ugrave; o meno consapevole ad una decisione di separazione: i figli risentono a lungo delle conseguenze di una rottura del legame madre-padre, rottura che non hanno causato, ma che quasi sempre subiscono senza poter decidere nulla.  Un figlio per crescere ha bisogno di entrambi i genitori. Per poter costruire la propria identit&amp;agrave; sono necessarie ai soggetti in et&amp;agrave; evolutiva alcune condizioni, che sono messe a rischio dalle separazioni conflittuali. Ad esempio nuoce al consolidarsi dell&amp;rsquo;identit&amp;agrave; personale di un bambino/ragazzo una sistematica squalifica da parte di un genitore nei confronti dell&amp;rsquo;altro, cos&amp;igrave; come l&amp;rsquo;incapacit&amp;agrave; di sostenere una comunicazione efficace da parte della coppia genitoriale in merito alle questioni educative e alle decisioni congiunte a favore dei figli. Un figlio per crescere ha bisogno di entrambi i genitori e che i suoi genitori siano in grado di comunicare a favore della sua crescita , che sappiano prendere alcune decisioni confrontandosi, che si assumano alcune responsabilit&amp;agrave; condivise in merito alla sua formazione .    I bambini e i ragazzi che vivono l&amp;rsquo;esperienza della separazione dei genitori hanno bisogno pi&amp;ugrave; che mai di coerenza: abitano due case, si adattano a stili comunicativi e abitudini a volte diametralmente opposti, pongono le stesse domande sulla vita e su loro stessi in relazione con il mondo, sia in un contesto che nell&amp;rsquo;altro. E&amp;rsquo; auspicabile che i genitori, pur non pi&amp;ugrave; coppia , scelgano alcuni valori comuni come imprescindibili nell&amp;rsquo;educazione del figlio, per garantire esperienze di coerenza e continuit&amp;agrave; laddove spesso prevale la discontinuit&amp;agrave; e la frammentazione dei tempi e dei contenuti delle relazioni.  I figli dai genitori assumono possibili modelli della relazione uomo-donna, maschio-femmina, di cosa si intende per &amp;ldquo;famiglia&amp;rdquo;. Quando uno o entrambi i genitori strutturano nuovi legami amorosi e ritornano a vivere l&amp;rsquo;esperienza di essere genitori con i nuovi partner, i figli della prima relazione vivono un momento molto delicato in cui si interrogano molto sui rapporti e sulle loro origini. Non &amp;egrave; sempre semplice per i genitori trovare parole per accompagnare questi mutamenti che coinvolgono i figli in nuove relazioni. Del resto la difficolt&amp;agrave; a nominare i nuovi rapporti che si vengono a costituire &amp;egrave; riscontrabile anche a livello semantico, se si pensa che i termini culturalmente codificati per designarli sono rimasti ancora quelli desueti e fortemente connotati (es. &amp;ldquo;matrigna&amp;rdquo;, &amp;ldquo;fratellastro&amp;rdquo;, ..): si stenta a trovare un linguaggio diverso (l&amp;rsquo;&amp;rdquo;amico&amp;rdquo; della mamma, il &amp;ldquo;compagno&amp;rdquo; , la &amp;ldquo; fidanzata&amp;rdquo; del pap&amp;agrave;, ..).    In queste situazioni cos&amp;igrave; complesse e sofferte, i genitori sono spesso disorientati : manca loro un &amp;ldquo;luogo&amp;rdquo; dove poter costruire e abitare il ruolo genitoriale, distanziandosi da quello agito nella quotidianit&amp;agrave; , e riflettere su come continuare ad esercitare questo diritto/dovere se pur al di fuori di una dimensione relazionale di coppi  L&amp;rsquo;intervento professionale di un consulente   - mettere a fuoco i bisogni educativi dei figli in relazione alla fase evolutiva che stanno attraversando (prima infanzia, infanzia, fanciullezza, preadolescenza, adolescenza) e alle caratteristiche personologiche.  - scegliere in modo pi&amp;ugrave; consapevole su quali basi poggiare le quotidiane scelte educative per i figli (quali obiettivi condivisibili da entrambi i genitori)  - riscoprire le specificit&amp;agrave; del ruolo materno e paterno  - concordare con l&amp;rsquo;altro genitore modalit&amp;agrave; di comunicazione e decisionali rispettose  -imparare e insegnare ai figli che i conflitti possono costituire occasioni di crescita e apprendimento  - riflettere sul ruolo delle altre figure significative che sono in relazione con i propri figli (nonni, zii, insegnanti, allenatori, &amp;hellip;)  -pensare insieme a come far elaborare ai figli l&amp;rsquo;ingresso nella loro vita degli eventuali nuovi partner , figli per parte di un solo genitore, figli di prime nozze dei nuovi partner.  - ripensare ai modelli di educazione ricevuti per comprendere che ruolo giocano nel proprio modo di intendere l&amp;rsquo;educazione dei figli
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>CTU  CTP Consulente Tribunale </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B227797</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>PSICOSOMATICA - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B227797</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/aff/618872.jpeg" />
GUARIGIONE PSICOSOMATICA      I malesseri e le malattie del corpo sono segni di fuga, quasi degli alibi della psiche, che ci costringono, il pi&amp;ugrave; delle volte nostro malgrado, a  guardarci dentro e a scoprire simboli nascosti dietro sintomi e a individuare e  comprendere il lato pi&amp;ugrave; profondo dell&amp;rsquo;aspetto corporeo.     L&amp;rsquo;interpretazione simbolica dell&amp;rsquo;organo &amp;ldquo;malato&amp;rdquo;, infatti, permette non solo la  comprensione della biografia emotiva e relazionale del soggetto , ma ne determina anche la sua  azione trasformativa : la dimensione evolutiva della guarigione.    Nella guarigione psicosomatica , il soggetto &amp;egrave; impegnato a guardarsi in profondit&amp;agrave;, per conoscere ci&amp;ograve; che ancora non sa, piuttosto che a eliminare ci&amp;ograve; che il corpo ha reso evidente.    Rintracciare in se stessi  il corrispettivo psichico dei disturbi fisici equivale alla guarigione, che non riscatta pi&amp;ugrave; solo il corpo ma innanzitutto la mente, aprendo stradea dimensioni dell&amp;rsquo;essere a tutto tondo.    Per la  psicologia psicosomatica ,  ogni malattia, sia che abbia caratteristiche organiche (come mal di testa, colite, difficolt&amp;agrave; digestive ecc.) o psichiche, rappresenta il tentativo di liberarci da un modo di essere superato.
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA  COGNITIVA </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B227796</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>PSICOTERAPIA COGNITIVA COSTRUTTIVISTA - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B227796</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/cd3/618870.jpeg" />
Psicoterapia Costruttivista  La Psicoterapia Cognitivo &amp;ndash; Comportamentale (Cognitive-Behaviour Therapy, CBT) &amp;egrave; attualmente considerata a livello internazionale uno dei pi&amp;ugrave; affidabili ed efficaci modelli per il trattamento dei disturbi psicologici.  Obiettivo della psicoterapia cognitivo comportamentale &amp;egrave; il superamento del disagio emotivo attraverso l&amp;rsquo;utilizzo di tecniche specifiche dopo una rigorosa ricostruzione dei meccanismi psicologici con cui si struttura la conoscenza di s&amp;egrave; e del mondo. Nello sviluppo costruttivista si pone particolare importanza al significato che il sintomo riveste nella vita della persona ed ai processi di mantenimento dell&amp;rsquo;identit&amp;agrave; personale.  La relazione terapeutica &amp;egrave; la dimensione privilegiata in cui il cliente pu&amp;ograve; acquisire la consapevolezza dei propri processi emotivi e sperimentare modalit&amp;agrave; relazionali pi&amp;ugrave; flessibili e articolate, che favoriscano una maggiore stabilit&amp;agrave; emotiva e una maggiore capacit&amp;agrave; di fronteggiare gli eventi negativi.  A differenza dell&amp;rsquo;approccio Cognitivo standard in cui &amp;egrave; il terapeuta l&amp;rsquo;unico &amp;ldquo;agente attivo della terapia&amp;rdquo; che guida il paziente al riconoscimento dei suoi &amp;ldquo;schemi disfunzionali&amp;rdquo; causa di sofferenza, in questo modello &amp;egrave; il paziente stesso, sotto la supervisione dello specialista a comprendere la sua personale modalit&amp;agrave; di conoscere il mondo e a trovare delle personali alternative di interagire con esso che siano meno rigide e pi&amp;ugrave; &amp;ldquo;percorribili&amp;rdquo;.  La terapia diviene pertanto, attraverso l&amp;rsquo;instaurazione di un rapporto di reciprocit&amp;agrave; emotivamente significativo tra terapeuta e paziente, uno spazio condiviso in cui &amp;egrave; il paziente stesso, guidato dalterapeuta, a trovare modalit&amp;agrave; pi&amp;ugrave; flessibili e articolate di dare un senso alla propria esperienza, acquisendo in questo modo un maggior grado di stabilit&amp;agrave; emotiva e capacit&amp;agrave; di fronteggiare gli eventi negativi.    Psicoterapia Costruttivista: i concetti fondamentali  La concezione del Costruttivismo, si basa sul fatto che non esiste una realta&#039; oggettiva, uguale per ognuno, ma esiste una realta&#039; differente a seconda di chi la guarda. E&#039; la persona stessa quindi che crea la sua realta&#039;, la inventa e la costruisce secondo le proprie regole interne, su cio&#039; che crede che esista, in base al suo mondo interiore e alle sue esperienze di vita.  Si puo&#039; fare il parallelo con una cartina stradale. La cartina stradale non e&#039; l&#039;Italia in miniatura, in quando mancano molte cose (tra cui le montagne), e sono amplificate altre (le strade). Nello stesso modo, le persone, guardando uno stesso film, vengono colpite chi da una cosa chi da un&#039;altra, proprio perche&#039; nella loro &quot;mappa mentale&quot; alcune cose vengono amplificate, ad altre tendono ad essere non considerate.  In ottica Costruttivista si pensa che le persone non reagiscono alla realta&#039; cosi&#039; com&#039;e&#039;, ma alla propria mappa mentale. Per fare un esempio banale, se io credo di non riuscire fare una determinata cosa, non provero&#039; mai a farla e questo confermera&#039; la mia presunta &quot;inacapacita&#039;&quot; (esempio: paura di parlare in pubblico). E&#039; reale quindi il fatto che io non ne sia capace? Ed anche se avessi provato e non ci fossi riuscito, e&#039; perche&#039; la realta&#039; e&#039; che non ne sono capace o e&#039; la mia convinzione a non permettermi di farlo al meglio?  Un aspetto fondamentale del Costruttivismo e&#039; la comunicazione. E&#039; attraverso la comunicazione e piu&#039; in generale la &quot;relazione&quot;, che si costituiscono e modificano i propri modelli mentali.  Detto in maniera &quot;anche troppo&quot; semplice, in una terapia costruttivista il primo passo e&#039; sempre analizzare la mappa mentale, ricercando in essa gli aspetti che limitano la &quot;liberta&#039;&quot; della persona e ponendo la stessa in grado di inserire quei tasselli che mancano affiche&#039; possa elaborare il problema in maniera diversa. Allo stesso modo il terapeuta aiuta la persona affinche&#039; le risorse che gia&#039; possiede, le siano disponibili quando occorre.    Costruttivismo e Psicoterapia  Vi sono molti approcci che si rifanno alle teorie costruttiviste, tra cui citiamo la Terapia Sistemico Relazionale, la Terapia Cognitivo Costruttivista, la Terapia Strategica, l&#039;Ipnosi Ericksoniana, laProgrammazione Neurolinguistica.    L&amp;rsquo;intervento terapeutico  La cornice all&amp;rsquo;intemo della quale si articola il processo terapeutico, nell&amp;rsquo;ottica costruttivista, &amp;egrave; esemplificabile mediante la metafora originariamente proposta da Kelly (1955) dell&amp;rsquo;uomo come scienziato. Il lavoro terapeutico &amp;egrave; concettualizzato come un processo di ricerca all&amp;rsquo;interno del quale paziente e terapeuta svolgono i ruoli distinti e complementari rispettivamente di ricercatore e di supervisore alla ricerca. La metafora definisce le competenze specifiche di ciascuno dei due membri della relazione: il paziente &amp;egrave; l&amp;rsquo;esperto rispetto all&amp;rsquo;oggetto della ricerca (il suo sistema di conoscenza, le sue sensazioni, i suoi pensieri, le sue emozioni ecc.) poich&amp;eacute; &amp;egrave; l&amp;rsquo;unico ad avere la possibilit&amp;agrave; di un contatto diretto con esso; il terapeuta &amp;egrave; l&amp;rsquo;esperto rispetto al metodo e il suo compito &amp;egrave; quello di suggerire gli strumenti, le procedure e i tempi per portare avanti l&amp;rsquo;intero processo. In questo lavoro la logica &amp;egrave; quella della ricerca scientifica: non esistono verit&amp;agrave;, ma solo ipotesi, pi&amp;ugrave; o meno attendibili, che devono essere verificate, ipotesi che saranno considerate valide (il che non significa necessariamente 20).    La psicoterapia Cognitivo-Costruttivista  L&amp;rsquo;obiettivo &amp;egrave; la ricostruzione delle caratteristiche degli schemi prevalenti del sistema di conoscenza del paziente, della loro influenza sul suo comportamento e dei processi di costruzione dei significati. Alcune di queste strutture e di questi processi sono pi&amp;ugrave; facilmente accessibili per la coscienza, altri pi&amp;ugrave; difficili o addirittura impossibili da rappresentare a questo livello. Ad esempio i processi intemi che fanno s&amp;igrave; che - in un determinato momento - un individuo si comporti nella relazione con un altro precisamente come si sta comportando possono raggiungere il livello della consapevolezza solo in minima parte. Al massimo, focahzando l&amp;rsquo;attenzione sui propri comportamenti, &amp;egrave; possibile essere consapevoli de&amp; obiettivi generah che li guidano, ma la scelta specifica delle parole pronunciate, della gestualit&amp;agrave;, della mimica e delle emozioni che li accompagnano derivano da un insieme complesso di processi intemi che, per la contemporaneit&amp;agrave; e la rapidit&amp;agrave; del loro svolgersi e per l&amp;rsquo;automatismo che li contraddistingue, non sono e non possono essere consapevoli. Il processo di autoconoscenza comporta quindi spesso il tentativo di ricostruire, a posteriori, e in termini inferenziali i processi messi in atto al di fuori della consapevolezza. Comunque, sia che ci si proponga di ricostruire strutture conoscitive pi&amp;ugrave; facilmente accessibili alla coscienza o strutture della conoscenza non consapevole, &amp;egrave; il paziente stesso che dovr&amp;agrave; effettuare la ricostruzione delle conoscenze relative a se stesso. Compito del terapeuta &amp;egrave; aiutarlo ed accompagnarlo nel percorso di autoconoscenza, indirizzandolo (spingendolo a &amp;ldquo;guardare&amp;rdquo;) nelle direzioni potenzialmente pi&amp;ugrave; utili e sostenendolo nei momenti emotivamente pi&amp;ugrave; difficili, senza offrire proprie interpretazioni o conoscenze &amp;ldquo;preconfezionate&amp;rdquo;. Anche quando si lavori su materiali altamente simbolici, com&amp;lsquo;e i sogni notturni, &amp;egrave; compito del paziente formulare le interpretazioni, mentre il terapeuta si limiter&amp;agrave; a facilitarle proponendogli accostamenti fra immagini narrate, sensazioni provate, ricordi significativi e frammenti di autoconoscenze ricostruite nel corso del lavoro terapeutico.  Per risultare efficace ai fini del cambiamento, l&amp;rsquo;acquisizione di nuove conoscenze su di s&amp;eacute; non pu&amp;ograve; essere esclusivamente razionale, ma deve essere sentita e rivissuta emotivamente. Una persona pu&amp;ograve; comprendere razionalmente molte cose relativamente al modo in cui funzionano i propri processi psichici, senza che questo induca cambiamenti interni significativi. Un conto, ad esempio, &amp;egrave; capire teoricamente che molti dei propri problemi attuali derivano da determinate interazioni avute con i genitori durante l&amp;rsquo;infanzia, un altro &amp;egrave; riuscire - con le attuali potenzialit&amp;agrave; cognitive - a riattivare e rivivere nel setting terapeutico le sensazioni di abbandono, ostilit&amp;agrave; o paura che pur avendo caratterizzato gran parte di quel periodo di vita non sono state espresse e sono state quindi inibite e mascherate. &amp;Egrave; prevalentemente attraverso questo percorso che la modalit&amp;agrave; di rappresentarsi quelle esperienze, una volta ricostruite a livello di coscienza, pu&amp;ograve; andare incontro ad un processo di riorganizzazione che pu&amp;ograve; tradursi in una modifica dei significati personali. Per facilitare il paziente nel passaggio dal capire al sentiie possono essere utilizzate tecniche specifiche di lavoro sulle emozioni ed un uso differenziato del setting con l&amp;rsquo;utilizzazione, in determinati momenti, di una poltrona reclinabile. All&amp;rsquo;intemo di questa cornice teorico-metodologica la lunghezza media di un trattamento psicoterapeutico &amp;egrave; di circa tre-quattro anni (con frequenza settimanale delle sedute), pur all&amp;rsquo;interno di un&amp;rsquo;ampia variabilit&amp;agrave; individuale.
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA  COGNITIVA </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B225724</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>Come affrontare le separazioni in presenza dei figli - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B225724</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/198/610559.jpeg" />
La sofferenza dei figli a causa della separazioni dei genitori   La legge n. 54 dell&amp;rsquo;8 febbraio 2006 contenente &amp;ldquo;disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli&amp;rdquo; modifica profondamente l&amp;rsquo;art. 155 del codice civile, innovando e sovvertendo nel contempo la normativa riguardante l&amp;rsquo;affido dei figli: l&amp;rsquo;affidamento ad entrambi i genitori diviene la regola, mentre quello esclusivo ad un solo genitore costituisce un&amp;rsquo;eccezione a cui si pu&amp;ograve; ricorrere nei casi in cui la condivisione dei compiti genitoriali si reputi pregiudizievole per i minori.  La legge mantiene come nucleo ispiratore la tutela dell&amp;rsquo;interesse del minore ed afferma il principio della bigenitorialit&amp;agrave;, che si esplica nel diritto dei figli a mantenere il rapporto con entrambi i genitori anche successivamente alla loro separazione, e nel coinvolgimento sia del padre che della madre in tutte le scelte educative che li riguardino.  Nell&amp;rsquo;ultimo decennio, alla luce dell&amp;rsquo;accresciuto numero delle istanze di separazione e della percentuale sempre maggiore di minori coinvolti nell&amp;rsquo;esperienza di disgregazione del proprio sistema familiare, si &amp;egrave; sempre pi&amp;ugrave; volta l&amp;rsquo;attenzione agli effetti psicologici prodotti sui figli dal processo di separazione dei genitori.  Fino alla met&amp;agrave; degli anni &amp;rsquo;70, a partire dall&amp;rsquo;elevata correlazione riscontrata dalle ricerche dell&amp;rsquo;epoca tra psicopatologia infantile e separazione coniugale, si riteneva fattore causale della psicopatologia dei figli il passaggio da una famiglia bigenitoriale ad una monogenitoriale. Oggi invece, nonostante un&amp;rsquo;ampia percentuale di figli di genitori separati mostri problemi psicologici e relazionali maggiori rispetto alla media dei coetanei, la gran parte degli studi sulla sofferenza connessa alla separazione dei genitori non considera la separazione un evento in grado di determinare di per s&amp;eacute; difficolt&amp;agrave; nel minore, e pone piuttosto l&amp;rsquo;accento sulle modalit&amp;agrave; con cui gli adulti gestiscono la crisi coniugale, considerando estremamente dannosa per il benessere della prole l&amp;rsquo;alta conflittualit&amp;agrave; che spesso accompagna la chiusura di una relazione tra coniugi.  La separazione della coppia coniugale rappresenta un evento fortemente destabilizzante per l&amp;rsquo;intero nucleo familiare ed in misura maggiore per un minore. In questa fase di cambiamento, il bambino &amp;egrave; spesso vittima di una profonda trasformazione delle proprie abitudini quotidiane e delle consuete modalit&amp;agrave; di relazione con i genitori e pu&amp;ograve; attraversare un momento di confusione e di disordine emotivo dovuto alla diminuzione del senso di stabilit&amp;agrave; e di sicurezza di cui durante il percorso di crescita si ha un estremo bisogno.  Un quadro del tipo appena descritto, gi&amp;agrave; estremamente delicato, si complica notevolmente quando la relazione tra gli adulti di riferimento &amp;egrave; quotidianamente attraversata da un&amp;rsquo;elevata conflittualit&amp;agrave;, che purtroppo, in non pochi casi, si esplica in rivendicazioni continue ed aggressioni non solo verbali. La conflittualit&amp;agrave; tra coniugi ha generalmente inizio gi&amp;agrave; prima della decisione della coppia di separarsi e perdura solitamente ben oltre la separazione; i figli fanno da spettatori ad accuse reciproche, offese, ingiurie e, non di rado, si trovano triangolati ed incastrati all&amp;rsquo;interno di dinamiche fatte di ricatti affettivi, di alleanze, di conflitti di lealt&amp;agrave; che li spingono a prendere le parti ora dell&amp;rsquo;uno ora dell&amp;rsquo;altro genitore ed a sperimentare la spiacevole sensazione di tradire comunque qualcuno a cui tengono, qualunque comportamento adottino. In bal&amp;igrave;a dei propri bisogni emotivi, e vittime di profondi sentimenti di vendetta l&amp;rsquo;uno nei confronti dell&amp;rsquo;altro, i due coniugi si mostrano agli occhi del figlio incapaci di trovare un accordo ed artefici di litigate furiose e violente che nascono magari per futili motivi. Occupati a difendere ciascuno il proprio orgoglio ferito, i genitori corrono spesso il rischio di far passare in secondo piano i bisogni del figlio o di confonderli con i propri, non accorgendosi che qualunque soluzione sarebbe preferibile al farlo assistere alla loro drammatica incapacit&amp;agrave; di cooperare insieme e di raggiungere un accordo nel suo interesse.  Il bambino tende generalmente a sentirsi &amp;ldquo;colpevole e responsabile&amp;rdquo; delle difficolt&amp;agrave; tra i genitori e questo lo porta in non pochi casi a sperimentare importanti vissuti di colpa, specie quando le discussioni riguardano questioni inerenti la sua collocazione (luogo ed orari di visita, scelte educative ecc). I bambini pi&amp;ugrave; piccoli possono fantasticare di avere il potere, con il loro comportamento, di influenzare nel bene e nel male il conflitto tra i genitori, motivo per cui paradossalmente &amp;egrave; preferibile una scelta di rottura chiara e netta da parte della coppia rispetto ad una situazione di crisi ad esito incerto, trascinata magari per anni e caratterizzata da un&amp;rsquo;alta imprevedibilit&amp;agrave;, che pu&amp;ograve; &amp;ldquo;bloccare&amp;rdquo; il bambino e renderlo timoroso di poter provocare con il proprio comportamento sbagliato, il definitivo distacco della coppia coniugale.  I bambini hanno quasi sempre nelle separazioni un ruolo pi&amp;ugrave; attivo di quanto sembri, motivo per cui &amp;egrave; bene che all&amp;rsquo;interno della rete familiare si faciliti la circolarit&amp;agrave; di una comunicazione chiara e sincera. E&amp;rsquo; sempre preferibile spiegare al bambino, con un linguaggio chiaramente adatto alla sua et&amp;agrave;, ci&amp;ograve; che sta succedendo tra i genitori, mettendo da parte colpe e responsabilit&amp;agrave; e chiarendo che le difficolt&amp;agrave; riguardano il rapporto coniugale e non quello tra genitori e figlio; il bambino ha bisogno di sentirsi partecipe di quanto accade e non spettatore passivo, e va rassicurato circa la possibilit&amp;agrave; di mantenere rapporti continui e stabili con entrambi i genitori. Nonostante le reazioni di un minore alla separazione dei genitori possano essere molto diverse tra loro ed il grado di adattamento al cambiamento possa variare sulla base di un ampio ventaglio di fattori, generalmente il bambino piccolo reagisce al disagio regredendo in alcune funzioni gi&amp;agrave; acquisite e ricominciando dunque a bagnare il letto per esempio o a balbettare, ad avere incubi frequenti e difficolt&amp;agrave; a dormire la notte; il bambino in et&amp;agrave; scolare potrebbe rifiutare la scuola, manifestare difficolt&amp;agrave; in termini di apprendimento e di profitto o aggressivit&amp;agrave; nelle relazioni con i coetanei, mostrare la comparsa di sintomi psicosomatici di entit&amp;agrave; variabile (mal di pancia, mal di testa, asma, crampi diffusi); l&amp;rsquo;adolescente potrebbe invece chiudersi &amp;ldquo;a riccio&amp;rdquo;, alternare fasi di abbassamento del tono dell&amp;rsquo;umore a fasi di aggressivit&amp;agrave;, ostentare autonomia ed indipendenza o richiedere attenzione attraverso comportamenti antisociali (fughe da casa, piccoli furti, atti vandalici).  Ragionando in termini preventivi, sarebbe importante che i genitori, sebbene in un momento di profonda sofferenza quale &amp;egrave; la conclusione della propria vicenda coniugale, si sforzassero di trovare modalit&amp;agrave; di collaborazione funzionali allo svolgimento del loro ruolo parentale che, si ricorda, non si conclude con la fine della storia di coppia. Quando gli ex coniugi riescono a cooperare come genitori nell&amp;rsquo;interesse comune dei figli, questi ultimi tendono a superare con minori difficolt&amp;agrave; la crisi legata alla separazione, adattandosi pi&amp;ugrave; rapidamente ed in maniera meno traumatica al nuovo assetto familiare.Data la difficolt&amp;agrave; insita nel compito genitoriale richiesto a coloro che si stanno separando, ed essendo intuitivi gli ostacoli pratici ed emotivi che ciascun coniuge incontra quando tenta di collaborare con un ex partner verso cui nutre sentimenti di rabbia, di frustrazione e di vendetta, da pi&amp;ugrave; parti si invoca negli ultimi anni l&amp;rsquo;intervento professionale della Mediazione Familiare, percorso che si propone l&amp;rsquo;obiettivo di facilitare la comunicazione tra gli ex coniugi aiutandoli a trovare modalit&amp;agrave; stabili e funzionali di collaborazione nell&amp;rsquo;interesse primo del benessere psicofisico dei figli.  Qualche consiglio ai genitori:  - Discussioni e liti non andrebbero fatte in presenza dei figli, specie se relative alla gestione del rapporto con i figli stessi (visite, tempo libero, scelte educative ecc.);  - Piuttosto che tacere il conflitto, &amp;egrave; sempre preferibile spiegare ai bambini, con parole adatte alla loro et&amp;agrave;, quello che sta succedendo all&amp;rsquo;interno della coppia rassicurandoli sul fatto che la separazione &amp;egrave; stata decisa dalla coppia e che loro non ne hanno alcuna responsabilit&amp;agrave;;  - La comunicazione ai figli relativamente all&amp;rsquo;intenzione di separarsi andrebbe fatta possibilmente insieme;  - Una fantasia abbastanza frequente, specie nei bambini pi&amp;ugrave; piccoli spettatori della separazione dei propri genitori, &amp;egrave; quella di essere abbandonati da uno dei due; &amp;egrave; importante dunque che entrambi i genitori si impegnino a garantire continuit&amp;agrave; nel rapporto con i figli, rassicurandoli sulla loro presenza fisica nonch&amp;eacute; affettiva;  - I bambini andrebbero il pi&amp;ugrave; possibile aiutati ad esprimere le emozioni ed i pensieri relativi alla separazione, perch&amp;eacute; eventuali vissuti di non accettazione non generino importanti disordini emotivi;- I figli non vanno &amp;ldquo;usati&amp;rdquo; contro l&amp;rsquo;ex coniuge come fossero messaggeri, alleati o spie, ed eventuali commenti negativi nei confronti dell&amp;rsquo;ex partner non vanno fatti in loro presenza per evitare di ferirne i sentimenti;  - E&amp;rsquo; bene mantenere il pi&amp;ugrave; possibile continuit&amp;agrave; nelle abitudini quotidian
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>CTU  CTP Consulente Tribunale </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B225721</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>Quando viene richiesta la consulenza psicologica CTU - CTP? - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B225721</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/535/610552.jpeg" />
I  professionisti (psicologi, psichiatri, neuropsichiatri infantili) che operano come CTU nei Tribunali vengono spesso chiamati a valutare le competenze genitoriali delle parti in causa per l&amp;rsquo;affidamento della prole minore, soprattutto nelle cause di separazione e divorzio. Come &amp;egrave; noto, la legge n. 54/2006 ha stabilito come regola il principio della cosiddetta bigenitorialit&amp;agrave;, ma quando i coniugi non riescono a trovare un accordordo circa i figli, non di rado finiscono per screditarsi a vicenda richiedendo l&amp;rsquo;affidamento esclusivo dei figli. Il Giudice deve allora stabilire se e quanto ciascun coniuge sia capace di essere un &amp;ldquo;buon&amp;rdquo; genitore, ovvero se vi &amp;egrave; &amp;ndash; e di quale entit&amp;agrave;, eventualmente &amp;ndash; incapacit&amp;agrave; in uno dei genitori (o in entrambi), per disporre l&amp;rsquo;affidamento dei figli in modo diverso da quello previsto dalla legge, ovvero quello &amp;ldquo;condiviso&amp;rdquo;. L&amp;rsquo;ausiliario nominato dal Giudice per rispondere a un quesito comprendente la valutazione delle capacit&amp;agrave; genitoriali si trova quindi nella necessit&amp;agrave; di procedere con competenza, perizia e scientificit&amp;agrave;, consapevole che il suo parere andr&amp;agrave; a costituire parte della conoscenza del caso di specie che far&amp;agrave; optare il Giudice per l&amp;rsquo;uno o l&amp;rsquo;altro istituto (affidamento condiviso o esclusivo).  La cosiddetta &amp;ldquo;valutazione della genitorialit&amp;agrave;&amp;rdquo; &amp;egrave; una complessa attivit&amp;agrave; di diagnosi, che deve tener conto di diversi parametri, maturata in un&amp;rsquo;area di ricerca multidisciplinare che valorizza i contributi della psicologia clinica e dello sviluppo, della neuropsichiatria infantile, della psicologia della famiglia, della psicologia sociale e giuridica e della psichiatria forense. Intesa in senso ampio riguarda due versanti, genitori e bambino, ed ovviamente la loro relazione.  I criteri per la valutazione psicosociale della capacit&amp;agrave; genitoriale riguardano, dunque, parametri individuali e relazionali relativi ai concetti di parenting e di funzione genitoriale, trattati ampiamente nella letteratura italiana e internazionale, che comprendono lo studio delle abilit&amp;agrave; cognitive, emotive e relazionali del ruolo e delle funzioni genitoriali. Secondo Bornstein (M.H. Bornstein, Handbook of Parenting, 4 voll., Lawrence Erlbaum Associates. Mahwah, 1991) la &amp;ldquo;capacit&amp;agrave; genitoriale&amp;rdquo; corrisponde ad un costrutto complesso, non riducibile alle qualit&amp;agrave; personali del singolo genitore, ma che comprende anche un&amp;rsquo;adeguata competenza relazionale e sociale. L&amp;rsquo;idoneit&amp;agrave; genitoriale viene definita dai bisogni stessi e dalle necessit&amp;agrave; dei figli in base ai quali il genitore attiver&amp;agrave; le proprie qualit&amp;agrave; personali, tali da garantirne lo sviluppo psichico, affettivo, sociale e fisico.
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>CTU  CTP Consulente Tribunale </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B225720</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>CTP Consulente psicologo di parte - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B225720</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/7c7/610538.jpeg" />
Il ruolo del CTP - Consulente Tecnico di Parte &amp;egrave; molto importante nelle cause civili di affidamento e/o di valutazione delle capacit&amp;agrave; genitoriali. Il CTP non ha soltanto il ruolo di effettuare &quot;critiche&quot; e riserve al lavoro del Consulente Tecnico di Ufficio (CTU) sia durante le operazioni peritali, sia nella relazione scritta, ma ha anche il compito di cercare di gestire e mediare le dinamiche conflittuali tra le parti. Una sorta di filtro tra il CTU ed i periziandi al di fuori degli incontri peritali. Il CTP lavora a stretto contatto con il CTU con l&#039;obiettivo di salvaguardare il benessere psicofisico del minore o dei minori.    Il CTP, in conclusione  - effettua uno o pi&amp;ugrave; incontri con l&#039;Avvocato del committente;  - legge attentamente tutti gli atti del fascicolo processuale;  - effettua uno o pi&amp;ugrave; colloqui con il committente, esplicitando chiaramente la funzione del proprio ruolo che avr&amp;agrave; come oggetto la tutela del minore;  - effettua, se possibile, una visita domiciliare e conoscere il minore oggetto di contesa.
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>CTU  CTP Consulente Tribunale </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B222495</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>TECNICHE DI RILASSAMENTO - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B222495</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/0db/596669.jpeg" />
Tecnica di rilassamento muscolare  Questa tecnica serve anche se attuata prima, durante e dopo la situazione, ma per il suo uso efficace richiede la preventiva formazione. Mettere in pratica i seguenti passi:  - Sedetevi tranquillamente in una posizione comoda. Chiudete gli occhi.  - Lentamente rilassate tutti i muscoli del corpo, iniziando con le dita e poi rilassate il resto del corpo per raggiungere i muscoli del collo e la testa.  - Dopo aver rilassato tutti i muscoli del corpo, immaginate un luogo tranquillo e rilassante (ad esempio, sdraiato su una spiaggia). Ovunque tu scelga, immagina e disinteressati, completamente rilassato.  Immaginate che ci&amp;ograve; esista nel modo pi&amp;ugrave; chiaro possibile. Praticate questo esercizio il pi&amp;ugrave; spesso possibile, almeno una volta al giorno per circa 10 minuti ogni volta. Se neritenete l&#039;utilit&amp;agrave;, ricordatevi di praticarlo per automatizzare il processo, e il relax in pochi secondi.  Tecnica n. 4: esame mentale  Questa tecnica &amp;egrave; destinata ad essere utilizzata prima di affrontare situazioni in cui non ci si sente sicuri. &amp;Egrave; semplicemente quello di immaginare che ci si trovi in tale situazione (ad esempio, chiedere a qualcuno di uscire con te) e che ci si sta bene, sentendosi completamente rilassati e sicuri . &amp;Egrave; necessario mettere in pratica ci&amp;ograve; mentalmente. Ripetere pi&amp;ugrave; volte fino a quando non ci si comincer&amp;agrave; a sentire pi&amp;ugrave; rilassato e sicuro di se.  La pratica della consapevolezza.  Fai affidamento sugli altri per sapere quando sei in stato depressivo o ansioso perch&amp;eacute; non presti attenzione a te stesso e pertanto non hai consapevolezza di questi sintomi? Oppure magari eviti di proposito di riconoscerli nella speranza che essi si dissolvano... Inveisci sugli altri quando provi rabbia perch&amp;eacute; senti di non avere controllo sulle tue emozioni, e reagisci prima ancora di capire cosa sta succedendo? Ti sorprendi a pensare a quanto la vita sia orrenda, magari ricordando cose fatte in passato di cui ti penti o cose terribili che ti sono capitate?  Tutte queste cose succedono soprattutto perch&amp;eacute; trascorri molto tempo in uno stato di non consapevolezza delle tue emozioni, dei tuoi pensieri, delle tue sensazioni fisiche e dei tuoi comportamenti. Questo capitolo vuole aiutarti ad aumentare la tua consapevolezza, e nella fattispecie lo fa attraverso un&#039;abilit&amp;agrave; chiamata mindfulness (consapevolezza).
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA  COGNITIVA </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B116992</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>AREE DI INTERVENTO - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B116992</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/30c/596641.jpeg" />
PSICOTERAPIA PER ADULTI   PSICOTERAPIA PER LA FAMIGLIA  PSICOTERAPIA PER BAMBINI ED ADOLESCENTI  PSICOTERAPIA PER ATTACCHI DI PANICO, ANSIA E DEPRESSIONE, STRESS  PSICOTERAPIA A COPPIE, COMPRESI I MOMENTI DI TRASFORMAZIONE DEL RAPPORTO  SOSTEGNO ALLA GENITORIALITA&#039; PER AFFRONTARE DIFFICOLTA&amp;rsquo; CON I FIGLI  COLLOQUI DIAGNOSTICI PER L&#039;ETA&amp;rsquo; EVOLUTIVA ANCHE PER PROBLEMI SCOLASTICI  PSICOTERAPIA PER DISORDINI E DISTURBI ALIMENTARI
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA  COGNITIVA </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B116990</guid>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:38:50 +0200</pubDate>
		<title>PSICOTERAPIA ANSIA, PANICO, DEPRESSIONE - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A55987B116990</link>
		<description>			<![CDATA[
<img align="left" src="https://www.retestatic.it/user_allegati/100x100/jpeg/a43/596642.jpeg" />
Una vera cura parte dal non considerare i disagi come nemici da correggere, magari con i farmaci. Occorre invece osservarli con curiosit&amp;agrave;. Dai periodi &amp;ldquo;negativi&amp;rdquo; pu&amp;ograve; emergere un modo di essere pi&amp;ugrave; naturale, ma occorre fermare l&amp;rsquo;interventismo.  I disagi interiori non vanno risolti, vanno accolti. Ma cosa significa? E&amp;rsquo; pi&amp;ugrave; o meno il contrario di quello che facciamo di solito.  Quando stiamo male, e quando la sofferenza si prolunga e non riusciamo a uscirne &amp;ldquo;con la forza&amp;rdquo; (cio&amp;egrave; con i farmaci) inizia il valzer delle auto-accuse: la depressione, o l&amp;rsquo;ansia, o il panico in cui siamo caduti diventano i sintomi di una nostra presunta debolezza caratteriale.  Saremmo noi, insomma, a essere sbagliati. Iniziamo a detestarci e ci classifichiamo come falliti perch&amp;eacute; non siamo come gli altri.  Ma mentre siamo impegnati a farci la guerra , i disagi stanno svolgendo una funzione preziosa, che &amp;egrave; quella di portare alla luce la nostra unicit&amp;agrave;, ci&amp;ograve; che ci caratterizza e che avevamo sepolto dietro uno schermo di convinzioni e atteggiamenti sbagliati .  Con quel momento di difficolt&amp;agrave;, la vita ci sta offrendo la grande opportunit&amp;agrave; di una svolta esistenziale significativa. L&amp;rsquo;ansia arriva per abbattere le finzioni e i modelli di perfezione ai quali aspiriamo, che sono dei veleni per la psiche.  Accogliendo i disturbi integriamo i nostri lati &amp;ldquo;ombra&amp;rdquo; che ci consentono di esprimerci per quello che siamo.  Cosa fare allora? Smettere di intervenire per correggere i propri tormenti, lasciarli l&amp;igrave; a maturare, osservandoli con curiosit&amp;agrave; e partecipazione. Non &amp;egrave; contro noi stessi che dobbiamo lavorare, non c&amp;rsquo;&amp;egrave; qualcosa in noi da espellere, non &amp;egrave; il nostro brutto carattere che dobbiamo modificare In un seme c&amp;rsquo;&amp;egrave; tutto ci&amp;ograve; che occorre per fare il germoglio, i rami, i fiori ei frutti della pianta. Anche in noi &amp;egrave; presente tutto ci&amp;ograve; che occorre per realizzare noi stessi
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-09-03T04:38:50+02:00">September 3, 2026</abbr>
			]]>
		</description>
			<category>PSICOTERAPIA  COGNITIVA </category>
	</item>
</channel>
</rss>
