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<title>Catalogo prodotti Dott.ssa Stefania Stocchino</title>
<description>Dott.ssa Stefania Stocchino
Piazza Martiri della Libertà 5 - 10040 Villastellone - Torino
Telefono: 3406209936 | Fax: 
Partita IVA: </description>
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<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 23:25:16 +0200</pubDate>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 23:25:16 +0200</pubDate>
		<title>ANSIA IN ETA&amp;#039; EVOLUTIVA - </title>
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I disturbi d&#039;ansia in et&amp;agrave; evolutiva  I bambini spesso mescolano il mondo reale con quello immaginario. Per questo mo-tivo richiedono un&#039;attenzione maggiore quando mostrano segni di paura. Come si distingue una normale paura dall&#039;ansia vera e propria? Il comportamento del bambino &amp;egrave; sicuramente un importante indizio. Nel caso in cui si notasse un aumento nell&#039;aggressivit&amp;agrave; o nei &quot;capricci&quot; &amp;egrave; bene controllare quante volte e con quale intensit&amp;agrave; si manifestano questi comportamenti. Solo dopo aver eseguito queste osservazioni possiamo considerare pi&amp;ugrave; o meno problematiche le reazioni del bambino. Le principali manifestazioni di ansia in et&amp;agrave; evolutiva sono cos&amp;igrave; riassumibili: sindrome ansiosa da separazione, sindrome da ansia sociale, sindrome ansioso generalizzata, sindrome fobica. Inclusa in tali sindromi possiamo trovare anche la fobia scolastica. Come si pu&amp;ograve; intervenire?  Per controllare l&#039;ansia il bambino ha bisogno di imparare nuovi modi di pensare e di agire Il terapeuta ha il compito di proporre nuove esperienze di apprendimento in modo da trasformare gradatamente i pensieri negativi o paurosi che mantengono il disturbo e modificare contemporaneamente reazioni emotive e comportamenti poco efficaci.
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-08-29T23:25:16+02:00">August 29, 2026</abbr>
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			<category>disturbi di ansia nei bambini e adulti </category>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 23:25:16 +0200</pubDate>
		<title>LA DEPRESSIONE NEI BAMBINI E LA TERAPIA COGNITIVO COMPORTAMENTALE - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A11760B101458</link>
		<description>			<![CDATA[
La depressione infantile  Oggi sappiamo che la depressione &amp;egrave; una condizione emotiva che interessa anche i soggetti in et&amp;agrave; evolutiva. I bambini manifestano la depressione in modo simile a quello degli adulti, tenuto presente che le caratteristiche specifiche dell&#039;et&amp;agrave; evolutiva determinano alcune importanti differenze. Come si differenzia nel bambino la tristezza dalla depressione?  La depressione infantile &amp;egrave; qualcosa di molto diverso dalla tristezza. Si tratta di una sindrome che coinvolge molti sintomi concomitanti. Tali sintomi possono essere riassunti in quattro grandi categorie: sintomi emozionali, cognitivi, motivazionali e fisici. Solo la presenza di pi&amp;ugrave; sintomi insieme porta alla diagnosi di depressione. &amp;Egrave; importante sapere per quante ore al giorno il bambino &amp;egrave; immerso in questo stato di umore, per quanti giorni alla settimana. Inoltre &amp;egrave; fondamentale sapere se durante queste fasi depressive non riesce in alcun modo a modificare lo stato di umore neppure in presenza di eventi che solitamente piacciono e divertono un bambino di quell&#039;et&amp;agrave;. Come si pu&amp;ograve; intervenire?  Ai bambini viene insegnato a ridurre i pensieri negativi (ristrutturazione cognitiva), a trovare soluzioni per i problemi (training di problem solving), ad aumentare l&#039;autocontrollo monitorando pensieri e comportamenti. Inoltre viene insegnato ai bambini a programmare le attivit&amp;agrave; e ad incrementare le abilit&amp;agrave; per fronteggiare le situazioni considerate difficili.
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-08-29T23:25:16+02:00">August 29, 2026</abbr>
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			<category>LA DEPRESSIONE NEI BAMBINI  </category>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 23:25:16 +0200</pubDate>
		<title>DIFFICOLTA&amp;#039; NEL CALCOLO, LETTURA, ATTENZIONE - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A11760B101456</link>
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La disgrafia  La disgrafia &amp;egrave; un disturbo della scrittura che si manifesta nella difficolt&amp;agrave; di esecu-zione dei segni grafici e numerici. Il tracciato appare incerto, irregolare nella forma e nella dimensione e inadeguato rispetto ai modelli di riferimento.  La disortografia   La disortografia &amp;egrave; l&#039;incapacit&amp;agrave; di scrivere in modo corretto. Il bambino affetto da questo tipo di disturbo commette moltissimi errori di ortografia all&#039;interno del testo da lui scritto. Tali errori possono essere causati da un&#039;inadeguata analisi del suono delle lettere (fonologia), da difficolt&amp;agrave; nel mantenere in memoria la sequenza fonologica per poterla tradurre graficamente in modo corretto, da difficolt&amp;agrave; nel tradurre il suono della lettera nel segno scritto corrispondente (conversione fonema-grafema), da povert&amp;agrave; lessicale.  La discalculia   La discalculia (che nei casi molto gravi prende il nome di acalculia) &amp;egrave; una difficolt&amp;agrave; specifica nell&#039;apprendimento del calcolo, anche se lo sviluppo intellettivo &amp;egrave; nella norma. L&#039;acalculia pu&amp;ograve; presentarsi in due differenti forme: 1) acalculia primaria: i normali processi di calcolo sono compromessi. 2) acalculia secondaria: il deficit di calcolo &amp;egrave; una conseguenza di processi di lettura, scrittura, memoria, linguaggio o attenzione. In questo caso &amp;egrave; opportuno intervenire non sul calcolo in s&amp;eacute;, ma a monte del problema.  Il trattamento  Qualora ci si trovi di fronte ad un bambino con queste difficolt&amp;agrave;, prima di giungere a conclusioni affrettate, &amp;egrave; bene rivolgersi ad un professionista esperto in analisi e modificazione del comportamento in et&amp;agrave; evolutiva. L&#039;esperto, nella fase iniziale, somministra una serie di prove e interventi specifici per ciascun disturbo
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-08-29T23:25:16+02:00">August 29, 2026</abbr>
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			<category>Problemi di apprendimento nei bambini e adolescenti </category>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 23:25:16 +0200</pubDate>
		<title>I DISTURBI DI APPRENDIMENTO NEI BAMBINI - </title>
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Che cosa sono i disturbi dell&#039;apprendimento?   I Disturbi Specifici dell&#039;Apprendimento sono gravi difficolt&amp;agrave; di comprensione del linguaggio orale, di espressione linguistica, lettura, scrittura, ragionamento o matematica Questi disturbi possono verificarsi in concomitanza con altri deficit (danno sensoriale ritardo mentale, grave disturbo emotivo) o con altri fattori esterni (differenze culturali,  insegnamento inappropriato o insufficiente). I disturbi specifici dell&#039;apprendimentc per&amp;ograve;, non sono il risultato di questi problemi. Il disturbo sicuramente pi&amp;ugrave; conosciuto &amp;egrave; la dislessia. Esistono per&amp;ograve; altri disturb specifici chiamati: disgrafia (incapacit&amp;agrave; di scrivere in modo comprensibile), la disor-tografia (incapacit&amp;agrave; di scrivere in modo corretto, con presenza di numerosi errori d ortografia) e discalculia (difficolt&amp;agrave; coi numeri e coi calcoli anche molto semplici). La dislessia La dislessia &amp;egrave; un disturbo specifico dell&#039;apprendimento e consiste nella difficolt&amp;agrave; da parte del bambino di leggere e scrivere in modo corretto e fluente, nonostante un&#039;istruzione adeguata. Il bambino ha un deficit intellettivo? La dislessia non &amp;egrave; causata da un deficit di intelligenza, n&amp;eacute; da problemi ambientali i psicologici o da deficit sensoriali o neurologici. Il bambino dislessico pu&amp;ograve; leggere e scrive re, ma ci riesce solo impegnando al massimo le sue capacit&amp;agrave; ed energie. Non pu&amp;ograve; farlo ii maniera automatica, quindi si stanca velocemente, commette errori e rimane indietro. Il bambino &amp;egrave; svogliato?  &amp;Egrave; ancora diffusa la tendenza a considerare queste difficolt&amp;agrave; come caratteristich tipiche di un bambino svogliato, che potrebbe fare di pi&amp;ugrave;, ma non si applica abbastanz nelle attivit&amp;agrave;. La dislessia &amp;egrave; dovuta a disabilit&amp;agrave; cognitive di base che sono frequentemen te di origine costituzionale, quindi di origine genetica. Quando incomincia a manifestarsi il problema?  Solitamente i problemi si manifestano a partire dalla prima elementare. Il bambin con dislessia compie nella lettura e nella scrittura errori tipici come invertire le lettere i numeri e sostituire alcune lettere fra loro. A volte vi sono difficolt&amp;agrave; nell&#039;imparare le tabelline o nel memorizzare le informazioni poste in sequenza: le lettere dell&#039;alfabeto, i giorni della settimana, le stagioni, i mesi dell&#039;anno. Il bambino inoltre pu&amp;ograve; fare confusione per quanto riguarda i rapporti spaziali e temporali: sinistra/destra, ieri/domani. Possono esserci problemi nel fare i calcoli e nel mantenere la concentrazione e l&#039;attenzione sul compito da svolgere. Il bambino pu&amp;ograve;, inoltre, avere difficolt&amp;agrave; in alcune abilit&amp;agrave; motorie, come allacciare le scarpe ed abbottonare la camicetta. Che percezione ha il bambino dislessico del proprio problema? Il bambino, a causa delle sue difficolt&amp;agrave;, pu&amp;ograve; provare disagio, frustrazione, rendersi conto di quanto sia faticoso per lui apprendere, nonostante l&#039;impegno. Spesso i bambini vengono rimproverati ed accusati perch&amp;eacute; non studiano. Tutto ci&amp;ograve; pu&amp;ograve; determinare bassa stima e fiducia in se stessi e rifiuto per le attivit&amp;agrave; in cui il bambino fatica ad acquisire le abilit&amp;agrave;. Si pu&amp;ograve; attivare, cos&amp;igrave;, un circolo vizioso per cui il disagio emotivo, causato dalle difficolt&amp;agrave;, ostacola ulteriormente l&#039;apprendimento stesso. Chi e in che modo pu&amp;ograve; porre diagnosi di dislessia?  Quando esiste il sospetto di un disturbo dell&#039;apprendimento, professionisti esperti in analisi e modificazione del comportamento in et&amp;agrave; evolutiva, utilizzano protocolli di lettura specifici per et&amp;agrave; e classe frequentata. Per identificare il profilo caratteristico di ogni bambino si possono utilizzare brani, liste di parole caratterizzate da criteri di lunghezza e complessit&amp;agrave;. Vi sono comunque due criteri guida per valutare il processo di lettura: l&#039;analisi della correttezza della lettura e la rapidit&amp;agrave; di lettura. Un&#039;altra variabile importante &amp;egrave; la comprensione del brano, per valutare quanto e come il bambino capisce quello che sta leggendo. Altre aree da indagare con specifici test sono: l&#039;organizzazione spazio-temporale, la lateralizzazione, le capacit&amp;agrave; percettive, attentive e di memoria. &amp;Egrave; molto importante integrare fra loro queste funzioni, le quali prese isolatamente possono risultare del tutto normali.
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-08-29T23:25:16+02:00">August 29, 2026</abbr>
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			<category>Problemi di apprendimento nei bambini e adolescenti </category>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 23:25:16 +0200</pubDate>
		<title>VEDI TRAINING AUTOGENO E TECNICHE DI RILASSAMENTO - </title>
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SULLE GESTANTI SONO ATTIVATI CORSI DI TRAINING AUTOGENO, IPNOSI E TECNICHE DI RILASSAMENTO PER INFO www.psicoterapiaipnosiemdrstocchino.it
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			<category>Gruppi di rilassamento e ipnosi per gestanti </category>
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		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A11760B101453</guid>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 23:25:16 +0200</pubDate>
		<title>LA STAGIONE DELL&amp;#039;ALIMENTAZIONE - </title>
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Stop alle Abbuffate, Voglio dimagrire e perdere Peso&amp;hellip;. .  Quante persone si mettono a dieta senza risultati soddisfacenti. Quante volte la persona in sovrappeso si sente dire che deve dimagrire? Quanti Kili persi e poi ripresi? Ma cosa non ha funzionato?  Il cibo &amp;egrave; un piacere. A volte diventa un modo per gestire le nostre emozioni ed ansie: &quot; capita che dopo una discussione o un evento negativo, nonostante non si abbia fame, si apre il frigo e si divora tutto quello che c&#039;&amp;egrave;, con molta voracit&amp;agrave;&quot; e poi&amp;hellip; &quot;C&#039;&amp;egrave; il senso di colpa che ci porta a vomitare oppure a digiunare entrando in un vero e proprio circolo vizioso&quot;. Esistono diversi disordini alimentari, quali tra questi il disturbo di alimentazione incontrollata, dove le persone riescono a stare a dieta per un po&#039; di tempo ma poi perdono il controllo, oscillando continuamente tra il peso forma e cinque o pi&amp;ugrave; kili di troppo. Le jo-jo dimagriscono ogni volta che sono ingrassate e riaumentano ogni volta che sono riuscite a dimagrire, alternando controllo e perdita di controllo. Quali soluzioni? I programmi cognitivo comportamentali ottengono elevate percentuali di successo verificate in modo scientifico. Un percorso che aiuta a vincere le tentazioni di trasgredire la dieta, a non mangiare in risposta allo stress, a rispondere positivamente alle emozioni negative senza cercare conforto nel cibo, a praticare costantemente dell&#039;attivit&amp;agrave; fisica e ad affrontare la sfiducia che segue all&#039;eventuale ripresa di peso, considerandolo un semplice incidente di percorso e non un fallimento.  6 incontri di 2 ore. Un incontro alla settimana. Massimo 6 partecipanti. Costo 20 euro all&#039;ora. Gli incontri sono organizzati orario serale h 20:30  PROGRAMMA  I INCONTRO: Le chiavi del successo. Peso di partenza e Peso di arrivo. Pianificazione delle 6 settimane per perdere peso. Esercitazione pratica  II INCONTRO Partenza: Che cos&#039;&amp;egrave; veramente che mi fa mangiare. Esercitazione pratica  III INCONTRO: Come pensano le persone magre. Monitoraggio dell&#039;alimentazione. Cambiare la definizione di saziet&amp;agrave;.  IV INCONTRO: Rispondere e riconoscere i pensieri disfunzionali. Assumere padronanza della tecnica delle sette domande. Gestire lo scoraggiamento.  V INCONTRO: Vincere le sfide. Riconoscere il circolo vizioso che vi spinge a mangiare. Riconoscere la fase emotiva  VI INCONTRO: Perfezionare le abilit&amp;agrave; apprese, mantenendo il peso appreso.   Per iscriversi contattare il n. 3406209936 oppure inviare un fax con i vostri dati 011550125
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-08-29T23:25:16+02:00">August 29, 2026</abbr>
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			<category>PROBLEMI ALIMENTARI: COME GESTIRE LE ABBUFFATE E DIMAGRIRE </category>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 23:25:16 +0200</pubDate>
		<title>LA DEPRESSIONE E LA TERAPIA COGNITIVO COMPORTAMENTALE - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A11760B101452</link>
		<description>			<![CDATA[
Depressione  Problemi Trattati      Depressione  &quot;...i 1 mio momento peggiore &amp;egrave; il risveglio, penso alla lunga giornata che dovr&amp;ograve; affrontare. Tutto &amp;egrave; un peso, una grossa fatica, non ho voglia di nulla. Leggere era la mia passione, adesso non mi interessa pi&amp;ugrave;. Rimango disteso sul letto per ore a pensare e a ripensare a come sono cambiato, alle cose che non riesco pi&amp;ugrave; a fare, al senso della mia vita. Mia moglie mi accusa di essere un egoista, sostiene che tutto dipende da me e che se io volessi potrei fare tante cose&quot; Cos&#039;&amp;egrave; la depressione? La depressione &amp;egrave; un disturbo che coinvolge il corpo, l&#039;umore e i pensieri. Influenza il modo in cui una persona mangia e dorme, i sentimenti provati verso se stessi e il modo di vedere le cose. Quali sono i sintomi che caratterizzano la depressione? Tristezza, sentimenti di pessimismo e mancanza di speranza, sentimenti di colpa, perdita di interesse o di piacere in quelle attivit&amp;agrave; che in passato erano coinvolgenti, diminuzione di energia, difficolt&amp;agrave; di concentrazione e di memoria, alterazioni nel ritmo sonno-veglia e nell&#039;alimentazione, pensieri negativi, irritabilit&amp;agrave; e sintomi fisici: mal di testa, disturbi digestivi e dolore cronico che non rispondono al trattamento. Non tutti i sintomi devono essere provati dalla persona, inoltre la gravit&amp;agrave;, l&#039;intensit&amp;agrave; e la durata dei sintomi stessi caratterizza il tipo di depressione. L&#039;importanza della terapia La depressione non &amp;egrave; un segno di debolezza o una condizione che pu&amp;ograve; essere superata solo desiderandolo o volendolo. Le persone con depressione non possono semplicemente &quot;tirarsi su da soli&quot; e stare meglio. Senza una terapia adeguata, i sintomi possono durare per settimane, mesi o anni. Le ricerche scientifiche hanno mostrato che due tipi di psicoterapia breve, la terapia interpersonale e la terapia cognitivocomportamentale, sono utili per la cura di alcune forme di depressione. I terapeuti interpersonali si focalizzano sulle relazioni personali disturbate del paziente che causano e aumentano la depressione. I terapeuti cognitivocomportamentali aiutano i pazienti a cambiare stili di pensiero negativi e comportamenti spesso associati con la depressione. La terapia farmacologia risulta efficace ed utile quando la depressione &amp;egrave; particolarmente grave, con presenza di pensieri negativi ed autodistruttivi.
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-08-29T23:25:16+02:00">August 29, 2026</abbr>
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			<category>LABORATORIO PER LA PREVENZIONE E CURA DELLA DEPRESSIONE </category>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 23:25:16 +0200</pubDate>
		<title>CONOSCERE PREVENIRE E CURARE LA DEPRESSIONE - </title>
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LA DEPRESSIONE CHE COSA E&#039;,  COME PREVENIRLA E SUPERARLA    La depressione &amp;egrave; un sintomo legato ad un evento spiacevole quale: lutto, stress, difficolt&amp;agrave; lavorative, incidente, post partum e altro&amp;hellip; Vincere la depressione &amp;egrave; possibile. Non siamo destinati ad essere vittime del passato, delle circostanze, della vulnerabilit&amp;agrave; biologica. Il programma cognitivo comportamentale presentato durante il ciclo di incontro, aiuter&amp;agrave; ciascun partecipante a sviluppare risorse e strategie per prevenire o superare la depressione.  I INCONTRO: Psicoeducazione della depressione, grafico dell&#039;umore. Valutazione dell&#039;intensit&amp;agrave; del sintomo II INCONTRO: Principi ed applicazione del trattamento cognitivo comportamentale: Individuare i pensieri disfunzionali su di s&amp;eacute;, sul mondo e sul futuro. Il circolo vizioso della depressione e il modo di reagire. Compiti a casa III INCONTRO: Modificare i comportamenti IV INCONTRO: Ristrutturazione cognitiva, Sensi di colpa e di Impotenza V INCONTRO:Valutare i progressi VI INCONTRO. Prevenire le ricadute. Cenni sulle abilit&amp;agrave; di Assertivit&amp;agrave;  6 Incontri di due ore. Un incontro alla settimana . Orario h. 20:30 Massimo 6 partecipanti. Costo 20 euro all&#039;ora.   Per iscriversi contattare il n. 3406209936 oppure inviare un fax con i vostri dati 0115501259 o email stefania.stocchino@libero.it
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-08-29T23:25:16+02:00">August 29, 2026</abbr>
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		</description>
			<category>LABORATORIO PER LA PREVENZIONE E CURA DELLA DEPRESSIONE </category>
	</item>
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		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A11760B101449</guid>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 23:25:16 +0200</pubDate>
		<title>FOBIA SOCIALE E LA TERAPIA COGNITIVO COMPORTAMENTALE - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A11760B101449</link>
		<description>			<![CDATA[
Fobia sociale  Problemi Trattati      &quot;... bere un caff&amp;egrave; al bar &amp;egrave; diventato un problema. Inizio a sudare, le  mani mi tremano, pensieri negativi assillano la mia mente: &quot;E se gli altri notano che sto tremando, cosa penseranno? Cosa diranno di me?  Divento ancora pi&amp;ugrave; teso, mi agito, irrigidisco i muscoli e stringo ancora di pi&amp;ugrave; la tazzina, per non fare cadere il caff&amp;egrave;. Ho l&#039;impressione  che tutti mi guardino. L&#039;ansia mi assale, non riesco a bere, voglio solo sparire il pi&amp;ugrave; velocemente possibile&quot;. Che cos&#039;&amp;egrave; la fobia sociale? E&#039; un disturbo d&#039;ansia caratterizzato da intenso disagio che la persona prova quanto interagisce con altre persone. Cosa prova e come si comporta la persona? Chi soffre di fobia sociale ha paura di essere giudicato stupido, non all&#039;altezza della situazione, impacciato, debole o strano quando esegue compiti quotidiani come: parlare, mangiare, bere, scrivere in pubblico, parlare ad uno sconosciuto o ad un gruppo di persone. La persona con fobia sociale desidera dare una buona impressione di s&amp;eacute; agli altri, ma ha molta paura di non riuscirci. Chi soffre di questo problema &amp;egrave; consapevole che la paura &amp;egrave; eccessiva, ma la sua ansia lo porta ad evitare molte situazioni, o a viverle con intenso timore. La persona si preoccupa per giorni o settimane prima di affrontare una situazione sociale: &quot;E se poi tremo?&quot;, &quot;E se non riuscir&amp;ograve; a parlare?&quot;. Quando interagisce con le altre persone, prova intenso disagio, si concentra sulle proprie risposte somatiche e sulla valutazione che potrebbe ricevere: &quot;Sono agitato, le mie mani sono sudate, gli altri mi guardano e noteranno tutto&quot;. Anche al termine dell&#039;evento sociale, la persona tende a rimuginare sul suo comportamento, focalizzandosi solo sugli aspetti negativi e sulle proprie incapacit&amp;agrave;: &quot;Ero rosso in viso e non sono riuscito a parlare in modo calmo e tranquillo&quot;. La fobia sociale pu&amp;ograve; avere gravi conseguenze, molte persone trovano difficile creare e mantenere le amicizie, altre non riesco a lavorare o ad andare a scuola. La fobia sociale spesso &amp;egrave; associata ad altri disturbi d&#039;ansia e pu&amp;ograve; causare depressione. L&#039;alcool o l&#039;abuso di sostanze sono purtroppo &quot;rimedi&quot; pericolosi adottati da alcune persone per tenere il problema sotto controllo.  Quali sono i sintomi fisici?  Arrossire, eccessiva sudorazione, tremori, nausea, spasmi muscolari, balbettare, piangere e vuoto mentale.  Quante persone soffrono di fobia sociale?  La fobia sociale affligge circa il 6% degli adulti. Le donne e gli uomini sono soggetti alla fobia sociale in misura eguale. Il disturbo di solito compare nell&#039;infanzia o nella prima adolescenza.  L&#039;importanza della terapia La fobia sociale pu&amp;ograve; essere trattata con successo con la psicoterapia cognitivo - comportamentale. La persona impara ad identificare e successivamente a modificare i propri pensieri negativi e le proprie convinzioni. Viene aiutato ad esporsi gradualmente alle situazioni sociali solitamente evitate - &quot;esercizi antivergogna&quot;.
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-08-29T23:25:16+02:00">August 29, 2026</abbr>
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		</description>
			<category>Fobie, paure specifiche </category>
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		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A11760B101448</guid>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 23:25:16 +0200</pubDate>
		<title>FOBIA SPECIFICA E LA TERAPIA COGNITIVO COMPORTAMENTALE - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A11760B101448</link>
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Fobia Specifica  Problemi Trattati      - &quot;...congressi, aggiornamenti all&#039;estero: tutti gli anni lo stesso problema. Il mio datore insiste per prendere l&#039;aereo, io non ce la faccio, la paura di cadere mi assale. Solo l&#039;idea di salire mi fa stare male&quot; &quot;...i ragni sono il mio terrore, appena ne vedo uno comincio ad urlare, non riesco pi&amp;ugrave; avere il controllo. scappo via&quot;. Che cos&#039;&amp;egrave; la fobia specifica? E&#039; una paura intensa e persistente per oggetti o situazioni specifiche e circoscritte.  Cosa prova e come si comporta la persona con fobia specifica?  Quando la persona si espone allo stimolo che teme, prova un&#039;immediata risposta ansiosa, che pu&amp;ograve; assumere la forma di un attacco di panico. Gli adolescenti e gli adulti riconoscono che tale paura &amp;egrave; eccessiva o irragionevole, ma tendono ad evitare lo stimolo ansiogeno o lo affrontano con intensa ansia. Spesso, anche solo l&#039;idea di affrontare l&#039;oggetto o la situazione temuta pu&amp;ograve; scatenare una forte ansia.  Si parla di fobia solo se l&#039;evitamento,  la paura o l&#039;ansia anticipatoria di affrontare lo stimolo fobico, interferiscono con la vita quotidiana, il funzionamento lavorativo o la vita sociale della persona. Se l&#039;oggetto della fobia &amp;egrave; facile da evitare, la persona pu&amp;ograve; non avvertire la necessit&amp;agrave; di sottoporsi ad un trattamento. Spesso, la fobia specifica pu&amp;ograve; causare uno stile di vita limitato o interferire con certe occupazioni. A volte, importanti decisioni personali o di carriera possono essere perse allo scopo di evitare una situazione fobica. Se questo evitamento &amp;egrave; protratto nel tempo pu&amp;ograve; diventare invalidante.  Quali sono le fobie specifiche pi&amp;ugrave; comuni?  Paura degli animali, degli elementi dell&#039;ambiente naturale, come temporali, altezza e acqua. Altre fobie possono essere provocate dai trasporti pubblici, tunnel, ponti, ascensori, luoghi chiusi, guidare in autostrada o fuori citt&amp;agrave;, volare, vedere sangue, ferite, iniezioni o altre procedure mediche invasive. Alcune persone possono provare molta ansia al pensiero di vomitare per paura di soffocare, altre possono essere in grado di sciare sulla montagna pi&amp;ugrave; alta del mondo, ma essere incapaci di salire in un ufficio situato al quinto piano di un palazzo. Quante persone soffrono di fobia? Una percentuale di persone, compresa tra il 7, 2% e 1&#039;11, 3% soffre di fobia specifica. Tale disturbo &amp;egrave; 2 volte pi&amp;ugrave; comune nelle donne rispetto agli uomini. Le fobie specifiche compaiono solitamente durante l&#039;infanzia o l&#039;adolescenza e tendono a persistere nell&#039;et&amp;agrave; adulta. L&#039;importanza della terapia  Le fobie specifiche p ossono essere trattate con successo con la terapia cognitiva- comportamentale. La persona impara ad esporsi gradualmente alle situazioni temute, prima in immaginazione e successivamente nella realt&amp;agrave;.
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			<abbr class="dtexpired" title="2026-08-29T23:25:16+02:00">August 29, 2026</abbr>
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			<category>Fobie, paure specifiche </category>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 23:25:16 +0200</pubDate>
		<title>COME AIUTARE BAMBINI E ADOLESCENTI IN DIFFICOLTA&amp;#039;: CENNI SULL&amp;#039;EMDR - </title>
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Come aiutare Bambini e Adolescenti in difficolt&amp;agrave;: cenni sull&#039;EMDR&quot;   La gioia di qualsiasi genitore &amp;egrave; vedere il proprio figlio sorridere serenamente  Una esperienza personale mi ha spinto a scrivere questo articolo, dedicato a tutte le mamme e ai bambini che hanno affrontato o stanno affrontando momenti difficili e traumatici. Storie di bambini ospedalizzati, incidenti, visioni di realt&amp;agrave; violente, abusi/maltrattamenti&amp;hellip;.  Che cos&#039;&amp;egrave; il trauma per un bambino    Il trauma infantile generalmente si riferisce a un&#039;esperienza di orrore, paura o dolore opprimente, accompagnata da un senso di impotenza (krystal 1978). Esempi tipici sono gli incidenti automobilistici, le violenze sessuali o fisiche, gli incidenti domestici, l&#039;abbandono, lutti l&#039;ospedalizzazione o l&#039;aver assistito a episodi di violenza o maltrattamenti.. Tali eventi estremi determinano per lo pi&amp;ugrave; nel bambino un disturbo da stress post traumatico, anche se le conseguenze possibili sono molteplici. I bambini possono, essere esposti anche a molti altri eventi che li turbano, tra questi possiamo annoverare la morte di un familiare, la separazione dei genitori, una grave malattia, un trasferimento geografico e molte altre difficolt&amp;agrave;. A questo tipo di eventi il bambino reagisce con una risposta sintomatica (ad esempio: enuresi, difficolt&amp;agrave; di attenzione a scuola, iperattivit&amp;agrave;, paure differenti, difficolt&amp;agrave; ad interagire con i propri compagni&amp;hellip;) che viene considerata, secondo la definizione tradizionale, un disturbo di adattamento, secondo le recenti ricerche1 un disturbo post- traumatico da stress. I bambini, in generale, possono essere particolarmente vulnerabili, in quanto sono pi&amp;ugrave; indifesi e soggetti a spaventarsi degli adulti e non hanno ancora sviluppato quelle forze fisiche, conoscenze, posizione sociale, risorse emotive e capacit&amp;agrave; di interpretare le situazioni di cui gli adulti dispongono. Tuttavia il livello di sviluppo del bambino pu&amp;ograve; influire sulla natura dell&#039;esperienza traumatica in quanto il modo in cui egli cercher&amp;agrave; di affrontarla risentir&amp;agrave; delle problematiche, delle capacit&amp;agrave; e degli influssi che caratterizzano la fase evolutiva in cui si trova. Per esempio i bambini piccolissimi in una situazione di pericolo possono non rendersi esattamente conto che la loro vita &amp;egrave; minacciata Il trauma e le emozioni nei bambini  Subire un trauma costituisce una fortissima esperienza di impotenza e paura, cui spesso si accompagna anche una sofferenza di tipo fisico ed emotivo. Se questi sentimenti diventano intollerabile per un bambino traumatizzato, egli per sfuggirvi pu&amp;ograve; compiere uno sforzo elevato che lo porta a presentare una variet&amp;agrave; di sintomi. I sintomi, infatti, aiutano ad alleviare in parte i sentimenti intollerabili, ma hanno l&#039;effetto paradossale di ostacolare il vero sollievo, evitando al bambino di affrontare pienamente il ricordo traumatico e di elaborarlo, per cui esso rimane in uno stato grezzo, che costituisce una costante minaccia. Il bambino, anzich&amp;eacute; affrontare il ricordo superandone a uno a uno gli aspetti disturbanti, lo vive come un&#039; esperienza troppo dolorosa e perci&amp;ograve; lo respinge. Questo comportamento prende il nome di &quot;evitamento&quot;. Il trauma non elaborato contribuisce a suscitare non soltanto una reazione eccessiva verso l&#039;ambiente, vissuto come se fosse pi&amp;ugrave; minaccioso di quel che non sia, ma anche un senso di avversione verso lo stesso ricordo. Il bambino in genere ha difficolt&amp;agrave; a verbalizzare le emozioni. Queste vengono espresse attraverso un analisi del comportamento o segni fisici es: &quot;presentando un estrema paura verso il mondo esterno, irrequitezza, agitazione, paura del buio, problemi di sonno, tensione (rabbia o aggressivit&amp;agrave;), la tendenza ad attribuire agli altri ostilit&amp;agrave;;problemi a socializzare o interagire con altri bambini, balbuzie, tic, problemi di comportamento, deficit di attenzione o di apprendimento (ad es.difficolt&amp;agrave; a leggere o scrivere), enuresi/encopresi, problemi di alimentazione, apatia, incubi e paura dell&#039;abbandono. Possono anche riferire sintomi fisici come mal di testa o di stomaco.&quot; Quando i bambini scoppiano a piangere o diventano molto tristi apparentemente senza motivo, allora pu&amp;ograve; voler dire che stanno lottando con il dolore e che hanno bisogno di aiuto. L&#039;EMDR e il trauma  L&#039;EMDR considera il trauma un esperienza negativa immagazzinata in modo disfunzionale, soprattutto nei primi anni di vita. I &quot;Momenti Difficili&quot; nei bambini, in et&amp;agrave; infantile, sono molto diffusi e spesso vengono sottovalutati, diventando comunque una fonte di disagio primario. Qualsiasi &quot;ricordo&quot; in cui il bambino sperimenta oppressione, paura o dolore, insieme ad una sensazione di impotenza, pu&amp;ograve; essere considerato un trauma infantile. Questo &amp;egrave; dovuto al fatto che i bambini sono molto impressionabili e il loro livello di esperienza non &amp;egrave; tale da dare loro una visione equilibrata della vita e di loro stessi. Tendono a fidarsi molto degli adulti, soprattutto delle figure genitoriali che hanno una grande credibilit&amp;agrave; ai loro occhi. Quindi, se l&#039;adulto fa o dice qualcosa di negativo o di grave il bambino attribuisce la colpa a se stesso, non ai problemi dell&#039;adulto. I bambini provano dolore allo stesso modo di un adulto, quando vengono esposti ad eventi difficili o gravi come la morte, la separazione, la violenza nei loro confronti, la malattia. I bambini sono soggetti a provare ansia ed emozioni come rabbia, aggressivit&amp;agrave;, paura, mancanza e senso di impotenza, tristezza. La consapevolezza di provare questo tipo di dolore &amp;egrave; in genere sottovalutata, gli aspetti sono diversi, i bambini si esprimono in modo diverso rispetto agli adulti, inoltre il contesto educativo porta a proteggere il bambino dalla sofferenza. Indipendentemente dal fatto di essere stati coinvolti direttamente nell&#039;evento, i bambini si rendono conto e sentono quando succede qualcosa di grave. Se si tace o si &amp;egrave; vaghi riguardo all&#039;accaduto, si lascia il bambino solo con i suoi pensieri, con la sua immaginazione, con domande senza risposta e con tutta l&#039;incertezza che questo crea. Se non viene data alcuna informazione lasciamo il bambino alle sue fantasie, che in genere sono peggio della realt&amp;agrave; . Le fantasie negative possono provocare un senso di ansia e di terrore che lasciano segni permanenti che si manifestano in seguito come vulnerabilit&amp;agrave; fisica o psichica. L&#039;Azione dell&#039;EMDR Il lato positivo dell&#039;EMDR &amp;egrave; la rapidit&amp;agrave; con la quale si ottengono risultati. Un bambino, vittima di un&#039;unica esperienza negativa, ha di solito una terapia pi&amp;ugrave; breve rispetto ad un bambino esposto a un lungo periodo di minacce o di molestie. L&#039;elemento fondamentale &amp;egrave; il modo in cui sono memorizzati i ricordi. Il cervello elabora le esperienze traumatiche in modo diverso da quelle normali. Nelle esperienze normali le informazioni provenienti dai sensi arrivano al cervello dove vengono registrate e trasformate in ricordi, cio&amp;egrave; un insieme di fatti, impressioni e interpretazioni. Nelle esperienze caratterizzate da paura intensa, senso di impotenza o paura di morire, il corpo entra in uno stato di allarme. Per questa ragione le immagini, i pensieri, le sensazioni e i suoni disturbanti originari vengono memorizzati in forma grezza (non elaborata). Gli stimoli, quali le immagini, gli odori, i suoni e le sensazioni che ricordano l&#039;esperienza traumatica, possono riattivare ogni volta questi &quot;ricordi grezzi&quot;. Il bambino continua a rivivere le stesse emozioni di allora, e ogni volta ne &amp;egrave; turbato con la stessa intensit&amp;agrave;. L&#039;EMDR aiuta a concludere il processo di memorizzazione, per trasformare i &quot;ricordi traumatici&quot; in &quot;ricordi normali&quot;. L&#039;EMDR pu&amp;ograve; essere applicato: - Bambini di et&amp;agrave; da 1 a 5 anni :dove la presenza di uno dei due genitori &amp;egrave; fondamentale per infondere sicurezza. - Bambini dai 6 ai 12 anni - Adolescenti dai 12 ai 18 anni Osservazione e Conclusioni:  La prima pubblicazione dell&#039;EMDR &amp;egrave; apparsa nel 1989 negli Stati Uniti. Questo metodo terapeutico &amp;egrave; stato in seguito approfondito e studiato scientificamente. L&#039;EMDR &amp;egrave; oggi considerato una terapia psicologica efficace per adulti, adolescenti e bambini colpiti dal ricordo di eventi traumatici. Solo dopo una formazione specifica sull&#039;EMDR, i terapeuti possono essere qualificati per applicarlo. Se applicata bene, questa terapia non presenta nessun rischio. Nel peggiore dei casi, non si verificher&amp;agrave; alcun miglioramento, e questo sar&amp;agrave; evidente fin dalle prime fasi. In tal caso, i disturbi sono legati alla presenza di troppi fattori di stress e non ad un specifico evento traumatico.
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			<abbr class="dtexpired" title="2026-08-29T23:25:16+02:00">August 29, 2026</abbr>
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			<category>Trattamento dei Traumi e EMDR </category>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 23:25:16 +0200</pubDate>
		<title>Applicabilit&amp;agrave; dell&amp;#039;EMDR sui Traumi - </title>
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Ricerche  EMDR: DESENSIBILIZZAZIONE E RIELABORAZIONE ATTRAVERSO I MOVIMENTI OCULARI  Negli ultimi anni ci sono stati pi&amp;ugrave; studi e ricerche scientifiche sull&#039;EMDR che su qualsiasi altro metodo usato per il trattamento del trauma e dei ricordi traumatici. I risultati di questi lavori hanno portato questo metodo terapeutico ad aprire una nuova dimensione nella psicoterapia. L&#039;efficacia dell&#039;EMDR &amp;egrave; stata dimostrata in tutti i tipi di trauma, sia per il Disturbo Post Traumatico da Stress che per i traumi di minore entit&amp;agrave; . Nel 1995 il Dipartimento di Psicologia Clinica dell&#039;American Psychological Association ha condotto una ricerca per definire il grado di efficacia di questo metodo terapeutico e le conclusioni sono state che l&#039;EMDR &amp;egrave; non solo efficace nel trattamento del Disturbo da Stress Post Traumatico ma che ha addirittura l&#039;indice di efficacia pi&amp;ugrave; alto per questa categoria diagnostica.  ________________________________________  L&#039;EMDR &amp;egrave; un approccio complesso ma ben strutturato che pu&amp;ograve; essere integrato nei programmi terapeutici aumentandone l&#039;efficacia. Considera tutti gli aspetti di una esperienza stressante o traumatica, sia quelli cognitivi ed emotivi che quelli comportamentali e neurofisiologici. Questa metodologia utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata destro/sinistra, per ristabilire l&#039;equilibrio eccitatorio/inibitorio, provocando cos&amp;igrave; una migliore comunicazione tra gli emisferi cerebrali. Si basa su un processo neurofisiologico naturale, legato all&#039;elaborazione accelerata dell&#039;informazione. L&#039;EMDR vede la patologia come informazione immagazzinata in modo non funzionale e si basa sull&#039;ipotesi che c&#039;&amp;egrave; una componente fisiologica in ogni disturbo o disagio psicologico. Quando avviene un evento &quot;traumatico&quot; viene disturbato l&#039;equilibrio eccitatorio/inibitorio necessario per l&#039;elaborazione dell&#039;informazione. Si pu&amp;ograve; affermare che questo provochi il &quot;congelamento&quot; dell&#039;informazione nella sua forma ansiogena originale, nello stesso modo in cui &amp;egrave; stato vissuto. Questa informazione &quot;congelata&quot; e racchiusa nelle reti neurali non pu&amp;ograve; essere elaborata e quindi continua a provocare patologie come il disturbo da stress post traumatico (PTSD) e altri disturbi psicologici.  I movimenti oculari saccadici e ritmici usati con l&#039;immagine traumatica, con le convinzioni negative ad essa legate e con il disagio emotivo facilitano la rielaborazione dell&#039;informazione fino alla risoluzione dei condizionamenti emotivi. Nella risoluzione adattiva l&#039;esperienza &amp;egrave; usata in modo costruttivo dalla persona ed &amp;egrave; integrata in uno schema cognitivo ed emotivo positivo.  ________________________________________  Le ricerche condotte su vittime di violenze sessuali, di incidenti, di catastrofi naturali, ecc. indicano che il metodo permette una desensibilizzazione rapida nei confronti dei ricordi traumatici e una ristrutturazione cognitiva che porta a una riduzione significativa dei sintomi del paziente (stress emotivo, pensieri invadenti, ansia, flashbacks, incubi). Infatti, questa nuova forma di psicoterapia &amp;egrave; stata rivolta inizialmente al trattamento del Disturbo Post Traumatico da Stress, ma attualmente &amp;egrave; un metodo ampiamente utilizzato per il trattamento di varie patologie e disturbi psicologici.  ________________________________________  L&#039;EMDR &amp;egrave; usato fondamentalmente per accedere, neutralizzare e portare a una risoluzione adattiva i ricordi di esperienze traumatiche che stanno alla base di disturbi psicologici attuali del paziente. Queste esperienze traumatiche possono consistere in:  &quot; Piccoli/grandi traumi subiti nell&#039;et&amp;agrave; dello sviluppo  &quot; Eventi stressanti nell&#039;ambito delle esperienze comuni (lutto, malattia cronica, perdite finanziarie, conflitti coniugali, cambiamenti, aborto)  Eventi stressanti al di fuori dell&#039;esperienza umana consueta quali disastri naturali (terremoti, inondazioni) o disastri provocati dall&#039;uomo (incidenti gravi, torture, violenza
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			<category>Trattamento dei Traumi e EMDR </category>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 23:25:16 +0200</pubDate>
		<title>LA TERAPIA COGNITIVO COMPORTAMENTALE E L&amp;#039;ANSIA - </title>
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Ansia Generalizzata  Problemi Trattati      &quot;. ..mi sento tesa come una corda di violino, costantemente in ansia e incapace di rilassarmi. Alcune volte l&#039;ansia arriva e sparisce rapidamente, altre volte pu&amp;ograve; durare per giorni. Mi preoccupa cosa cucinare per cena, o cosa regalare in occasione di una festa. Se mia figlia ritarda anche solo dieci minuti, inizio ad agitarmi e penso subito alle cose peggiori, pi&amp;ugrave; i minuti passano e pi&amp;ugrave; la mia ansia aumenta, non resisto e la chiamo al cellulare &quot;.  Che cos&#039;&amp;egrave; il Disturbo d&#039;Ansia Generalizzata (GAD)? E&#039; un disturbo caratterizzato da ansia e preoccupazioni eccessive che si manifestano per la maggior parte della giornata. Cosa prova e come si comporta la persona? La persona con ansia generalizzata si preoccupa eccessivamente della salute, del denaro, della famiglia, del lavoro o del rendimento scolastico dei figli. In alcuni casi la causa dell&#039;ansia &amp;egrave; difficile da individuare. Il solo pensiero di dovere affrontare la giornata genera tensione. La persona tende ad anticipare negativamente le situazioni pensando alle conseguenze pi&amp;ugrave; catastrofiche. Spesso, le persone affette da GAD, non riescono a controllare e ad interrompere le loro preoccupazioni, anche se si rendono conto che i loro livelli d&#039;ansia sono esagerati rispetto alla situazione. Il disturbo viene diagnosticato solo se una persona trascorre pi&amp;ugrave; di sei mesi preoccupandosi eccessivamente per aspetti ordinari della vita quotidiana. Quando il disturbo &amp;egrave; lieve, le persone affette da GAD sono in grado di &quot;funzionare&quot; bene nei contesti sociali e lavorativi. Se il livello del disturbo &amp;egrave; intenso, pu&amp;ograve; essere gravemente debilitante e rendere estremamente faticoso portare a termine anche le pi&amp;ugrave; semplici attivit&amp;agrave; di routine.  Quali sono i sintomi che accompagnano le preoccupazioni?  Affaticamento, mal di testa, tensioni e dolori muscolari, difficolt&amp;agrave; di deglutizione, tremori, convulsioni, irritabilit&amp;agrave;, sudorazione, vampate di calore e sonno disturbato. Le persone affette da GAD possono essere soggette a capogiri, respirazione affannosa, nausea o diarrea. Quante persone soffrono di ansia generalizzata? II GAD colpisce circa il 5% della popolazione, le donne ne soffrono due volte pi&amp;ugrave; degli uomini.  Quale terapia &amp;egrave; efficace? Il GAD viene comunemente trattato con i farmaci, ma ci sono prove scientifiche che dimostrano l&#039;efficacia della terapia cognitivo comportamentale. La persona impara ad identificare e a modificare i propri pensieri negativi e le proprie convinzioni, acquisisce delle tecniche per controllare le proprie preoccupazioni e per gestire le risposte somatiche.
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			<category>Attacchi di panico, Ansia generalizzata </category>
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		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A11760B101443</guid>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 23:25:16 +0200</pubDate>
		<title>INFORMAZIONE DELL&amp;#039;EMDR PER GENITORI - </title>
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Informazioni sull&#039; EMDR per GENITORI E FIGURE di ACCUDIMENTO    Da ricordi traumatici a ricordi normali  Lei ha chiesto il nostro aiuto perch&amp;eacute; suo figlio soffre di problemi emotivi, fisici e/o comportamentali. Questi disturbi potrebbero essere collegati a una o pi&amp;ugrave; esperienze traumatiche, come un incidente, un incendio, abusi, atti di bullismo o altre esperienze traumatiche. Gli studiosi ritengono che i ricordi di questi episodi traumatici non sono memorizzati correttamente nel cervello, per questo continuano a provocare disagio. Fortunatamente si pu&amp;ograve; fare qualcosa, con un metodo terapeutico efficace: l&#039;EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) [Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso Movimenti Oculari]. Una volta che questi ricordi saranno memorizzati in modo adeguato, anche i problemi di suo figlio diminuiranno o addirittura scompariranno completamente.  Da ricordi traumatici a ricordi normali  Il lato positivo dell&#039;EMDR &amp;egrave; la rapidit&amp;agrave; con la quale si ottengono i risultati. Un bambino, vittima di un&#039;unica esperienza negativa, ha di solito bisogno di una terapia pi&amp;ugrave; breve di un bambino esposto a un lungo periodo di minacce o di molestie. In quest&#039;ultimo caso, l&#039;EMDR &amp;egrave; generalmente integrato in una terapia pi&amp;ugrave; ampia.  Rielaborazione  L&#039;elemento fondamentale &amp;egrave; probabilmente il modo in cui sono memorizzati i ricordi. Il cervello elabora le esperienze traumatiche in modo diverso da quelle normali. Nelle esperienze normali le informazioni provenienti dai sensi arrivano al cervello dove vengono registrate e trasformate in ricordi, cio&amp;egrave; in un insieme di fatti, impressioni e interpretazioni. Nelle esperienze caratterizzate da paura intensa, senso di impotenza o paura di morire, il corpo entra in uno stato di allarme. Per questa ragione le immagini, i pensieri, le sensazioni e i suoni disturbanti originari vengono memorizzati in forma grezza (non elaborata). Gli stimoli, quali le immagini, gli odori, i suoni e le sensazioni che ricordano l&#039;esperienza traumatica, possono riattivare ogni volta questi &quot;ricordi grezzi&quot;. Il bambino continua a rivivere le stesse emozioni di allora, e ogni volta ne &amp;egrave; turbato con la stessa intensit&amp;agrave;. L&#039;EMDR aiuta a concludere il processo di memorizzazione, per trasformare i ricordi traumatici in ricordi normali.  Prima &amp;egrave;, meglio &amp;egrave;  Un lungo periodo di esperienze traumatiche pu&amp;ograve; ritardare lo sviluppo di alcune aree del cervello. Di conseguenza, un bambino pu&amp;ograve; presentare ritardi in alcuni campi, e lo sviluppo della sua personalit&amp;agrave; pu&amp;ograve; risultarne influenzato. Nel caso di un singolo episodio traumatico, l&#039;effetto &amp;egrave; meno grave, ma se i disturbi che ne conseguono si prolungano, pu&amp;ograve; verificarsi un ritardo nello sviluppo. L&#039;EMDR rimuove questi ostacoli, favorendo la ripresa di uno sviluppo normale. Di conseguenza, le (re)azioni e le sensazioni di suo figlio miglioreranno. Questo probabilmente porter&amp;agrave; anche a un miglioramento della qualit&amp;agrave; della vostra vita familiare, oggi sconvolta dai problemi di suo figlio.  Nessun rischio  La prima pubblicazione sull&#039;EMDR &amp;egrave; apparsa nel 1989 negli Stati Uniti. Questo metodo terapeutico &amp;egrave; stato in seguito approfondito e studiato scientificamente. L&#039;EMDR &amp;egrave; oggi considerato una terapia psicologica efficace per adulti, adolescenti e bambini colpiti dal ricordo di eventi traumatici. Solo dopo una formazione specifica sull&#039;EMDR, i terapeuti possono essere qualificati per applicarlo.  Se applicata bene, questa terapia non presenta alcun rischio. Nel peggiore dei casi, non si verificher&amp;agrave; alcun miglioramento, e questo sar&amp;agrave; evidente fin dalle prime fasi. In tal caso, i disturbi di suo figlio e l&#039;evento traumatico probabilmente non sono legati, oppure il perdurare dei problemi &amp;egrave; dovuto alla presenta di troppi fattori di stress in questo momento.  Come si svolge questa terapia?  Il terapeuta chieder&amp;agrave; a suo figlio di parlare dell&#039;evento e quindi di soffermarsi sull&#039;immagine che ora ritiene pi&amp;ugrave; sgradevole. Mentre il bambino si concentra sull&#039;immagine e su quello che ora pensa e sente al riguardo, gli verr&amp;agrave; chiesto di:  &quot; seguire con gli occhi i movimenti delle dita del terapeuta; oppure  &quot; ascoltare dei suoni in una cuffia; oppure  &quot; tamburellare con le dita sulle mani del terapeuta (o potrebbe essere il terapeuta a tamburellare sulle sue).    li terapeuta chieder&amp;agrave; periodicamente al bambino: &quot;Cosa noti?&quot; oppure &quot;Cosa ti viene in mente?&quot; Potrebbe trattarsi di immagini, pensieri o emozioni, ma anche di sensazioni fisiche, come tensione o dolore. Il bambino sar&amp;agrave; sempre pi&amp;ugrave; in grado di affrontare l&#039;immagine di quell&#039;evento. La terapia proseguir&amp;agrave; fino a quando suo figlio non sar&amp;agrave; pi&amp;ugrave; turbato dal ricordo dell&#039;accaduto.  Non vi &amp;egrave; alcun dubbio sull&#039;efficacia dell&#039;EMDR, anche se non &amp;egrave; del tutto chiara la modalit&amp;agrave; di azione. Si suppone che il processo naturale di elaborazione venga stimolato dalla combinazione di due elementi: l&#039;attenzione al ricordo disturbante e uno stimolo distraente (movimenti oculari, suoni o tamburellamenti) in grado di attivare alternativamente l&#039;emisfero destro e sinistro del cervello.  Effetti della terapia  &amp;Egrave; possibile che, durante la terapia, suo figlio sia pi&amp;ugrave; concentrato sul ricordo traumatico o sui ricordi ad esso correlati. Questa &amp;egrave; la conseguenza del processo di elaborazione. Un processo che non si ferma quando suo figlio conclude la seduta. Potrebbero emergere ulteriori sensazioni di ansia o di inquietudine che, generalmente, scompaiono entro tre giorni dalla seduta terapeutica.  Il suo ruolo prima ...  Potrebbe spiegare a suo figlio perch&amp;eacute; viene qui. Potrebbe anche leggere insieme a lui questo opuscolo, in modo da poter gi&amp;agrave; rispondere ad alcune domande di suo figlio, e annotare quelle alle quali desidera avere risposta.  Prima della terapia, il terapeuta ha bisogno di avere da Le! alcune informazioni per formulare una diagnosi precisa. Informazioni sulla gravit&amp;agrave;, la durata e l&#039;evoluzione dei disturbi. E anche importante conoscere lo sviluppo del bambino fino ad ora, come si comporta, e il contesto nel quale cresce .  . .. e durante la terapia  Anche durante la seduta avr&amp;agrave; un ruolo importante: osservare. Questo &amp;egrave; necessario per poter stabilire gli effetti della terapia, soprattutto con i bambini pi&amp;ugrave; piccoli. Infatti a loro manca la capacit&amp;agrave; linguistica e quella di distanziarsi a sufficienza dalla loro esperienza per riuscire a descrivere i cambiamenti del loro comportamento.  Potrebbe dover svolgere altri compiti in funzione dell&#039;et&amp;agrave; e dei desideri di suo figlio .  o : . Bambini in et&amp;agrave; da 1 a 5 anni  Quanto pi&amp;ugrave; suo figlio &amp;egrave; piccolo, tanto pi&amp;ugrave; la sua presenza &amp;egrave; importante per infondergli sicurezza. Il terapeuta le chieder&amp;agrave; di partecipare attivamente alla terapia e ricorrer&amp;agrave; volentieri alla sua conoscenza del bambino .  o :. Bambini dai 6 ai 12 anni  I bambini di questa et&amp;agrave; sono di solito in grado di seguire autonomamente la terapia e possono essere inibiti nella descrizione dei dettagli dell&#039;evento dalla presenza di un genitore. Un bambino di questa et&amp;agrave; riesce, infatti, a immedesimarsi nelle emozioni degli altri, e potrebbe non voler dare un dispiacere al genitore. Il compito del genitore &amp;egrave; principalmente offrire appoggio e osservare attentamente il comportamento a casa .  o :. Adolescenti dai 12 ai 18 anni  Lei non sar&amp;agrave; presente durante le sedute. L&#039;aiuto migliore che pu&amp;ograve; dare a suo figlio &amp;egrave; la sua disponibilit&amp;agrave; in caso di bisogno. Osservi suo figli/a e non prenda troppe iniziative. Per esempio, cerchi di non insistere nel voler sapere delle sedute o dei risultati della terapia, ma ascolti attentamente i discorsi di suo figlio. Impari anche ad accettare i suoi silenzi, durante questo suo lavoro interiore interiore. La cosa importante &amp;egrave; che suo figlio si senta sicuro e rispettato. Scriva i cambiamenti che nota e ne parli - d&#039;accordo con suo figlio - al terapeuta.
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-08-29T23:25:16+02:00">August 29, 2026</abbr>
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			<category>disturbi di ansia nei bambini e adulti </category>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 23:25:16 +0200</pubDate>
		<title>EMDR E BAMBINI - </title>
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		<description>			<![CDATA[
un Caso di presentazione dell&#039;Emdr ad un bambino L&#039;EMDR &amp;egrave; una terapia proprio per bambini, per fare questa terapia si va a trovare quello che chiamiamo un terapeuta. Un terapeuta &amp;egrave; un signore o una signora che ti aiuta a risolvere le tue paure e sentirti di nuovo meglio con te stesso. Sappiamo che l&#039;EMDR funziona davvero bene. Qualche volta &amp;egrave; pi&amp;ugrave; veloce di altre. Se la tua brutta esperienza &amp;egrave; successa una volta sola, fmirai molto prima di altri bambini o bambine che hanno avuto brutte esperienze per molto tempo. Questo &amp;egrave; facile da capire. Ma l&#039;EMDR pu&amp;ograve; aiutare molto anche questi bambini.  Molti bambini che l&#039;hanno fatto hanno detto che &amp;egrave; stata una cosa divertente. Muovi gli occhi finch&amp;eacute; ti sentirai meglio  Molti bambini si sentono strani quando reagiscono in modo cos&amp;igrave; diverso. Ma &amp;egrave; tutta colpa di quell&#039;esperienza, delle brutte sensazioni e dei brutti pensieri che l&#039;accompagnano. Fortunatamente si pu&amp;ograve; fare qualcosa per aiutarti in fretta: si chiama EM Tim, 11 anni:  &quot;Mi sento molto meglio adesso. Dormo bene. Sono contento e ho di nuovo voglia di fare le cose. Mi &amp;egrave; piaciuto fare quella cosa muovendo gli occhi. Non mi sono annoiato nemmeno un po&#039;. &amp;Egrave; stato divertente.&quot;  Cosa scegli?  Cosa succede durante la terapia? Beh, all&#039;inizio il terapeuta ti chieder&amp;agrave; di raccontare la storia che ti &amp;egrave; capitata e di fermarti sull&#039;immagine della storia che ti fa stare pi&amp;ugrave; male ora. Il terapeuta potrebbe anche chiederti di fare un disegno.  Con l&#039;aiuto del tuo terapeuta riuscirai a non stare pi&amp;ugrave; male quando ripenserai a quello che ti &amp;egrave; successo. Ecco come: tu ti concentri su quella &quot;immagine nella tua testa&quot; (o sul disegno) e su quello che pensi e senti. Contemporaneamente farai qualcosa di completamente diverso. Il terapeuta sceglier&amp;agrave; una di queste cose:  Farti seguire con gli occhi i movimenti delle sue dita; oppure Farti ascoltare dei suoni in una cuffia; oppure  Farti tamburellare le sue mani con le tue (o potrebbe essere lui a tamburellare le tue mani).  Sophie, 9 anni  &quot;La prima volta ho pensato: mi aiuter&amp;agrave;?  Ma la seconda volta ne ero certa, perch&amp;eacute; mi aveva fatto sentire bene e sicura. Non ho pi&amp;ugrave; paura di fare le cose come prima e sono davvero felice.&quot;  Solletico  _ Ogni tanto il terapeuta ti chieder&amp;agrave;: &quot;Che cosa senti?&quot; oppure: &quot;A che cosa pensi?&quot; Qualche volta le immagini di quello che &amp;egrave; successo ti salteranno in mente. Oppure all&#039;improvviso potresti pensare che &amp;egrave; stata tutta colpa tua. Potresti anche sentirti triste, impaurito o arrabbiato, o potresti accorgerti che qualcosa nel tuo corpo &amp;egrave; cambiato. Un solletico in gola, un mal di pancia che racconterai al terapeuta. E quando non succede pi&amp;ugrave; niente dirai semplicemente &quot;Niente&quot;.  La terapia andr&amp;agrave; avanti finch&amp;eacute; potrai guardare l&quot;&#039;immagine che hai in testa&quot; o il disegno senza che ti dia fastidio. Questo &amp;egrave; quello che vogliamo. I problemi che ti hanno portato qui diventeranno pi&amp;ugrave; piccoli o spariranno completamente.  Jamie, 5 anni:  &quot;Tutto sembra volare via quando fai l&#039;EMDR. Vola fuori dalla testa in tanti pezzettini. E quando &amp;egrave; andato via non torna pi&amp;ugrave;.&quot;  Disegni: Natasha lO anni Cosa senti?  Ho paura  E ora?  &amp;Egrave; andato via  Mi sento contenta
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-08-29T23:25:16+02:00">August 29, 2026</abbr>
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			<category>disturbi di ansia nei bambini e adulti </category>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 23:25:16 +0200</pubDate>
		<title>Ansia nei bambini e Adulti - </title>
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EMDR PER AIUTARE I BAMBINI E ADULTI PER AFFRONTARE LE PAURE CHE COS&#039;&amp;egrave; L&#039;EMDR  L&#039; EMDR   L&#039;EMDR, Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i Movimenti Oculari,  &amp;egrave; un metodo psicoterapico per il trattamento delle condizioni di disagio emotivo e stress legati a diversi eventi traumatici. Con l&#039;EMDR &amp;egrave; possibile  accelerare la risoluzione di molti disturbi emotivi  rispetto alle psicoterapie convenzionali. Il metodo nasce nel 1987, a seguito di una scoperta occasionale della psicologa Francine Shapiro, la quale not&amp;ograve; che i movimenti oculari volontari erano in grado di ridurre l&#039;intensit&amp;agrave; di pensieri negativi disturbanti. L&#039;EMDR fu dunque inizialmente utilizzato nel trattamento di reduci del Vietnam traumatizzati, e di vittime di aggressioni sessuali ottenendo una notevole riduzione dei sintomi dei loro disturbi da stress post-traumatico (PTSD). In cosa consiste?  L&#039;EMDR &amp;egrave; un approccio incentrato sul paziente  che facilita il meccanismo di autoguarigione, stimolando l&#039;elaborazione delle informazioni nel suo cervello. L&#039;EMDR sembra avere un effetto diretto sull&#039;attivit&amp;agrave; cerebrale e utilizza il processo che avviene naturalmente durante i sogni o il sonno REM (Rapid Eye Movement). Il modello dell&#039;EMDR riconosce la componente fisiologica delle difficolt&amp;agrave; emotive ed affronta in modo sistematico gli stati emotivi, le convinzioni negative, le sensazioni fisiche che ne derivano e altri sintomi disturbanti. L&#039;EMDR &amp;egrave; un metodo terapeutico che si basa sulla fisiologia cerebrale e aiuta le persone a sentire il ricordo di esperienze traumatiche in modo nuovo e meno disturbante.  Cosa accade nell&#039;EMDR?  Durante l&#039;EMDR, il terapeuta lavora con il paziente per  l&#039;identificazione del problema specifico , oggetto della terapia. Utilizzando un protocollo strutturato, il terapeuta guida il paziente nella descrizione dell&#039;evento o dell&#039;aspetto disfunzionale, aiutandolo a scegliere gli elementi disturbanti importanti. Viene chiesto al paziente quali pensieri e convinzioni ha mentre richiama l&#039;aspetto peggiore o pi&amp;ugrave; disturbante dell&#039;evento. Il terapeuta aiuta l&#039;elaborazione mediante movimenti guidati degli occhi, o altre stimolazioni bilaterali degli emisferi cerebrali.  Durante i set di movimenti oculari, il paziente rivive vari elementi del ricordo iniziale o di altri ricordi . Il terapeuta interrompe i movimenti oculari ad intervalli regolari, per accertarsi che il cliente elabori adeguatamente da solo. Il terapeuta facilita il processo prendendo decisioni cliniche relative alla direzione dell&#039;intervento. L&#039;obiettivo &amp;egrave; l&#039;elaborazione rapida delle informazioni relative all&#039;esperienza negativa da parte del paziente, fino ad una sua risoluzione adattiva. Durante l&#039;EMDR il paziente pu&amp;ograve; provare emozioni intense, ma al termine della seduta, la maggior parte delle persone riferisce una notevole riduzione nel livello di disturbo associato all&#039;esperienza traumatica. Nelle parole della dottoressa Shapiro, questo &amp;egrave; legato ad una riduzione della sintomatologia, ad un cambiamento nelle convinzioni negative del cliente verso quelle positive nuove, ed alla prospettiva di una funzionalit&amp;agrave; ottimale. Il triplice approccio globale utilizzato nell&#039;EMDR si rivolge  1.  alle esperienze passate  2.  alle attuali cause di stress  3.  ai pensieri ed alle azioni desiderate per il futuro . Il trattamento con l&#039;EMDR pu&amp;ograve; durare da un minimo di 1-3 sedute, ad un anno e pi&amp;ugrave; per i problemi pi&amp;ugrave; complessi. Il tipo di problema, le circostanze di vita e l&#039;entit&amp;agrave; dei traumi passati determineranno il numero di sedute necessarie. L&#039;EMDR pu&amp;ograve; inserirsi nell&#039;ambito di una psicoterapia pi&amp;ugrave; complessa, come tecnica risolutiva per sintomi particolarmente disturbanti.  La ricerca nel campo dell&#039;EMDR  Vari studi scientifici hanno dimostrato l&#039;efficacia dell&#039;EMDR, nella terapia del disturbo da stress post-traumatico (PTSD) (Carlson et al., 1998; Marcus Marquis e Sakai, 1997; Rothbaum, 1997; Scheck et al, 1998; Wilson et al, 1995; Wilson et al, 1997) e in tutta una serie di altri disturbi come:  o  fobie (Kleinknecht, 1993) o attacchi di panico (Goldstein e Feske, 1994; Nadler, 1996) o ansia da prestazioni sul lavoro (Foster e Lendl, 1996) o disturbi da dismorfismo corporeo (Brown, McGoldrick e Buchanan, 1997) o traumi nei bambini (Greenwald, 1994) o riduzione dei dolori cronici (Hekmat, Groth e Rogers, 1994) Molti terapeuti hanno recentemente applicato con successo l&#039;EMDR anche nel trattamento di altre patologie quali:  o  disturbi dissociativi o ansia generalizzata o ansia da prestazione nello sport e nello spettacolo o lutto complicato o abusi sessuali e/o fisici o disturbi del comportamento alimentare Per un elenco pi&amp;ugrave; approfondito degli studi clinici che hanno dimostrato l&#039;efficacia dell&#039;EMDR puoi consultare la bibliografia dell&#039;EMDR Institute.  L&#039;associazione per l&#039;EMDR in Italia  L&#039;Associazione italiana, parte dell&#039;Associazione Internazionale dell&#039;EMDR (EMDRIA), &amp;egrave; un&#039;associazione senza scopo di lucro ed &amp;egrave; l&#039;associazione professionale dei terapeuti formati ed abilitati all&#039;applicazione dell&#039;EMDR come metodo terapeutico.  Il suo statuto stabilisce che: &#039;Lo scopo primario dell&#039;associazione Italiana &amp;egrave; quello di fissare, mantenere e promuovere i pi&amp;ugrave; elevati standard di eccellenza e di integrit&amp;agrave; nella pratica, nella ricerca e nella formazione sull&#039;EMDR.&#039;  A questo scopo l&#039;Associazione per l&#039;EMDR in Italia fornisce informazioni relative al metodo.
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-08-29T23:25:16+02:00">August 29, 2026</abbr>
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			<category>disturbi di ansia nei bambini e adulti </category>
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		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A11760B101439</guid>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 23:25:16 +0200</pubDate>
		<title>Training autogeno e tecniche di rilassamento muscolare - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A11760B101439</link>
		<description>			<![CDATA[
LABORATORIO: TECNICHE DI RILASSAMENTO MUSCOLARE E TRAINING AUTOGENO PER L&#039;AUTOCONTROLLO  Docente: Stefania Stocchino Psicologa Clinica, Specialista Scuola di Psicoterapia Cognitivo- Comportamentale Watson di Torino, Formazione EMDR.(desensibilizzazione e rielaborazione dei Traumi). Libera Professionista. IL CORSO SARA&#039; ORGANIZZATO PER L&#039;ANNO 2010,  la durata di un&#039;ora e mezza, cadenza settimanale. Durante il corso il partecipante apprender&amp;agrave; le tecniche di training autogeno e rilassamento muscolare I livello. Il Training Autogeno e l&#039;Ipnosi diventano utili per affrontare problemi diversi quali: cefalea, dolore, ansia, tensione, sonno, fumo, controllare l&#039;alimentazione, ansia da interrogazione, ansia da intervento chirurgico ....  Tensione nervosa, agitazione, rabbia, tristezza, apatia quanti di noi sentono o avvertono questi disagi durante l&#039;attivit&amp;agrave; quotidiana? Il nostro corpo risponde alle sollecitazioni della nostra mente, portandoci ad un lento e progressivo logorio della nostra vita quotidiana, dovuti a ritmi sempre pi&amp;ugrave; pressanti e difficili. Entriamo in un vero e proprio stress cronico provando sintomi psicologici e fisici che possono minacciare il nostro benessere lavorativo o familiare. Per affrontare questa situazione occorre imparare a riconoscere il nostro modo di reagire di fronte alle situazioni difficili o che ci creano disagio e successivamente , imparare ad utilizzare tecniche e strategie in grado di farci recuperare e mantenere un equilibrio psicologico e fisico. L&#039;obiettivo &amp;egrave; realizzare la distensione e il benessere in modo che queste due indicazioni si generino da s&amp;eacute;, favorendo la condizione di equilibrio dell&#039;organismo. L&#039;apprendimento di abilit&amp;agrave; (respirazione, postura, pensieri&amp;hellip;) potr&amp;agrave; permettere di affrontare in modo funzionale il proprio ambiente lavorativo e personale. Favorendo in ciascuna persona: o la possibilit&amp;agrave; di poter conoscere le tensioni muscolari del proprio corpo; o aiutare il corpo e la mente a recuperare energie; o diminuire le situazioni che ci creano disagio; o riconoscere e affrontare i pensieri negativi; o imparare a costruire immagini mentali positive; o ridurre o eliminare i disturbi psicosomatici o gestire le proprie emozioni  Il laboratorio delle Tecniche di Rilassamento &amp;egrave; strutturato in 6 incontri di un&#039;ora a cadenza settimanale ) e si svolge in gruppo (da minimo 4 a massimo 10 persone), nell&#039;arco di 1 mese e mezzo. ORGANIZZAZIONE del PROGRAMMA DIDATTICO 1 INCONTRO : Psicoeducazione sul funzionamento delle tecniche di rilassamento e sul funzionamento del sistema nervoso autonomo. Conoscenza e applicazione del Rilassamento muscolare Jacobson. Rilassamento fisico e mentale. Respirazione diaframmatica per la gestione delle emozioni e per il rilassamento. Definizione dei proponimenti per il Training autogeno. Primo esercizio di Calma del training autogeno. Indicazioni sul Diario Personale. 2 INCONTRO : Supervisione dei proponimenti del T.A. Rilassamento muscolare Jacobson. Secondo esercizio di pesantezza e Terzo esercizio calore; esercizi di ripresa 3 INCONTRO : rilassamento muscolare. Quarzo esercizio sul cuore. Esercizi di ripresa 4 INCONTRO : rilassamento muscolare. Quinto esercizio sulla Respirazione. Esercizio di ripresa 5 INCONTRO : rilassamento muscolare. Sesto esercizio Plesso solare. Es
			<span class="price">EUR 0.00</span>
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			<category>Training Autogeno e tecniche di rilassamento </category>
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		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A11760B101435</guid>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 23:25:16 +0200</pubDate>
		<title>Ipnosi e Dolore - </title>
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		<description>			<![CDATA[
Dolori continui localizzati o diffusi dopo un intervento chirurgico, dolore alla schiena per una postura errata, un dolore elevato dopo un movimento intenso o sforzo elevato.Quante persone continuano ad assumere analgesici a causa di dolori diffusi nel proprio corpo? Milton Erickson e il suo allievo Ernest Rossi e pubblicato in IPNOTERAPIA (Astrolabio) nel 1979 quanto segue sull&#039;applicabilit&amp;agrave; dell&#039;Ipnosi sul dolore Il dolore come meccanismo somatico di protezione non dovrebbe essere trascurato in s&amp;eacute;. Motiva il Paziente a proteggere le aree doloranti, a evitare gli stimoli nocivi e a cercare aiuto. Ma a causa del carattere soggettivo del dolore, si sviluppano reazioni psicologiche ed emotive che sfociano alla fine in disturbi psicosomatici a causa dell&amp;rsquo;eccessiva durata dei meccanismi protettivi. Queste reazioni psicologiche ed emotive sono passibili di modificazione e di trattamento attraverso l&amp;rsquo;ipnosi in tali disturbi psicosomatici. Per comprendere meglio il dolore, si deve pensare che &amp;egrave; un complesso neuro-psico-fisiologico caratterizzato da varie interpretazioni di enorme significato per chi soffre. Basta solo chiedere al Paziente di descrivere il proprio dolore per sentirlo variamente descritto come sordo, strisciante, acuto, tagliente, bruciante, che fa torcere, incessante, tormentoso, pungente, lancinante, mordente, freddo, duro, opprimente, pulsante, corrosivo, e un mucchio di altre simili aggettivazioni.  Queste varie interpretazioni descrittive dell&amp;rsquo;esperienza del dolore sono di notevole importanza nell&amp;rsquo;approccio ipnotico al Paziente. Il Paziente che interpreta la propria esperienza soggettiva di dolore nei termini di varie qualit&amp;agrave; di differenti sensazioni sta con ci&amp;ograve; offrendo all&amp;rsquo;ipnoterapeuta una pluralit&amp;agrave; di opportunit&amp;agrave; di trattare il dolore. E&amp;rsquo; possibile prendere in considerazione un approccio totale; ma &amp;egrave; pi&amp;ugrave; semplice l&amp;rsquo;utilizzazione dell&amp;rsquo;ipnosi prima in relazione ad aspetti minori del complesso totale del dolore e quindi ai suoi aspetti pi&amp;ugrave; acuti e penosi. Cos&amp;igrave;, tali successi di lieve entit&amp;agrave; porranno la base per successi pi&amp;ugrave; rilevanti in relazione agli attributi pi&amp;ugrave; disturbanti del complesso del dolore neuro-psico-fisiologico, e la comprensione e la cooperazione del Paziente nei confronti dell&amp;rsquo;intervento ipnotico sono pi&amp;ugrave; prontamente sollecitate. In pi&amp;ugrave;, ogni alterazione ipnotica di ogni singola qualit&amp;agrave; interpretativa della sensazione di dolore serve a produrre un&amp;rsquo;alterazione del totale complesso del dolore. Un&amp;rsquo;altra considerazione importante per la comprensione del complesso del dolore &amp;egrave; il riconoscimento dei significati esperienziali dei vari attributi o qualit&amp;agrave; della sensazione soggettiva, e le loro differenti relazioni rispetto al dolore ricordato, il dolore passato, il dolore attuale, il dolore continuo, il dolore passeggero, il dolore ricorrente, il dolore persistente continuo, il dolore intrattabile, il dolore insopportabile, il dolore minaccioso ecc. Applicando queste considerazioni ai diversi elementi soggettivi del complesso del dolore, l&amp;rsquo;intervento ipnotico diventa molto pi&amp;ugrave; celere. Una tale analisi offre una pi&amp;ugrave; ampia possibilit&amp;agrave; di intervento ipnotico a livello pi&amp;ugrave; vasto. Diventa pi&amp;ugrave; facile comunicare idee e concezioni attraverso l&amp;rsquo;ipnosi e sollecitare la ricettivit&amp;agrave; e la responsivit&amp;agrave; cos&amp;igrave; essenziali nell&amp;rsquo;assicurare una buona risposta all&amp;rsquo;intervento ipnotico. E&amp;rsquo; anche importante tenere adeguatamente conto della misconosciuta forza del bisogno emotivo umano di esigere l&amp;rsquo;abolizione immediata del dolore, sia da parte del Paziente che di coloro che lo accudiscono.  Il dolore come meccanismo somatico di protezione non dovrebbe essere trascurato in s&amp;eacute;. Motiva il Paziente a proteggere le aree doloranti, a evitare gli stimoli nocivi e a cercare aiuto. Ma a causa del carattere soggettivo del dolore, si sviluppano reazioni psicologiche ed emotive che sfociano alla fine in disturbi psicosomatici a causa dell&amp;rsquo;eccessiva durata dei meccanismi protettivi. Queste reazioni psicologiche ed emotive sono passibili di modificazione e di trattamento attraverso l&amp;rsquo;ipnosi in tali disturbi psicosomatici. Per comprendere meglio il dolore, si deve pensare che &amp;egrave; un complesso neuro-psico-fisiologico caratterizzato da varie interpretazioni di enorme significato per chi soffre. Basta solo chiedere al Paziente di descrivere il proprio dolore per sentirlo variamente descritto come sordo, strisciante, acuto, tagliente, bruciante, che fa torcere, incessante, tormentoso, pungente, lancinante, mordente, freddo, duro, opprimente, pulsante, corrosivo, e un mucchio di altre simili aggettivazioni.  Queste varie interpretazioni descrittive dell&amp;rsquo;esperienza del dolore sono di notevole importanza nell&amp;rsquo;approccio ipnotico al Paziente. Il Paziente che interpreta la propria esperienza soggettiva di dolore nei termini di varie qualit&amp;agrave; di differenti sensazioni sta con ci&amp;ograve; offrendo all&amp;rsquo;ipnoterapeuta una pluralit&amp;agrave; di opportunit&amp;agrave; di trattare il dolore. E&amp;rsquo; possibile prendere in considerazione un approccio totale; ma &amp;egrave; pi&amp;ugrave; semplice l&amp;rsquo;utilizzazione dell&amp;rsquo;ipnosi prima in relazione ad aspetti minori del complesso totale del dolore e quindi ai suoi aspetti pi&amp;ugrave; acuti e penosi. Cos&amp;igrave;, tali successi di lieve entit&amp;agrave; porranno la base per successi pi&amp;ugrave; rilevanti in relazione agli attributi pi&amp;ugrave; disturbanti del complesso del dolore neuro-psico-fisiologico, e la comprensione e la cooperazione del Paziente nei confronti dell&amp;rsquo;intervento ipnotico sono pi&amp;ugrave; prontamente sollecitate. In pi&amp;ugrave;, ogni alterazione ipnotica di ogni singola qualit&amp;agrave; interpretativa della sensazione di dolore serve a produrre un&amp;rsquo;alterazione del totale complesso del dolore. Un&amp;rsquo;altra considerazione importante per la comprensione del complesso del dolore &amp;egrave; il riconoscimento dei significati esperienziali dei vari attributi o qualit&amp;agrave; della sensazione soggettiva, e le loro differenti relazioni rispetto al dolore ricordato, il dolore passato, il dolore attuale, il dolore continuo, il dolore passeggero, il dolore ricorrente, il dolore persistente continuo, il dolore intrattabile, il dolore insopportabile, il dolore minaccioso ecc. Applicando queste considerazioni ai diversi elementi soggettivi del complesso del dolore, l&amp;rsquo;intervento ipnotico diventa molto pi&amp;ugrave; celere. Una tale analisi offre una pi&amp;ugrave; ampia possibilit&amp;agrave; di intervento ipnotico a livello pi&amp;ugrave; vasto. Diventa pi&amp;ugrave; facile comunicare idee e concezioni attraverso l&amp;rsquo;ipnosi e sollecitare la ricettivit&amp;agrave; e la responsivit&amp;agrave; cos&amp;igrave; essenziali nell&amp;rsquo;assicurare una buona risposta all&amp;rsquo;intervento ipnotico. E&amp;rsquo; anche importante tenere adeguatamente conto della misconosciuta forza del bisogno emotivo umano di esigere l&amp;rsquo;abolizione immediata del dolore, sia da parte del Paziente che di coloro che lo accudiscono.
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-08-29T23:25:16+02:00">August 29, 2026</abbr>
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		</description>
			<category>Ipnosi e Dolore e Ipnosi e Cefalea </category>
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		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A11760B101433</guid>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 23:25:16 +0200</pubDate>
		<title>Ipnosi e studio, Ipnosi e Fumo, Ipnosi e Alimentazione - </title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A11760B101433</link>
		<description>			<![CDATA[
PER QUALSIASI INFO CONSULTARE IL SITO  www.psicoterapiaipnosiemdrstocchino.it oppure scrivere email  stefania.stoccchino@libero.it
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-08-29T23:25:16+02:00">August 29, 2026</abbr>
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		</description>
			<category>Ipnosi </category>
	</item>
	<item>
		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A11760B101432</guid>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 23:25:16 +0200</pubDate>
		<title>Conoscere l&amp;#039;ansia e gli attacchi di panico - corso esperenziale</title>
		<link>http://www.reteimprese.it/pro_A11760B101432</link>
		<description>			<![CDATA[
Che Cos&#039;&amp;egrave; l&#039;Ansia   I disturbi d&#039;ansia pi&amp;ugrave; frequenti (secondo il Manuale Statistico e Diagnostico Dei Disturbi Mentali, DSM-IV; American Psychiatric Association, 1994) includono disturbo d&#039;attacco di panico con o senza agorafobia (PDA e PD, rispettivamente), fobia sociale, fobia specifica, disturbo ossessivo-compulsivo (DOC), disturbo d&#039;ansia generalizzato (DAG) e disturbo post-traumatico da stress (PTSD). L&#039;ansia &amp;egrave; una risposta fisiologica del nostro corpo a situazioni diverse quali: un colloquio, l&#039;esame all&#039;universit&amp;agrave;, parlare in pubblico, l&#039;attesa di un risultato, rivedere un vecchio amico e altri momenti. L&#039;ansia ci accompagna tutti i giorni nella nostra quotidianit&amp;agrave;: quante mamme sono ansiose per i propri figli ? Quanti alunni sono ansiosi durante l&#039;interrogazione? Quanti lavoratori sono ansiosi durante la valutazione dal loro capo? Non tutti hanno la stessa risposta. Eventi diversi determinano in ciascuna persona emozioni e pensieri differenti. L&#039;ansia &amp;egrave; un costrutto ipotetico, cio&amp;egrave; ciascuna persona non &amp;egrave; in grado di vederla ma &amp;egrave; in grado di sentirla attraverso i sintomi: a livello fisiologico (battico cardiaco, respiro accelerato, aumento della pressione, aumento della sudorazione&amp;hellip;), a livello comportamentale ( fuga o evitamento dalla situazione) ed a livello cognitivo verbale (paura di morire o di impazzire, paura di perdere il controllo, ..). L&#039;ansia fisiologicamente &amp;egrave; presente nel nostro organismo in quanto ha una funzione adattiva e di conservazione della specie. Ad esempio immaginiamo di entrare in casa e di sentire un rumore all&#039;interno di una stanza: &amp;egrave; un rumore intenso. Vediamo la risposta del nostro cervello: Il rumore corrisponde a pericolo. L&#039;informazione giunge al talamo e poi all&#039;amigdala1, cui seguono risposte di attacco o fuga. In questo momento , si producono alcune importanti modificazioni fisiologiche: . &quot; Il respiro accelera &quot; Il cuore aumenta la frequenza del ritmo cardiaco &quot; La sudorazione aumenta per regolare la temperatura del corpo &quot; La pressione sanguigna aumenta &quot; Il fegato, per fornire energia al corpo, libera zucchero nel sangue &quot; Lo stomaco si contrae. Il sangue deve irrorare altre aree &quot; Le gambe e braccia ottengono dal sangue pi&amp;ugrave; energia Il rumore percepito, all&#039;interno della stanza della propria casa, viene valutato dalla corteccia pre frontale che decide se il rumore sia solo una finestra che si &amp;egrave; aperta bruscamente per colpa del vento o un ladro che ci viene incontro. Queste informazioni ritornano all&#039;amigdala, permettendoci di adottare il comportamento pi&amp;ugrave; adeguato alla situazione. In alcuni casi, come quello delle fobie o attacchi di panico, le informazioni non vengono pi&amp;ugrave; decodificate correttamente dalla corteccia prefrontale che, non controllando pi&amp;ugrave; l&#039;amigdala, lascia che quest&#039;ultima reagisca in modo automatico e dia una risposta di paura anche in assenza di stimoli pericolosi per la nostra sopravvivenza. Le tecniche di neuro immagine ci permettono di comprendere cosa succede al nostro cervello quando si provano emozioni, come paura o gioia o quando si pensa. Ad esempio sono stati osservati in soggetti con trauma o con disturbo post traumatico da stress processi mentali anomali nonostante nell&#039;ambiente non fosse presente una minaccia o anche un semplice ricordo della situazione. Ai reduci della seconda guerra, che soffrivano del DPTS, al solo ricordo dell&#039;evento traumatico aumentava il flusso di sangue nella parte sinistra dell&#039;amigdala e al tempo stesso, aumentava la frequenza cardiaca e il tono muscolare. Se si induce un aumento del battito cardiaco in una persona che ha gi&amp;agrave; avuto una crisi di panico o d&#039;ansia generalizzata, si pu&amp;ograve; osservare l&#039;attivazione dell&#039;amigdala. Un importante aspetto condotto dalla terapia consiste nella rieducazione dell&#039;amigdala al fine di evitare che si attivi quando la pressione o il battito cardiaco aumentano per situazioni diverse da quelle legate alla paura reale. 1. l&#039;amigdala: centro emozionale del cervello, l&#039;amigdala ha il ruolo centrale di attivare le reazioni di paura. Le informazioni che l&#039;attraversano hanno uno stato emozionale Quando il livello di ansia &amp;egrave; tra il 40%- 60% la nostra mente lavora in modo ottimale. &amp;Egrave; importante avere questi livelli di ansia nel nostro organismo in quanto ci permettono di affrontare e riconoscere i pericoli. Quando i livelli ansia di sono superiori al 60% fino ad arrivare a 100% stiamo affrontando una crisi di panico (o ansia generalizzata) e le nostre prestazioni non sono pi&amp;ugrave; ottimali. In questo caso cominciamo a parlare di Ansia patologica (in quanto ci crea disagio e non riusciamo pi&amp;ugrave; ad essere spontanei e avere il controllo della situazione). Cosa crea Ansia o l&#039;Attacco di Panico? &amp;Egrave; il modo in cui ciascuna persona interpreta o legge l&#039;evento attraverso i propri pensieri. Le persone che soffrono di ansia o stress sono soggetti vulnerabili a manifestare crisi di panico o disturbi di ansia generalizzata. Pensieri negativi del tipo: &quot;non c&#039;&amp;egrave; la far&amp;ograve; mai&quot;.. &quot;Non riuscir&amp;ograve; a resistere&quot;&amp;hellip; &quot;Mi sta guardando, adesso sbaglio&quot;&amp;hellip; &quot;Ho paura di svenire&amp;hellip;&quot; &quot;Ho paura di perdere il controllo&amp;hellip;&quot; &quot;Ho paura di impazzire&quot; &quot;Paura di essere giudicato&amp;hellip;&quot; sono pensieri che creano tensione. Il primo attacco di panico (paura estrema, reazione innescata dalla percezione dei nostri sensi o da immagini mentali di tipo realistico o fantastico) viene all&#039;improvviso, in modo inaspettato (mentre si guarda la TV, al cinema o al ristorante..), senza una chiara situazione scatenante. Preoccupazione al pensiero di un nuovo attacco, preoccupazioni sulle conseguenze degli attacchi influenzano il proprio comportamento, portando il soggetto all&#039;evitare tutte le situazioni (viaggiare, usare trasporti pubblici, stare da solo, stare in mezzo alla folla, fare shopping in posti affollati, guidare&amp;hellip;) che potrebbero creare paura: inizia cos&amp;igrave; il proprio circolo vizioso e pi&amp;ugrave; si evita, pi&amp;ugrave; la nostra paura aumenta nell&#039;affrontare quella situazione; si tratta dell&#039;invalidante &quot;Paura della Paura&quot; che conduce la persona ad &quot;adattarsi&quot; alla situazione attraverso limitazioni e rinunce, volte a proteggerla dall&#039;eventualit&amp;agrave; dell&#039;attacco di panico, portandola ad aver problemi significativi nel lavoro, in famiglia e nel contesto sociale. Quando si comincia a parlare di disturbo di ansia generalizzato (DAG)? La caratteristica principale del disturbo di ansia generalizzato &amp;egrave; una eccessiva preoccupazione, che si verifica ogni giorno in relazione a diversi settori di vita (e.s.., lavoro, soldi, famiglia, salute). La preoccupazione deve essere vissuta come difficile da controllare e deve essere associata ad almeno 3 dei 6 sintomi tipici che includono insonnia, affaticamento, difficolt&amp;agrave; a concentrarsi, irritabilit&amp;agrave;, tensione muscolare e sonno disturbato. Per avere la diagnosi di DAG, la preoccupazione non deve essere esclusivamente centrata su una caratteristica di un altro disturbo (e.s., preoccuparsi di avere un attacco di panico, se l&#039;individuo soffre disturbi di panico) e deve condurre ad un disagio significativo o ad un calo di prestazione. Quali sono gli interventi della terapia cognitivo comportamentale? L&#039;Organizzazione Mondiale della Sanit&amp;agrave; (OMS) presenta un programma terapeutico, che spiega le abilit&amp;agrave; per superare i disturbi d&#039;ansia. Il programma terapeutico dell&#039;OMS rispecchia l&#039;intervento della terapia cognitivo comportamentale. La buona relazione terapeutica &amp;egrave; importamene per trasmettere e padroneggiare le tecniche, considerate scientificamente tra quelli pi&amp;ugrave; efficaci.  Sinteticamente illustro alcune fasi:  Fase 1. Identificare i disturbi d&#039;ansia. E&#039; la fase pi&amp;ugrave; importante. Chi soffre di ansia deve identificare i sintomi e le situazioni di disagio Fase 2. Identificare le situazioni o i luoghi che temi o che eviti. Chi ha avuto un attacco di panico al cinema, di solito evita di ritornarci. Chi soffre di fobia sociale evita di parlare in pubblico, chi soffre della paura del giudizio, evita di essere al centro dell&#039;attenzione. Chi &amp;egrave; agorafobica, evita posti affollati. Fase 3. Conoscere il proprio ritmo respiratorio. Senso di svenimento, tachicardia, mancanza d&#039;aria sono i sintomi dell&#039;ansia legati ad una iperventilazione. &amp;Egrave; opportuno conoscere come si respira in una situazioni di disagio Fase 4. Respirare lentamente e profondamente per controllare l&#039;ansia. Utilizzare la respirazione addominale. Inspirando lentamente per tre secondi, gonfiando la pancia e poi espirando per altri tre secondi molto lentamente. &amp;Egrave; una respirazione diaframmatica. Occorre esercitarsi pi&amp;ugrave; volte al giorno. Fase 5. Riconoscere il proprio pensiero negativo irrealistico. Sono pensieri che creano tensione, ansia come &quot; sono una stupida &amp;egrave; meglio che non parlo&quot; Paura di far brutta figura. &quot; Oh Dio cosa dico, cosa faccio&quot; Paura di perdere il controllo, paura di impazzire, paura di aver un infarto. Per renderci conto dei propri pensieri &amp;egrave; necessario annotarli. Fase 6. Identificare i pensieri e credenze negative (assunzioni e convinzioni disfunzionali).  Ad esempio: &quot; Se prendo la macchina. Mi verr&amp;agrave; un attacco di panico. &quot; Quando sento che il cuore batte velocemente, ho paura di avere un infarto. &quot; Se vengo criticato, allora vuol dire che non vado bene, c&#039;&amp;egrave; qualcosa di sbagliato in me. &quot; Se sto male, ho paura diperdere il controllo, di morire. &quot; Se sto male e svengo, ho paura di sembrare sciocco alle altre persone. &quot; Essere ansiosi &amp;egrave; segno di debolezza. Fase 7. Come cambiare il modo di pensare? Occorre farsi delle domande che confermano o contestano le proprie credenze disfunzionali. &amp;Egrave; difficile ma possibile. Occorre esercizio e pratica per cambiare il proprio modo di pensare. Una di queste domande pu&amp;ograve; essere: 1. Questo pensiero ha preso in considerazione sia i lati positivi che negativi? 2. Ho delle prove a favore del mio pensiero? 3. Questo pensiero &amp;egrave; per me fonte di serenit&amp;agrave; e benessere? 4. L&#039;origine del proprio pensiero &amp;egrave; legato ad esperienze personali o esperienze educative? Fase 8. Costruire i pensieri competitivi. per lavorare sui pensieri competitivi occorre riconoscere il proprio dialogo interno e l&#039; autostima Fase 9. Esposizione alle situazioni evitate . &quot; Cominciare ad esporsi dalla situazione pi&amp;ugrave; semplice &quot; Ripetersi i pensieri competitivi &quot; Mettere in atto la respirazione addominale &quot; Stai sempre nella situazione finch&amp;eacute; i tuoi livelli d&#039;ansia si abbassano, se abbandoni la situazione prima, quando l&#039;ansia &amp;egrave; ancora alta, proverai sollievo, ma la prossima volta che ti troverai nella stessa situazione l&#039;ansia sar&amp;agrave; ancora pi&amp;ugrave; alta. Fase 10. Registra i progressi. E&#039; importante annotare costantemente i progressi per poter vedere come le tecniche imparate sono di aiuto. Si pu&amp;ograve; dare una valutazione da 0 (non ansia) a 10 (massima ansia). L&#039;ansia si pu&amp;ograve; combattere, occorre aver coraggio guardare la paura in faccia e affrontarla. La paura affrontata diventa coraggio, la paura evitata diventa panico. Per qualsiasi informazione o consultazione scrivete alla seguente email: psicologastocchino@gmail.com  Bibliografia  Giorgio Nardone &quot; Non c&#039;&amp;egrave; notte che non veda il giorno&quot; TEA Milano 2003  Enrico Rolla &quot;Piacersi non piacere&quot; SEI Torino, 2006  Enrico Rolla &quot;Cos&amp;igrave; non mi piaccio&quot; Gribaudi, Milano 2005  Giberti - Rossi &quot; Manuale di Psichiatria&quot;. Piccin e Vallardi 1996  Masson Manuale Psicodiagnostico. Milano Giuffr&amp;egrave;  Murray M. T. &quot;Stress, ansia e insonnia&quot; . Como: Red 1996      Torna ai contenuti |  Torna al menu  Che Cos&#039;&amp;egrave; l&#039;Ansia   I disturbi d&#039;ansia pi&amp;ugrave; frequenti (secondo il Manuale Statistico e Diagnostico Dei Disturbi Mentali, DSM-IV; American Psychiatric Association, 1994) includono disturbo d&#039;attacco di panico con o senza agorafobia (PDA e PD, rispettivamente), fobia sociale, fobia specifica, disturbo ossessivo-compulsivo (DOC), disturbo d&#039;ansia generalizzato (DAG) e disturbo post-traumatico da stress (PTSD). L&#039;ansia &amp;egrave; una risposta fisiologica del nostro corpo a situazioni diverse quali: un colloquio, l&#039;esame all&#039;universit&amp;agrave;, parlare in pubblico, l&#039;attesa di un risultato, rivedere un vecchio amico e altri momenti. L&#039;ansia ci accompagna tutti i giorni nella nostra quotidianit&amp;agrave;: quante mamme sono ansiose per i propri figli ? Quanti alunni sono ansiosi durante l&#039;interrogazione? Quanti lavoratori sono ansiosi durante la valutazione dal loro capo? Non tutti hanno la stessa risposta. Eventi diversi determinano in ciascuna persona emozioni e pensieri differenti. L&#039;ansia &amp;egrave; un costrutto ipotetico, cio&amp;egrave; ciascuna persona non &amp;egrave; in grado di vederla ma &amp;egrave; in grado di sentirla attraverso i sintomi: a livello fisiologico (battico cardiaco, respiro accelerato, aumento della pressione, aumento della sudorazione&amp;hellip;), a livello comportamentale ( fuga o evitamento dalla situazione) ed a livello cognitivo verbale (paura di morire o di impazzire, paura di perdere il controllo, ..). L&#039;ansia fisiologicamente &amp;egrave; presente nel nostro organismo in quanto ha una funzione adattiva e di conservazione della specie. Ad esempio immaginiamo di entrare in casa e di sentire un rumore all&#039;interno di una stanza: &amp;egrave; un rumore intenso. Vediamo la risposta del nostro cervello: Il rumore corrisponde a pericolo. L&#039;informazione giunge al talamo e poi all&#039;amigdala1, cui seguono risposte di attacco o fuga. In questo momento , si producono alcune importanti modificazioni fisiologiche: . &quot; Il respiro accelera &quot; Il cuore aumenta la frequenza del ritmo cardiaco &quot; La sudorazione aumenta per regolare la temperatura del corpo &quot; La pressione sanguigna aumenta &quot; Il fegato, per fornire energia al corpo, libera zucchero nel sangue &quot; Lo stomaco si contrae. Il sangue deve irrorare altre aree &quot; Le gambe e braccia ottengono dal sangue pi&amp;ugrave; energia Il rumore percepito, all&#039;interno della stanza della propria casa, viene valutato dalla corteccia pre frontale che decide se il rumore sia solo una finestra che si &amp;egrave; aperta bruscamente per colpa del vento o un ladro che ci viene incontro. Queste informazioni ritornano all&#039;amigdala, permettendoci di adottare il comportamento pi&amp;ugrave; adeguato alla situazione. In alcuni casi, come quello delle fobie o attacchi di panico, le informazioni non vengono pi&amp;ugrave; decodificate correttamente dalla corteccia prefrontale che, non controllando pi&amp;ugrave; l&#039;amigdala, lascia che quest&#039;ultima reagisca in modo automatico e dia una risposta di paura anche in assenza di stimoli pericolosi per la nostra sopravvivenza. Le tecniche di neuro immagine ci permettono di comprendere cosa succede al nostro cervello quando si provano emozioni, come paura o gioia o quando si pensa. Ad esempio sono stati osservati in soggetti con trauma o con disturbo post traumatico da stress processi mentali anomali nonostante nell&#039;ambiente non fosse presente una minaccia o anche un semplice ricordo della situazione. Ai reduci della seconda guerra, che soffrivano del DPTS, al solo ricordo dell&#039;evento traumatico aumentava il flusso di sangue nella parte sinistra dell&#039;amigdala e al tempo stesso, aumentava la frequenza cardiaca e il tono muscolare. Se si induce un aumento del battito cardiaco in una persona che ha gi&amp;agrave; avuto una crisi di panico o d&#039;ansia generalizzata, si pu&amp;ograve; osservare l&#039;attivazione dell&#039;amigdala. Un importante aspetto condotto dalla terapia consiste nella rieducazione dell&#039;amigdala al fine di evitare che si attivi quando la pressione o il battito cardiaco aumentano per situazioni diverse da quelle legate alla paura reale. 1. l&#039;amigdala: centro emozionale del cervello, l&#039;amigdala ha il ruolo centrale di attivare le reazioni di paura. Le informazioni che l&#039;attraversano hanno uno stato emozionale Quando il livello di ansia &amp;egrave; tra il 40%- 60% la nostra mente lavora in modo ottimale. &amp;Egrave; importante avere questi livelli di ansia nel nostro organismo in quanto ci permettono di affrontare e riconoscere i pericoli. Quando i livelli ansia di sono superiori al 60% fino ad arrivare a 100% stiamo affrontando una crisi di panico (o ansia generalizzata) e le nostre prestazioni non sono pi&amp;ugrave; ottimali. In questo caso cominciamo a parlare di Ansia patologica (in quanto ci crea disagio e non riusciamo pi&amp;ugrave; ad essere spontanei e avere il controllo della situazione). Cosa crea Ansia o l&#039;Attacco di Panico? &amp;Egrave; il modo in cui ciascuna persona interpreta o legge l&#039;evento attraverso i propri pensieri. Le persone che soffrono di ansia o stress sono soggetti vulnerabili a manifestare crisi di panico o disturbi di ansia generalizzata. Pensieri negativi del tipo: &quot;non c&#039;&amp;egrave; la far&amp;ograve; mai&quot;.. &quot;Non riuscir&amp;ograve; a resistere&quot;&amp;hellip; &quot;Mi sta guardando, adesso sbaglio&quot;&amp;hellip; &quot;Ho paura di svenire&amp;hellip;&quot; &quot;Ho paura di perdere il controllo&amp;hellip;&quot; &quot;Ho paura di impazzire&quot; &quot;Paura di essere giudicato&amp;hellip;&quot; sono pensieri che creano tensione. Il primo attacco di panico (paura estrema, reazione innescata dalla percezione dei nostri sensi o da immagini mentali di tipo realistico o fantastico) viene all&#039;improvviso, in modo inaspettato (mentre si guarda la TV, al cinema o al ristorante..), senza una chiara situazione scatenante. Preoccupazione al pensiero di un nuovo attacco, preoccupazioni sulle conseguenze degli attacchi influenzano il proprio comportamento, portando il soggetto all&#039;evitare tutte le situazioni (viaggiare, usare trasporti pubblici, stare da solo, stare in mezzo alla folla, fare shopping in posti affollati, guidare&amp;hellip;) che potrebbero creare paura: inizia cos&amp;igrave; il proprio circolo vizioso e pi&amp;ugrave; si evita, pi&amp;ugrave; la nostra paura aumenta nell&#039;affrontare quella situazione; si tratta dell&#039;invalidante &quot;Paura della Paura&quot; che conduce la persona ad &quot;adattarsi&quot; alla situazione attraverso limitazioni e rinunce, volte a proteggerla dall&#039;eventualit&amp;agrave; dell&#039;attacco di panico, portandola ad aver problemi significativi nel lavoro, in famiglia e nel contesto sociale. Quando si comincia a parlare di disturbo di ansia generalizzato (DAG)? La caratteristica principale del disturbo di ansia generalizzato &amp;egrave; una eccessiva preoccupazione, che si verifica ogni giorno in relazione a diversi settori di vita (e.s.., lavoro, soldi, famiglia, salute). La preoccupazione deve essere vissuta come difficile da controllare e deve essere associata ad almeno 3 dei 6 sintomi tipici che includono insonnia, affaticamento, difficolt&amp;agrave; a concentrarsi, irritabilit&amp;agrave;, tensione muscolare e sonno disturbato. Per avere la diagnosi di DAG, la preoccupazione non deve essere esclusivamente centrata su una caratteristica di un altro disturbo (e.s., preoccuparsi di avere un attacco di panico, se l&#039;individuo soffre disturbi di panico) e deve condurre ad un disagio significativo o ad un calo di prestazione. Quali sono gli interventi della terapia cognitivo comportamentale? L&#039;Organizzazione Mondiale della Sanit&amp;agrave; (OMS) presenta un programma terapeutico, che spiega le abilit&amp;agrave; per superare i disturbi d&#039;ansia. Il programma terapeutico dell&#039;OMS rispecchia l&#039;intervento della terapia cognitivo comportamentale. La buona relazione terapeutica &amp;egrave; importamene per trasmettere e padroneggiare le tecniche, considerate scientificamente tra quelli pi&amp;ugrave; efficaci.  Sinteticamente illustro alcune fasi:  Fase 1. Identificare i disturbi d&#039;ansia. E&#039; la fase pi&amp;ugrave; importante. Chi soffre di ansia deve identificare i sintomi e le situazioni di disagio Fase 2. Identificare le situazioni o i luoghi che temi o che eviti. Chi ha avuto un attacco di panico al cinema, di solito evita di ritornarci. Chi soffre di fobia sociale evita di parlare in pubblico, chi soffre della paura del giudizio, evita di essere al centro dell&#039;attenzione. Chi &amp;egrave; agorafobica, evita posti affollati. Fase 3. Conoscere il proprio ritmo respiratorio. Senso di svenimento, tachicardia, mancanza d&#039;aria sono i sintomi dell&#039;ansia legati ad una iperventilazione. &amp;Egrave; opportuno conoscere come si respira in una situazioni di disagio Fase 4. Respirare lentamente e profondamente per controllare l&#039;ansia. Utilizzare la respirazione addominale. Inspirando lentamente per tre secondi, gonfiando la pancia e poi espirando per altri tre secondi molto lentamente. &amp;Egrave; una respirazione diaframmatica. Occorre esercitarsi pi&amp;ugrave; volte al giorno. Fase 5. Riconoscere il proprio pensiero negativo irrealistico. Sono pensieri che creano tensione, ansia come &quot; sono una stupida &amp;egrave; meglio che non parlo&quot; Paura di far brutta figura. &quot; Oh Dio cosa dico, cosa faccio&quot; Paura di perdere il controllo, paura di impazzire, paura di aver un infarto. Per renderci conto dei propri pensieri &amp;egrave; necessario annotarli. Fase 6. Identificare i pensieri e credenze negative (assunzioni e convinzioni disfunzionali).  Ad esempio: &quot; Se prendo la macchina. Mi verr&amp;agrave; un attacco di panico. &quot; Quando sento che il cuore batte velocemente, ho paura di avere un infarto. &quot; Se vengo criticato, allora vuol dire che non vado bene, c&#039;&amp;egrave; qualcosa di sbagliato in me. &quot; Se sto male, ho paura diperdere il controllo, di morire. &quot; Se sto male e svengo, ho paura di sembrare sciocco alle altre persone. &quot; Essere ansiosi &amp;egrave; segno di debolezza. Fase 7. Come cambiare il modo di pensare? Occorre farsi delle domande che confermano o contestano le proprie credenze disfunzionali. &amp;Egrave; difficile ma possibile. Occorre esercizio e pratica per cambiare il proprio modo di pensare. Una di queste domande pu&amp;ograve; essere: 1. Questo pensiero ha preso in considerazione sia i lati positivi che negativi? 2. Ho delle prove a favore del mio pensiero? 3. Questo pensiero &amp;egrave; per me fonte di serenit&amp;agrave; e benessere? 4. L&#039;origine del proprio pensiero &amp;egrave; legato ad esperienze personali o esperienze educative? Fase 8. Costruire i pensieri competitivi. per lavorare sui pensieri competitivi occorre riconoscere il proprio dialogo interno e l&#039; autostima Fase 9. Esposizione alle situazioni evitate . &quot; Cominciare ad esporsi dalla situazione pi&amp;ugrave; semplice &quot; Ripetersi i pensieri competitivi &quot; Mettere in atto la respirazione addominale &quot; Stai sempre nella situazione finch&amp;eacute; i tuoi livelli d&#039;ansia si abbassano, se abbandoni la situazione prima, quando l&#039;ansia &amp;egrave; ancora alta, proverai sollievo, ma la prossima volta che ti troverai nella stessa situazione l&#039;ansia sar&amp;agrave; ancora pi&amp;ugrave; alta. Fase 10. Registra i progressi. E&#039; importante annotare costantemente i progressi per poter vedere come le tecniche imparate sono di aiuto. 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			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-08-29T23:25:16+02:00">August 29, 2026</abbr>
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		</description>
			<category>Attacchi di panico, Ansia generalizzata </category>
	</item>
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		<guid>http://www.reteimprese.it/pro_A11760B101431</guid>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 23:25:16 +0200</pubDate>
		<title>la stagione dell&amp;#039;ansia corso esperenziale - </title>
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la stagione dell&#039;ansia  Eventi con Stefania Stocchino      ANSIA, ATTACCHI di PANICO E STRESS   L&#039;Ansia e Attacchi di panico quando diventano un problema e quali sono gli interventi efficaci   ...mi sento tesa come una corda di violino, costantemente in ansia e incapace di rilassarmi. Alcune volte l&#039;ansia arriva e sparisce rapidamente, altre volte pu&amp;ograve; durare per giorni. Mi preoccupa cosa cucinare per cena, o cosa regalare in occasione di una festa. Se mia figlia ritarda anche solo dieci minuti, inizio ad agitarmi e penso subito alle cose peggiori, pi&amp;ugrave; i minuti passano e pi&amp;ugrave; la mia ansia aumenta, non resisto e la chiamo al cellulare&quot;.  L&#039;ansia ci accompagna tutti i giorni nella nostra quotidianit&amp;agrave;: quante mamme sono ansiose per i propri figli ? Quanti alunni sono ansiosi durante l&#039;interrogazione? Quanti lavoratori sono ansiosi durante la valutazione dal loro capo? Non tutti hanno la stessa risposta. Eventi diversi determinano in ciascuna persona emozioni e pensieri differenti.  Quale terapia &amp;egrave; efficace? Il disturbo di ansia generalizzata viene comunemente trattato con i farmaci, ma ci sono prove scientifiche che dimostrano l&#039;efficacia della terapia cognitivo comportamentale. La persona impara ad identificare ed a modificare i propri pensieri negativi e le proprie convinzioni, acquisisce delle tecniche per controllare le proprie preoccupazioni e per gestire le risposte somatiche.   Gli incontri sono 5. Uno alla settimana della durata di due ore. Orario h. 20:30.  I INCONTRO: Fase psicoeducazionale e Motivazionale. Obiettivi da raggiungere .  Proponimenti per vincere l&#039;ansia. Esercitazione  II INCONTRO: Pensieri, comportamenti ed emozioni. Come funziona la nostra mente e  come gestirla. Esercitazione pratica  III INCONTRO: Rilassamento Muscolare graduato di Jacbson e Respirazione  Diaframmatica. Esercitazione  IV INCONTRO: Esposizione enterocettiva ed Esposizione in Immaginazione. Esercitazione  V INCONTRO:Confronto dei risultati ottenuti e installazione delle risorse positive. Esercitazione   Per iscriversi contattare il n. 3406209936 oppure inviare un fax con i vostri dati 0115501259 o scrivere email stefania.stocchino@libero.it
			<span class="price">EUR 0.00</span>
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			<category>Attacchi di panico, Ansia generalizzata </category>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 23:25:16 +0200</pubDate>
		<title>BIOOFEEDBECK - </title>
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&amp;egrave; UNO STRUMENTO UTILIZZATO INSIEME ALL&amp;#39;APPROCCIO COGNITIVO COMPORTAMENTALE. IL SUO UTILIZZO &amp;egrave; INDICATO SOPRATTUTTO PER PROBLEMI PSICOSOMATICI QUALI: DOLORE CRONICO, IPERTENSIONE ARTERIOSA CAUSATA DA FORTE STRESS O TENSIONE, CEFALEE, BRUXISMO, DEFICIT DI ATTENZIONE NEI BAMBINI, PER MIGLIORARE CONCENTRAZIONE E ATTENZIONE E ALTRE INDICAZIONI
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-08-29T23:25:16+02:00">August 29, 2026</abbr>
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			<category>tecniche e strumenti </category>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 23:25:16 +0200</pubDate>
		<title>EMDR - </title>
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L&amp;#39; EMDR ,  Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i Movimenti Oculari , &amp;egrave; un metodo  psicoterapico per il trattamento delle condizioni di  disagio emotivo e  stress legati a diversi  eventi traumatici. L&amp;#39; EMDR &amp;egrave; un  approccio incentrato sul paziente che facilita il meccanismo di  autoguarigione , stimolando l&amp;#39; elaborazione delle informazioni nel suo  cervello . L&amp;#39;EMDR sembra avere un effetto diretto sull&amp;#39;attivit&amp;agrave; cerebrale e utilizza il processo che avviene naturalmente durante i sogni o il sonno REM (Rapid Eye Movement). Il modello dell&amp;#39; EMDR riconosce la componente fisiologica delle difficolt&amp;agrave; emotive ed affronta in modo sistematico gli  stati emotivi , le  convinzioni negative , le  sensazioni fisiche che ne derivano e altri sintomi disturbanti. L&amp;#39; EMDR &amp;egrave; un metodo terapeutico che si basa sulla fisiologia cerebrale e aiuta le persone a sentire il  ricordo di esperienze traumatiche in modo nuovo e  meno disturbante
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-08-29T23:25:16+02:00">August 29, 2026</abbr>
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			<category>tecniche e strumenti </category>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 23:25:16 +0200</pubDate>
		<title>TECNICHE COGNITIVE COMPORTAMENTALI - </title>
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La terapia cognitivo comportamentale (TCC) pu&amp;ograve; aiutarvi a gestire problemi ritenuti opprimenti, suddividendoli in parti pi&amp;ugrave; piccole. Ci&amp;ograve; rende pi&amp;ugrave; facile capire come sono collegati e come influiscono sulla vostra vita. Gli elementi da valutare sono: pensieri  emozioni  sensazioni fisiche  azioni Ciascuna di queste aree pu&amp;ograve; influenzare le altre. Il modo di considerare un problema o una situazione della vita quotidiana pu&amp;ograve; influire su come vi sentite fisicamente ed emotivamente. Pu&amp;ograve; anche alterare il modo di agire in relazione al problema stesso.
			<span class="price">EUR 0.00</span>
			<abbr class="dtexpired" title="2026-08-29T23:25:16+02:00">August 29, 2026</abbr>
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			<category>tecniche e strumenti </category>
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