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Backstage photography


Le riprese di backstage devono essere rigorosamente realizzate senza interferire nello svolgimento delle azioni. Importantissimo è anche mettere a proprio agio i protagonisti con un comportamento cordiale e amichevole da parte del fotografo. Solo in questo modo si ottengono immagini reali e veritiere che raccontano fedelmente i fatti. In questa foto il trombettista jazz Paolo Fresu controlla i parametri del suono attraverso il software di registrazione audio, mentre, in secondo piano, Ornella Vanoni e Mario Lavezzi discutono con il tecnico dello studio di registrazione la scaletta del pomeriggio di lavoro per l’incisione di un brano.


Mattina presto. Teresa Mannino e Raoul Bova ripassano e concordano gli ultimi dettagli con il regista Daniele Luchetti prima di girare lo spot Tre. Durante questo tipo di riprese vengo catapultato nel mio liquido amniotico e mi esprimo al meglio, perché il cinema rappresenta la mia genesi, il brodo primordiale che ha generato in me l’istinto di fotogiornalista purosangue. Conoscere i ritmi, i segreti dei direttori della fotografia, e i principi del montaggio cinematografico ci ha permesso di sviluppare tecniche di ripresa che ci consentono di raccontare gli eventi come fossero dei cortometraggi d’autore.


Durante le riprese del backstage delle sfilate di moda bisogna essere abili a interpretare le luci necessarie al make-up artist e all’air-stylist, che non sempre sono posizionate come necessiteremmo noi fotografi. Non è un compito facile, ma un abile fotogiornalista deve essere capace di ottenere immagini di alto impatto con qualsiasi condizione di luce rispettando le esigenze dalla troupe responsabile della preparazione delle modelle. Questo controluce ne è un chiaro esempio!


Eccoci impegnati sul campo mentre la troupe cinematografica sta girando una scena. E’ interdetta al fotografo tutta l’area del campo di ripresa e è vietato scattare per non rovinare le riprese audio con il rumore dell’otturatore. Io però, grazie a un teleobiettivo, ho calcolato le distanze utili per realizzare una serie di fotografie tratte dalla vera ripresa e non sfruttando i momenti di prova: in questo modo ho potuto ritrarre tutta la troupe al lavoro ottenendo un'immagine realmente vissuta.


Il regista Alessandro D’Alatri, vincitore di due David di Donatello, studia un’inquadratura. E’ una fotografia eloquente che rappresenta un gesto fondamentale di chi deve comunicare attraverso le immagini, siano esse riprese cinematografiche, dipinti o fotografie. Nella foto è evidente la nostra acutezza nel valutare la giusta posizione e nel comporre l’inquadratura, come sempre rapidamente, senza permettere all’istante di fuggire.


Al termine della conferenza di presentazione di EXPO 2015, il sindaco di Milano Pisapia si concede ai media. A noi interessava non tanto un suo primo piano quanto documentare lo spiegamento di operatori e giornalisti, per rendere fedelmente la pressione alla quale sono sottoposti i personaggi pubblici durante le interviste conclusive dei loro interventi. Idea quanto mai azzeccata e inquadratura molto ben composta nonostante le gomitate e le sovrapposizioni improvvise dei colleghi presenti. Se questo non è vero fotogiornalismo…


Durante la giornata di ogni matrimonio esistono dei momenti particolari e uno di questi è senz’altro quel misto di intimità e tiepida attesa che è la preparazione della sposa. Nessuno sarà mai in grado di percepire effettivamente il suo stato d’animo, ma al fotogiornalista spetta il ruolo di testimone silenzioso e di narratore di questi istanti tanto preziosi, che sono gli ultimi da single di questa donna che a breve diverrà moglie.


Festival del Circo di Montecarlo, un attimo prima della loro esibizione. Due ragazzi della troupe russa si avvicinano, si abbracciano e si scambiano baci. Sono innamorati. Poter assistere a momenti tanto dolci è uno dei privilegi riservati a chi, come noi, ha avuto l’onore di essere ingaggiato come fotografo ufficiale nel backstage di questo memorabile spettacolo.
Questa è l’immagine che noi abbiamo l’onore di mostrarvi.


Milano Fashion Week. La stilista Chiara Boni supervisiona la scena e perfeziona gli ultimi dettagli prima dell’apertura al pubblico delle sue ultime creazioni, un omaggio al maestro Fontana. Il tocco dell’artista, la sapienza della maestria, la sensibilità e la capacità di trasmettere emozioni di noi di Ray Clever.


Chi ha detto che il backstage degli eventi legati al mondo della moda propone solo déjà vu? Saper aspettare, lasciare scorrere il tempo, osservare attentamente, fare un passo indietro per cercare un punto di vista migliore, inquadrare, regolare l’esposizione, attendere un secondo finché la modella è in posizione favorevole e infine scattare. Questa era l’immagine che cercavo e questo è ciò che ho realizzato. Tre persone, tre diversi stati d’animo, due piani focali, una postproduzione morbida, al confine del romanticismo.
Siamo fotogiornalisti e abbiamo una marcia in più.