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La stipsi non si combatte con lassativi, ma con la dieta

In Italia il 46, 3% delle donne soffre di problemi di transito intestinale

La stipsi , di cui soffrono almeno otto milioni d'italiani, di cui due terzi donne, non si combatte con lassativi, ma con una dieta ricca di fibre.

Si può parlare di stipsi quando:

· la frequenza delle evacuazioni è ridotta ( meno di 3 volte a settimana );

· le feci sono eccessivamente disidratate e/o di scarso volume;

· si prova dolore nell'evacuazione;

· si compie uno sforzo eccessivo per evacuare;

· si ha la sensazione di un'evacuazione incompleta;

· si ha la necessità di ricorrere a lassativi o clisteri per arrivare ad evacuare con regolarità.

Quando la costipazione intestinale non è legata a qualche specifica patologia (ostruzione intestinale, neoplasie, malattie neurologiche, colon irritabile, diverticolosi, ecc) le cause possono essere molteplici, eccone alcune: regime alimentare squilibrato, alterazione della flora intestinale, carenze vitaminiche e minerali, debolezza muscolare (gravidanza, sedentarietà), insufficiente attività epatica, patologie dolorose dell'ano (emorroidi e fissurazioni), alcuni farmaci, ansia e stress, problemi emozionali, viaggi, mancanza di un'adeguata quantità d'acqua, intolleranza al latte di mucca (stipsi spastica).

"la malattia inizia nel colon"

Quest'affermazione è molto importante se si pensa che il ristagno di feci nell'intestino alla lunga crea depositi lungo le pareti tali da impedire l'assorbimento di elementi nutritivi fondamentali quali vitamine e minerali, causando l'infiammazione della parete intestinale con presenza di spasmi e dolore, malassorbimento e disturbi nei più disparati distretti organici.

Nei fatti, una stipsi importante può comportare intossicazione per assorbimento da parte dei capillari e del sistema linfatico di batteri e di numerose sostanze di rifiuto presenti normalmente nelle feci, causando sintomi da intossicazione: cefalea, tensione addominale, flatulenza, inappetenza, lingua patinata, alito pesante, attacchi emorroidali, ecc.

L'utilizzo frequente di lassativi, siano essi d'origine chimica o naturale, è in ogni caso da evitare per via degli effetti collaterali o indesiderati provocati. Inoltre tali rimedi non risolvono mai veramente il problema alla radice ed hanno solo un effetto sintomatico. Con il più il rischio di trovarsi, dopo anni di assunzione di tali sostanze, con vere e proprie patologie del colon e della mucosa e l'impossibilità di ripristinare evacuazioni normali avendo oramai perso la normale tonicità dell'intestino.

A questo scopo è fondamentale ripristinare corrette abitudini alimentari e di vita, oltre che imparare ad ascoltare il proprio intestino.

Punto di partenza: la dieta

L'alimentazione è senza dubbio il punto di partenza. La maggior parte delle persone consuma cibi raffinati, alimenti industriali, zucchero in eccesso e bevande gassate in sostituzione dell'acqua naturale.

Per fronteggiare la stitichezza cronica è invece importantissimo aumentare l'assunzione di fibra alimentare. In modo da arrivare ad almeno mezzo grammo per ogni chilogrammo di peso corporeo, in media 40 - 50 g di fibra al giorno per adulto. A contrastare la stipsi sono sia le fibre solubili che quelle insolubili.

Le fibre sono le parti indigeribili nella nostra alimentazione quotidiana, ossia materie che non potendo passare nel sangue dall’intestino, vengono espulse giornalmente con le feci.
Un regolare e sufficiente apporto di fibre concorre in modo decisivo al benessere generale e alla salute intestinale.

L’apporto Ideale di fibre (secondo Ulf Bhoming) è di 40-50 g al giorno .
Se la quantità è inferiore, si verifica facilmente l’insorgenza, col tempo, di malattie caratteristiche dei paesi «civilizzati», causate da carenza di fibre, quali:

  • la stipsi cronica
  • la diverticolite
  • le emorroidi
  • il cancro dell’ intestino
  • calcoli biliari
  • ipertensione
  • arteriosclerosi
  • diminuzione generale della capacità di disintossicazione, e tendenza generale al cancro.

Come è emerso da ricerche sulle abitudini alimentari dei paesi industrializzati, la quantità ideale (che non corrisponde alla dose raccomandata giornaliera in questo caso) di fibre nella dieta non viene praticamente mai raggiunta, se non in gruppi consapevoli della necessità di un regime di vita ben regolato. Nei centri urbani degli Stati Uniti e d’Europa, si consumano giornalmente meno di 20 g di fibre pro capite, mentre nelle campagne se ne consumano 30 g. In passato, i dati erano più confortanti: un secolo fa il vitto quotidiano della popolazione europea conteneva mediamente la quantità ideale di 40g di fibre.

L’aumento delle malattie “da civiltà” e in particolare anche della stipsi cronica è un chiaro esempio delle mutate abitudini alimentari.

Una quantità di fibre che superi i 50g è superflua; dosi maggiori possono risultare addirittura nocive, bloccando l’assorbimento delle sostanze nutritive.

Le fibre provengono praticamente soltanto dai vegetali; si può quindi provvedere alla giusta quantità di alimenti vegetali nella dieta quotidiana di fibre necessarie.

45 g di fibre corrispondono:

· 450 g di cereali integrali, o

· 600 g di pane integrale, o

· 500 g di lamponi, more, ribes, uva spina, o

· 1200 g in media di verdure e frutta.

Nella lavorazione della farina bianca vengono eliminati con le fibre la crusca e gli strati superficiali del chicco di grano; ne consegue che per assumere la quantità giornaliera necessaria di fibre (45 g) bisognerebbe consumare 4 kg di pane bianco o un 1 kg abbondante di pane misto. Il pane misto di frumento o segale è un’alternativa possibile.

Numerosi sono gli alimenti che presentano spiccate proprietà regolatrici a livello intestinale, tra questi tutti i cereali integrali e biologici (in particolare orzo, avena, riso, pane integrale), minestre, zuppe (in particolare la zuppa di miso, svolge un'efficace azione di ripristino della flora intestinale), legumi (nel caso di flatulenza possono essere passati), ortaggi a foglia verde (soprattutto porri e cavoli), infine frutta fresca e cotta (kiwi, cachi, fichi, prugne secche e mele cotte).

Anche gli oli di oliva e di semi biologici e spremuti a freddo hanno proprietà lubrificanti e lenitive, tra questi vanno segnalati soprattutto l'olio extravergine d'oliva e l'olio di lino. Quest'ultimo svolge anche un effetto antinfiammatorio sulla mucosa intestinale.

Molto efficace è anche bere molta acqua (almeno 1, 5 litri al dì) , in particolare il mattino a digiuno. In ogni caso preferire alimenti freschi e cucinati da poco, masticare bene e consumare i pasti in un'atmosfera serena, senza fretta e soprattutto cenare almeno due ore prima di coricarsi.

Spesso un'igiene di vita adeguata è sufficiente per riportare il transito intestinale alla normalità.

Si tratta solo di ristabilire il ritmo naturale, fisiologico dell'organismo e questo richiede un'attenzione adeguata ai nostri ritmi generali di vita.

Un valido aiuto può venire dalla sinergia di alimenti naturali noti da secoli nella tradizione erboristica e tutt’oggi riconosciuti per il loro contributo alla salute dell’intestino e al benessere generale:

· Fibra di avena sativa : aiuta ad assorbire in parte l’acido gastrico in eccesso, previene la formazione di gas ed è priva di glutine.

· Fibra di barbabietola, Beta vulgaris : contiene betaina che:
1. aiuta la colina nella decomposizione dei grassi in eccesso nel fegato
2. provvede alla costante ricostruzione di metionina, che è responsabile della costante disintossicazione del fegato.

· Fiori di camomilla Matricaria chamomilla : riduce lo stress a carico dello stomaco e del duodeno e può calmare le infiammazioni delle mucose, riduce le fermentazioni.

· Finocchio foeniculum vulgare : tonifica e stimola la mucosa gastro-intestinale a produrre delle sostanze che scompongono ed espellono le bolle di gas.

· Fiori di ibisco Hibiscus sabdariffa : hanno un effetto “isosmotico” cioè assorbono i liquidi nell’intestino e aumentano il volume delle feci.

· Fiori di arancio Citrus sinensis : tonificano e prevengono la fermentazione anormale dei cibi causate da inerzia dello stomaco e dell’intestino.

· Prezzemolo Petroselinum crispum foglie : utile per bloccare la formazione di gas gastro-intestinali.

· Mentha piperita foglie : riduce l’ipersensibilità della mucosa gastrica grazie al mentolo che una volta assimilato dall’intestino, quando viene espulso dal fegato sviluppa un effetto depurativo; ha un’azione disinfettante perché riduce la formazione abnorme di prodotti di decomposizione nello stomaco, elimina le flautolenze.

STIPSI E GRAVIDANZA Moltissime donne, durante la gravidanza, lamentano problemi di stitichezza, anche se non ne hanno mai sofferto prima. La condizione è dovuta principalmente a due fattori: il progesterone che aumenta durante la gravidanza agisce rilassando la muscolatura liscia dell’intestino, e l’ingrandimento dell’utero, che va a comprime il colon retto, causando a volte anche la comparsa di ragadi o emorroidi.

La manifestazione della stipsi in gravidanza implica un rallentamento dell’attività intestinale che dà luogo a cefalea, gonfiore, pesantezza e a vero e proprio dolore addominale, che peggiora la qualità della vita in quel periodo, anche perché generalmente tende ad intensificarsi mese per mese.

Il trattamento della stipsi in questo caso si deve basare in prevalenza su accorgimenti dietetici e attività fisica , in quanto i rimedi farmacologici possono avere controindicazioni per il feto. Per tale motivo la dieta va arricchita di acqua e fibre vegetali e occorre non lasciarsi impigrire mantenendo una moderata attività fisica quotidiana, a cui si possono unire esercizi per la muscolatura del pavimento pelvico che sono da effettuarsi sotto controllo medico.

Trattamento fitoterapico

Fitocomplessi ad azione stimolante

Questi fitocomplessi risultano molto utili in caso di stipsi acuta. Agiscono stimolando la motilità intestinale (peristalsi) e il loro effetto si realizza nell'arco di 8-12 ore dall'assunzione.

Le principali droghe di questo tipo sono:

SENNA
ALOE
CASCARA
FRANGULA
RABARBARO

Fitocomplessi formanti massa

Questi fitocomplessi trovano impiego in caso di intestino pigro o nella stipsi cronica poiché consentono di rieducare l'alvo intestinale. Sono rappresentati da prodotti di natura polisaccaridica a vario contenuto di fibre solubili o insolubili non digeribili che agiscono aumentando la massa fecale e rendendola più morbida grazie alla loro capacità di assorbire acqua all'interno dell'intestino e rigonfiarsi. Possono essere utilizzati per lunghi periodi di tempo e affinchè la loro azione si espleti nel miglior modo possibile devono essere assunti con un'adeguata quantità di acqua.

SEMI DI PSILLIO

SEMI DI LINO

GLUCOMANNANO
MALVA ( grazie al suo elevato ocntenuto in mucillagini svolge anche un'azione emolliente e lenitiva della mucosa intestinale

Fitocomplessi ad azione osmotica e lubrificante

Si tratta di fitocomplessi ricchi di sostanze zuccherine e di acidi organici che agiscono richiamando acqua all'interno dell'intestino e aumentando così l'idratazione della massa fecale e favorendo lo scorrimento delle feci.

Grazie alla loro azione delicata sono adatte all'uso nei bambini, negli anziani, in gravidanza e in allattamento.

TAMARINDO
MANNA

Per concludere, il sintomo stipsi è un invito alla riflessione sul proprio "ritmo personale" e sul "trattenere" qualcosa che avrebbe bisogno di essere lasciato andare liberamente. E' un invito a prendere contatto con se stessi e a chiedersi cosa c'è che non va. Il colon è strutturato in modo da liberarsi del suo contenuto regolarmente, pertanto quando compare una stitichezza cronica la prima cosa da fare è chiedersi se non sia il caso di correggere qualcosa nel nostro quotidiano.

http://www.erboristeriarcobaleno.com/stitichezza.html

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