Studio di Ingegneria Civile - Ingegnere Antonio Gullotta
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Irpef prima casa

Nonostante l'abolizione dell' ICI sulla prima casa, avvenuta ormai nel 2008, la pressione fiscale sugli immobili e' destinata a crescere inesorabilmente e la casa, assunta a simbolo della riduzione delle tasse dall'attuale Governo, diventa in realta' una delle vittime principali dei recenti tagli.

Irpef su prima casa Infatti il testo della Manovra Finanziaria da 48 miliardi di euro per il 2011, recentemente licenziata alla Camera, con i pesanti tagli introdotti, resisi necessari per salvare i conti pubblici e riequilibrare il bilancio dello stato rispetto a quanto richiesto dall'Europa, non finisce di riservare sgradevoli sorprese per i contribuenti.

L'ultima notizia emersa è che la riduzione delle detrazioni e deduzioni spettanti per la casa comporterà il ritorno in vigore del pagamento dell' Irpef sulla prima casa , eliminando definitivamente, di fatto, l'illusione di una no tax area sulla casa.

Infatti tra le agevolazioni colpite c'è anche la riduzione della deduzione integrale della rendita catastale della prima casa, del 5% nel 2013 e del 20% nel 2014.
La rendita catastale è una tariffa d'estimo per gli immobili, stabilita in base al numero dei vani, rivalutata del 5% che, attualmente, grazie ad una norma introdotta nel 2001 , non concorre a formare l'imponibile Irpef, almeno per gli immobili destinati ad abitazione principale e per le relative pertinenze.

La progressiva riduzione di questa deduzione comporterà però che i proprietari, al momento della compilazione della dichiarazione dei redditi, dovranno sommare al proprio imponibile anche il 20% della rendita catastale , e questa tassazione andrà a colpire oltre 24 milioni d'italiani, proprietari di case, assottigliando l'agevolazione che, attualmente, ha un valore medio di 126, 8 euro.

L' associazione per la legalità e l'equità fiscale Lef , che ha reso noto il dato, ha analizzato gli effetti che dovrebbero avere queste misure sui contribuenti italiani, evidenziando che esse andranno ancora una volta a colpire soprattutto i redditi medio-bassi, in particolare quelli fino a 20.000 euro.
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