Bio-Ecological Architecture Workshop
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Il trullo

TRULLO

I primi trulli risalgono al 1550 d.c. e vengono concepiti come evoluzione naturale della meno durevole e più fragile capanna di frasche. Relativamente recente, ma primitiva dal punto di vista tecnologico, l’abitazione unifamiliare è destinata ai contadini ed è stata concepita per essere realizzata o smontata facilmente e in breve tempo. Per questo motivo si può dire che si tratti di una tipologia di architettura ecologica.
La tecnica costruttiva primordiale, nella sua semplicità, è molto funzionale e notevole dal punto di vista bioclimatico; la disposizione degli ambienti è concepita a misura del tipo di abitante; l’utilizzo di materiali naturali sani e igienici, inoltre, consente proprio di classificare l’edificio come pienamente biocompatibile.
L’edificio è completamente realizzato in pietra posata a secco - cioè senza l’uso di una malta di allettamento - e il materiale lapideo è di provenienza locale, riducendo così il consumo energetico dato dal trasporto. Le pietre vengono accatastate con pianta circolare ed un’altezza di circa 2, 30 m, al termine della quale i cerchi di pietre incominciano ad avere raggio minore, rastremandosi gradatamente fino a chiudere la cupola con una pietra sommitale.
La muratura portante è abbastanza spessa e le pietre accatastate formano cavità con aria ferma: l’inerzia termica della parete così costituita è tale da non consentire al calore estivo di entrare per tutto il corso della giornata; si consideri anche che non vi sono praticamente aperture se non l’ingresso e, nella forma più evoluta di trullo, una piccola finestra ed un portoncino sul retro che permette l’accesso all’orto privato e al pollaio. All’interno una stanza unica ospita un camino per il riscaldamento invernale e per la cottura degli alimenti e, sempre in una forma leggermente più evoluta, si possono trovare piccole alcove, ovvero stanzette per riposare, separate dall’ambiente principale con tende. La forma più evoluta di trullo parte da una pianta quadrata ed imposta sugli angoli una cupola costituita sempre nello stesso modo e poi, in taluni casi, l’abitazione viene realizzata affiancando diverse unità, ovvero diversi ambienti simili sempre coperti con la cupola di pietra. La struttura così composta è anche antisismica.
I canali e le grondaie vengono realizzati in pietra e il manto di copertura delle cupole è costituito da “chiancole”, ovvero da elementi lapidei piatti sovrapposti sempre posati a secco. Data la pendenza della cupola il manto non necessita di guaine impermeabilizzanti.
Il trullo viene poi rifinito all’interno e all’esterno con un intonaco a base di calce naturale e viene imbiancato mediante calce bianca, con proprietà disinfettanti.
Gli orizzontamenti sono generalmente due. Partendo dalla fondazione, sotto al livello del terreno, viene realizzata una cisterna, proprio al centro dell’ambiente principale, scavata nella viva roccia per una profondità di 5-6 m ed una larghezza di 2-3 m (serve a raccogliere le acque piovane per un successivo riutilizzo): essa viene ricoperta con una volta in pietra. Un secondo orizzontamento viene realizzato nell’ambiente principale: sovente infatti esso viene soppalcato con travi e tavole di legno, creando un magazzino per derrate alimentari.
La costruzione semplice racchiude quindi in pochi spazi un angolo cottura/camino per riscaldamento, uno o più vani letto per il riposo, un pozzo per raccogliere l’acqua dalla cisterna, un soppalco-magazzino ed un ambiente principale per lo svolgimento di ogni attività che non sia il lavoro nei campi. Il tutto è ottenuto con un ambiente unico, caratterizzato da una temperatura pressoché costante, robusto, durevole e bioecologico.

RIF: Giuseppe Maraffa, 2003, “Storia dei trulli di Alberobello”, PO.GRAF.
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