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La villa di katsura

VILLA DI KATSURA

Tra il 1615 e il 1663 viene costruita e conclusa (all’incirca con la configurazione che è rimasta fino ad oggi) la villa imperiale di Katsura in Giappone. Si tratta di un complesso di edifici, circondato anche da un giardino tipico, che racchiude nelle sue forme ed espressioni architettoniche buona parte della cultura tradizionale giapponese. La villa di Katsura, essendo stata rimaneggiata nel tempo, è anche espressione di differenti linguaggi e tecniche architettoniche che si sono avvicendati nella società nipponica nei secoli successivi alla sua costruzione.
La residenza tradizionale giapponese è realizzata completamente in legno, ad eccezione di una fondazione in pietra. Le travi del basamento (il pavimento interno è rialzato rispetto al livello del terreno) si appoggiano su alcune pietre di fondazione, lasciando piccoli varchi regolari tra il terreno e la struttura lignea, che hanno lo scopo di ventilare lo spazio tra il terreno e il piano interno.
I due stili fondamentali che si erano consolidati nella tradizione medievale e post-medievale sono entrambi presenti nella villa: si tratta dello shoin zukuri (tipico delle residenze dei samurai) e dello sukiya zukuri (con caratteri meno formali e più flessibili, tipico delle residenze della borghesia). La villa incarna la tendenza che vedeva la fusione dei due stili nella realizzazione di abitazioni distanti dalla residenza principale, destinate ad accogliere attività esclusivamente spirituali.
Il complesso residenziale è costituito da quattro principali edifici disposti vicino ad un lago con una conformazione planimetrica “ a stormo di oche in volo ” con il preciso scopo di creare delle aperture che permettano il passaggio di aria e luce. Le costruzioni vengono allineate su uno stesso asse, presentano la medesima angolatura e sono progressivamente sfalsate rispetto all’asse fino all’annullamento di ogni simmetria e centralità.
Considerabile come la massima espressione della tradizione architettonica classica giapponese, l’ Antico Shoin di Katsura presenta ambienti adiacenti tra loro basati sul modulo omogeneo del pavimento in tatami e divisi da porte scorrevoli: le semplici linee orizzontali e verticali articolano quindi un unico spazio variabile (a seconda di come vengono posizionate le pareti scorrevoli) che pare espandersi all’infinito. La costruzione si basa essenzialmente su tatami e fusuma e, prima nel Medio Shoin e poi nel Nuovo Goten , arriva lentamente ad assumere forme sempre più articolate, decorazioni più importanti, assemblaggi e sovrapposizioni di mensole e scansie. Per le finiture interne vengono utilizzate anche diverse essenze pregiate di legni.

L’uso sapiente ed espressivo di materiali naturali (quali legno, paglia, tessuti, carta di riso, pietra, acqua, etc.) raggiunge in questi edifici una qualità architettonica bioecologica estrema. Lo studio progettuale, essendo finalizzato ad una residenza imperiale, ha raggiunto alti livelli, riuscendo a coinvolgere diversi aspetti architettonici in un armonioso insieme di forme e spazi: si pensi (ad esempio) alla semplicità e purezza degli arredi, alla funzionalità di una pianta flessibile, all’uso di materiali naturali, al dialogo tra architettura e natura e alla compenetrazione di ambienti esterni ed interni, alla creazione di visuali verso su un giardino progettato allo stesso livello degli spazi abitativi, al sistema costruttivo perfettamente conservato nei secoli e sublime nella sua semplicità strutturale (travi in legno massiccio finemente squadrate) e distributiva (modularità), alla bellezza ed armonia delle decorazioni parietali e della posizione di aperture, alla perfetta rispondenza e congruenza tra i locali realizzati e l’attività che si prevedeva di svolgere al loro interno, al sapiente uso dei colori.
Nella villa di Katsura si possono vedere ed ammirare realizzazioni di una perfezione artigianale assoluta, si può capire come l’architettura realizzata con materiali essenzialmente di origine vegetali (o di origine animale come la seta) possa esprimersi anche con finiture di pregio ed ambienti vasti ed austeri. L’uso di materiali quali pietra o legno è valorizzato dalla sapiente posa in opera e anche dalla precisa progettazione, che tiene conto di ogni vista; l’architettura, infatti, deve essere pensata in tre dimensioni e deve avere la stessa valenza stilistica ed espressiva da qualsiasi parte e da qualsiasi scorcio la si osservi.
Soluzioni di arredamento si sposano con particolari architettonici originali: l’idea di sopraelevare il piano terreno consente in alcune stanze la creazione di buchi nel pavimento; tali aperture possono essere finalizzate, ad esempio, alla realizzazione di un focolari aperti al centro degli ambienti.
Le falde dei tetti sono ricoperte da scandole di legno ed hanno una struttura elegantemente ricurva; in altri padiglioni sono invece in paglia con orditura in legno massicicio. Non vi sono gronde e pluviali ed il tetto è rifinito sul bordo sempre con il legno: è previsto che l’acqua dalle falde cada direttamente a lato dell’abitazione e venga assorbita nel terreno tramite uno strato di acciottolato, realizzato come bordo del porticato che circonda tutto il perimetro.

Il giardino zen è complemento essenziale di questa architettura e al suo interno si trovano diverse piante ornamentali sapientemente disposte, specchi d’acqua, ponti dalle forme straordinariamente pure costituiti da un’unica pietra (lunga anche più di due metri) scolpita in modo da formare un leggero arco, lanterne in pietra, sentieri in acciottolato o lastre di pietra, recinzioni in bambù.
Le case in legno moderne dovrebbero attingere anche da questa esemplare tradizione e la formazione delle maestranze artigianali dovrebbe recuperare e fare propria la conoscenza tramandata nei secoli per il corretto utilizzo del legno, consentendo così la realizzazione di nuove abitazioni bioecologiche che riprendano anche questo livello di decorazione e finitura.

RIF: AA.VV., 2004, Katsura la villa imperiale , a cura di Virginia Ponciroli, Electa.
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