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I disabili devono pagare la sosta nelle strisce blu
La Cassazione, Sezione Seconda Civile, con la sentenza n.21271/2009 ha stabilito che anche i disabili hanno l'obbligo di pagare il ticket nelle aree di sosta a pagamento, anche quando non sia stato possibile trovare un'area a loro riservata..La vicenda che ha dato origine alla pronuncia della Suprema Corte inizia nel comune di Palermo, dove un disabile era ricorso al Giudice di pace contro una contravvenzione.
Il Giudice di Pace respingeva l'istanza. L'automobilista però faceva ricorso in Cassazione sostenendo che i soggetti disabili non avendo a disposizione aree di sosta a loro riservate, hanno il diritto di parcheggiare gratuitamente nelle aree di sosta a pagamento. A conforto di questa tesi esistono anche una serie di circolari amministrative, non ultima una nota del Ministero dei Trasporti risalente al febbraio 2006 in cui esplicitamente si affermava la non punibilità del disabile in questi casi.
La Corte di Cassazione ha invece confermato con la sentenza citata l'orientamento espresso dal Giudice di Pace di Palermo, che aveva confermato la liceità della multa inflitta all'automobilista disabile. Queste in sintesi le argomentazioni della sentenza:
1) Non esiste nessuna legge che preveda la gratuità della sosta nelle aree a pagamento per i disabili, le circolari amministrative non hanno infatti valore di legge e costituiscono solo un orientamento interpretativo.
2) Le uniche norme di legge in materia prevedono l'esonero dai limiti di tempo nelle aree con disco orario e l'esonero in alcuni casi dal divieto di parcheggio.
3) L'esigenza di favorire la mobilità dei disabili nulla ha a che vedere con la gratuità della sosta, la quale si configura come un semplice vantaggio economico e non come una modalità che favorisce la mobilità dei disabili (come lo sono invece le norme citate nel punto soprastante).