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Berberina e rischio cardiovascolare: evidenze su lipidi, infiammazione ed endotossiemia

Oggi sappiamo che il rischio cardiovascolare non dipende solo da colesterolo e glicemia.


Le ricerche più recenti mostrano come alterazioni del microbiota intestinale possano favorire la traslocazione dei lipopolisaccaridi (LPS) nel sangue, innescando infiammazione cronica, disfunzione endoteliale e trombosi .


Studi italiani coordinati dal prof. Francesco Violi (Sapienza Università di Roma) hanno evidenziato un meccanismo patogenetico innovativo che collega intestino, LDL e rischio di infarto e ictus.


In questo contesto, la berberina emerge come nutraceutico di interesse:


  • migliora il profilo lipidico
  • modula l infiammazione
  • pu ò contribuire alla riduzione dell endotossiemia di basso grado, soprattutto in condizioni di dismetabolismo e NAFLD


Un approccio integrato che guarda oltre il colesterolo , puntando su intestino, barriera mucosa e infiammazione sistemica.


Approfondimento completo con riferimenti scientifici nel link


//www.erboristeriarcobaleno.it/apparato-circolatorio/lps-nuove-evidenze-oltre-il-colesterolo/


BERBERINA 60 cps
Prezzo: € 29,00


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Berberina è un integratore alimentare a base di berberis aristata titolata al 65% in berberina cloridrato e berberis vulgaris titolata al 98% in berberina cloridrato, con aggiunta di cardo mariano titolato all’80 in silimarina.



La berberina è una sostanza naturale presente in diverse piante della famiglia delle Berberidaceae.


Tradizionalmente utilizzata nella medicina cinese come rimedio per i disordini intestinali, oggi viene utilizzata prevalentemente per i suoi effetti benefici nei confronti dell’apparato cardiovascolare.


Diversi studi scientifici infatti supportano l’idea che la berberina possa avere impatti positivi sulla stabilità della glicemia e sulla riduzione del colesterolo “cattivo” LDL, contribuendo così a migliorare il profilo lipidico del sangue. Il cardo mariano invece è una pianta erbacea tipica del bacino del mediterraneo, il cui frutto, ricco in silimarina, è noto per le sue proprietà depurative nei confronti del fegato.


INGREDIENTI : berberina (Berberis aristata DC., corteccia) e.s. tit. 65% berberina cloridrato; agente di carica: cellulosa microcristallina; agente di rivestimento: idrossi-propil-metilcellulosa (capsula vegetale); berberina (Berberis vulgaris L.,corteccia) e.s. tit. 98% berberina cloridrato; cardo mariano (Silybum marianum (L.) Gaertn., frutto) e.s. tit. 80% silimarina; agente antiagglomerante: sali di magnesio degli acidi grassi. e.s. tit. = estratto secco titolato.


SENZA GLUTINE.


MODALITÀ D’USO : assumere 1 capsula al giorno, preferibilmente al pasto.


INFORMAZIONI NUTRIZIONALI per dose suggerita:
Berberina e.s. 250 mg
da cui berberina cloridrato 187,25 mg
Cardo mariano e.s. 50 mg
da cui silimarina 40 mg



La berberina può essere utilizzata come trattamento ipolipemizzante alternativo per i pazienti che non tollerano le statine.


La berberina , infatti, riduce i livelli di trigliceridi e la pressione sanguigna, nonché il colesterolo totale e LDL (cattivo), contribuendo a ridurre il rischio di malattie cardiache.



Ad esempio, in uno studio su 32 pazienti con colesterolo alto, l’integrazione di berberina per 3 mesi ha ridotto notevolmente il colesterolo totale, i trigliceridi e il colesterolo LDL. È stato anche dimostrato che riduce l’apolipoproteina B del 13-15%, che è un fattore di rischio cardiovascolare molto importante.


In un altro studio su 40 soggetti con problemi di colesterolo moderati, sia la berberina da sola che un integratore multi-ingrediente (berberina, policosanoli, estratto di lievito rosso, acido folico e astaxantina), somministrati quotidianamente per 4 settimane, hanno ridotto il colesterolo totale, LDL e i trigliceridi e aumentato il colesterolo buono (HDL).


Secondo una meta-analisi di 41 studi RCT su un totale di 4.838 adulti con iperlipidemia, l’integrazione di berberina si è rivelata efficace nel ridurre il colesterolo totale (-12,1 mg/dl) e i trigliceridi (-17,4 mg/dl). La riduzione del colesterolo LDL (-9,3 mg/dl) è stata giudicata non statisticamente significativa 16a.


Secondo un’ampia metanalisi della ricerca clinica, i supplementi di berberina in combinazione con la terapia convenzionale (amlodipina) riducono la pressione sistolica dopo 2 mesi. La combinazione ridurrebbe la pressione massima di 5 mmHg e la pressione minima di 2 mmHg rispetto al solo trattamento farmacologico.


Secondo una revisione di 11 studi, l’integrazione di berberina può:


  • -Abbassare il colesterolo totale di 0,61 mmol/L (24 mg/dL).
  • -Ridurre il colesterolo “cattivo” LDL di 0,65 mmol/L (25 mg/dL).
  • -Abbassare i trigliceridi nel sangue di 0,50 mmol/L (44 mg/dL).
  • -Aumentare il colesterolo “buono” HDL di 0,05 mmol/L (2 mg/dL).


Secondo una recente revisione sistematica e meta-analisi di studi clinici randomizzati, la berberina può:


-migliorare l’obesità e l’iperlipidemia riducendo trigliceridi, colesterolo totale e colesterolo LDL, e aumentando l’HDL;
-ridurre la resistenza all’insulina per migliorare il diabete di tipo 2;
-prevenire l’encefalopatia diabetica.


La berberina sembra particolarmente efficace nell’abbassare la glicemia in persone diabetiche.


In uno studio, la berberina (500mg, 3 volte al giorno per 3 mesi) ha esibito un’efficacia simile alla metformina (un farmaco per il diabete). Ha ridotto i livelli di emoglobina glicata, glicemia a digiuno, glicemia post-prandiale e i livelli di trigliceridi in 36 pazienti con diabete di tipo 2.


Nell’altra metà dello studio, 48 pazienti con diabete di tipo 2 trattati con berberina hanno ottenuto risultati simili e hanno anche ridotto i livelli di insulina plasmatica. Anche il colesterolo totale e quello cattivo (LDL) sono diminuiti.


LPS: nuove evidenze oltre il colesterolo