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Shilajit: il “nettare di montagna” ricchissimo di acido fulvico


Lo Shilajit è una sostanza naturale che si forma nelle regioni montuose himalayane dalla lenta decomposizione di materiale vegetale intrappolato nelle rocce d’alta quota.


Si tratta di un composto estremamente ricco di:


  • acido fulvico, la sua componente più studiata;
  • minerali biodisponibili (oltre 80 oligoelementi);
  • aminoacidi ed elettroliti
  • antiossidanti naturali


Nella tradizione ayurvedica è considerato un rasayana, cioè un rimedio rinvigorente capace di sostenere energia, vitalità e longevità.

//www.erboristeriarcobaleno.it/prodotto/shilajit-puro-monti-altaj-15-gr/


shilajit SHILAJIT PURO Monti Altaj, 15 gr
antico rimedio ayurvedico e tibetano
Prezzo: € 22,00


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In sanscrito, shilajit significa “conquistatore di montagne e distruttore di debolezza”. Shilajit è un essudato di roccia himalayana, che offre un concentrato di 85 minerali in forma ionica, oltre ad acido fulvico e acido umico, noti per le loro proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.
L’essudato di roccia viene purificato in più passaggi per oltre un mese con acqua di sorgente sino a ridursi ad un terzo. Poi viene essiccato al sole e polverizzato con mortaio. Shilajit è indicato in caso di aumentato fabbisogno di minerali da parte dell’organismo.


COMPOSIZIONE


  • 65-80% di componente minerale, 20-35% materia organica
  • efficace fitocomplesso
  • più di 85 minerali in forma ionica
  • 60 macro e micro elementi (magnesio, calcio, fosforo, ferro…)
  • un ampio spettro di vitamine (A, E, B1, B2, B3, B6, B12, C…)
  • aminoacidi essenziali e aminoacidi non essenziali
  • acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi
  • ottima fonte di selenio
  • fosfolipidi
  • acido umico
  • acido fulvico in dosi elevate (80%)


DOSE CONSIGLIATA : da 0,2g a 0,6g al giorno (grandezza di un seme di pisello) La dose giornaliera consigliata non deve essere superata.
Dopo tre settimane di utilizzo si consiglia di fare una settimana di pausa.


USO : sciogliere la resina nell’acqua calda entro i 39°C. Si suggerisce di impiegare acqua filtrata e preferibilmente non clorata. Le prime dosi devono essere non più grandi di un chicco di grano, fino a raggiungere, gradualmente, la grandezza di un seme di pisello.