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Alimenti ultra-processati (upf)

La crescente incidenza di patologie croniche, infiammatorie, autoimmuni, metaboliche e neurodegenerative è oggi sempre più spesso correlata a modelli alimentari dominati dagli UPF, che agiscono su più livelli: metabolico, immunologico, neurologico, endocrino e persino epigenetico.
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Cosa sono gli alimenti ultra-processati?
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Il termine UPF è stato coniato oltre 15 anni fa dal nutrizionista brasiliano Carlos Monteiro e dal suo team presso il Center for Epidemiological Research in Nutrition and Health (NUPENS) dell’Università di San Paolo. In uno studio pubblicato su Public Health Nutrition (2009), gli autori identificarono gli UPF come alimenti sottoposti a processi industriali intensivi, finalizzati ad aumentarne la conservabilità, la palatabilità e l’aspetto visivo, ma con un valore nutrizionale spesso scarso o trascurabile (Monteiro et al., 2009 – Public Health Nutrition).
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Gli alimenti ultra-processati non sono veleni in senso stretto, ma rappresentano un fattore di rischio significativo, soprattutto per chi ha una predisposizione individuale a sviluppare malattie metaboliche, cardiovascolari e neurologiche.
The Guardian ha recentemente riportato i risultati di un’importante indagine internazionale condotta da Eduardo A.F. Nilson et al., pubblicata sull’American Journal of Preventive Medicine (2025), che stima che il 14% delle morti premature in Inghilterra sia attribuibile al consumo eccessivo di UPF.
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Ogni aumento del 10% nell’assunzione di UPF è associato a un incremento del 3% del rischio di morte prima dei 75 anni (Nilson et al., 2025 – AJPM).
La trappola degli alimenti Ultra-Processati (UPF)
































UPF e povertà di micronutrienti: una malnutrizione moderna e silente


Uno degli aspetti più gravi ma spesso trascurati legati al consumo abituale di UPF è la loro estrema povertà in micronutrienti essenziali, tra cui vitamine (soprattutto del gruppo B, D, C, E), minerali (magnesio, zinco, ferro, selenio, potassio), acidi grassi polinsaturi omega-3, enzimi e fitocomposti bioattivi.


Questi nutrienti, pur presenti in tracce, sono fondamentali per la detossificazione, l’immunocompetenza, il metabolismo energetico mitocondriale, la protezione antiossidante e la regolazione ormonale .


La moderna “malnutrizione da eccesso” si caratterizza proprio per questo: un eccesso calorico abbinato a un deficit di nutrienti funzionali . I processi industriali – tra cui l’estrusione, il raffinamento, la cottura ad alte temperature, la rimozione di fibre e la sintesi di ingredienti artificiali – distruggono o rendono inassimilabili molti micronutrienti originari.


Questa condizione, nota come “hidden hunger” (fame nascosta), colpisce ampie fasce della popolazione, in particolare adolescenti, anziani, soggetti con patologie croniche, disturbi gastrointestinali, stress cronico o aumentato fabbisogno (gravidanza, sportivi, lavoratori turnisti, ecc.).


Integrazione nutrizionale: una necessità clinica, non una moda


In un simile contesto, l’integrazione nutrizionale non può più essere vista come superflua o accessoria , ma assume un ruolo centrale nella prevenzione e nel supporto terapeutico. Una supplementazione mirata e di qualità può compensare le carenze indotte dagli UPF e ristabilire un’omeostasi fisiologica compromessa .


Tuttavia, l’integrazione deve essere:


  • personalizzata , in base a fattori clinici, età, stile di vita e assorbimento individuale;
  • scientificamente fondata , con formulazioni biodisponibili e ben tollerate;
  • sinergica , capace di interagire con i processi cellulari e non limitata alla semplice “copertura” di una carenza.

Micronutrienti come la vitamina D, il magnesio, le vitamine B6-B12-folati, lo zinco, il ferro, gli omega-3, i polifenoli e la vitamina C svolgono ruoli chiave nella riduzione dell’infiammazione, nella protezione neuronale, nel miglioramento della sensibilità insulinica, nella risposta immunitaria e nella sintesi di neurotrasmettitori.


Verso un nuovo paradigma alimentare e nutrizionale


Contrastare gli effetti nocivi degli UPF richiede una profonda trasformazione del modello alimentare , incentrata sul ritorno a cibi integri, ricchi di nutrienti , su una filiera etica e su una integrazione nutraceutica consapevole e funzionale .


In un’epoca segnata da alimenti “morti” e da organismi biologicamente impoveriti, nutrire in profondità significa scegliere la vitalità : attraverso il cibo vero, ma anche con il supporto intelligente della scienza della nutrizione, affinché il corpo possa ripararsi, difendersi e rigenerarsi.


Integratori essenziali (linkati) per contrastare gli effetti degli alimenti ultra-processati (UPF)


Funzione fisiologica


Integratori/Nutrienti


Benefici principali


Note pratiche


Immunomodulazione


Vitamina D3 (1000–4000 UI)
Zinco (10–30 mg)
– Selenio (50–100 mcg)
Lattoferrina


Sostegno alla risposta immunitaria, regolazione infiammatoria, azione antivirale


Fondamentali in caso di carenze da dieta industriale


Antiossidazione cellulare


Vitamina C (500–1000 mg)
Coenzima Q10
Glutatione / NAC
Astaxantina
Polifenoli


Riduzione dello stress ossidativo, protezione dai radicali liberi e dai processi infiammatori cronici


Indispensabili nei soggetti stressati o con infiammazione silente


Equilibrio metabolico


Magnesio (citrato/bisglicinato)
– Cromo picolinato
Acido alfa-lipoico
Berberina
Vitamine B attive


Regolazione glicemica e insulinica, supporto alla funzione mitocondriale


Indicati in diabesità, sindrome metabolica, stanchezza cronica


Microbiota intestinale


Prebiotici (inulina, FOS)
Probiotici selezionati ( Lactobacillus , Bifidobacterium )
Postbiotici , glutammina


Ripristino della flora intestinale, integrità della barriera mucosa, riduzione della permeabilità intestinale


Cruciali per contrastare la disbiosi da UPF


Neuroprotezione/psiconeuro


Omega-3 (EPA/DHA 1–2 g)
Vitamina B12 (metilcobalamina)
Fosfatidilserina
Bacopa, Rhodiola , L- teanina


Miglioramento di umore, memoria, focus, protezione da neuroinfiammazione


Utile in caso di ansia, depressione, stanchezza mentale, burnout


Detossificazione epatica


Silimarina
Curcumina BCM-95 / Meriva®
NAC
MSM
Shilajit


Stimolazione degli enzimi epatici di fase I/II, rimozione tossine e xenobiotici


Indicati in chi consuma UPF e vive in ambienti inquinati


Energia e mitocondri


– NADH / NR (nicotinamide riboside)
CoQ10
Acido alfa-lipoico
L-carnitina
– PQQ


Ricarica mitocondriale, contrasto alla fatica cronica, prevenzione dell’invecchiamento precoce


Strategici per vitalità e prevenzione in soggetti affaticati e sedentari




Note finali


  • L’integrazione non sostituisce una dieta sana , ma è un supporto clinico e preventivo strategico in un mondo dominato da cibi impoveriti.
  • Preferire formulazioni certificate, testate, ad alta biodisponibilità , evitando prodotti economici con eccipienti artificiali.
  • Una valutazione professionale è consigliabile per personalizzare i dosaggi e verificarne l’utilità nei casi specifici.

La trappola degli alimenti Ultra-Processati (UPF)