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Comunicati Stampa

Nell'accertamento vanno considerati anche gli sfridi

Con un avviso di accertamento l'Amministrazione finanziaria aveva rettificato il reddito di impresa di una società agricola, contestando una discrepanza tra le giacenze di magazzino e la quantità di merci vendute nell'ultimo mese dell'anno cui era riferito l'accertamento. In buona sostanza, l'Ufficio accertatore, sulla base di tale discrepanza, era giunto all conclusione che le merci non rinvenute in magazzino fossero state cedute "in nero".


Il giudice di merito, dando ragione al contribuente, ha ritenuto che l'omessa contabilizzazione dei ricavi, che era stata individuata con la ricostruzione algebrica delle giacenze e non individuando le specifiche cessioni non fatturate, fosse fondata su una presunzione che da sola non poteva legittimare la conclusione di inattendibilità delle scritture contabili con l'ulteriore conseguenza di rettifica (in aumento) del reddito d'impresa imponibile).


L'accertamento è inoltre da ritenersi infondato poiché nella determinazione delle giacenze non sono stati considerati, accanto ai cali naturali, gli sfridi per lo scarto della merce avariata e per i rabbocchi delle confezioni.


Gli sfridi, in particolare, erano stato documentati tramite fotografie e la loro presenza vale a superare le discrepanze riscontrate nell'inventario dai verificatori e, nella specie, giustifica la differenza inventariale, che era stata determinata solo algebricamente dall'Amministrazione finanziaria.


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