Comunicati Stampa
Taormina - convegno nazionale "la legge 54/06, bilanci e prospettive"
RESOCONTO DEL CONVEGNO NAZIONALE AMI
“Propongo l’introduzione della doppia residenza per i minori”: così l’onorevole Maurizio Paniz, nominato socio onorario dell’AMI, ha dato avvio al suo intervento al convegno dell’Associazione Matrimonialisti Italiani, organizzato venerdì 4 luglio all’hotel Villa Diodoro di Taormina sul tema ‘Legge 54/2006, bilancio e prospettive dell’affidamento condiviso’ , difendendo a spada tratta la legge che porta il suo nome a due anni dall’entrata in vigore. La proposta della doppia residenza per i minori che subiscono le vicende separative e divorzili dei genitori cammina di pari passo con quella del “riconoscimento giuridico della figura del mediatore familiare” e dell’ “affinamento dell’istituto del ricorso sanzionatorio nei confronti del genitore che viene meno agli obblighi impostigli dalla legge”. Paniz ha così individuato i tre punti su cui lavorerà in futuro. Relatore al tavolo con i giudici Bruno De Filippis e Gianluca Grasso e con gli avvocati Gian Ettore Gassani (presidente nazionale dell’Associazione Matrimonialisti Italiani) e Cesare Rimini, ha definito la Legge 54/06 “equilibrata ed innovatrice” smontando le tesi di magistrati ed associazioni che, invece, due anni fa avevano bollato come peggiorativo il testo approvato in Parlamento. “Parlano i numeri: già dopo 9 mesi dall’entrata in vigore della legge le separazioni giudiziali erano diminuite del 6%. La Legge ha introdotto un approccio rivoluzionario alla materia perché capovolge psicologicamente la visione dei genitori che oggi sanno di non trovarsi di fronte la regola dell’affidamento esclusivo (che inasprisce ab origine i rapporti e quindi provoca conflittualità) ma l’affidamento condiviso, derogabile nella prima declinazione solo in particolarissimi, rari ed ampiamente motivati casi”. Attacca: “Tra i più refrattari, all’inizio, c’erano i giudici”. Numeri alla mano, conclude: “Questa Legge difende il coniuge debole e fa l’interesse esclusivo dei minori. Oggi è applicata nel 90% dei Tribunali italiani, seppure per la sua piena metabolizzazione dovranno trascorrere almeno altri tre anni”.
Il convegno si era aperto con le introduzioni dell’avvocato Francesco Marullo di Condoianni (Presidente Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Messina), dell’On. avv. Salvatore Torrisi (Presidente Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Catania – Componente Commissione Giustizia della Camera dei Deputati); dell’avv. Francesco Genovese (Presidente sezione distrettuale A.M.I. Messina); dell’avv.Paola Barbara Giurato (Presidente sezione distrettuale A.M.I. Catania); dell’avv. Miriam Fanella (Presidente sezione distrettuale A.M.I. Caltanissetta); dell’avv. Donatella Sanzo (Presidente sezione distrettuale A.M.I. Palermo).
Pienamente d’accordo sui tempi ancora non maturi per la piena applicazione dei principi portanti delle Legge 54/06 si è detto il giudice Bruno de Filippis (Magistrato c/o Corte d’Appello Salerno) mentre il suo collega giudice Gianluca Grasso (Magistrato c/o Tribunale Barcellona Pozzo di Gotto) ha provocatoriamente chiesto agli avvocati di proporgli domanda di sanzione a carico del genitore inadempiente “altrimenti sarà impossibile l’applicazione del principio”. Il decano degli avvocati matrimonialisti italiani, Cesare Rimini, ha definito “bambina” la legge Paniz in quanto sostanzialmente inapplicata nel suo spirito anche per colpa “dei magistrati”. “Grave: una giustizia che arriva tardi in materia di tutela dei diritti dei minori che senso ha?”. Maurizio Quilici (Presidente Isp – Istituto Studi sulla Paternità) ha poi messo in evidenza le contraddizioni del sistema giudiziario italiano in materia di applicazione del principio di bigenitorialità, specie in caso di alta conflittualità ei coniugi. L’avvocato Gian Ettore Gassani (presidente nazionale AMI) ha dapprima annunciato la battaglia dell’associazione “per l’istituzione dell’albo degli avvocati matrimonialisti”, poi la battaglia per l’istituzione del “Tribunale della famiglia” composto da “interlocutori altamente specializzati”. Il tribunale della famiglia viene così elevato a “strumento esenziale per una veloce, piena e corretta applicazione di una grande legge quale è la Paniz”. Gassani conclude: “Oggi in Italia l’applicazione del principio dell’affidamento condiviso è quasi esclusivamente formale, non sostanziale. E’ un affidamento condiviso finto, svuotato di quei contenuti che la legge che lo istituisce intende invece fare salvi”.
Infine gli interventi della professoressa Lina Grimaldi di Terresena (Psichiatra, psicoterapeuta, professore aggregato di psichiatria Università di Catania), del dottore Michele Spada (psicologo, psicoterapeuta).
Al convegno hanno partecipato circa 300 avvocati provenienti da Sicilia, Calabria, Campania, Puglia, Lazio e Basilicata.