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CACCIA AL TOPO! SCOPRIAMO COME COMBATTERLO CON LA LINEA DIFESA AMBIENTI Linfa.

PREMESSA
I topi producono diversi danni, ma i più temuti sono quelli legati alla trasmissione di malattie (leptospirosi, salmonellosi, colera, ecc.). Per tradizione la caccia al topo più efficace è quella condotta con l’aiuto del gatto, grazioso felino e ottimo predatore di questi temibili roditori. Purtroppo, l’evoluzione ambientale e le abitudini sempre più casalinghe dei gatti hanno però favorito il diffondersi dei topi: le discariche gigantesche, le reti fognarie infinite e le montagne di rifiuti organici hanno agevolato fortemente il loro moltiplicarsi, mentre la vita domestica dei gatti ha ridotto il loro istinto predatorio, rendendoli sempre meno propensi alla caccia.


TOPI DI CITTÀ E TOPI DI CAMPAGNA
La specie prevalente nell’ambiente urbano è la PANTEGANA (Rattus norvegicus), un grosso ratto longilineo, di colore grigio-marrone, col petto di colore più chiaro. Le sue abitudine sono prevalentemente notturne, vive nelle fogne, lungo i canali e nelle parti basse degli edifici: nello stesso tempo è un ottimo scalatore e risale con facilità lungo canne e condotte.


PANTEGANA (Rattus norvegicus)
Indole: aggressiva
Dimensione: 25-30 cm.
Alimentazione: onnivoro
Orecchie: ben visibili
Coda: lunga come il corpo
Corporatura: allungata
Testa: affusolata
Maturità sessuale: 3 mesi
Gestazione: 21-24 giorni


Come gli altri topi, devasta i magazzini alimentari e le scorte di mangimi, contamina i luoghi che frequenta con deiezioni, peli, parassiti e microrganismi. Spesso ricerca il cibo nei cumuli di immondizia che sono forniti di scarti organici oppure fa razzia di uova e di neonati di diverse specie animali (soprattutto nei pollai). L’abitudine di rodere imballaggi, mobili, fili elettrici, tubi e coibentazioni è dovuta alla necessità di limare i robusti incisivi.


Simile è il RATTO NERO DEI TETTI (Rattus rattus): si distingue perché ha la coda più lunga del corpo, è meno aggressivo della Pantegana e ha un raggio d’azione più limitato. A differenza della Pantegana, il Ratto nero dei tetti è prettamente erbivoro: si nutre in prevalenza di cereali, frutta e granaglie, depredando i silo nelle aree rurali e portuali e causando danni ingenti, in quanto contamina il cibo con urina ed escrementi, rendendosi così veicolo di numerose malattie, come la leptospirosi.


RATTO NERO DEI TETTI (Rattus rattus)
Indole: diffidente
Dimensione: 20 cm.
Alimentazione: onnivoro
Orecchie: ben visibili
Coda: più lunga del corpo
Corporatura: allungata
Testa: affusolata
Maturità sessuale: 2-3 mesi
Gestazione: 20-22 giorni


Il TOPOLINO DELLE CASE (Mus musculus) d’inverno si ritira dai campi e penetra nelle abitazioni. Molto più piccolo dei ratti (gli adulti misurano una ventina di centimetri, di cui la metà o poco meno spetta alla coda), consuma quantità limitate di cibo (circa 3 grammi al giorno in più di 10 assunzioni) ma è comunque da temere per la diffusione delle malattie.


TOPOLINO DOMESTICO (Mus musculus)
Indole: diffidente
Dimensione: 10 cm.
Alimentazione: onnivoro
Orecchie: ben visibili
Coda: lunga come il corpo
Corporatura: allungata
Testa: affusolata
Maturità sessuale: 2-3 mesi
Gestazione: 18-20 giorni


Le ARVICOLE comprendono specie erbivore prevalentemente agricole. Si riconoscono per la coda corta e pelosa, la testa tozza e le orecchie piccole aderenti al cranio. Nelle nostre campagne sono diffuse l’ARVICOLA DI SAVI (Pitymys savii) e l’ARVICOLA CAMPESTRE (Microtus arvalis), che scavano tane nei prati e razziano colture come carciofai o frutteti, in particolare meleti. L’ARVICOLA TERRESTRE o Ratto d’acqua (Arvicola terrestris) è più grande delle prime due ed è comune nei canali e nelle risaie.


ARVICOLE O TOPI CAMPAGNOLI (Pitymys savi - Microtus arvalis - Arvicola terrestris)
Indole: diffidente
Dimensione: da 3 a 10 cm.
Alimentazione: in prevalenza
vegetariana
Orecchie: piccole e aderenti
al cranio
Coda: corta
Corporatura: tozza
Testa: tozza
Maturità sessuale: 2-3 mesi
Gestazione: 18-20 giorni


LA LOTTA
Un intervento derattizzante deve fare i conti con il forte istinto di sopravvivenza dei topi (difficile dire quanto esso sia dovuto alla furbizia e quanto alla paura delle novità): non basta infatti distribuire esche avvelenate o posizionare trappole adesive, ma occorre mettere in atto delle strategie che tengano conto delle loro dimensioni e abitudini, oltre alle caratteristiche dell’ambiente infestato. I topi hanno un atteggiamento gregario e diffidente nei confronti delle novità e da una grande capacità di comunicazione: un topo preso in trappola lancia segnali di pericolo che mettono in allarme i consimili; un cibo nuovo viene assunto solo a piccole dosi e dai più anziani, mentre i giovani, prima di mangiare, rimangono per qualche giorno in attesa di eventuali segnali negativi.


TRAPPOLE
In alcune situazioni i percorsi e gli obiettivi dei topi possono risultare ben evidenti, ma più spesso non è chiaro da dove vengano e cosa susciti il loro interesse. Tra le molte e diverse tecniche che permettono di individuare i loro movimenti, una delle più semplici consiste nello spargere per terra del talco o della farina in modo che rimanga traccia delle impronte.
Qualora si tratti di un topo solitario capitato accidentalmente in casa o in magazzino, o anche come semplice monitoraggio prima di decidere un intervento di derattizzazione su più larga scala, è possibile intervenire con trappole meccaniche o con supporti adesivi, adatti soprattutto per animaletti di piccola-media taglia. La cattura di un topo con le trappole non è cosa facile, ma le probabilità aumentano se ci si attiene ad alcune regole elementari. Oltre alla necessaria pazienza, sarà bene:


• sanificare l’area infestata, garantendo una buona pulizia e la rimozione o chiusura dei possibili nascondigli;
• asportare dai locali interessati tutti gli alimenti presenti, lasciando solo le trappole.


Quando ciò non risulti possibile occorre avere molta cura nel posizionarle, localizzandole dove si possibile la facile ispezione;


  • porre le trappole in anfratti naturali, meglio se bui, oppure creati artificialmente;
  • quando possibile, è bene fissare le trappole, per evitare che i topi più grossi possano trascinarsele appresso;
  • posizionare nelle trappole dei prodotti appetiti (il formaggio non sempre funziona ed è meglio usare cioccolato, mele e patate);
  • non lavorare mai a mani nude. I topi sono infatti molto diffidenti e percepirebbero facilmente l’odore dell’uomo;
  • eliminare rapidamente i topi eventualmente catturati.
  • Il vantaggio delle trappole è quello di evitare l’impiego di prodotti chimici “velenosi”, di poter verificare facilmente se la cattura è andata a buon fine e di potersi sbarazzare facilmente delle carcasse.

    Nella linea Trappole Adesive Necorat di Linfa sono disponibili tre soluzioni:
  • 1) Necorat Tabula - supporto in legno con attrattivo goloso a distanza, consente la cattura di ratti anche di grosse dimenzioni oltre ai topolini domestici;
  • 2) Necorat Tunnel - supporto in cartone con attrattivo goloso a distanza studiato per la cattura dei topolini domestici e arvicole;
  • 3) Necorat Visck - classica colla topicida non velenosa da applicare sul supporto più idoneo (legno, plastica, cartone, ecc...) per la cattura di topi e ratti di qualsiasi dimensione.

    ESCHE RATTICIDE
    La morte sopraggiunta con le trappole è però così violenta da allarmare facilmente la colonia. Quando i danni sono evidenti e i roditori facilmente visibili, significa che la popolazione è numerosa e l’uso delle trappole sortirebbe scarsi risultati. In questi casi l’intervento deve avere come obiettivo l’eliminazione della totalità dei topi e, a tale scopo, servono le esche avvelenate in quanto possono essere consumate da tutto il gruppo. Le esche sono dei supporti appetibili a cui sono state aggiunti particolari principi attivi (si veda il paragrafo successivo) e quindi, assumendole, i topi ingeriscono anche le sostanze letali. La scelta tra i diversi supporti appetibili oggi presenti sul mercato va effettuata a seconda dei roditori e degli ambienti da derattizzare:

  • negli ambienti interni e contro roditori di piccole dimensioni è indicato l’uso delle granaglie o dei cilindretti compressi (pellet);
  • all’esterno, purchè in zone riparate dall’eccessiva umidità (es. porticati, rustici, ecc.) o per i topi più grossi, sono di migliore impiego le esche in pasta;
  • infine, per la derattizzazione di tombini, pozzetti soggetti ad allagamento, canali, fossati, cioè in ambienti ad elevata umidità, è opportuno l’impiego dei blocchetti cerosi (i cosiddetti paraffinati o esche paraffinate).

    Ovviamente sarà sempre necessario impiegare delle esche più appetibili rispetto alle alternative alimentari già presenti nel luogo da disinfestare. Facendo sempre molta attenzione a non toccarle direttamente con le mani, per ottenere buoni risultati è necessario controllare periodicamente lo stato delle esche e reintegrarle regolarmente fino a quando i roditori continuano a cibarsene. Anche per le esche sono da ritenersi valide le precauzioni generali indicate per le trappole. Benchè sia sempre necessario l’impiego di appositi distributori:

    • alle esche si conferiscono colorazioni molto vivaci al fine di consentirne la facile individuazione, evitando di poterle confondere con prodotti d’impiego alimentare;
    • alle esche si aggiungono sostanze amaricanti (es. Denatonio Benzoato). Con le esche ratticide, infatti, il vero pericolo per i bambini non è tanto quello d’ingerire accidentalmente un boccone, quanto di ripetere l’azione fino al raggiungimento della dose letale. La funzione di queste sostanze amare (dall’inglese “bitter agents”), di solito aggiunte alla concentrazione di 10 ppm, è proprio questa: alla prima ingestione il bambino avvertirà un gusto sgradevole che scoraggerà l’ulteriore assunzione.


PRINCIPI ATTIVI RATTICIDI


Intorno agli anni ’70 sono stati introdotti i cosiddetti anticoagulanti di seconda generazione (SGAR - Second Generation Anticoagulant Rodenticides), come il Brodifacoum, Bromadiolone, Difenacoum, Difetialone , Flocoumafen. Appartenenti alla grande famiglia chimica delle cumarine, sono più rapidi nell’azione e quindi hanno reso più difficoltosa l’instaurazione di fenomeni di resistenza rispetto agli anticoagulanti di prima generazione in precedenza utilizzati. Il principio attivo contenuto in tutte le esche Necorat è il Brodifacoum, anticoagulante cumarinico di seconda generazione (scelto appositamente da Linfa in quanto è sufficiente una singola ingesione per determinare la morte del ratto o del topo con una quantità di dosaggio nettamente inferiore, rispetto agli altri principi attivi dello stesso gruppo, per raggiungere la DL50). Il suo meccanismo d'azione si basa sul progressivo consumo delle riserve epatiche di Vitamina K con la conseguente induzione di emorragie. La morte dei roditori non è immediata ma si manifesta, anche in funzione della quantità ingerita, con un ritardo da alcune ore ad alcuni giorni: presi dal senso di soffocamento, topi e ratti ricercano l'aria, andando a morire all'aperto senza suscitare "diffidenza" nel gruppo, condizione fondamentale per perseguire il più ampio abbattimento con la minore probabilità d'insorgenza di fenomeni assuefattivi.


DISTRIBUTORE UNIVERSALE ESCHE RATTICIDE


La distribuzione delle esche ratticide comporta sempre un certo rischio per i bambini e gli animali domestici che, anche accidentalmente, potrebbero ingerirle. Le esche dovrebbero quindi essere sempre nascoste alla vista e protette adeguatamente. Linfa propone Necorat Dispenser, un erogatore di esche ratticide (grani, pasta o blocchi paraffinati) di dimensione idonea per un impiego universale (topolini, topi, ratti) per applicazioni in ambito domestico o professionale, garantendo anche il rispetto delle norme relative ai rodenticidi e delle norme HACCP in materia di sicurezza.


BREVI CENNI REGOLATORI
In data 20.07.2016 è stato pubblicato il Regolamento (UE) 2016/1179 (9° ATP del CLP) che riclassifica tutte le sostanze attive anticoagulanti. Per effetto della nuova classificazione, a partire dal 1° marzo 2018 tutti i prodotti devono riportare in etichetta il pittogramma GHS08 e adeguate frasi di rischio in funzione del contenuto % di principio attivo:
• H360D - Può nuocere al feto (frase presente solo per concentrazioni maggiori o uguali a 30 ppm);
• H373 - Può provocare danni agli organi (sangue) in caso di esposizione prolungata o ripetuta (frase presente in tutte le esche).


Nel luglio 2017 la Commissione Europea ha pubblicato i regolamenti per il rinnovo delle autorizzazioni dei prodotti rodenticidi, definendo particolari condizioni di “formato” per ogni categoria di utilizzatore:


  • GENERAL PUBLIC (utilizzatore non professionale o amatoriale) - Persone che ne fanno uso in ambito privato. Questo utilizzatore potrà acquistare soltanto esche contenenti una concentrazione di principio attivo inferiore a 30 ppm (0,0030%) in un formato commerciale NON SUPERIORE a 150 grammi oppure 300 grammi. Le esche di più difficile controllo durante la distribuzione (grani e pellet), pur nel rispetto dei formati massimi indicati, dovranno inoltre essere vendute in bustine monodose. Nella gamma Linfa per questa categoria sono disponibili: Necorat Grani, Necorat Pasta, Necorat Wax.

  • PROFESSIONAL (utilizzatore professionale) - Persone che ne fanno uso nell’ambito di un’attività professionale o d’impresa. Questa categoria di utilizzatore potrà acquistare esche topicide a qualunque concentrazione di principio attivo e formato minimo non inferiore a 5 Kg, abbassato dall’Italia a 1,5 Kg.

  • TRAINED PROFESSIONAL (professionista formato) - Persone che utilizzano i topicidi nell’ambito dell’esercizio di impresa di derattizzazione. A regime saranno pubblicati appositi albi dei disinfestatori professionali. Questa categoria di utilizzatore potrà acquistare esche topicide a qualunque concentrazione di principio attivo e formato minimo non inferiore a 5 Kg, abbassato dall’Italia a 1,5 Kg.

    Nella gamma Linfa per le categorie Professional e Trained Professional sono disponibili Necorat Grani Uso Professionale, Necorat Pasta Professional, Necorat Wax Professional.